Riflessioni a ruota libera senza uno scopo particolare.

Dublin, 10 months so far.

Stamattina mentre andavo a lavoro pensavo che sto per varcare la soglia dei 10 mesi a Dublino… ho fatto bene? ho fatto male? mi trovo bene? mi trovo male? com’e’ il mio inglese? sto facendo una buona esperienza lavorativa? mi servira’ tutto cio’? credo sia ancora presto per fare i conti dei pro e contro e tantomeno di rispondere a queste domande.

Resto fedele alla mia convinzione che prima dei 2-3 anni si e’ turisti.

Se proprio devo tirare delle somme posso solo dire a me stesso che ho fatto bene. Dove sarei ora se fossi rimasto in Italia? Probabilmente nella migliore delle ipotesi sarei ancora a Catania a vivere a casa dei miei a 1200 euro al mese. Con un lavoro precario e sempre in bilico grazie alla lungimiranza di chi dirige in Italia a qualsiasi livello: comunale, regionale, nazionale, aziendale, parrocchiale, familiare :P. Nella peggiore delle ipotesi sarei emigrato a Milano o Roma, probabilmente per stipendio leggermente superiore, diciamo 1500 euro, ma con la necessita’ di prendere in fitto stanze catapecchie e fuori mano per 300-400 euro.

Emigrare per emigrare tanto valeva prendersi la cosa di petto. In Italia ho lasciato la mia famiglia, i miei amici, quella bastarda della mia cagna Briciola che per me e’ come una figlia che ho salvato dalla strada, il mio club rugbistico con cui ho condiviso tante battaglie domenicali, incazzature, gioie; inizialmente ho lasciato in Italia anche la mia ragazza che ora ha deciso anche lei di stare qui. Ogni tanto sento la mancanza di tutte queste cose, ma poi penso che se una persona vuole concludere qualcosa nella vita non puo’ aspettare la manna cadere dal cielo, ma deve fare qualcosa.

Basta accontentarsi di lavoretti a cottimo, con l‘orgoglio buttato nel cesso, e con la prospettiva di non concludere un cazzo per la vita, in Italia anche io ero abituato a sentire come eccezionali cose che invece mi erano dovute per diritto.

I rapporti con la gente in Italia, se sono seri e sinceri, rimangono tali, quelli che non lo sono evidentemente non meritavano di esserlo; e poi siamo nel 2008, dove andare e venire per l’Europa diventa sempre piu’ facile. A volte penso che quello di “aspettare la manna dal cielo” sia un comportamento tipico Italiano. E’ la sagra del “se io ho un problema non devo essere io a risolvermelo, o non devo essere io a diventare parte di un processo risolutivo, devono essere i politici, o comunque un’entita’ esterna a pensarci.”

Sento che fare questo passo mi ha reso una persona migliore da vari punti di vista. Ho preso piu’ coscienza di me e di quello che so fare, mi sento come se avessi preso una strada dalla quale ormai non posso piu’ tornare indietro, una strada positiva fortunatamente; sento che da ora in poi sara’ un susseguirsi di maggiori responsabilita’ e decisioni importanti.

Ricordo le interminabili domande come: sapro cucinarmi senza morire? sapro’ stirarmi le robe, farmi la lavatrice? capire la gente? lavorare in un ambiente non italiano? Ricordo che tutte queste paure sono sparite dopo aver salutato i miei e la mia ragazza che piangeva all’aeroporto. E’ come nelle partite di rugby dopotutto! Prima e’ tutta adrenalina e paura di far male. Ma poi quando l’arbitro fischia il kick off la paura svanisce, l’adrenalina funziona da carburante per fare il proprio dovere al meglio delle proprie possibilita’; alla fine della partita si puo’ essere vincitori o vinti, in entrambi i casi si sara’ dato il massimo.

In tutto questo tempo ho ricevuto moltissime email da parte di gente che e’ approdata sul mio blog per caso, o gente che lo segue assiduamente, che mi chiedono consigli sul trasferirsi qui. Se convenga per loro, cosa devono fare, se la crisi ce’, se troveranno lavoro etc.

A queste persone io dico che dovreste usare questo blog, e quello di altri italiani in Irlanda o in altri posti, con le dovute pinze. Fate i vostri calcoli, trovate la vostra strada, ricordate che la mia esperienza o quella di un altro sono appunto esperienze personali e che la riuscita del vostro progetto emigratorio dipenda da innumerevoli fattori: il vostro livello nella lingua, le vostre skill lavorative, la vostra attitudine mentale, la vostra personalita’, il vostro spirito di adattamento. Le cose non sono solo nero e bianco. I blog sono validi per tutte quelle problematiche logistiche come trovare casa, conto in banca, fisco irlandese, lavoro, colloqui, vita in generale nelle citta’.

Quello di cui mi sono accorto e’ che io provo proprio fastidio per molti di quegli Italiani che si trovano qui e che non fanno altro che lamentarsi del tempo, degli irlandesi, della sporcizia, del cibo, che dicono che Dublino e’ un cesso di citta’ etc etc. Di solito o trovi persone che pensano solo in bianco e nero, e non considerano le varie gradazioni di grigio.

La storia di questo blog negli anni ha vissuto molti speed up e rallentamenti. C’e’ stato il periodo iniziale prevalentemente tecnico con articoli per sysadmin, si e’ lentamente trasformato in un blog di pura “lamentazione” nei confronti di quello che mi accadeva intorno. E’ stato piu’ volte al centro di alcune frizioni con chi dirigeva la mia ex azienda. E’ stato spesso uno strumento di analisi di me stesso e mi ha consentito di sviluppare meglio le mie idee. Ha seguito poi il periodo pre-partenza, periodo molto ricco di post, post pianificativi, post che riflettevano paure, credo che questa sia la parte cronologica del blog piu’ interessante per chi voglia intraprendere il passo. Poi segui’ la parte post-arrivo. Le mie prime esperienze in questo posto, aprire il conto in banca, fare il PPS, le prime giornate a lavoro, i primi colloqui, mitici gli appunti di antropologia irlandese!

Inevitabilmente il blog inizia ad avere sempre meno notizie utili ai wannabie per assumere contorni piu’ vaghi e personali, che aprono dibattiti soprattuto per chi sta qui da un bel pezzo anche da piu’ di me.

Chiusa la parentesi riflessiva adesso passo ai cazzi miei un po’ piu’ dettagliati.

Tutto fila abbastanza normalmente e senza grossi problemi quindi inevitabilmente il blog non ha molto da raccontarvi sulle esperienze irlandesi aldila’ di eventuali miei viaggi e set fotografici annessi.

Una recente novita’ e’ che la mia ragazza si e’ trasferita da poco, 2 mesi circa, e per il momento la mia unica “preoccupazione” riguarda l’apprensione di vederla inserita e indipendente in questa societa’; la consapevolezza di essere la ragione del suo trasferimento mi mette un po’ di pressione, e il desiderio che lei si trovi veramente bene qui e’ grande. Questo mi porta a volte ad essere eccessivamente rompi coglioni quando si trova a chiaccherare con la mia nuova coinquilina francese (che ha un ottimo inglese), la interrompo spesso e mi incazzo. Devo darci un taglio 🙂

Questa settimana la mia ragazza finisce il mese di corso all’Abbey College in Dame St. (consigli per gli acquisti), devo dire che da quando e’ arrivata qui il suo inglese e’ migliorato moltissimo. All’inizio spiccicava poche parole, adesso ha una buona comprensione e riesce ad esprimersi (piu’ o meno) correttamente in piccole chiaccherate del piu’ o del meno. Avanti cosi! 🙂

A lavoro ultimamente e’ tutto abbastanza quite (almeno dal mio punto di vista). Circa 2 mesi fa e’ avvenuto uno strano episodio, raccontato nel dettaglio da Bacco1977 qui e qui a cui sono sopravvisuto. Due giorni dopo ho avuto la conferma scritta via raccomandata di aver passato il periodo di prova ed ora sono nel ciclo di review delle perfomance a cui spero seguira’ un incremento di salario. Finger crossed.

Se c’e’ una cosa di cui mi lamento a lavoro e’ che spesso non ho molto fare per alcune settimane e poi ci sono spike assurdi di cose da fare, e la mia conoscenza dei prodotti aziendali e’ confinata ad alcune cose, sono stato rimosso da un progetto interessante diversi mesi fa e non l’ho presa molto bene, per essere spostato a qualcosa di piu’ noioso (mantenere lab di test e sviluppo a Dublino e in USA), ogni tanto ho fatto qualche capatina in produzione per fixare qualche issue ma ho la sensazione che gli ammeregani non sharino molte informazioni perche’ vogliono tenere le cose cool per loro e le minchiate per gli altri… comunque…

In questo periodo Dublino e’ addobbata a festa. Luci, abeti, decorazioni natalizie, la gente che compra, pubblicita’ sulle radio che invitano ad acquistare questo o quello.

C’e’ davvero la crisi? Me lo chiedi anche io, io dico che qualcosa c’e’, ma da un lato e’ positivo vedere i prezzi di case e beni di primo consumo diminuire. Ieri ascoltavo newtalks.ie, c’era George Hook, opinionista tuttologo (odioso ma anche divertente), che conduceva un talk show a riguardo. Si parlava di uno strano trend da parte degli Irlandesi di varcare il confine col Nord Irlanda per fare shopping di beni di largo consumo come cibo, baby items (pannolini, vestiti et similia), e naturalmente alcool (si sa che e’ un bene di largo consumo). Ospiti della trasmissione rappresentati dei commercianti etc.

Si prevede un Natale e Capodanno passati a Dublino. Ho deciso di farmeli qui perche’ sono curioso di vedere come funziona qui (dopotutto e’ il mio primo anno). A meta’ Gennaio i miei genitori saliranno per una settimana qui, li portero’ in giro un week end nel Kerry.

E’ tutto. Saluti.

Comments Posted in Dibattiti, Esperienze, Irlanda, Lavoro
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Comments

  1. […] Vita di un sys-admin » Riflessioni a ruota libera senza uno scopo particolare. (tags: società) […]

  2. Gra says:

    Anche io ho provato a emigrare, prima in Spagna ma non mi sono trovato bene, poi a Londra.
    Purtroppo mi sono scontrato con una vita troppo cara e non avendo trovato un lavoro che mi permettesse di mantenermi la’ sono dovuto tornare in Italia.

    Che dire? Sei stato un grande e ti ammiro per quello che hai fatto ma non tutti quelli che restano qui sono delle persone a cui “sta bene”.
    Alcuni non hanno scelta a causa del loro background lavorativo e/o delle possibilita’ monetarie.

  3. bacco1977 says:

    @Kat
    su con la vita!!!!
    Il lavoro arrivera’. Prima l’Inglese pero’.

  4. kat says:

    @Ilgiocatore: Grazie per quello che hai scritto…purtroppo spesso le persone capiscono l’importanza di quello che hanno accanto solo dopo averlo perso….
    Alla fine è vero come dice Pallotron che io non ho lasciato un lavoro che dal punto di vista economico non mi rendeva tanto, ma fare l’avvocato mi piaceva tanto :)…e poi oltre al lavoro ho lasciato la mia famiglia, i miei amici, gli arancini che qui non si trovano….certo per il momento non ho ancora trovato un lavoro che mi dia la possibilità di contribuire economicamente, ma penso di farlo in altro modo…pensando alla casa, alla spesa e a tante altre cose…e poi come ho scritto prima la mia compagnia non ha eguali :)…sono troppo simpatica 🙂 ..e poi non mi lamento mai del tempo cosa che qui fanno tutti…già sapevo come era Dublino..quindi, mi sono trasferita con la consapevolezza di ciò che offre la città…e se mi lamentassi non sarei coerente con la scelta fatta..Mi manca solo il lavoro..forse non dovrei cercare un lavoro d’ufficio considerato il mio basso livello d’inglese, che comunque è migliorato tantissimo…ma ritengo di essere una persona fortunata..chissà magari trovo il lavoro che cerco :)……..

  5. ilgiocatore says:

    Secondo me la fortuna piu’ grande a questo punto e’ che la tua ragazza ti ha seguito. C’e’ gente che si e’ lasciata quando ha detto “vado all’estero”, perché la fidanzata magari era gia’ abbastanza inserita col suo lavoro in italia, in banca, in una agenzia, in un negozio, in una azienda a fare la commerciale/vendite/bilancio, ecc…Una donna potrebbe pensare moltissime cose diverse, la scelta di seguire il ragazzo in irlanda non e’ assolutamente scontata, anzi penso che una netta minoranza delle italiane lo farebbe.

    Conosco un polacco che aveva la moglie in polonia e quando tornava a casa a Cork doveva invece di trovare la sua “pace familiare” si sorbiva tutte le pare/problemi/scassacazzi dei room-mates. Infatti dopo 3 anni da Cork se n’e’ tornato a Cracovia. La moglie lo aveva raggiunto a Cork durante la seconda gravidanza ma ha perso il bambino (il primo aveva 4 anni).

    Come dice bacco, qualcuno e’ pure andato in depressione (in spagna, che in teoria è piu’ affine all’italia rispetto all’irlanda in molte cose). Magari con la sua ragazza gli cambiava tutto.
    Un mio amico, ingegnere meccanico, e’ stato 2 anni in india per una azienda italiana e pare adesso sia tornato, non so in che stato sia (presumo pietoso).
    C’e’ anche qualcuno che e’ andato in olanda (blog: la valigia di cartone), ci ha trovato (forse prima, magari via internet) la morosa e ora fa i suoi bei script Flash del cazzo, gioca in LAN coi colleghi olandesi, elogia l’olanda che e’ prima in europa da tre anni per qualita’ della sanita’, e posta stronzate di Travaglio, articoli faziosi tanto per taggarli “italy sucks” e ingrossarne il font nella cloud (se mi leggi zio, ti disprezzo tantissimo come persona).

    In sostanza tu hai il tuo bel lavoro sulle cose che sai fare (io invece mi devo spaccare il culo per cambiare settore da “tester” a “programmatore”, per non fare il tester a vita), hai la casetta figa in centro, non usi la macchina e relative spese, non hai rompicazzi in casa, anzi c’hai la fidanzata e pure un’altra donna fvancese. Te la spassi perché hai pure il budget extra per le vacanze in finlandia.
    Di tutte queste cose, che costituiscono complessivamente un bilancio positivo, credo che la sola Katia rappresenti l’80% del fattore positivo.

  6. kat says:

    @ Paolo:Infatti la mia esperienza è positiva..pallotron mi vorrebbe già a lavoro :)…però senza un inglese più che discreto non è facile trovare un buon lavoro..io mi sto impegnando anche perchè imparare una lingua da quasi 0 non è facile (non studiavo inglese dal liceo..all’università non c’era neanche una lingua…ai miei tempi)…miii se avessi fatto economia invece di giurisprudenza penso che avrei già trovato un lavoro..qui i contabili sono ricercatissimi….cmq sto modificando il mio curriculum perchè da civil lawyer non troverò nulla..mi serve ancora un pò di tempo..e poi questa crisi non aiuta chi come me non ha skill brillanti e specifici…ma le cose miglioreranno ne sono sicura……..
    @Pallotron..ascolta Paolo..e poi la mia compagnia è assolutamente unica nel suo genere…dove la trovi una persona cosi allegra simpatica divertente chiaccherona premurosa….e anche un pò rompi…;) impossibile….

  7. paolo says:

    Pallotron, la risposta alle tue domande te la sei data da solo nel paragrafo che inizia con…”Sento che fare questo passo mi ha reso una persona migliore da vari punti di vista.”
    Scusa ma ti sembra poco?

    Inoltre, sarai pure la ragione per cui Katia si è spostata, ma la scelta finale è stata comunque la sua, quindi perchè sentirti sotto pressione?
    Godi invece della sua compagnia senza sensi di colpa. E poi…mi sembra di capire che anche per lei l’esperienza sia positiva fino ad ora.

    Avanti cosi!!!!!

  8. kat says:

    @Elibus:la sera quando ceniamo con la ragazza francese che parla benissimo inglese..secondo te chi parla di più?..esatto….ah ah ah…anche se sbaglio io intanto parlo..cmq sono migliorata tantissimo..certo ancora è lunga la strada per arrivare a monopolizzare la conversazione…però mi sto impegnando 🙂

  9. ELiBuS says:

    Quando katia si esprimerà compiutamente in inglese del più e del meno…sarei consumato. La pace sarà definitivamente persa! 🙂

  10. Bacco1977 says:

    Tornando al post, come ti dico sempre, la tua esperienza a Dublino la devi valutare tu, e non farti influenzare da altri Italiani che qui si trovano male.
    Io conosco decine di ragazzi che hanno lasciato Londra, Bruxelles, Berlino, Lione, Parigi, per motivi piu’ o meno simili a quelli che fanno lasciare Dublino.
    Mio cugino e’ andato in depressione dopo 2 anni in spagna.
    Tutto e’ soggettivo. Vi sono troppe varianti.
    Il lavoro, dove vivi, gli amici, la casa, che tipo di vita fai.
    All’inizio credevo che Dublino sarebbe stata per 2-3 anni. Ora sto incontrando molti Italiani che stanno da molto piu’ tempo. Tutto dipende da “come ti si realizzato” qui.
    I giudizi e le critiche di un popolo formato da bambaccioni 30enni, sinceramente, lasciano ilempo che trovano.

  11. Bacco1977 says:

    A capodanno io sono qui con Manu.
    Dai che ci organizziamo

  12. TopGun says:

    Bel post.
    Risponde nei contenuti al post del diretto nightolo.
    I blog Irlandesi sono diminuiti ma quelli che restano sono di qualità.
    Pazienza se qualcuno è migrato su facebook.

    Buona serata e continua a fare belle foto 🙂

  13. kat says:

    ah ah ah….beh la XBOX è una buona alternativa..scopri se con la XBOX puoi fare tutto ah ah ah ah

  14. pallotron says:

    @kat: certo che se uno ci prova con le buone intenzione di ti pieghi dal ridere, se uno non ci prova ad avere buone intenzioni tu invece di lamenti! mi sa che gioco conn la XBOX allora! ahahaha

  15. LoneStar says:

    ..a parte che capodanno *è* come tutti gli altri fine settimana dell’anno 🙂 magari a seconda di come si combinano le festività può durare qualche giorno in più

  16. kat says:

    ah ah ah in maniera romantica..tu…ah ah ah sono piegata in due….cmq andima noi di solito il capodanno lo passiamo a mangiare a casa di qualcuno…figurati se io me ne vado a ballare..alla fine l’ultimo dell’anno è solo un altro giorno che passa tutto qui….qundi anche dublino va bene….

  17. pallotron says:

    @andima: thanks, ma penso lo passero’ con katia in maniera romantica 😛 vedremo! 😀

  18. andima says:

    capodanno a dublino non lo consiglio a chi gia’ ci vive, magari come turista e’ carino, ma praticamente e’ la stessa identica matrice di tutti gli altri fine settimana dell’anno: in un pub oppure a ballare da qualche parte tra george street e hardcourt road o qualche altro posto carino. se riesci ad intrufolarti in qualche party in qualche casa, magari e’ meglio 🙂

  19. kat says:

    Angelo mi chiedo se c’è una sola cosa che non sai fare meglio di me :)…….cmq io sono venuta anche per farmi delle vacanze…..Quando andiamo ad edimburgo e a Copenaghen??ah ah ah