Il Vallo di Noto: il barocco siciliano patrimonio dell’umanità

Propongo qui in anteprima il reportage che verrà pubblicato su Sicilyreporter.com
Per questo reportage potevo usare solo 10 foto. Il resto dell’album lo trovate qui su flickr.com.


Approfittando di una gita natalizia con amici alla volta di Portopalo di Capo Passero per mangiare pesce, con tappe a Noto e Siracusa, ho portato con me l’attrezzatura sicuro che ci sarebbe stato qualcosa di interessante da fotografare.
Ed in effetti non me ne sono pentito!Ho iniziato a scattare fin da dentro la macchina, essendo ospite non alla guida…

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Vi assicuro che per la realizzazione di questo reportage avrei dovuto utilizzare più delle 10 foto concesse… fare una cernita è stato un lavoro durissimo ed estenuante! 😀

Prima tappa nella mattina, Noto.

In antichità il “Val di Noto”, era un territorio della Sicilia Orientale che corrispondeva alla punta a sud dell’isola, tra la provincia di Ragusa, di Siracusa e in parte di Catania (la parte piu’ a sud).
Infatti un tempo, in epoca arabo-normanna, l’isola era divisa in tre “Valli” (il termine “Val” infatti sta per “Vallo” e non “valle”) ognuna convernata da differenti “reggenti”.
Oltre al Val di Noto esisteva la Val di Mazara e la Val Demone.

Tra tutte le città del Val di Noto, i comuni di Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli nel 2002 sono entrati nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO grazie al barocco siciliano.

Il centro storico di Noto è solcato dal Corso Vittorio Emanuele.
L’inizio del corso è segnato dalla Arco di Porta Reale, situato ad Est, verso il mare. L’arco si trova adiacente alla villa comunale. Potete notare questo particolare della sommità.

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Sul corso si affacciano molte chiese barocche dal fascino architettonico irresistibile. Santa Chiara, San Carlo, Immacolata, etc…

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Conventi, palazzi nobiliari, sono sparsi ovunque. Tutto e’ caratterizzato dalla tipica pietra calcarea dai toni gialli di quelle zone. A testimoniare ciò un cartello che all’ingresso del paese dice “Benvenuti a Noto, il giardino di pietra”.

Camminando per il corso è consigliato entrare dentro la chiesa di Santa Chiara. A parte la grandiosità dell’interno è possibile, facendo una offerta libera, salire lungo la sua torre fino ad arrivare ad un terrazzo per godere di una vista su tutto il corso e sul centro storico. Ottima location da cui scattare bellissime foto grandangolari.
Il percorso che porta alla salita ospita varie stanze adibite a museo (la chiesa una volta faceva parte di un convento di suore) e ci sono finestre e fessure che creano punti luce interessantissimi per le fotografie.

Percorrendo il corso nell’ordine si incontrano, la chiesa dell’Immacolata, il convento, la chiesa di San Carlo, la cattedrale con il municipio di fronte.
La cattedrale è veramente spettacolare. Crollata nel 93 durante un terremoto, è stata in restaurazione fino a pochi mesi fa. Adesso è stata riaperta al pubblico. L’esterno è veramente notevole, l’interno un po’ scarno (tutti i dipinti sono stati perduti e prevale il bianco dappertutto…)

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Superando la cattedrale si nota una piccola salita chiamata “La salita del Principe”. A maggio questa salita ospita la caratteristica “infiorata”.

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Quasi di fronte alla salita c’è il “Caffè Sicilia”, fondato nel 1892 come fabbrica torroni e marmellata, ma anche come caffetteria, gelateria e pasticceria aperta al pubblico. Questo locale è famosissimo per essere aver ricevito il conferimento del titolo di Fornitore Ufficiale della Real Casa d’Italia, ma anche per l’interesse continuo e nei pareri entusiastici della stampa di tutto il mondo (anche quella non specializzata). Se passate da Noto dovete provarlo.

La seconda tappa della giornata è stata Siracusa.

Di sera le luci che regala l’isola di Ortigia, specie a natale e capodanno sono eccezionali. L’isola, che costituisce la parte più antica della città di Siracusa, già in epoca greca, ha rivestito un ruolo di centro politico e amministrativo che ha mantenuto anche nelle epoche successive.

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Dopo il progressivo abbandono del centro storico avvenuto tra gli anni settanta e ottanta del novecento, l’isola è stata oggetto di una serie di progetti di riqualificazione urbana. Tramite incentivi sulle ristrutturazioni e sulle attività economiche, l’isola ha conosciuto un vistoso sviluppo completato grazie all’apertura di diverse strutture alberghiere, da ultimo persino un hotel a cinque stelle e il futuro porto turistico. Davvero suggestivi i suoi vicoli, uno diverso dall’altro.

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Gran parte dell’isola negli anni ha conosciuto una riqualificazione, ma ci sono ancora angoli “abbandonati” che possono essere un interessante spunto per fotografie in bianco e nero.

Da vedere la “Fonte Aretusea”: è uno specchio d’acqua nell’isola di Ortigia, nella parte più antica della città.

La sua origine è lo sviluppo di uno dei tanti sfoghi della falda freatica che si trova nel siracusano, la falda che alimenta anche il fiume Ciane sul lato opposto del porto. Presenta una forma circolare doppia, con all’interno una struttura circolare, ovvero un doppio cerchio concentrico.

Svariati terremoti nei secoli, ma anche i lavori per la costruzione del terzo ponte, hanno minacciato il secolare afflusso di acqua, un rischio per la salute del papiro, che, da secoli, cresce rigoglioso all’interno della pozza.
Il papireto di Siracusa è l’unico autoctono e selvaggio in tutta l’Europa.

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Altra perla dell’isola è la piazza del Duomo, con le sue due chiese (una è la cattedrale eretta in nome di S. Lucia, la patrona), e i suoi edifici barocchi.

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In questa piazza si sono svolte le riprese del film Malena. La chiesa è stata eretta inglobando il tempio greco di Athena: è infatti possibile notare le colonne di stile dorico sul fianco della struttura.

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Spero che questo mio reportage possa avervi dato qualche spunto per i vostri prossimi scatti in territorio siracusano!

Happy shooting!

Comments Posted in Cultura, Fotografia, Sicilyreporter.com, Tempo libero, Vacanze, Viaggi
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Comments

  1. Ri-Twenty says:

    Ciao, ti ho citato (o meglio, “linkato”) nel post n. 17 dedicato a Sicily, spero non ti dispiaccia 🙂

  2. Ortigia says:

    Ottimo articolo grazie!

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  5. maria says:

    ci sono nata ma è una vita che non ci torno!!! spero un giorno di rivederla baci a tutti i siracusani e siracusa che mi manca

  6. Francesco says:

    Pallotron, non fa niente … pazienza. Queste cose capitano.

    Ci sentiamo 😉

  7. pallotron says:

    I tempi sono stati strettissimi. In realta’ dovevamo andare in questa opera dei pupi… poi hanno cambiato programma. non ci ho pensato. scusa 🙁

  8. Francesco says:

    Ma sei passato da Siracusa e non mi hai detto niente!?!?!?!

    … caspita … mi sono offeso 🙁

  9. pallotron says:

    u sacciu! 😀
    a me piace molto siracusa, noto invece e’ la casa di katia 😀

  10. BaRbY*** says:

    Quella e’ casa miaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa 😀