Pasqua ad Oslo.

Questa e’ la seconda pasqua da quando sono arrivato in Irlanda. L’anno scorso manco mi ricordo cosa abbia fatto, nemmeno nel blog ce n’e’ traccia. Segno che sono profondamente paganissimissimo.

Quest’anno invece ho aggiunto un giorno di ferie al long week end e ho speso 4 giorni insieme a Katia in scandinavia, Norvegia, Oslo. Tanto per non farmi dire «Ah! ma tu non mi porti mai da nessuna parte!». Che poi, detto tra noi, non e’ proprio vero! Vero Katia? 😛

Volo Dublino – Torp. L’aeroporto di Torp si trova a 110km di distanza da Oslo. Grazie Ryanair, tu che sei cosi’ cheap che non mi metti manco la sacca porta-oggetti davanti al mio posto a sedere, tu che sei cosi’ cheap che non metti manco le sacche per vomitare perche’ tanto staticamente non conviene! tu che sei cosi’ cheap che mi fai atterrare a 120km dal posto che scrivi nel tuo sito, tu che sei cosi’ cheap che per compensare mi rompi la minchia con le tue hostess per tutta la durata del volo 😀

Meno male che il volo e’ durato poco, meno di 2 ore, mi aspettavo di piu’. Ed ero terrorizzato dalla pubblicita’ che diceva che “in questo volo sei abilitato ad effettuare telefonate col cellulare una volta superati i 10.000 piedi di altezza”… per fortuna di italiani ce n’erano pochi 😛

Oslo sta a GMT+1 come fuso cosi’ abbiamo dovuto portare gli orologi un’ora avanti.

Gia’ atterrato mi sono reso conto che praticamente andare in Norvegia e’ come andare in un paese anglofono: hai il 70% di probabilita’ di parlare con una persona che parla fluentemente inglese: dalla 60enne barista, all’immigrato conducente di autobus, alla bambina di 10 anni, praticamente tutti parlano la lingua, con una facilita’ ed un slang molto simile, per non dire uguale, ad una persona madrelingua.

La cosa interessante che ho notato stando sull’autobus, ed osservando il conducente ed i passeggeri entrare, e’ che certi norvegesi usavano switchare a caso tra norvegese e inglese mentre parlavano! 😀

Ma come fanno? La risposta sta nella televisione: tutti i film/programmi non norvegesi vengono trasmessi in lingua originale (inglese, francese, italiano che sia) ma con sottotitoli norvegesi. Nessun doppiaggio, una comodita’ per turisti che vogliono vedersi un film in TV, ed una vera e propria scuola di inglese gratis che inizia dalla tenera eta’ per tutti i cittadini.

Altro che “le 3 i” del berlusca (inglese, internet, i-qualcosa-che-non-ricordo). Fosse per me adotterei questo sistema domani in tutta Italia, coattamente: banditi i doppiaggi; tutti i programmi importati non doppiati; sottotitoli in italiano. Chissa’ che non sia’ la volta buona che in un paio di generazioni avremo gente che parla non dico fluente ma decentemente.

Ma andiamo al nostro itinerario: spostamento in bus come dicevo, gia’ nel bus vedi che le cose sono diverse anche rispetto all’Irlanda, autista cordialissimo, mi suggerisce di prendere il return ticket cosi’ pago di meno. Mi invita a mettere il bagaglio sul lato sinistro del bus, perche’ il lato destro e’ riservato alla gente che scende nei paesi che stanno tra Torp e Oslo, in modo da non seppellire le loro valigie in mezzo a tutte le altre e velocizzare le operazioni.

Appena partiti, prende il microfono e augura il benvenuto a tutti, il palmare utilizzato per emettere i biglietti aiuta l’autista durante il tragitto per capire quante persone devono scendere in un dato villaggio, quante in un altro ancora e cosi’ via, durante il tragitto l’autista indica le fermate a voce, dicendo cose tipo «mi risulta che 2 persone debbano scendere alla prossima fermata, se siete interessati a scendere premete il tasto di stop”.

Possibilita’ di pagare con carta di credito e contanti, anche le banconote (altro che Dublin Bus!).

L’arrivo ad Oslo avviene passando attraverso un tunnel sotterraneo che attraversa tutti il centro per sbucare nei pressi della stazione centrale, a fianco di cui sta il bus terminal, organizzato come un aeroporto con gate, biglietteria, monitor che avvisano di arrivi e partenze (molto sime al terminal bus di Dublino devo dire).

E siamo in centro! Prima giornata perfetta! Sole! Nessuna nuvola in cielo, una piacevole temperatura, camminavo in t-shirt. Appena uscito dal terminal mi accorgo che c’e’ ancora neve per terra, accumulata sui bordi delle strade.

Mi rendo subito conto che gli indici di popolazione non norvegese (o di origini non norvegsi) in citta’ e’ altissima. Molto piu’ che a Dublino.

Immigrare in Norvegia negli anni ’80 significava ottenere supporto dallo Stato, aiuto per apprendere la lingua e aiuto per ottenere un lavoro. Il governo norvegese però, ha sempre supportato anche la conservazione di lingua e cultura, nulla di strano quindi che la seconda generazione di immigrati sia integrata pur mantenendo saldi i legami con le proprie origini. Infatti ho potuto osservare molti figli di emigrati ed emigrati stessi parlare norvegese correttamente.

Usciti dal terminal prendo la mappa della citta’ per capire che strada fare per recarci all’hotel. Mi ferma una ragazza che mi chiede se mi serve aiuto, gli dico dove devo andare e mi viene detto che l’hotel sta a solo 5 minuti a piedi da dove mi trovavo 😀 gentilissima!

Depositiamo tutto, e via per le strade del centro. Ci dirigiamo in direzione del mare, zona Opera House, di cui vi propongo questa fotografia:

opera

Un progetto architettonico innovativo, pieno zeppo di gente quel giorno che prendeva il sole 🙂

A differenza dell’Irlanda pare che la Norvegia abbia delle estati degne di questo nome, come cito da wikipedia:

La temperatura massima media dei mesi estivi (e cioè tra giugno e agosto) è tra i 20,1 e i 21,5 °C. Settembre è spesso un mese altrettanto caldo e per incontrare i primi rigori invernali è necessario aspettare la fine di ottobre. La più alta temperatura mai registrata è rappresentata dai 35 °C del 21 luglio 1901. Ondate di caldo si verificano più volte ogni estate, da giugno a fine agosto, con temperature tra i 30 °C e i 31 °C. Queste temperature hanno favorito la nascita di diverse strutture ricreative di ampio successo nate lungo l’ Oslofjord, che ovviamente registrano la maggiore affluenza lungo i mesi estivi quando la popolazione è sospinta verso il mare invitata anche dalle temperature dell’acqua che vanno dai 20 ai 24 °C.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la fortezza di Akershus. Eretta nel medioevo per difendere la citta’ dalle incursioni nemiche:

arkeshus

Nel tardo pomeriggio/sera ci sediamo per qualche birra (una lager buonissima di cui non ricordo il nome) e dopo un’oretta ceniamo alla buona in una specie di pub/caffe’. Saranno state  le 9.30 ed il sole era ancora bel alto sull’orizzonte! Dopo cena ci rimettiamo in giro per il centro e finiamo nei pressi della City Hall, edificio che ospita gli uffici amministrativi del comune, studi e gallerie d’arte. Di fronte alla city hall i moli da cui partono le barche per mini crociere sul fiordo e da dove partono vari traghetti, tra cui il traghetto che porta verso la penisola di Bigdøy, dove risiedono molti musei.

Accanto ai moli sorge una nuova area denominata Aker Brygge: un quartiere ultra moderno dove si concentrano ristoranti, banche, centri commerciali.

Nelle foto, la City Hall ed un canale di Aker Brygge:

cityhall

akerbrygge

Poi nanna.

Il giorno seguente, si parte col breakfast, la mia assistente, esperta in tecniche di sopravvivenza metropolitan-turistica, adotta la “tecnica dello squattrinato in hotel” e prepara panini a volonta’ utilizzando salami, prosciutti e formaggi del breakfast, da essere utilizzati come pranzo a sacco. Questa sara’ la tecnica adottata nei giorni a seguire, al fine di poterci concedere cene lussuose in serata 🙂

Dicevo, secondo giorno prendiamo la linea 12 per andare al Vigeland Sculpture Park, questo e’ un parco che ospita sculture create dallo scultore Gustav Vigeland.

Non staro’ qui a menarvela con la storia dello scultore, sono pigro, documentatevi con google.

Interessante il monolite al centro del parco di cui vi propongo questa fotografia:

vigeland1 vigeland2

Pomeriggio, ritorno al centro, visita al royal palace (si, la Norvegia e’ una monarchia costituzionale, questo vuole dire che normalmente il re/regine se ne fottono della vita politica, e si godono i fasti dell’eredita’ lasciando le scelte alla democrazia! 😛 ) , al ritorno dal royal palace mini crociera di due ore su nave di legno in giro per il fiordo. Nella sera ci dirigiamo verso Aker Brygge in cerca di un locale, tutti locali italiani, pizza, pasta, blabla. Avevo perso la speranza di trovare qualcosa di tipico ma poi abbiamo trovato questo ristorante “D/S Louise” – http://www.dslouise.no/.

Ci siamo tenuti sul pesce, la prima sera ho preso pepata di cozze + king crab (quegli enormi granchioni artici con le chele lunghe 50cm!) + vino + caffe’ + acqua, la seconda sera ho preso fish soup + aragosta au gratin + vino + caffe’ + acqua. Abbiamo mangiato bene a mio modo di vedere.

Circa 50 euro a persona. 990 NOK la prima sera, 1050 NOK la seconda.

E qui veniamo al discorso economico: la Norvegia come tutti i paesi scandinavi e’ cara 🙂 Complice il fatto che non sono nell’area EURO, c’e’ da dire che la Norvegia e” l’unico paese al mondo a non avere debiti con altri paesi ed il reddito pro-capite e’ il secondo al mondo.

Il biglietto integrato a tempo costa 36 NOK a cranio (circa 3.9 eur) e dura 1h e 30′. La birra costa + dei canonici 4 euro. In compenso pero’ i servizi sono eccellenti, c’e’ la sanita’ pubblica, etc.

Terzo giorno e’ stato il giorno dei musei: National Art Gallery al centro, tutti gli altri musei in cui vale la pena recarsi stanno bella penisola di Bigdøy, ci si puo’ andare prendendo il 30 (bus) oppure il traghetto dal molo di fronte al city hall.

Sulla penisola potete trovare:

  • Il museo del folklore norvegese (da vedere la stave church), e la ricostruzione delle case tipiche secondo epoche e regioni norvegesi
  • Il Viking ship museum: esposizione di 3 navi vikinghe originale ritrovate nei dintorni di Oslo
  • Il Fram museum: un museo costruito attorno alla nave artica Fram. Utilizzata per spedizioni al polo Sud ed al polo Nord.
  • Il museo del mare: in questo museo ci si rende conto che la Norvegia e’ un paese fortemente legato al mare, ed ha una tradizione marittima e navale di tutto rispetto!
  • Il museo Kon Tiki: che racconta le gesta dello scienziato e avventuriero/esploratore norvegese Thor Heyerdah, che organizzo’ una traversata oceanica, dal Cile all’Isola di Pasqua, per provare che la tesi della emigrazione di popolazioni via mare.

In definita una bella esperienza, generalmente non sono un patito del turismo dell capitali, preferisco vedere il country side delle nazioni che visito pero’ devo dire che Oslo merita una visita.

Credo che ritornero’ in Norvegia in futuro magari per farmi qualche giro dei fiordi in estate 🙂

Come al solito potete trovare le foto del viaggio qui.

E’ tardissimo, me ne vo a letto, alla prossima.

Comments Posted in Viaggi
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Comments

  1. […] 35 – Pasqua ad Oslo. […]

  2. claudio says:

    sono in viaggio di nozze ad oslo e mi stanno facendo il buco in petto..costa tutto il triplo…domani parto per bergen e spero in una temperatura migliore…cmq bellissimaùin particolare l’opera.

  3. kat says:

    se gli irlandesi sono razzisti allora i polentoni cosa sono? 🙂

  4. bacco1977 says:

    e poi diciamo che gli irlandesi son razzisti…….

  5. kat says:

    @ Giulio: almeno gli script di pallotron hanno un’utilità il Papa nessuna :)…e neanche i polentoni idioti…

  6. ELiBuS says:

    Anonimi tra l’altro.

  7. antonio says:

    ah dimenticavo, PORCO IL PAPA

  8. antonio says:

    giulio meglio fare script che pompini col culo 😀

  9. Giulio says:

    pallotron :
    @bacco1977
    le preghiere non servono ad un cazzo, spiegalo al papa’, invece di pregare per le vittime potrebbe iniziare a svendersi un paio di anelli d’oro per dare da mangiare a qualche terremotato

    tu non servi ad un cazzo terrone
    anzi servi a fare qualche script

  10. ELiBuS says:

    LoneStar :
    Riguardo al papa che non è andato ancora in Abruzzo,….

    Terremoto, Berlusconi, la squadra di governo, Emanuele Filiberto di Savoia e pure il papa??? Manca solo una inondazione!

  11. ELiBuS says:

    bacco1977 :
    hai liberta’ di scelta pallotron. Con qualche altra religione non la avresti.

    AHAHAHAHAAHAH. MADDECHEAO? Se lo potessero fare non avresti scelta, mo non lo POSSONO fare, cambia solo questo. E per quel che possono ci provano, vedi aborto, eutanasia, profilattico…

  12. kat says:

    Ma tanto visita o non visita del Papa penso che ai terremotati non freghi più di tanto…come cambierà con la sua visita? Nulla…e allora può starsene anche al Vaticano…

  13. LoneStar says:

    Riguardo al papa che non è andato ancora in Abruzzo, quando ho sollevato l’osservazione a mia madre, convinta credente, le è sembrata una cosa normalissima che non ci sia andato, in quanto in quel periodo c’erano le celebrazioni di Pasqua e il papà non può certo mandarle a puttane (vabè non ha detto esattamente così :D). Io ho detto che in questi casi dovrebbe saltare qualsiasi programmazione e calendario, ma a lei è sembrata una cosa assurda. Pare che la pensino così un pò tutti, dato che non si vede gente scandalizzata per il fatto che non sia ancora andato, anche tra gli stessi terremotati.

  14. bacco1977 says:

    @antonio
    Questo eprche’ siamo un popolo di pecore….

  15. kat says:

    In pratica tutti 🙂

  16. antonio says:

    E in altri paesi ancora il Papa non fa le leggi, tipo che so, senza andare lontano, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Olanda, Svezia, Novergia, Finlandia, Belgio, Lussemburgo, etc etc

  17. bacco1977 says:

    @pallotron
    appunto, scegli di non scegliere niente. liberamente. In altri paesi ti avrebbero tagliato le palle.
    Ma per questo credo ci sia Kat. 😛

  18. pallotron says:

    @bacco1977
    ma io non devo scegliere nessuna religione 😀

  19. bacco1977 says:

    hai liberta’ di scelta pallotron. Con qualche altra religione non la avresti.
    La CEI ha donato alcuni milioni di euro. Il papa il suo lo ha fatto, tranquillo. Vi sono altre critiche da muovergli. Ad esempio perche’ non e’ accorso subito a dare almeno conforto? Sono sicuro che JPtheII lo avrebbe fatto. Una mancanza di stile e carisma che delinea la differenza tra un papa grande, ed un papa mediocre (come figura).

  20. antonio says:

    WHAT DAY IS TODAY

  21. pallotron says:

    ma lui e’ il PAPA’ DI TUTTI NOI

  22. kat says:

    al PAPA

  23. ELiBuS says:

    @kat
    Meglio…abituati già da piccoli!

  24. pallotron says:

    @bacco1977
    le preghiere non servono ad un cazzo, spiegalo al papa’, invece di pregare per le vittime potrebbe iniziare a svendersi un paio di anelli d’oro per dare da mangiare a qualche terremotato

  25. kat says:

    @elibus: no è un bambino ah ah ah

  26. ELiBuS says:

    Accattivante la foto della donna. Sono prospettive culturali interessanti…dietro si scorge una figura maschile o mi sbaglio?
    Muta, al guinzaglio e alla pecorina…sti norvegesi sono avanti! 🙂

  27. bacco1977 says:

    cmq sei il solito sovversivo anticlericale.
    preghero’ per la tua conversione.

  28. bacco1977 says:

    la norvegia da ragazzo era uno dei miei sogni, dove trasferirmici. Pero’ non ci sono mai stato.
    ci andro’/………

  29. pallotron says:

    today is the day ca mazziccu turi sgay

  30. direttore says:

    today is the day

  31. Gizzo says:

    uot dei is tudei???????????????

  32. direttore says:

    s/staticamente/statisticamente
    s/GMT+1/GMT+2 (c’e’ l’ora legale)

    Detto cio’, ottimo post 😀

  33. kat says:

    1102 nok la seconda sera e la durata del bigletto è di 60 minuti..sempre impreciso eh 🙂