Culture a confronto, un esempio pratico.

Oggi mentre tornavo da lavoro mi sono imbattuto in questa pubblicita’:

E’ un manifesto della campagna pubblicitaria della Hunk Dory (una marca di patatine), in effetti la citta’ e’ bombardata da questa campagna. Potete avere una idea della campagna andando qui.

Sul forum di fotografia a cui sono iscritto sono venuto ad apprendere della diatriba tra la IRFU (Irish Rugby Football Union) e l’azienda.

La federazione dice varie cose che sintetizzo qui per onore di cronaca:

  • La federazione ha contattato il legale dell’azienda per richiedere il ritiro della suddetta campagna che dichiare che l’azienda sia sponso fiero della federazione;
  • Il direttore commerciale della federazione riferisce che questa campagna e’ di indubbio gusto e che la federazione non vuole essere associata con essa in alcun modo.
  • La federazione afferma che la campagna e’ di scarso tatto per l’universo femminile, che il rugby irlandese ha una forte connotazione e focus sulle famiglie e che non vuole deviare da cio’
  • che e’ falso che l’azienda e’ sponsor ufficiale e che e’ ingiusto che l’azienda usi la popolarita’ dello sport per trarne profitto

Dunque, potete vedere come gia’ molti manifesti in citta’ siano stati sabotati con la scritta “Send the sexism to the sin bin” (ndr: manda il sessimo al sin bin).

Ora, il motivo del post post non e’ tanto concentrato nell’esprimere il mio parere personale sulla vicenda (che comunque vi daro’), non e’ criticare nessuno (ne’ dire Irlandesi puritano-perbenisti-cattolici-imbecilli-mangia-patate, ne italiani-porci-decerebrati-sessisti) ma piu’ che altro parlare della reazione che ho visto sui media e sulle scritte sabotatrici, confrontare i nostri due paesi, raccontarvi il paese in cui vivo.

Quello che pensavo nei 30 minuti che ho impiegato tornando a casa e’ la differenza tra due posti come Italia e Irlanda; in Italia ormai siamo tutti abituati a vedere certe cose, in TV, sui cartelloni, per noi e’ la normalita’. Non ci poniamo nememno il problema di sessismo si o no, di femminismo contro maschilismo etc. Noi subiamo, siamo una cultura che ormai subisce passivamente quello che ci viene propinato dai media tradizionali (leggasi: tutto quello che non e’ mainstream).

Qui almeno c’e’ una reazione, un dibattito, che sia giusto o meno non ha importanza, ma almeno c’e’ una discussione.

Nota a margine: la mia opinione

Condivido pienamente le motivazioni della IRFU nella forma e nel merito, non penso la IRFU possa essere accusata di conformismo, perbenismo, o conservatorismo. Hanno ragione perche’ qualcuno sta usando a torto il loro nome o lo sport che essi regolamentano e gestiscono.

Io personalmente non mi scandalizzo di niente, nemmeno a vedere robe piu’ spinte.

Apprezzo molto l’intelligenza di chi ha ideato la campagna, e’ una genialata innegabile, per come e’ stata posta e messa in campo.

Io non sono ne’ femminista ne’ sessista, pero’ diciamo che se fossi una donna mi darebbe un po’ fastidio vedere questo genere di pubblicita’. Comunque tutto dipende da campagna a campagna, uno deve avere stile nel fare ste cose 🙂

Tutti conosciamo le pubblicita’ nostrane di cui vi propongo una galleria sotto, voi avete visto attivita’ di sabottaggio delle suddette? Io non che mi ricordi. Ricordo le famose pubblicita’ della Zappala’ in Sicilia (di cui vi propongo due jpg sotto), o la famosa pubblicita’ del gorgonzola, quello del “provatelo con le pere”.

Comments Posted in Irlanda
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Comments

  1. pippo says:

    che ‘gnocca!!!

  2. andima says:

    un momento, il problema e’ alla radice del confronto, stiamo confrontando l’etica di una democrazia con quella di una videocrazia!