November 2008

Riflessioni a ruota libera senza uno scopo particolare.

Dublin, 10 months so far.

Stamattina mentre andavo a lavoro pensavo che sto per varcare la soglia dei 10 mesi a Dublino… ho fatto bene? ho fatto male? mi trovo bene? mi trovo male? com’e’ il mio inglese? sto facendo una buona esperienza lavorativa? mi servira’ tutto cio’? credo sia ancora presto per fare i conti dei pro e contro e tantomeno di rispondere a queste domande.

Resto fedele alla mia convinzione che prima dei 2-3 anni si e’ turisti.

Se proprio devo tirare delle somme posso solo dire a me stesso che ho fatto bene. Dove sarei ora se fossi rimasto in Italia? Probabilmente nella migliore delle ipotesi sarei ancora a Catania a vivere a casa dei miei a 1200 euro al mese. Con un lavoro precario e sempre in bilico grazie alla lungimiranza di chi dirige in Italia a qualsiasi livello: comunale, regionale, nazionale, aziendale, parrocchiale, familiare :P. Nella peggiore delle ipotesi sarei emigrato a Milano o Roma, probabilmente per stipendio leggermente superiore, diciamo 1500 euro, ma con la necessita’ di prendere in fitto stanze catapecchie e fuori mano per 300-400 euro.

Emigrare per emigrare tanto valeva prendersi la cosa di petto. In Italia ho lasciato la mia famiglia, i miei amici, quella bastarda della mia cagna Briciola che per me e’ come una figlia che ho salvato dalla strada, il mio club rugbistico con cui ho condiviso tante battaglie domenicali, incazzature, gioie; inizialmente ho lasciato in Italia anche la mia ragazza che ora ha deciso anche lei di stare qui. Ogni tanto sento la mancanza di tutte queste cose, ma poi penso che se una persona vuole concludere qualcosa nella vita non puo’ aspettare la manna cadere dal cielo, ma deve fare qualcosa.

Basta accontentarsi di lavoretti a cottimo, con l‘orgoglio buttato nel cesso, e con la prospettiva di non concludere un cazzo per la vita, in Italia anche io ero abituato a sentire come eccezionali cose che invece mi erano dovute per diritto.

I rapporti con la gente in Italia, se sono seri e sinceri, rimangono tali, quelli che non lo sono evidentemente non meritavano di esserlo; e poi siamo nel 2008, dove andare e venire per l’Europa diventa sempre piu’ facile. A volte penso che quello di “aspettare la manna dal cielo” sia un comportamento tipico Italiano. E’ la sagra del “se io ho un problema non devo essere io a risolvermelo, o non devo essere io a diventare parte di un processo risolutivo, devono essere i politici, o comunque un’entita’ esterna a pensarci.”

Sento che fare questo passo mi ha reso una persona migliore da vari punti di vista. Ho preso piu’ coscienza di me e di quello che so fare, mi sento come se avessi preso una strada dalla quale ormai non posso piu’ tornare indietro, una strada positiva fortunatamente; sento che da ora in poi sara’ un susseguirsi di maggiori responsabilita’ e decisioni importanti.

Ricordo le interminabili domande come: sapro cucinarmi senza morire? sapro’ stirarmi le robe, farmi la lavatrice? capire la gente? lavorare in un ambiente non italiano? Ricordo che tutte queste paure sono sparite dopo aver salutato i miei e la mia ragazza che piangeva all’aeroporto. E’ come nelle partite di rugby dopotutto! Prima e’ tutta adrenalina e paura di far male. Ma poi quando l’arbitro fischia il kick off la paura svanisce, l’adrenalina funziona da carburante per fare il proprio dovere al meglio delle proprie possibilita’; alla fine della partita si puo’ essere vincitori o vinti, in entrambi i casi si sara’ dato il massimo.

In tutto questo tempo ho ricevuto moltissime email da parte di gente che e’ approdata sul mio blog per caso, o gente che lo segue assiduamente, che mi chiedono consigli sul trasferirsi qui. Se convenga per loro, cosa devono fare, se la crisi ce’, se troveranno lavoro etc.

A queste persone io dico che dovreste usare questo blog, e quello di altri italiani in Irlanda o in altri posti, con le dovute pinze. Fate i vostri calcoli, trovate la vostra strada, ricordate che la mia esperienza o quella di un altro sono appunto esperienze personali e che la riuscita del vostro progetto emigratorio dipenda da innumerevoli fattori: il vostro livello nella lingua, le vostre skill lavorative, la vostra attitudine mentale, la vostra personalita’, il vostro spirito di adattamento. Le cose non sono solo nero e bianco. I blog sono validi per tutte quelle problematiche logistiche come trovare casa, conto in banca, fisco irlandese, lavoro, colloqui, vita in generale nelle citta’.

Quello di cui mi sono accorto e’ che io provo proprio fastidio per molti di quegli Italiani che si trovano qui e che non fanno altro che lamentarsi del tempo, degli irlandesi, della sporcizia, del cibo, che dicono che Dublino e’ un cesso di citta’ etc etc. Di solito o trovi persone che pensano solo in bianco e nero, e non considerano le varie gradazioni di grigio.

La storia di questo blog negli anni ha vissuto molti speed up e rallentamenti. C’e’ stato il periodo iniziale prevalentemente tecnico con articoli per sysadmin, si e’ lentamente trasformato in un blog di pura “lamentazione” nei confronti di quello che mi accadeva intorno. E’ stato piu’ volte al centro di alcune frizioni con chi dirigeva la mia ex azienda. E’ stato spesso uno strumento di analisi di me stesso e mi ha consentito di sviluppare meglio le mie idee. Ha seguito poi il periodo pre-partenza, periodo molto ricco di post, post pianificativi, post che riflettevano paure, credo che questa sia la parte cronologica del blog piu’ interessante per chi voglia intraprendere il passo. Poi segui’ la parte post-arrivo. Le mie prime esperienze in questo posto, aprire il conto in banca, fare il PPS, le prime giornate a lavoro, i primi colloqui, mitici gli appunti di antropologia irlandese!

Inevitabilmente il blog inizia ad avere sempre meno notizie utili ai wannabie per assumere contorni piu’ vaghi e personali, che aprono dibattiti soprattuto per chi sta qui da un bel pezzo anche da piu’ di me.

Chiusa la parentesi riflessiva adesso passo ai cazzi miei un po’ piu’ dettagliati.

Tutto fila abbastanza normalmente e senza grossi problemi quindi inevitabilmente il blog non ha molto da raccontarvi sulle esperienze irlandesi aldila’ di eventuali miei viaggi e set fotografici annessi.

Una recente novita’ e’ che la mia ragazza si e’ trasferita da poco, 2 mesi circa, e per il momento la mia unica “preoccupazione” riguarda l’apprensione di vederla inserita e indipendente in questa societa’; la consapevolezza di essere la ragione del suo trasferimento mi mette un po’ di pressione, e il desiderio che lei si trovi veramente bene qui e’ grande. Questo mi porta a volte ad essere eccessivamente rompi coglioni quando si trova a chiaccherare con la mia nuova coinquilina francese (che ha un ottimo inglese), la interrompo spesso e mi incazzo. Devo darci un taglio 🙂

Questa settimana la mia ragazza finisce il mese di corso all’Abbey College in Dame St. (consigli per gli acquisti), devo dire che da quando e’ arrivata qui il suo inglese e’ migliorato moltissimo. All’inizio spiccicava poche parole, adesso ha una buona comprensione e riesce ad esprimersi (piu’ o meno) correttamente in piccole chiaccherate del piu’ o del meno. Avanti cosi! 🙂

A lavoro ultimamente e’ tutto abbastanza quite (almeno dal mio punto di vista). Circa 2 mesi fa e’ avvenuto uno strano episodio, raccontato nel dettaglio da Bacco1977 qui e qui a cui sono sopravvisuto. Due giorni dopo ho avuto la conferma scritta via raccomandata di aver passato il periodo di prova ed ora sono nel ciclo di review delle perfomance a cui spero seguira’ un incremento di salario. Finger crossed.

Se c’e’ una cosa di cui mi lamento a lavoro e’ che spesso non ho molto fare per alcune settimane e poi ci sono spike assurdi di cose da fare, e la mia conoscenza dei prodotti aziendali e’ confinata ad alcune cose, sono stato rimosso da un progetto interessante diversi mesi fa e non l’ho presa molto bene, per essere spostato a qualcosa di piu’ noioso (mantenere lab di test e sviluppo a Dublino e in USA), ogni tanto ho fatto qualche capatina in produzione per fixare qualche issue ma ho la sensazione che gli ammeregani non sharino molte informazioni perche’ vogliono tenere le cose cool per loro e le minchiate per gli altri… comunque…

In questo periodo Dublino e’ addobbata a festa. Luci, abeti, decorazioni natalizie, la gente che compra, pubblicita’ sulle radio che invitano ad acquistare questo o quello.

C’e’ davvero la crisi? Me lo chiedi anche io, io dico che qualcosa c’e’, ma da un lato e’ positivo vedere i prezzi di case e beni di primo consumo diminuire. Ieri ascoltavo newtalks.ie, c’era George Hook, opinionista tuttologo (odioso ma anche divertente), che conduceva un talk show a riguardo. Si parlava di uno strano trend da parte degli Irlandesi di varcare il confine col Nord Irlanda per fare shopping di beni di largo consumo come cibo, baby items (pannolini, vestiti et similia), e naturalmente alcool (si sa che e’ un bene di largo consumo). Ospiti della trasmissione rappresentati dei commercianti etc.

Si prevede un Natale e Capodanno passati a Dublino. Ho deciso di farmeli qui perche’ sono curioso di vedere come funziona qui (dopotutto e’ il mio primo anno). A meta’ Gennaio i miei genitori saliranno per una settimana qui, li portero’ in giro un week end nel Kerry.

E’ tutto. Saluti.

Munster – All Black tonight

Oggi, martedì 18 novembre 2008, al Thomond Park di Limerick si disputa Munster-Nuova Zelanda per celebrare la ricorrenza del trentennale della famosa sfida disputata il 31 ottobre 1978 quando i padroni di casa si imposero clamorosamente per 12-0.

Ospiti in casa mia Il Direttore ed altri amici. Kick off alle 19.00 pm ora dublinese. Canale RTE2.

Sara’ un partitone in quanto l’attuale Munster vanta nella rosa alcuni ex All Black.

Quel 31 Ottobre 78, il Munster segno’ dopo soli 9 minuti con la meta del seconda linea Christy Cantillon, trasformata da Tony Ward. Al 16′ giunse il drop di quest’ultimo per il momentaneo 9-0. Nella ripresa a 12′ dal termine un nuovo drop di Ward mise la parola fine al risultato.
Curiosità: nessuna delle due squadre provò a calciare tra i pali le punizioni assegnate dall’arbitro gallese Corrie Thomas.

Nei neozelandesi tra i tanti assi anche Brad Johnstone, Bryan Williams, Bruce Robertson e ovviamente capitan Mourie. Giocarono anche le seconde linee Andy Haden e Frank Oliver (poi in Italia nella Rugby Roma) mentre in tribuna andò il n.8 Gary Seear (poi a San Donà).

Si trattò della quinta partita di quel tour del 1978. In tutto la Nuova Zelanda disputò 18 incontri vincendone 17. Solo lo stop di Limerick le impedì di tornare a casa con tutte vittorie come già riuscitole con gli “Invincibles” del 1924-25 (28 vinte in altrettante partite).
Peraltro dopo la sconfitta col Munster i neozelandesi riuscirono a vincere tutti e quattro i test contro le Home Unions.
Un’impresa che fece di quegli All Blacks, capitanati da Graham Mourie, una nazionale da ricordare negli annali del rugby kiwi.

Nel corso di questi anni in diverse occasioni molti giocatori neozelandesi di quel tour del 1978 hanno fatto ritorno a Limerick per trascorrere alcuni nuovi “terzi tempi” con gli avversari di quella partita, stringendo durevoli amicizie condite da indimenticabili ricordi.

Sicuramente la data del 31 ottobre in quegli anni ’70 non fu favorevole agli All Blacks.
Infatti in quel giorno nel 1972 il tabellone dello Stradey Park recitò: Llanelli 9 Seland Newydd 3…

Back from Lapland.

Hey Lads,

sono tornato dalla lapponia lunedi’ tardo pomeriggio e non ho avuto tempo di scrivere niente a proposito perche’ ho avuto poco tempo.
Provvedo ora:

Prima di tutto la mappa degli spostamenti. Cliccando qui o sulla immagine.

Giorno 1 – Tampere -> Oulu

Il primo giorno della vacanza inizia con un taxi preso alle 5 di mattina e volo alle 7.30. Arrivo a Tampere (100km a Nord di Helsinki) ed orologio portato avanti di due ore. Se non ricordo male l’arrivo era alle 13.10 ora finlandese.

La luce in Finlandia e sue conseguenze

La prima cosa ho notato appena sceso dall’aereo era la luce particolare e le ombre lunghissime. Il sole a quelle latitudini sorge veramente tardi in questo periodo, qualcosa come 8.30; e quando sorge non si alza mai piu’ di tanto. Il risultato e’ che le ombre sono moooolto lunghe, e alle 15.00 e’ gia’ MEZZANOTTE!. Di contro durante la stagione estiva funziona esattamente al contrario ed e’ possibile assistere a quello che viene chiamato il sole di mezzanotte!
Fotograficamente parlando e’ figo perche’ e’ come se fosse sempre tramonto 😀
Queste strane condizioni di luce influiscono molto sulle usanze finlandesi, tipo avere il pranzo alle 12 e la cena alle 17. Questo ha finito per influenzare anche i ritmi della vacanza quando abbiamo scoperto che alle 22 praticamente mangiavamo da soli nei locali perche’ la gente usualmente fa cena alle 17/18!

BTW a Tampere prendiamo il bus per il centro citta’, 6 euro, che ci lascia proprio di fronte alla stazione dei treni. Qui prendiamo il treno Tampere – Oulu.

I treni finlandesi

Ed ecco la mia opionione sui treni finlandesi: comparati con treni italiani stanno mille mila anni avanti.
Sul treno Tampere – Oulu abbiamo usufruito di una carrozza nuovissima, multi piano (2 piani), monitor che indicavano la velocita’ (picchi di 160 km/h), fermata successiva, jack audio per sentire fino a 6 stazioni radio, prese elettriche per i laptop (non so se c’era internet gratis pure).
Ma anche compartimenti per fumatori, compartimenti con sale gioco per bambini e neonati, con piene di giocattoli all’interno. Vagone bar e ristorante. Puntualita’ estrema al minuto.

Arrivati ad Oulu abbiamo trovato una citta’ semi deserta, era tarda sera. L’hotel in cui abbiamo dormito era proprio difronte alla stazione. Cosi’ abbiamo preso possesso delle camere e siamo usciti a fare un giro per Oulu. L’hotel si chiamava Hotel Turisti.
Questa citta’ pare essere un polo universitario abbastanza orientato sull’IT ma io ci ho visto poche persone. Cena in un locale Tex-Mex. Ed alcune foto notturne scatatte… tutte cestinate perche’ ho dimenticato il gancio della testa del trepiede a Dublino! SIGH! E per questo sono stato preso per il culo per tutta la durata del viaggio da parte dei compagni di avventura…
Poi siamo andati in un night club dove c’era un concerto live con un gruppo che non mi e’ sembrato male. Le canzoni erano sia in inglese che in suomi (la lingua che si parla in Finlandia).

Giorno 2 – Oulu -> Rovaniemi

Il giorno successivo abbiamo il treno alle 14 e qualcosa. Approfittiamo per fare un giro con “la luce” in citta’ a Oulu. Scatto alcune foto:



Notare la luce che c’e’ gia’ alle 13.30 😛
Le ciminiere che vedete sono una costante in ogni villaggio o citta’ finlandese. Da quello che ho capito servono per il riscaldamento. Pare brucino truciolato o qualcosa di simile.

Non c’era molta neve ad Oulu ma gia’ si potevano vedere alcuni specchi d’acqua ghiacciati. Buttando sassi anche grossi non si riusciva a spaccare la superficie 😛

Approfittiamo anche per provare qualcosa da mangiare tipica locale, compriamo affettati di renna in tutte le maniere (affumicati o raw, cotti, etc). Salmone di tutti i tipi e vari stuzzichini. Mangiamo tutto col pane locale e poi a prendere il treno per Rovaniemi. Altre 3 orette circa di treno e poi arrivo a Rovaniemi a notte fonda!!! Le 18 circa 😛
Prendiamo possesso delle stanze all’hostel Rudolf, gestito dall’hotel Santa Claus.
La serata l’abbiamo passata in sauna e poi cena in un ristorante vicino all’hotel santa claus. Non ricordo il nome ora. Ma ecco che scattano le considerazioni sulla sauna!

La sauna

Tutti sanno cosa e’ una sauna. Quindi non la descrivero’. Dico solo che i finlandesi usano uscire dalla sauna per fare una corsa sulla neve 😛
Noi l’abbiamo fatto all’ultimo piano del Santa Claus Hotel. La sauna era molto fica, pulita, contrariamente a quello che dice una affezionata lettrice nelle saune non si cucca perche’ sono divise tra maschili e femminili (poi non so quelle private nelle case), non so in quale saune sia abituata ad andare lei in italia! 🙂
Pensavamo di farla in costume ma poi ci siamo adeguati alle usanze, quella in cui sono stato aveva anche una mini sala conferenze con proiettore e super scrivania lunga. Ci abbiamo trovati dentro alcuni vigili del fuoco a Rovaniemi per un corso di aggiornamento. Appena ci hanno riconosciuto italiani hanno iniziato a buttare acqua sul fuoco all’impazzata, pensando che non avremmo resistito. Invece ci siamo fatti valere! 😀

Giorno 3 – in giro per Rovaniemi

Rovaniemi e’ la capitale della Lapponia, detto tra noi non e’ una citta’ molto grande, ma e’ gradevole. E si affaccia su un fiume di cui potete vedere una foto:

Ha molti centri commerciali (che abbiamo snobbato), ospita il mc donald’s piu’ a nord del mondo (capirai!), c’e’ un night club che si chiama Onella che i ragazzi hanno molto apprezzato (io me ne sono andato a dormire!). C’e’ L’Artikum, il museo dell’artico incentrato sugli ambienti artici. Molto fico. Suggerisco di andarci.

La seconda cena in Rovaniemi l’abbiamo fatta in questo locale:

Ora non ricordo il nome. Se qualcuno dei lettori che era con me puo’ integrare sarebbe gradito…

Segnalo anche un pub chiamato Hemingway che mi e’ piaciuto molto. Ecco una foto:

A Rovaniemi (per l’esattezza a 8k a nord) si trova il tanto conosciuto Villaggio di Santa Claus. Attuazione spremi super commerciali come non poche in Finlandia. Noi ci siamo andati ma abbiamo trovato il deserto (sara’ che ancora non e’ periodo).

All’interno del villaggio si possono notare delle colonne che indicano il circolo polare artico. C’e’ l’ufficio di Babbo Natale (chiuso, non c’era! peccato!), e l’ufficio postale con gli aiutanti di babbo natale da cui puoi spedire cartoline e prenotare anche la spedizione nel giorno di Natale. Io ho spedito due cartoline.

E’ possibile fare anche escursioni con huski e gatto delle nevi (tutto chiuso). Ne ho approfittato per fare 4 foto:

Nelle vicinanze del villaggio abbiamo trovato l’inizio di un sentiero che entrava nella foresta e ci siamo una passeggiata di due orette. Qui abbiamo incontrato un allevamento di Huski! Appena ci hanno sentito hanno cominciato ad ululare TUTTI INSIEME. Avro’ stimato che erano piu’ di 50! Non imamginate che impressione quegli ululati!!!!

Giorno 4 – Rovaniemi -> Saariselka

Il giorno successivo in macchina per Saariselka, ancora piu’ a nord!

Le macchine in Finlandia

In Finlandia le macchine hanno tutti per legge durante l’inverno i copertoni chiodati (le catene sono fuori legge!), io non ho guidato ma a detta dei piloti la tenuta e’ eccelsa. C’e’ anche chi si divertiva negli spiazzi a fare i testacoda col freno a mano 😛

Cosa curiosa che ho notato: la benzina si vende di tipi diversi a seconda degli ottani contenuti da quello che ho capito, e dalla capacita’ di tenere il freddo. Vendono anche liquidi per il sistema di raffredamento particolari, ne ho visto due tipo: fino a -20, e altri fino a -26 gradi celsius!!!!

La idea generale che mi sono fatto e’ che i Finlandesi alla guida sono veramente competenti! ma con queste condizioni mi sembra ovvio!!!! Non per niente molti campioni dell’automobilismo e del rally vengono da qui. A Rovaniemi ho anche visto gente andare in moto con le enduro e fare cose divertenti tipo girare derapando con la moto 😛 Anche le donne non se la cavano male, ho visto sorpassi di donne a 110 in strade cosi’:

Arrivati a Saariselka, localita’ di attivita’ sciistiche e ricreative, prendiamo possesso dell’hotel Kieppi.

Saariselka e’ piccola ma offre molte cose da fare, dallo scii di fondo, alle escursioni con i quad o con il gatto delle nevi. Noi abbiamo optato per l’huski safari.

L’huski safari

70 eur a persona per un’ora. Ma la neve non era molta quindi abbiamo contrattato per 20/30 minuti circa a 30 euro. In sostanza una slitta trainata da generalmente 7 cani. Uno in testa, il capo branco. i successivi due sono adulti, poi due giovani, e gli ultimi due sono due adulti potenti. Normalmente i cani sono addestrati per riconoscere le direzioni e le azioni da compiere. Ma noi non ci dovevamo preoccupare perche’ in testa al gruppo c’erano i padroni col quad che davano segni ai cani. L’unica cosa che dovevamo fare era FRENARE. Il freno era un grosso pedale su cui si puo’ salire con entrambi i piedi, munito di uncini che si conficcano nella neve. Ogni slittino ospitava due persone, uno seduto, e l’altro in piedi nel retro dello slittino. Eravamo 7 ma abbiamo incontrato una ragazz japponese, Kumiko, in vacanza da sola, che si e’ unita a noi per il safari.

Ecco il video girato da due compagni di avventura:

Dopo il safari bevanda calda offerta dai padroni del ranch. Oltre a fare queste attivita’ di safari queste persone allevano anche gli huski. Guardate la foto di questo cucciolo:

Giorno 5 – Saariselka – Ivalo e ritorno

L’ultimo giorno e’ stato un giorno passato in viaggio. Prima di tornare in macchina verso Rovaniemi pero’ ci siamo spinti un altro poco piu’ a Nord verso Ivalo, Kumiko, la giapponese si e’ aggregata a noi. Eravamo quasi a 40km dal confine con la Russia. Molto vicini ormai a Capo Nord. Facendo quella strada e’ possibile incontrare laghi ghiacciati con in mezzo pescatori finnici che fanno buchi nei laghi ghiacciati per pescare pesci (no, non sono surgelati!!!).

Lungo la strada abbiamo anche incontrato qualche renna ed alce.

Il viaggio di ritorno e’ durato praticamente 24h! Macchina Ivalo -> Rovaniemi, Treno notturno Rovaniemi->Tampere, volo Tampere -> Dublino.

Altre considerazioni sparse sulla Finlandia:

Wireless gratis

In Finlandia e’ possibile trovare, quasi in qualsiasi locale pubblico, terminali internet a gratis. Nessuno ti chiede alcun documento! Spesso nei caffe’ gli hotspot wireless sono presenti e gratuiti! La banda e’ impressionante anche nei posti piu’ sperduti!

I bagni in Finlandia

I bagni pubblici in Finlandia si pagano! Serve la monetina da un euro! Indecente ma e’ cosi’! In alcuni locali come nei treni pero’ questo non vale.

L’inglese e i Finlandesi

I Finlandesi parlano un buonissimo inglese, anche nei posti piu’ remoti (ok, il pescatore di sopra non capiva un H di inglese! L’eccezione che conferma la regola.)

La ricetta sta nella TV. I film, le serie e le trasmissioni televisive straniere, sono trasmessi SOLO ed ESCLUSIVAMENTE in lingua madre con sottotitoli in Suomi. Un servizio utile anche per i turisti che vengono in Finlandia. In questo momento sin da piccoli sono abituati a sentire inglese. Proponete una cosa del genere in Italia…

Affrontare il freddo

Proteggersi dal freddo e’ facile. Basta ricordarsi la cipolla! 😛

Vestirsi a cipolla. Utili anche calzamaglie, specie quelle tecniche che vendono ora. Io ho indossato la maglietta termina Canterbury of New Zealand che usavo per giocare a rugby, maniche lunghe. E delle calzamaglie dello stesso tessuto. Utilissimi ed indispensabili beretti adeguati (che coprano le orecchie), guanti, per chi fa foto utili i guanti che lasciano le punta delle dita a vista per usare l’attrezzatura. Un adeguato giubbotto con cappuccio e’ utile. E poi pail a tempesta. Scarponi adeguati.

Per quanto riguarda l’attrezzatura elettronica e fotografica, attenzione alle batterie. Ho notato tempi di scarica mooolto piu’ veloci per via del freddo. Io ho adottato la tecnica di tenere le batterie al caldo dentro qualcosa di caldo come la tasta interna del giubbotto o in mezzo ai guanti.