L’orologio…

Poco tempo ultimamente per scrivere… ho davvero poco tempo per scrivere qui.
Ci sta molto bene questa poesia di Baudelaire, tirata fuori dal cilindro giusto ora mentre mi perdevo nei meandri del filesystem del mio computer. 🙂

L’orologio (Baudelaire)

Orologio, dio sinistro, pauroso, impassibile, il cui dito ci
minaccia dicendoci « Ricordati! ». Vibranti Dolori si
configgeranno presto nel tuo cuore come in un bersaglio;

il vaporoso Piacere fuggirà verso l’orizzonte come una silfide
in fondo al palcoscenico; ogni istante ti divora un po’ di quel
piacere che viene accordato all’uomo fin che dura il suo tempo.

Tremilaseicento volte all’ora il secondo mormora « Ricordati! ».
Rapido, con la sua voce d’insetto, l’Adesso dice: Io sono l’Allora,
ho pompato la tua vita con la mia troba immonda!

Remeber! Ricordati, prodigo! Esto memor! (La mia gola metallica
pronuncia tutte le lingue.) I minuti, o sventurato mortale,
sono delle sabbie che non bisogna abbandonare senza estrarne un
po’ d’oro!

Ricordati che il Tempo è un giocatore avido che vince senza
barare, a ogni colpo. È la legge. Decresce il giorno, la notte
avanza. Ricordati! L’abisso ha sempre sete, la clessidra si
svuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso, l’augusta Virtù,
tua sposa ancora intatta, il Pentimento stesso (ahi, ultimo
rifugio), ogni cosa ti dirà: « Muori, vecchio vigliacco, ormai
è troppo tardi. »

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