December 2009

Natale in Irlanda II

No, non mi sono dato ai cinepanettoni che tanto occupano le cronache vostrane (vedere qui e qui), tranquilli! 🙂

Mentre gli irlandiani si dirigevano verso l’amato stivale il vostro affezionatissimo ha deciso di rimanere in terra celtica e passare qui le festivita’ natalizie. “Perche’ sei rimasto? Sei veramente cosi’ insensibile? Non hai l’esigenza di vedere la tua famiglia?” mi chiedo tra me e me e sono giunto ad isolare diverse motivazioni, ognuna con aspetti piu’ o meno profondi.

Partiamo da quelli piu’ superficiali:

  • i prezzi assurdi di queste compagnie aeree sotto le festivita’. Inspiegabili, ingiusti, il vostro affezionatissimo non ho voglia di farsi fregare i soldi da queste sanguisughe solo perche’ e’ Natale, che tralaltro ormai e’ stato completamente rivoltato nei valori ed e’ diventato una mera occasione consumistica.
  • il vostro affezionatissimo si sposa a Maggio dell’anno prossimo e dovra’ scendere a Febbraio  per gli ultimi ritocchi e vuole mantenere piu’ giorni di vacanze possibili in vista del viaggione di nozze 🙂
  • il vostro affezionatissimo odia andare in vacanza quando tutti vanno in vacanza, e’ semplicemente quanto di piu’ stupido e illogico ci possa essere, voi andreste in vacanza nei momenti di piena? quando i prezzi sono i piu’ alti e trovare un parcheggio, un ombrellone, un posto aereo, in treno, e’ impossibile perche’ altri milioni di persone sono in vacanza come a te? Io no! per questo vado in vacanza a maggio, settembre, novembre, febbraio etc 😛
  • il vostro affezionatissimo non era solo a Dublino, e ha potuto organizzare una mini vacanza di 2 giorni in Nord Irlanda dove ha avuto la cena di Natale in intimita’ con la sua lei mangiando il tacchino ripieno come nella piu’ classica delle cene di natale irlandesi.
  • il vostro affezionatissimo pensa che la sua famiglia sia figa abbastanza per capire che se non torni per Natale, se non chiami casa ogni giorno al telefono, non voglia dire non avere senso di appartenenza alla famiglia stessa.

Chiusa la parentesi riflessiva, vi volevo dire che se state in Irlanda o se volete andare in Irlanda per vacanze non potete non passare dall’area delle Mourne Montains, da dove sono appena tornato.

Io e Katia abbiamo speso circa 3 giorni, ma purtroppo non ho potuto fare tutto quello che avrei voluto, vuoi le condizioni delle strade secondarie (ghiaccio), vuoi per le ridotte ore di luce (alle 4 di pomeriggio gia’ era quasi buio). Cosicche’ abbiamo solo fatto il tragitto segnato nella mappa sottostante:

Ci siamo fermati in particolare a Newcastle, Dundrum, Tyrella beach, Strangford, Carlingford.

Newcastle

Newcastle e’ un paesino sulla costa, ufficialmente Irlanda del Nord (UK), molto carino, con un lungomare niente male, per certi versi mi e’ sembrato un posto molto alla Rimini, credo che in Estate debba esserci un inferno di gente, non so se mi piacerebbe allo stesso modo.

A mio parere l’attrazione principale non e’ tanto il paese in se’, o la lunga spiaggia, ma piu’ che altro il Tollymore Forest Park. Un parco forestale tra i piu’ fighi che ho visti in Irlanda fin’ora. Entrare costa circa 4£.

Il parco consiste in una grande foresta attraversata da due fiumi che si unisco poi insieme, vari sentieri ben tracciati possono essere percorsi a piedi, correndo, facendo mountain biking o a cavallo, io e Katia abbiamo optato per il percorso medio (quello blu nella mappa sotto), di circa 5 km, 2 orette di camminata agevole, senza particolari pendii, lungo il fiume, vecchi ponti di roccia, stepping stones, alberi e vegetazione molto figa. Molta gente a spasso con i loro cani, signore anziane con bastoni, gente con i cani, gente che faceva trekking, ciclisti.

Quando vado in questi posti mi rendo conto che molti irlandesi sembrano avere un rapporto piu’ stretto e armonioso con la natura. Sono molte le famiglie che usano spendere i proprio week end con i bambini a spasso per queste foreste.

Alcune foto:

Credo che ritornero’ in questo posto, magari in estate per fare il percorso piu’ impegnativo, ed anche per vedere meglio le Mourne Montains perche’ viste le condizioni meteo e il poco tempo non ho avuto tempo di salire su per la montagna…

Maggiori info sull’area delle Mourne Montains qui.

In particolare la zona delle mourne montains e’ indicata da questa mappa:

La mappa del parco segue, cliccare per ingrandire:

Dundrum e Tyrella beach

Dundrum e’ un paesello confinante con Newcastle, niente di particolare a parte un castello e una zona picnic vicino alla costa. Tyrella beach e’ una spiaggia molto figa che pare sia anche bandiera blu, ha un campo di dune di sabbia su cui si puo’ fare una passeggiata a piedi. Non so come sia in estate, in inverno l’ho trovata cosi’:

Strangford

Strangford si trova in County Down. Si trova di fronte a Portaferry , il villaggio e’ conosciuto soprattuto come posto dove prendere il traghetto per andare verso la Ards Peninsula. Il nome pare derivi dal vikingo trangrfjörthr che significa”ingresso del mare con forti correnti”. Cosa di cui ci si puo’ benissimo rendere conto andando di persona sul posto, quando l’alta marea avanza si puo’ proprio vedere coi propri occhi un enorme flusso di acqua entrare verso lo Strangford Lough.

Nell’area di Strangford potete visitare l’Audley’s Castle, che vi propongo in versione gotica in questa fotografia:

Carlingford

Siamo arrivati a Carlingford seguendi la costa da Newcastle fino a Warrenpoint e poi da li verso Newry e Carlingford. Newcastle a Warrenpoint e’ una rotta molto scenica. Consigliato.

Carlingford e’ un altro villaggio di pescatore, situato sotto una grande montagna che pare sia l’attrazione principale del paese, che e’ pieno zeppo di adventure centres da dove e’ possibile partire per escursioni varie. Noi lo abbiamo usato per una breve pausa mangereccia.

Come al solito trovate il set su flickr.

Alla prossima e buon Natale per i credenti, buon solstizio d’inverno per i pagani 😀

Surviving lessons for Italians abroad: home made bread.

Dublin, Ireland, quasi 2 anni.

Cerchiamo di dare una nuova dimensione a questo blog parlando di robe di cucina. In effetti il titolo e il dominio del blog sono un poco limitanti. Puo’ darsi che do’ alle ortiche vitadiunsysadmin.net e sposto tutto sotto pallotron.net/blog/ anche perche’ piu’ tempo passa e piu’ mi rendo conto che, si ok , l’IT e’ bello, mi piace, e’ una passione, forse la mia piu’ grande passione, pero’ ci sono tante altre belle che si potrebbero (in certi casi dovrebbero) fare. Mettici che possono anche tenerti lontano dal computer, mettici che possono anche serviti nella vita (vedi cucinare), metti che e’ sempre comunque positivo coltivare le proprie passioni che, in caso diventi bravo, possono sempre valerti qualche soldo.

Ma non divaghiamo, ora parliamo di cucina. Essendo anche io emigrato, e soprattutto (alcuni direbbero purtroppo) Italiano non posso fare a meno di certe cose. Il pane, la pizza fatta in casa ad esempio. Sono sopravvisuto un po’ col pane tipo Cuisine de France, e i toast che ci sono qui (che tutti i lettori irladiani conoscono e sanno che il giorno dopo sono immangiabili!). Mi piace molto il soda bread o certo pane che si trova al Dunnes o a Fallon & Byrne. Ma sinceramente costano un occhio della testa, da qui l’idea di farsi il pane da solo.

Prima di iniziare

  • Una macchina del pane (bread-maker): 70-90 euro da Arnott’s, io ho la Kenwood ma voi potete prendere quello che vi pare, pare che Moulinex sia una buona marca, a detta di mia madre);
    Kenwood BM250 break-maker
  • Una bilancia da cucina, meglio se digitale.
  • Un forno (oven) che faccia 220 C

Ingredienti

  • 500gr Farina, io uso un misto di wholemeal e strong white, la prima la potete trovare un po’ dovunque, la seconda io la trovo solo al Tesco, quando mi rompo ad andarci perche’ troppo lontano da casa mia vado al Dunnes Store e prendo la clasica plain.
  • Sale, zucchero, acqua (!?)
  • 200gr. Yogurt naturale, potete anche usare quello di tipo greco.
  • Lievito (yeast): qui le scelte sono multiple, io sono partito con lievito madre, per poi rompermi le palle di rinfrescarlo ed ora uso ad alternanza lievito di birra portato dall’Italia quando scendo o lievito in polvere specifico per il pane che trovate in tutti i supermercati. Di solito viene venduto in bustine da 7gr.

Attenzione! Fate attenzione a non prendere la farina detta self-rising, essa contiene gia’ all’interno l’agente lievitante pertanto non e’ consigliata.

Procedimento

Avete comprato tutto? Bene! Ora prendete il cestello, inserite la paletta (questo e’ importantissimo, non immaginate quante volte mi sono dimenticato di metterla) ed inserite gli ingriedenti in questo ordine:

  • 175ml di acqua, la temperatura non e’ importante, anche se io la metto leggermente tiepida.
  • 2 cucchiaini di sale
  • 200gr di yogurt naturale
  • 500gr di farina: io faccio di solito 60gr di wholemeal e 440 di strong white.
  • Fate un piccolo buco al centro e mettete 2 cucchiaini di zucchero e una bustina di lievito secco (dry yeast) da 7gr.

A questo punto potete inserire il cestello nella macchina ed impostare il programma di solo impasto (nella mia macchina e’ il programma numero 8 e dura 1h:30m). Al completamento del programma trasferite l’impasto su una teglia dove avrete precedentemente posizionato della carta forno con una spruzzata di farina. Effettuate un buco con le dita della mano della grandezza poco piu’ grande del vostro pugno, posizionate una ciotola imburrata nel buco per evitare che l’impasto lievitando riempia il buco. Coprite tutto per bene e lasciate lievitare per 40 o piu’ minuti o fino a quando l’impasto non raggiunge il doppio del suo volume iniziale.

Infornate nel forno che deve aver gia’ raggiunto la temperatura di 220C e fate cuocere per 25 minuti. Se vi piace potete effettuare quattro tagli, non troppo profondi se no l’impasto si sgonfia, e dare una spruzzata di farina prima di infornare.

Per capire quando e’ ora di tirarlo fuori dovete premere la crosta, quando sentite che fa il famoso Crack! alla potete tirarlo fuori.

Se durante la cottura la crosta si fa troppo scura, potete coprire ulteriormente con carta forno o spegnere la resistenza superiore del forno.

Il pane dovrebbe uscire fuori piu’ o meno come qualcosa del genere, quando tirate il pane fuori dal forno posizionatelo su una griglia metallica per evitare che il fondo si inumidisca per via del vapore. Enjoy!!

cucciddatu

Un esempio di buon e-governement.

Dublino, Irlanda, quasi 2 anni.

Ho sempre avuto una avversione innata verso i siti di e-governement e verso i corporate site: labirinti nel vero senso del termine, posti dove puoi perderti per ore e ore alla ricerca di un modulo, di un pdf, di qualche spiegazione semplice su come funzionano le cose burocratiche del posto dove vivi. Questo piu’ che mai in Italia. Da quando mi sono spostato qui mi sono reso conto di come tutte le cose possano essere fatte bene, basta solo volerlo.

Puoi gestire le tue faccende fiscali su ros.ie (revenue.ie), puoi avere praticamente tutte le informazioni che vuoi andando su citizensinformation.ie.

Ieri navigando mi sono imbattuto in questo sito: http://www.losingyourjob.ie/

No, non vi preoccupate, non ho perso il lavoro (finora!).

Sito semplice, conforme alle direttive W3c, navigabile, poche immagini del cazzo, molto testo.

Il sito da indicazioni di interesse pubblico per coloro i quali hanno perso il lavoro, o che lo perderanno, o per coloro che hanno visto un bel ridimensionamento del loro salario. Si possono vedere consigli su cosa fare in diverse situazioni:

  • quando le tue ore lavorative/salario vengono ridotte
  • quando lasci il lavoro
  • come applicare per ricevere gli aiuti dal social welfare
  • info riguardanti tassazione e denaro nelle situazioni di disoccupazione
  • aiuti statali per l’affitto o il mutuo
  • opzioni da considerare per il riqualificamento professionale, corsi, training
  • come cercare un lavoro
  • come lasciare l’Irlanda.

Probabilmente qualche lettore obiettera’ nei commenti che cose cosi’ esistono anche in Italia, ma il punto e’ un altro: quando ero in Italia non sono mai capitato manco per sbaglio in uno di questi siti. Non so come mai, questa e’ una cosa su cui penso ci sia da riflettere: l’ambiente italiano non ti porta ad autoinformarti? gli strumenti online messi a disposizione dal governo italiano sono poco pubblicizzati? sono veramente scadenti? quando si sta in Italia si e’ come stregati dal lassismo piu’ spinto e si finisce per avere cosi’ tanti pregiudizi sulla cosa pubblica che non si e’ spinti nemmeno a cercare?

L’ultimo punto dell’elenco sopra, mi ha lasciato di stucco. L’Irlanda ha conosciuto una massiva emigrazione solo 20-30 anni fa, e vedere quella voce fa impressione. Un segno dei tempi?

Altra cosa che ho notato nei miei anni qui e’ l’abitudine degli anglosassoni di usare il termine “being let go from your job”. Questo modo di dire viene usato incondizionamente sia che sia stata l’azienda a licenziare il dipendente, sia che accaduto l’opposto. Non so perche’ viene usato anche nel primo caso… e’ un mistero per me. Forse per non ledere l’orgoglio del malcapitato di turno di fronte ai suoi pari? no idea.

Ora vi saluto, e se non scrivo entro natale auguri di buon natale ai credenti e buone vacanze a tutti gli altri sporchi pagani come me. Se non avete vacanze, buon relax nel vostro ufficio vuoto 😀

PS: le vacanze di massa sono per i looser! A volte non se ne puo’ fare a meno, ma generalmente preferisco non imbottigliarmi in file, o andare a farmi prosciugare il conto solo perche’ “e’ natale, capodanno, pasqua, whatever”.