October 2009

It’s movember time!!

movember

Anche quest’anno it’s movember time!!!! Tanto per ricollegarci al post che feci qualche mese fa riguardo a scommesse e beneficienze in Irlanda
Ho ricevuto la chiamata alle armi da un mio collega australiano, e mi sono gia’ aggregato al team di Newbay (la mia azienda).
Mi sono detto: perche’ no? Una scusa per divertirsi!

Ma che cos’e’ movember? Mi sono documentato un po’ in giro e su wikipedia ho trovato questo interessante link.

Movember e’ un evento annuale della durata di un mese che si tiene appunto a Movembre 😀

Movember e’ la storpiatura di November (Novembre in inglese). Il “mo” deriva dalla parola Moustache (baffi). Si perche’ tutto l’evento si basa attorno alla crescita dei baffi durante il mese di novembre. Si dice che l’evento sia stato concepito da un gruppo di amici del pub della cittadina di Adelaide, in Australia, i quali cercavano una idea per aumentare la consapevolezza e la percezione della salute del sesso maschile e supportare in generale organizzazioni che si battono per la cura di malattie come cancro alla prostata.

In pratica tu ti fai crescere i baffi nella maniera piu’ strana, la gente ti chiede “PERCHE’?” e tu spieghi le motivazioni cercando di convincerli a donare soldi alla cusa, la gente puo’ donare soldi ai Mobrothers e Mosisters anche via internet (usando carta di credito o di presenza).

Un bell’esempio di come internet sia un mezzo molto valido. meglio della TV perche’ permette a tutti di fare la propria parte in maniera attiva.

A proposito, la mia homepage e’ qui: http://ie.movember.com/mospace/30315, da li’ potete donare anche solo 5 euro votare  i miei baffi tra 15 giorni!!!

Info:

http://en.wikipedia.org/wiki/Movember
http://ie.movember.com

Servi del padrone.

Un classico esempio di come l’Italia ormai si sia ridotta; ecco a voi un esempio di come agiscono i servi di un padrone a comando che si prodigano, zelanti, in un improbabile tentativo di diffamazione, per altro non riuscito perche’ privo di senso logico:

Ma non si vergogano? Che senso aveva il servizio? Io non ci ho trovato nemmeno un elemento da prendere in considerazione! Guardando le loro faccie mi sembra di leggere nei loro occhi che sanno di essere dei poveri servi.
Ma imparate a fare giornalismo!

Enzo ci manchi!

enzo_biagi

In questi periodi nerissimi per l’Italia, dove ministri danno del pedofilo a sconosciuti incensurati, dove i farabutti vengono eletti, dove chi fa giornalismo d’inchiesta rischia grosso, dove si vuole costruire un ponte inutile anche dopo i fatti tristissimi di Messina, dove non si da piu’ ascolto alle persone anziane, si sente la mancanza di personaggi come Enzo Biagi, Indro Montanelli, Borsellino, Falcone.

Non so perche’ ma Enzo Biagi mi ricorda mio zio Lino, buon anima, persona pacata, a modo, figlia di altri tempi dove si sapeva fare dialettica, parlare, discutere con intelligenza, non il chiasso di oggi, dove vige solo la regola della sopraffazione dell’altro, anche sapendo di aver torto. Dove non conta il fare ma preservare il proprio status quo.

Dal fatto del 16 Ottobre 2009:

IL FATTO di ENZO

Sarebbe giusto che Berlusconi non dimenticasse che se è riuscito a costruire un impero dal niente, creare tre reti televisive come quelle di Stato, è stato grazie all’amicizia di un politico, Bettino Craxi, che non si è mai seduto sui banchi della destra. Poi se Berlusconi ha potuto fondare un partito e addirittura diventare capo del governo, dovrebbe ringraziare quanti, soprattutto i comunisti, durante la Resistenza, hanno combattuto perché questo diventasse un Paese democratico.

Enzo Biagi

“Quello che non si doveva dire” Rizzoli 2006

Il marketing del premier.

Passavo dal blog di Piero Ricca, quando ho letto questo post., di cui vi cito uno spezzone:

Di passaggio, è sempre bene ricordare che – al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento – il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.

Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)

Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.

E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.

Leggendo tutto questo mi viene il vomito, sono contento purtroppo di non essere in Italia.

Silenzio.

E’ piu’ di un mese che non scrivo niente. Le ragioni sono molte: molto MOLTO MOLTO lavoro, poco tempo libero a disposizione che ho impegnato in altro modo e poi diciamocelo sinceramente: non c’avevo un fico secco da dire!.
Non sono ancora riuscito a capire se ho perso interesse nel mezzo, o se sto semplicemente attraversando un periodo di fisiologico e sano silenzio.

Io quando non c’ho un cacchio da scrivere preferisco non forzare la tastiera invece che inventarmi qualcosa o qualcuno di cui parlare per il puro narcisismo di farmi vedere. Questa e’ la trappola del tenere un blog, imho, tutti dobbiamo prenderne atto.
Bisogna evitare di finire col fare post auto referenziali.
Questa mia pausa dalla blogosfera degli italiani all’estero mi ha dato l’occasione di seguirla da “lettore” e farmi un po’ una idea sull’andazzo; l’ho seguita da lettore “svogliato”, come uno che ha piu’ volte cancellato 200/300 commenti in un sol colpo (grazie tasto “DEL”).

Io ho come l’impressione che l’apparizione lyndoniana abbia funzionato come uno spartiacque: l’idea/definizione del sindromato e’ diventato di uso comune e da quel momento in poi e’ stato tutto un dilagare di post a tema. La gente che rimane critica chi se ne va, la gente che se ne va critica chi rimane, gente che invidia, gente che viene insultata, blogger che ormai scrivono solo in nome di inutili crociate del quale non capisco il senso onestamente.

Si e’ perso lo spirito che un blog di un italiano all’estero dovrebbe avere, dovremmo avere uno spirito informativo, raccontare com’e’ la vita qui, quello che si fa, come lo si fa’, perche’ lo si fa’, ma senza cadere nella tentazione di far passare le nostre scelte come la via della luce.

Bisogna raccontare le cose giuste/belle come quelle sbagliate/brutte; bisogna tenere in mente che non ci sono scelte giuste o sbagliate, ci sono solo scelte giuste o sbagliate per il singolo. Chi si trova male qui e decide di rimanere fa la scelta giusta per se (nessuno e’ cretino) anche se a noi puo’ non andare bene.

Pur essendo infastidito anche io dal lamentatio degli italiani all’estero non ho tempo/voglia di perdere il mio tempo libero in inutili crociate, credo che un post sia sufficente, altrimenti si rischia di essere ripetitivi, o si rischia di essere rimossi dagli aggregatori di amici stufi.
Se e’ davvero nella vostra intenzione non rapportarvi con i sindromati o il volerli via dai coglioni (magari back in italy) io vi consiglio di cambiare strategia, lasciateli alle loro convinzioni e otterrete quello che desiderate 😀

Io ne ho avuta una in casa qualche settimana fa, fidanzata di un collega di Katia (povero cristo), discutere nel mio salotto dicendo le stronzate piu’ colossali a riguardo dell’inutilita’ degli irlandesi e della nullita’ della loro capitale, sul fatto che non ci sono attivita’ culturali, rispetto a Roma, parlando con quella sfilza di CIOE’ che manco il migliore Verdone. Quello che ho fatto? SILENZIO. Nemmeno fargli notare che poteva andare a vedere una esposizione di stampe di Munch alla national gallery per 5 miseri euro. Cosa volete che mi importi il farle cambiare idea, una persona che ho conosciuto 5 minuti prima, le sue scelte prima o poi le faranno cambiare idea, prima o poi, spero per lei.

Smettiamola di fare i sociologi da quattro soldi, non lo siamo. Volete fare un blog utile per chi vuole venire qui o semplicemente per chi ha curiosita’ di vedere come funzionano le cose fuori dall’Italia?

Parlate della vita qui, scegliete voi se farlo attraverso il vostro personale vissuto o se volete tenere fuori la vostra sfera delle esperienze personali , ma fatelo con stile.

A volte non basta avere oggettivamente ragione.

Sinceramente,
Vostro Pallotron