T.F.R. e inaugurazione sondaggi.

Come sapete ho finito di lavorare in Italia a meta’ di Gennaio per trasferirmi qui a Dublino.
Normalmente quando un lavoratore interrompe il rapporto professionale con l’azienda ha diritto a riscuotere il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Come sanno tutti i lavoratori dipendenti di aziende non statali, nel Dicembre 2006 il governo ha varato una riforma per favorire l’istituzione di fondi pensione (privati o di categoria). Il lavoratore poteva scegliere se lasciare il TFR in azienda o convogliare i soldi in un fondo pensione privato oppure in fondi di pensione di categoria (per i Metalmeccanici il famoso fondo Cometa). Io, cosciente del fatto che prima o poi me ne sarei andato (dall’azienda sicuro, dall’Italia un po’ meno sicuro ma poi ho realizzato che era meglio cosi’…) decisi per lasciare il TFR in azienda in modo tale da poterlo riscuotere integralmente una volta cessato il mio rapporto lavorativo.

Questa cifra *dovrebbe* essere erogata *teoricamente* gia’ il giorno successivo all’ultimo giorno lavorato. Questo sempre *teoricamente in un paese normale*.
Ma siccome si parla dell’Italia, allora ecco che anche i soldi che ti sono dovuti li devi chiedere come se fosse un favore.

«Per piacere se non vi arreca disturbo e se non vi da fastidio potreste pagarmi quanto mi e’ dovuto?!»

Questo e’ quello che si vogliono sentire dire i nostri giovani industriali! Potete mandare email in cui chiedete quanto dovuto: verrete ignorati. Potete telefonare: la segretaria vi dira’ sempre che la persona che cercate non e’ in ufficio o e’ impegnata e ti fara’ richiamare. Potete mandare email (utilizzando torni formali seri e incazzati): vi verra’ risposto che se non moderate i toni non faranno seguito alle vostre richieste… ma quali richieste!? Il TFR sono soldi miei che io ho dato in gestione all’azienda!

Io sto ancora aspettando ovviamente, anzi, mi sono dovuto rivolgere ad un legale per ottenere quanto mi spetta, il 26 Giugno ho il tentativo di conciliazione che e’ propedeutico alla causa che dovro’ iniziare nel caso in cui io non venga pagato.

Dal sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, che raccoglie un elenco delle sentenze della Cassazione inerenti il Lavoro, ho trovato il riferimento a questa sentenza della Cassazione.

Trattamento di fine rapporto: termine di pagamento

Con sentenza n. 4822 del 4 aprile 2002, la Cassazione è tornata ad affrontare, in modo diverso rispetto alle precedenti pronunce, il problema del termine di pagamento del TFR. La Corte osserva che l’art. 2120 c.c. non lascia dubbio sulla circostanza che l’obbligazione trova fonte nella cessazione del rapporto che ne rappresenta, quindi, il momento genetico a partire dal quale deve essere adempiuta. La Cassazione continua in tale ragionamento osservando che, quand’anche non si consideri tale articolo come produttivo dell’obbligo immediato, c’è sempre l’art. 1183, comma 1, c.c., che consente al creditore di esigere immediatamente il pagamento del TFR: ovviamente, da tale momento decorrono gli interessi. La Suprema Corte conclude, infine, affermando che nessun accordo collettivo, tendente a dilazionare il termine di pagamento, può modificare il precetto dell’art. 2120 c.c..

Direzione Provinciale del Lavoro di Modena – Sentenze di Cassazione Lavoro – www.dplmodena.it

In buona sostanza:

  • Il TFR puo’ essere richiesto e deve essere pagato direttamente il giorno dopo l’ultimo giorno di lavoro
  • Si possono fare valere interessi per ogni giorno di ritardo del pagamento
  • Non si accettano dilazioni (tipo se ti devo 5000 eur, non posso dilazionare il pagamento in trance da 1000 eur etc).

Ora, io mi chiedo: come si puo’ essere cosi’ incoscienti? Se c’e’ una cosa che odio e’ essere preso in giro. Io penso che la colpa comunque e’ anche delle persone che attendono e attendono pazientemente, facendosi anche mettere i piedi in faccia a volte, senza agire.

Per tanto il blog inaugura la stagione dei sondaggi! Quale e’ la vostra esperienza col pagamento del TFR? Sono veramente interessato a conoscere le vostre esperienze. Qui sotto trovate il sondaggio a cui potete rispondere. Potete rispondere solo una volta, il sistema si basa sui Cookie del browser web, ma i piu’ smaliziati potrebbero anche votare piu’ volte (per tanto non fate i furbetti!).
D’ora in poi i sondaggi si troveranno sulla colonna destra del blog. E sara’ possibile accedere ad una pagina apposita che riporta tutti i risultati dei recenti sondaggi.

Quanto avete aspettato per il vostro TFR?

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Cheers.

Comments Posted in Giustizia, Lavoro
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Comments

  1. pallotron says:

    Ciao, i soldi me li hanno dati sul mio conto italiano. Buona fortuna!

  2. antonela says:

    Ciao, senti ma come hai ottenuto il pagamento del tuo tfr all’estero? io vivo in sud america e il mio avvocato che dopo 5 anni ha ottenuto il pagamento del mio tfr da parte dell’inps mi dice che il pagamento si effettua solo tramite un assegno che inviano alla tua residenza (meglio se italiana)…ora…mi trovo in sud america e dubito che qualsiasi banca mi cambi un assegno italiano qui. Non fanno nemmeno bonifici, la quale sarebbe un ottima soluzione dato che ho ancora un conto attivo in italia…
    Come te l’hanno mandato a Dublino?
    questa infine è la domada.

    grazie.

  3. Paolo says:

    Scusate l’ignoranza ma io ho lavorato un anno solo.. posso kiederlo cmq.. il titolare è un mio amico.. mi deve licenziare lui o mi devo licenziare io x poterlo riscuotere?

  4. marco says:

    addirittura la mia azienda vuole pagarmi il tfr in piccolissime trance di 200 euro cadauna x integrarle nella cassa integrazione cioè mi vuole pagare la busta paga con i miei soldi ma è legale questo?poi finiti i 2 anni di cassa un bel calcio e mobilita’

  5. KATIUSCIA says:

    la sentenza della Cassazione non ti basta? 🙂

  6. efisio says:

    mi potresti mandare l’atto di legge con scritti i tempi di consegna del TFR dal momento in cui la persona viene o si licenzia?

  7. Alessandro says:

    La mia azienda privata (Veneto) ha 49 dipendenti, che e’ il limite massimo per uscire dalla truffa organizzata del TFR. Infatti PER ORA (basta che cambi la legge) esce dalla maglia del silenzio-assenso, fondi obbligatori, ecc…. In sostanza ci liquidano (chi vuole…praticamente quasi tutti) il TFR ogni anno, sulla busta paga di dicembre (assieme alla tredicesima). Cosi’ ognuno puo’ disporre come vuole dei propri soldi, c’è chi se li mangia subito c’è chi li prende e li sposta su una polizza vita, fondo o quant’altro, c’e’ chi li investe a in altri modi (azioni, bot, o chedirsivoglia).

    PS: Italia non vuol dire soltanto Sicilia LOOOL

  8. Ex dipendente di "quella azienda" says:

    3 anni fa…dopo circa 65 giorni lavorativi decisi di andarmene dalla azienda incriminata.Nonostante la mia laurea quinquennale era stato inquadrato (come quasi il 90% degli ex colleghi) con un contratto (emh..scrittura privata) di “libera prestazione” ma con l’obbligo delle 40 ore settimanali in attesa di un fantomatico contratto a tempo indeterminato con il compromesso di andare a MI ogni qualvolta che il cliente presso il quale venivo “noleggiato” ne avesse bisogno (link al post di pallotron sulla consulenza :-)..sbattuto qua e la come una battona..ma avendo all’epoca solamente 24 anni e soprattutto dopo 4 giorni dalla mia laurea accettai.Quella mattina di Giugno mi svegliai,feci la solita strada per andare in ufficio (a quei tempi la sede era a CT)..ero nervoso…arrivo in ufficio..mi siedo..accendo il pc..ma sto 15 – 20 min a guardare il monitor..senza fare nulla..entra il “colletto bianco”..lo saluto con un sorriso smagliante..dopo 5 min entro nella sua stanza..e gli dico:
    IO:”Senta le volevo comunicare che questo è il mio ultimo giorno…visto che qui in 2 mesi non ho fatto altro che scrivere documentazione per un progetto che nn ho manco sviluppato..del quale ho per giunta ho sviluppato un Test plan..ed aver scritto 2 righe di codice JSP..e chattato con MSN perkè il mio tutor non mi caga”..
    Lui(che nel frattempo sono diventati “LORO”):”Io ti concedo un giorno per pensare a questa tua decisione affrettata..perkè non è da tutti avere un contratto come quello che ti abbiamo proposto noi in Sicilia..devi solo avere pazienza..ti assicuriamo che verso Settembre quando si aprirà il mercato della consulenza a Milano ti sistemeremo..adesso torna di la e fai il tuo lavoro..”..
    esco dalla stanza incazzato nero..poi ritorno da “LORO” dopo circa un’ora:
    IO:”Ci ho pensato…vado avanti per la mia strada”
    LORO:”Sei sicuro?.Pensaci bene..sei troppo giovane..ed istintivo..non capisci che opportunità ti stiamo offrendo”..
    IO:”Vado via non importa..non credo nella vostra filosofia aziendale”

    Adesso, dopo 3 lunghi anni di esperienza nel settore IT..adesso che leggo cio’ che Sir. Pallotron e altri raccontano (non a caso sono finito in questo blog per caso..solo per sapere cosa accadeva in quella azienda..raccontata in maniera minuziosa da Sir Pallotron che ahimè nn conosco visto che subentro’ dopo le mie dimissioni)..adesso che mi sento piu’ sollevato..dico MILLE VOLTE GRAZIE A ME STESSO..e a quella mattina di Giugno..ho sbagliato tante volte nella mia vita..ho preso decisioni a volte drastiche in amore come nella vita professionale..ma per una volta concedetemi di dirmi GRAZIE!!
    A quelle persone (i coletti bianchi) oggi dico che è viscerale e skifoso giocare con i sogni e le aspettative dei neolaureati del polo catanese..prenderli per il culo al momento dell’assunzione e nel sacrosanto diritto di riscuotere il TFR..dovete solo vergognarvi e guardarvi allo specchio la mattina quando vi incravattate ed indossate la camicia Burberry..quando scorazzate in giro con i vostri SUV..riflettete prima di assumere 80..90…100..1000 dipendenti se già dopo 2 anni siete “economicamente” con l’acqua alla gola.

    Un saluto a tutti…e specialemente a Sir Pallotron (mi sa molto British questo appellativo..;-) auguro un futuro prospero nella sua nuova dimora

  9. avvocato says:

    questa informazione mi giunge nuova…a parte che la procedura dell’amministrazione controllata è stata abrogata dalla riforma del diritto fallimentare di cui al D.Lgs n 5/2006 a decorrere dal 16.07.2006, fatte salve le procedure già pendenti a quella data… Tale procedura serviva all’imprenditore che si trovava in temporanea difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni al fine di evitare il fallimento…Con una particolare procedura si concedeva all’imprenditore una dilazione non superiore a due anni per l’estinzione dei debiti contratti…..(il premio di produzione forse non è un debito che ha l’azienda nei confronti dei propri dipendenti che in questo caso sono CREDITORI.?????..)..cmq dubito fortemente che il premio di produzione possa essere annullato e ancora di più dubito che la vostra ex società sia in amministrazione controllata….se fosse così allora chi ha lasciato l’azienda ha fatto bene…è sempre meglio abbandonare la barca prima che affondi…in modo tale da non affondare con la stessa 🙂
    Senti ma per caso hai parlato con i legali della tua Ex società 🙂

  10. Edmond Dantes says:

    @Pallotron: ti riporto (più o meno) le parole testuali che mi ha detto il boss quando, al momento del mio licenziamento gli chiesi del premio: “Io il premio non posso proprio pagartelo, perchè la situazione finanziaria è critica in questo momento. Inoltre, ci si mette in mezzo pure il sindacato che mi dice: ma come, hai una azienda in crisi, e paghi i premi di produzione? Prima paghi gli stipendi, non metti in mobilità le persone, e poi, se restano soldi, paghi i premi”.
    @avvocato: lo credevo anche io, e mi sono informato con più di un legale, e tutti mi hanno detto che se l’azienda è in amministrazione controllata, il pagamento dei premi di produzione può essere annullato.

  11. avvocato says:

    Edmond: ti hanno detto una grandeeeeeeeeeeeeeeee cavolata

  12. pallotron says:

    @Edmond: che vuol dire “il sindacato non glielo permetteva”?

  13. antonio says:

    solo i soliti pezzenti e figghisucaminchia all’italiana, in questo caso alla catanese

  14. avvocato says:

    Edmontes Dantes: Se vuoi puoi rivolgerti allo stesso avvocato di Angelo… 🙂
    La Vostra ex azienda ha un comportamento assurdo: il TFR doveva essere corrisposto non appena cessato il rapporto di lavoro, poichè, si tratta di un credito immediatamente esigibile…
    Mi sembra strano che un’azienda non abbia un legale che la informi correttamente di come funzionano le cose 🙂
    Cmq il 26 giugno ci sarà il tentativo di conciliazione se la Vostra società non pagherà il dovuto (ivi compresi gli interessi di circa € 30,00) e ovviamente anche il premio di produzione..peggio per loro…andremo davanti al Tribunale del lavoro…e dovranno uscire più soldi..comprese le mie spese legali…Per me alla fine si tratta di guadagnare di più, perchè cmq si tratta di una causa semplice….. e già vinta….è tutta documentale….loro stanno solo rinviando…magari non hanno liquidità….però sicuramente prendere in giro i propri ex dipendenti non mi sembra molto corretto..

  15. Edmond Dantes says:

    Ciao Pallotron,
    leggere questo tuo post non fa altro che aumentare la “RABBIA” che ho dentro da alcune settimane a questa parte, rivolta a persone che tu conosci benissimo, e che anche a te, come a me, devono ancora restituire il TFR.

    Ti dico solo una cosa: io sono andato via alla fine di Novembre. Ho concluso la collaborazione con la mia (e anche tua) ex azienda in maniera molto cordiale e amichevole, ma minkia, ora basta calare sempre le corna…. Non mi possono dire che hanno pianificato di darmi il mio tfr alla fine di luglio…..
    Cioè, ma ti rendi conto, 8 mesi dopo il mio licenziamento….. quando invece hanno max 3 mesi di tempo per datertelo (detto da loro stessi).
    Quello che più mi fa incazzare è che non solo non hanno intenzione di erogare ciò che mi spetta di diritto (il mio tfr), ma sono stati talmente insulsi da:
    1) prendermi letteralmente per il culo sul discorso premio produzione, mettendo per iscirtto che mi spettava, rassicurandomi sempre, ad ogni mia richiesta, che me lo avrebbero pagato, salvo poi, al momento delle mie dimissioni, dire che non potevano farlo perchè “il sindacato non glielo permetteva” (parole testuali loro….).
    Guarda, sono sempre più convinto che loro sapevano benissimo che i soldi per pagarmi il premio non li avevano. Avrei preferito che non mi avessero detto niente……
    2) Farmi letteralmente impazzire al momento di darmi il CUD. Non solo non te lo spediscono a casa, e ti obbligano ad andarlo a ritirare in sede, ma all’ora concordata per l’appuntamento, tentano pure di darti buca, e quando alla fine si riesce ad incontrarsi per ritirare ‘sto benedetto CUD, ti accorgi misteriosamente che il documento è vuoto…. non presenta nessuna voce sui redditi percepiti…. Solo dopo un estenuante tira e molla, si riesce a contattare il commercialista, e a farsi girare via mail il CUD compilato in modo corretto.

    La mia idea è quella di rivolgermi ad un legale (non l’ho fatto subito solo perchè avevo/ho delle questioni un pò più urgenti da sbrigare).

    P.S. Voglio solo precisare una cosa: con quello che ho detto non voglio sputare su un piatto dove ho mangiato per due anni, e sulla base del quale decisi pure di mettere su famiglia circa 1 anno fa, però credo che a tutto ci sia un limite.
    Io sono del parere che ove possibile, quando c’è un problema, una difficoltà, si debba cercare di venirisi incontro, anche tra datore di lavoro e dipendente. Però a tutto c’è un limite……

    Grazie per aver “ascoltato” questo mio sfogo.
    Ciao.