August 2009

Scomesse e beneficenza

Dublino, 1 year and 7 monhts (alla faccia dei cucchi!)

Oggi vi parlero’ di due aspetti della cultura irlandese: le scommesse e la beneficenza.
Chiunque risieda qui in Irlanda in piante stabile non puo’ che prendere atto di questi aspetti.

Beneficenza

E’ molto comune, camminando per le strade Irlandesi, specie a Dublino, di vedere ragazzetti, pompieri o anonimi personaggi, a volte anche la garda stessa, scuotere le loro scatole piene di soldi spicci e banconote per attirare l’attenzione.
Quasi sempre le raccolte di soldi vengono fatte per aiutare ospedali, orfanotrofi, associazioni che si occupano dell’assistenza a malati di malattie particolari.
A volte e’ possibile trovare salvadanai presso le casse dei negozi dove la gente e’ invitata a lasciare il proprio resto da devolvere ad associazioni per la cura di malattie terminali ed altre robe socialmente utili.
Si puo’ notare che molti Irlandesi non si facciano problemi ad affidare i loro soldi a questi personaggi; e’ una cosa che suona strana a noi Italiani, normalmente diffidenti quando ci troviamo difronte a queste cose. Pensiamo sempre: “chissa’ che fine faranno i nostri soldi? Sicuramente qualcuno se li mangia!” Gli Irlandesi no. Sono dotati di una ingenuita’ ed di una buona fede per niente negativa; questo denota la rilassatezza e la buona fede di questo popolo. Qualche Italiano in Irlanda tratta cio’ con superfecialita’ esclamando che gli Irlandesi sono un popolo di fessacchiotti, etc etc.
Comunque questa abitudine di raccogliere soldi per beneficenza si nota un po’ dovunque. Anche nelle aziende.
Probabilmente questo succede perche’ ancora la maggior parte della popolazione e’ profondamente religiosa (=cattolica) e quindi molto sensibili ai temi del sociale (questo se vogliamo e’ il lato nobile e positivo dell’essere religiosi).
Ad esempio qualche mese fa a lavoro una mia collega ha organizzato il “Newbay Cake Baking Day”: i dipendenti erano invitati a cucinare a casa la sera prima una torta o qualcosa di dolce tipico del loro paese di provenienza o anche solo quello che sapeva fare meglio e portarlo il giorno dopo in azienda per vendere tre pezzi di torta a 5 euro. Io e Katia abbiamo la nostra solita ciambella all’arancia (si lo so siamo ripetitivi!).
Ho visto molta gente mettere piu’ di 5 euro e consumare un solo pezzo di torta dicendo che volevano devolvere di piu’ alla causa, ed anche io ho fatto lo stesso.
Purtroppo non ho scattato nessuna foto alla tavolata imbadita di dolci, era una cosa spettacolare. Alla fine si son tirati su 950 euro a cui il promotore dell’iniziativa ha aggiunto 50 euro per fare cifra tonda. La cifra’ e’ stata devoluta ad un ospedale che si occupa di bambini.
Tutto questo mi ha molto impressionato, mai vista una cosa del genere a lavoro; vengo da un posto dove notoriamente nessuno vuole metterci del suo per sistemare le cose, non una lira, niente di niente, tutti aspettano che “qualcun’altro” risolva i problemi. Questa e’ forse la piaga del popolo italiano. La gente aspetta che siano i politici a risolvere i problemi quando non ha capito che questi ultimi non hanno nessuna intenzione di farlo πŸ™
In Italia le raccolte fondi, le autotassazioni di un gruppo di persone, sono viste come una cosa da comunisti fighetti e snob… se metti soldi per sistemare qualcosa passi per fessacchiotto, perche’ tanto i tuoi soldi andranno persi, e’ la mentalita’ ormai rassegnata al peggio. La fine insomma.
Ma passiamo all’altro aspetto.

Le scommesse

Normalmente l’italiano medio pensa alla scommessa come qualcosa di negativo, un vizio, qualcosa che puo’ rovinarti la vita.
Anche io la pensavo cosi’ quando sono arrivato qui.
Tutti abbiamo la visione del punto scommesse pieni di individui poco raccomandabili, con gente accalcata a giocarsi gli stipendi.
Negli ultimi anni in Italia i posti dove scommettere fioccano da tutte le parti. Prima era tutto illegale. Da quello che mi ricordo solo stato aveva il monopoloio del gioco d’azzardo. Poi la legge non ha fatto altro che liberarizzare le scommesse e probabilmente le attivita’ che prima erano illecite sono emerse e hanno iniziato ad aprire punti vendita: da qui probabilmente la percezione di questi posti come qualcosa di malsano o gestito da malavita (naturalmente non sara’ cosi’ al 100% :D).
In Irlanda ho visto fare scommesse sotto diverse ottiche.
Qui in Irlanda scommettere e’ anche una questione di cultura. Si scommette su tutto anche fra amici. Un villaggio non e’ un villaggio senza la filiale di Paddy Power, una chiesa, un pub ed un supermarket. Gli Irlandesi vanno matti per le corse dei cavalli e dei cani.
Ricordo il primo mese che ho iniziato a lavorare ci invitarono tutti ad andare al cinodromo in Dublino 4 dove si svolgono le corse dei levrieri. Scommessa massima 5 euro e pinte offerte dalla societa’. Io rifiutai perche’ dissi che non mi piaceva scommettere, e poi chissa’ quante droghe danno a quei poveri cani. Inutile dire che venni guardato con certe occhiate ….. πŸ˜€

Entrambe le cose messe insieme πŸ˜€

In alcuni casi speciali la scommessa acquisisce un valore sociale specie quando questa viene utilizzata per beneficenza!
Come nel caso di un mio collega che ha deciso di partecipare, a scopo beneficenza ad una gara di Triatlon che si e’ svolta nell’ovest dell’Irlanda:

Gaelforce 6 is a multi-sport adventure involving biking, running, hiking and kayaking. The course of approximately 65km stretches from the stunning Glassilaun beach, south-west of Killary Harbour to Westport. En route there are some significant obstacles to cross, including Killary Harbour itself and the famous holy mountain of Croagh Patrick. The event is designed for solo competitors, but you can also run it will a buddy or training partner. Due to logistics we do not allow relay teams.

Ulteriori informazioni su http://www.gaelforcewest.ie/.

Il tipo ha mandato una email dichiarando di voler partecipare alla corsa per raccogliere soldi per l’ospizio di St. Francis.
Ha dichiarato di non essersi preparato affatto alla gara e ha bandito una scommesa tra i colleghi a chi indovinava il tempo di percorrenza. Ogni partecipante ha versato 10 euro cadauno, 1/4 della quota e’ stata data al vincitore ed il resto e’ stato dato all’ospizio. Molte persone hanno partecipato, invogliati sia dal monte premi della scommessa che dalla possibilita’ di fare beneficenze divertendosi. πŸ˜€
Alla fine quel bastardone fortunato del mio capo ha vinto 380 euro e i rimandenti 1000 euro sono stati devoluti allo spizio! Il tipo ha percorso il tragitto in circa 5h (io avevo detto 8h, c’e’ stato anche chi ha puntato 10 euro dicendo MAI ARRIVATO).
Inutile dire che appena venuto a sapere della notizia il mio capo ha ceduto alla mia proposta di offrire la cena venerdi’ a tutto il team ed alla leggenda vivente del mio collega πŸ˜€

Storie d’Irlanda….
Io l’unica cosa che ho visto sul posto di lavoro e’ stato l’arrivo del politico di turno a pochi giorni delle elezioni al solo scopo di chiedere voti. Una cosa squallidissima che mi ha fatto vomitare. Il clientelismo piu’ spinto…. πŸ™
Ora vi lascio con alcune foto in tema di beneficenza e scommesse:

Saluti irlandesi.

Sul camminare in bicicletta a Dublino.

Dublin, 1 and 1/2 year so far

Dopo la parentesi tecnica del post precedente, che sono sicuro ha riscosso poco successo tra i lettori che preferiscono scannarsi sulla sezione commenti, ecco un post piu’ allineato e informativo sulla vita in quel di Dublino.

Oggi vi parlero’ della vita a Dublino in sella alla bici.

Come sapete ho comprato una bicicletta qualche settimana fa.
Per la cronaca, alla faccia di chi mi ha buttato la iella, la bicicletta e’ ancora viva e funziona. Ieri l’ho anche lasciata in culo al mondo a Dublino centro per andare al pub e non se la sono rubata. D’altronde, chi ruberebbe una bicicletta cosi’? Io no! πŸ˜€
Anche se la fotterebbero ne troverei un’altra a 80 euro πŸ˜›

Andare in giro su due ruote non motorizzate mi fa un po’ di senso.

Venendo da un posto dove praticamente e’ impossibile andare in giro in bicicletta per vari motivi: la citta’ non e’ totalmente piatta come Dublino arrampicandosi sulle pendici dell’Etna, non ci sono piste ciclabili, in inverno ci sono in monsoni e in estate ci si scioglie, lavoravo a 15 km di autostrada da dove abitavo, etc.

Qui invece e’ tutto il contrario e la bicicletta e’ usata attivamente da molte persone per le attivita’ di tutti i giorni come andare a lavoro, al pub, a fare la spesa, a trovare gli amici, a farsi una passegiata nei week end.

Quasi tutti indossano il casco, alcuni strafanno mettendo apposite fascie catarinfrangenti attorno alle caviglie e i giubbetti. Molti usano le luci lampeggianti di notte.

Date un’occhiata a queste foto su Flickr:

* http://www.flickr.com/search/?q=dublin%20cycling%20lane&w=all
* http://www.flickr.com/photos/cianginty/sets/72157619658989740/

E anche alla galleria qui:

Notate niente di strano? πŸ˜€
Guardate le prime due foto. Un tipo parcheggiato sulla corsia delle bici e un altro tipo sulla bici che nonostante la corsia cammina per strada πŸ˜€
Mi sento un po’ Freddy con le sue foto dei supermarket e dei cestini πŸ™‚
In linea di principio specie al centro e’ difficile vedere queste situazioni di macchine parcheggiate cosi’.

Una cosa a cui prestare attenzione riguarda i guidatori di macchine: specie i taxisti e gli autisti dei bus.
Bisogna stare attenti con questi individui perche’ tendono a stringerti verso il marciapiedi come se la corsia ciclabile non esista, io normalmente quando accade comincio a prendere a pugni il finestrino imprecando πŸ˜€ E loro si spostano.

Altra cosa a cui prestare attenzione e’ attraversare grandi incroci perche’ a volte capita che le macchine svoltino o senza freccia o senza curarsi dei ciclisti. Io impreco perche’ dopo che ho preso velocita’ devo rallentare l’andatura per prestare attenzione a questi cretini e poi devo faticare per prendere velocita’ di nuovo πŸ˜€

Altra roba che accade e’ l’incolonnamento al semaforo dove le macchine non si curano della corsia ciclabile e si mettono in coda sopra di essa. Io normalmente arrivo e comincio a bussare da dietro imprecando come sopra a colpi di JAYSUS FECKING CHRIST. Con grandi risate degli altri ciclisti dietro.

Queste situazioni non accadono spesso, ma succedono, quindi occhio.
Quando parlo coi miei colleghi mi sento dire che andare in bici a Dublino e’ pericolosissimo e da evitare, che la gente ti ammazza eccetera πŸ˜€
Immagino che la situazione in Irlanda fuori da Dublino sarebbe decisamente diversa. Se qualche lettore vuole condividere la sua esperienza e’ benvenuto.
Io comunque alla gente che mi dice che Dublno e’ pericolosa rispondo: provate a andare in giro in bici in Sicilia o a Roma πŸ˜€

Mi piacerebbe farmi una vacanza in giro ciclando per l’irlanda un paio di giorni ma mi sa che Katia non se lo accollerebbe πŸ˜€
La mia ex coinquilina l’ha fatto e magari se legge questo blog puo’ dare qualceh consiglio.

Saluti