Il marketing del premier.

Passavo dal blog di Piero Ricca, quando ho letto questo post., di cui vi cito uno spezzone:

Di passaggio, è sempre bene ricordare che – al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento – il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.

Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)

Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.

E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.

Leggendo tutto questo mi viene il vomito, sono contento purtroppo di non essere in Italia.

Comments Posted in italia, Politica
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Comments

  1. andima says:

    ahahaha ti giuro che non volevo scrivere male il tuo nickname, mannaggia a miseria ma mi viene sempre quello sbagliato :S sorry!!!

    p.s. no che non mi hai risposto 😀

  2. pallotron says:

    andima :

    pallatron ma non hai risposto alla mia domanda!:)
    vabbe’, pero’ mi son piaciute le tue parole nella risposta, le condivido.

    1) pallotron, e non non mi fare tirare il porcoddio giu’ dal cielo di nuovo
    2) ti ho risposto 😀

  3. andima says:

    pallatron ma non hai risposto alla mia domanda!:)
    vabbe’, pero’ mi son piaciute le tue parole nella risposta, le condivido.

  4. bacco1977 says:

    Spesso lo dico anche io.
    “Lieto di non essere in Italia”
    oppure “Felice”
    Oppure “Meno male che non sono in italia”.

    Sono frasi che nascondono amarezza, e non vanno mai prese alla lettera.
    Queste cose ci influenzano e ci mettono di cattivo umore.
    Stando all’estero magari e’ piu’ facile non pensarci. Per qualche ora.

    Questa e’ la mia opinione…

  5. pallotron says:

    semplice: in italia ci sono amici e parenti che devono sottostare a queste porcate, e ci sono alche persone molto piu’ vicine che sembrano accecate 😀
    mi sembra un buon motivo per essere amareggiato.

  6. andima says:

    Quando Berlusconi ripete in continuazione quelle frasi e’ perche’ (al di la’ del suo egocentrismo pazzoide) sulle schede delle ultime elezioni fece stampare la scritta “Berlusconi presidente”, quindi si sente eletto dal popolo e inconsapevolmente o negligente ha votato nonostante quella scritta fosse illegale.

    ma permettimi una domanda, perche’ sei contento di non essere in Italia leggendo queste cose? Voglio dire, che differenza c’e’ tra essere in Italia e non esserci, di fronte a queste cose? E’ forse perche’ ti senti meno italiano, come distaccato, lontano non soltanto fisicamente ma anche mentalmente? Hmhmh no, altrimenti certi blog non li andresti neanche a visitare.. aspetta.. e’ perche’ sai che questa catena di eventi non ti possono influenzare stando all’estero? Hmhmh no, neanche questa, perche’ cmq ti viene il vomito, ti rovini l’umore, quindi ti influenzano eccome.. non lo so, dimmelo tu:) e quel “purtroppo” che ti e’ scappato secondo me racchiude proprio tutta l’amarezza per questa situazione