Raiclick, e’ questo il servizio pubblico?

Riporto quanto riportato dal mio amico Stragatto sul suo blog:

Chi tentasse di vedere i video delle olimpiadi dal sito raiclick.it, cliccando sula dicitura:

“Clicca qui per visualizzare i requisiti minimi necessari per la visione dei programmi del sito raiclick.rai.it nel periodo delle Olimpiadi di Torino (10-26 febbraio 2006)”
vede aprirsi un popup che contiene il seguente testo:

“Gentile cliente, ti ricordiamo che nel periodo dal 10/02/2006 al 28/02/2006, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, per navigare e vedere i programmi del sito www.raiclick.rai.it sarà necessario soddisfare alcuni requisiti minimi di sistema:
1) In rispetto alla normativa disposta dal Comitato Olimpico per la trasmissione delle gare via Internet, sarà autorizzato l’accesso ai video del portale www.raiclick.rai.it unicamente agli utenti localizzati all’interno del confine italiano.
2) Per accedere a tutti i contenuti del sito Rai Click, raccomandiamo di transitare sempre per la Home Page del sito www.raiclick.rai.it.
3) La navigazione e la visione dei programmi supporterà unicamente gli utenti che utilizzano browser Internet Explorer 5.5, e superiori.

Nota: altre piattaforme hardware o software (Mac, Unix, Linux, ecc) non sono compatibili.”

Non viene neppure menzionato il fatto che neanche i moltissimi utenti Windows che preferiscono usare il piu’ sicuro e veloce browser Firefox “sono compatibili”, a meno che non rinuncino – almeno temporaneamente – al loro browser preferito.

Che un servizio pubblico supporti in modo cosi’ sfacciato una azienda privata (per giunta non nazionale come la Microsoft) negando addirittura il servizio a chi non e’ cliente della suddetta azienda, veramente non depone certo a favore della “professionalita'” del team di raiclick.it.

Sono ancora tanti i passi da fare prima che la gente si renda conto…
Ma stragatto ancora continua e precisa:

Scusate, mi sono sbagliato e sono qui per farne pubblica ammenda.
Nel post precedente, infatti, ho dubitato della professionalita’ del team di raiclick.it; laddove invece, a quanto pare, non di difetto, ma di eccesso di professionalita’ si trattava.
Solo che – e qui sta il mio errore – ritenevo a torto che la professionalita’ dovesse essere rivolta al servizio degli utenti.
Bene, mi sbagliavo: avevo dimenticato la lezione di Jeremy Rifkin (“L’era dell’accesso”). No, leviamoci dalla testa idee sorpassate come quella che un servizio pubblico debba servire gli utenti: il destinatario unico del servizio e’ solo lo sponsor, ufficiale o no che sia, anche se questo significa escludere dal servizio (che quindi anche se si definisce “pubblico” diventa cosi’ privato) una larga fascia di utenti: tutti quelli che non hanno acquistato il prodotto dello sponsor.
Il mezzo per compiacere lo sponsor in questo modo oggi c’e’, si chiama DRM (Digital Rights Management) e ne abbiamo avuto un assaggio.
Voglio sperare pero’ che non tutto il male sia venuto per nuocere, nel senso che sia stata questa una occasione per far toccare con mano a tanti, che non conoscevano questa sigla DRM, quali ne siano le applicazioni e i risultati.
E soprattutto a togliersi definitivanente dalla testa la curiosa idea che il destinatario di un servizio “pubblico” come la RAI sia davvero il pubblico.
Qui l’articolo di Punto Informatico su DRM, raiclick.it e Olimpiadi.

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