July 2010

Affidabilita’ delle costruzioni irlandesi :D

Di norma non sento tuoni o vedo fulmini in Irlanda, nemmeno quando piove. Si e no in 2 anni e mezzo di permanenza ne avro’ sentiti e visti 3 (considerato dublino e Irlanda tutta).

Oggi ha piovuto fortissimo per un’oretta, con tuoni fulmini e saette, ne ho contati almeno 6 🙂

Risultato? Oggi passando da casa ho visto questo:

Il vetro di una finestra dell’edificio che ospita Zara e H&M, proprio di fronte al fianco del St. Stephen green shopping centre, si e’ rotta ed e’ caduta sul marciapiede sottostante….

Troppo vento? Troppa pioggia? Probabilmente i materiali scadenti? O forse la fretta nel costruire questo edificio? Io l’ho visto crescere, passando ogni giorno di li per andare e tornare da lavoro. Credo l’abbiano tirato su in un 3-4 mesi 🙂

C’e’ da dire che non c’entra l’Irlanda qui, un edificio costruito di fretta, dovunque esso sia, nasconde queste insidie.

Fortuna che non passava nessuno quando e’ successo, io mi sono incontrato con Katia che era da Zara a fare shopping… e che era passata di li giusto 5 minuti prima…. quando si dice il fato….

Lo so, post sindromato questo. Sono sicuro che i commenti saranno tantissimi. Avanti tutta tanto non c’e’ censura 🙂

Primo rullo cona la pinhole

Ieri sono uscito per la prima volta con la ZeroImage, complice la tregua di pioggia.

Fa un po’ ridere vedere la gente fissare questo, insignificante, pezzo di legno attaccato al treppiede, e avere il sentore di essere osservati con una la curiosita’ di chi non riesce a capire se sei solo un idiota con un pezzo di legno in mano oppure uno che la sa lunga! Tutti non riescono a capire che diavolo sia quel pezzo di legno senza una lente ne’ un display LCD, e senza viewfinder….

Un tipo mi e’ passato di fianco mentre leggevo la luce con l’esposimetro esterno, anche lui arrivato diritto dagli anni ’70 e comprato su ebay; il suo collo ha rotato per piu’ di 180 gradi mentre si allontanava…. fissando la camera per tutto il tempo…. era visibilmente interessato ma evidentemente era troppo timido per aprire bocca.

Per fare fotografia pinhole ci vuole tempo, e soprattutto la predisposizione ad andare in giro con un pesante treppiede date le lunghe esposizioni richieste, c’e’ chi opta per un gorilla pod o uno di quel mini trepiedi che vendono a 2 euro nei negozi cinesi e simili, io preferisco andare in giro col mio benro + testa manfrotto, capace di tenere fino a 8kg di apparecchiatura senza grossi problemi e con la predisposizione per appenderci un bel SACCO DI TERRA nel caso di situazioni di vento estremo 😛

Per darvi una idea di quello che ci vuole per fare una foto con la pinhole vi allego il video sotto trovato su youtube, in sintesi gli step sono:

  1. trovare un qualcosa che valga la pena di essere fotografato
  2. pensare alla composizione
  3. tirare fuori trepiedi e camera
  4. livellare la camera grazie alle livelle integrate nel treppiede o nella camera
  5. iniziare a pensare alla composizione, questo aspetto della pinhole photography e’ il piu’ difficile, ma se volete anche il piu’ eccitante, non disponendo di alcun viewfinder la composizione e’ lasciata all’abilita’ del fotografo, che deve conoscere quanto ampio e’ il campo visivo della macchina. La ZeroImage di norma viene spedita con un comodo viewfinder di cartone che uno puo’ usare, specie se alle prime armi, per fare una buona stima della composizione. C’e’ anche un altro metodo in cui si una uno spago ma io ancora non ho capito come funziona 😛 Visto che era il primo rullo io ho usato il viewfinder di cartone ma l’obiettivo e’ riuscire a fare senza
  6. Dopo che avete deciso la composizione vi tocca capire quanta luce volete fare entrare nella macchina. Nelle giornate di sole chiaro senza nuvole il tempo di esposizione, con una pellicola da 400 ISO dovrebbe essere attorno ai 2 secondi; avendo un esposimetro esterno, io uso effettuare la lettura con quello (questo post non ha intenzione di spiegare come effettuare letture con l’esposimetro), e poi trovare la giusta esposizione per f/138 (tale e’ l’apertura fissa del pinhole sulla macchina). Questo si fa riportando la lettura dell’esposimetro su una ghiera rotabile che sta dietro alla macchina fotografia che vi dara’ il giusto tempo di esposizione per f/138.
  7. Poi c’e’ da considerare il difetto di reciprocita’. Alcune regole empiriche scritte sul manuale della macchina consigliano di moltiplicare per 2 se l’esposizione e’ di 2-4 secondi, moltiplicare per 4 se tra 4 e 10 e per 12 se e’ maggiore. ora non ricordo se ho riportato correttamente.

Mi sono accorto a mie spese che tutto questo e’ molto prono agli errori… e solo agli ultimi 3 scatti mi sono accorto di aver letto male la ghiera sovraesponendo tantissimo i negativi che sono stati salvati in post produzione con Gimp.

Per rendervi conto del tempo che ci vuole per un singolo fotogramma potete vedere il video:

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Ecco lo scatto migliore di ieri, gli altri li trovate sul set flickr:

Samuel Beckett Bridge - Dublin

zero image deluxe 2000 and kodak tmax 400 developed in studional 1+5 for 8'

Still life photography

Mentre ancora attendo di poter uscire a farmi un giro con la zero image ho sperimentato un po’ con la still life photography, la fotografia della natura morta.

Avere una casa tutta tua vuol dire anche poter fare cio’ che si vuole, ho armato il tavolo con due fogli neri di cartone di una grammatura pesante, una lampada da tavolo posizionata sulla sinistra e ho scattato le foto di un bonsai e di una composizione floreale finta, c’e’ un bel margine di miglioramento ancora, su flickr alcuni amici mi hanno gia’ consigliato come migliorare, penso se ho tempo mi costruisco una lightbox, ho visto alcuni articoli su come costruirsene una con materiale da cartoleria:

Still life - 2nd attempt Bonsay - low key light still life - first attempt

50 soluzioni al paradosso di Fermi

Oggi vi segnalo una lettura interessante.

Sono capitato su questo libro per caso, navigando la rete e dopo averne letto alcune recensioni mi sono deciso ad acquistarne una copia online.

E’ un volume di Stephen Webb, il titolo originale in inglese e’ «If the Universe is Teeming with Aliens…Where is everybody?» (ndr: «se l’universo e’ brulicante di alieni, dove sono tutti quanti?» ).

E’ un saggio, per niente difficile da leggere anche per chi di matematica e scienza ne capisce ben poco, e ha le pretese di offrire 50 soluzioni al paradosso di Fermi.

Cosa e’ il paradosso di Fermi? E’ un paradosso coniato da Enrico Fermi durante un pranzo presso il laboratorio di Los Alamos negli anni ’50.

Un paradosso e’ “una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile”… i paradossi hanno affiscinato l’uomo da sempre, i greci ne parlavano, ed anche altre filosofie orientali, paradossi famosi sono ad es. nel paradosso di Zenone, o il Paradosso del Mentitore.

Enrico Fermi e’ stato uno dei piu’ illustri fisici del secolo scorso (quando ancora l’Italia sfornava persone in gamba :P), emigrato in USA durante la II guerra mondiale per evitare la deportazione della moglie (ebrea).

Durante una pausa pranzo discuteva coi colleghi di un recente avvistamento UFO su cui ironizzava una vignetta satirica, la conversazione andava avanti in topic quando ad un certo punto Fermi esclamo’: «dove sono tutti quanti?»

I suoi colleghi presto capirono dove Fermi voleva arrivare…

L’autore pare essere stato, sin da piccolo, ossessionato dal paradosso di Fermi (e da altri paradossi in generale), cosi’ ossessionato da aver raccolto, negli anni, una enorme quantita’ di differenti “soluzioni” proposte dalla piu’ vasta gamma di persone (ricercatori, scrittori di SciFi, gente comune, filosofi, matematici, etc). Di queste ne ha selezionate 49, dividendole in 3 gruppi:

  1. Sono qui;
  2. Esistono, ma non hanno ancora comunicato;
  3. Non esistono.

La 50ima soluzione la da’ l’autore stesso, ma ancora non ci sono arrivato. 😛

Non ho ancora finito il libro ma vi posso dire che ho letto una 50ina di pagine di botto. E’ un libro che attira, e non stanca. Consigliato!

La versione inglese su Amazon e’ data a circa 12 euro (facendo la conversione dalla sterlina).

Voi che idea avete sul paradosso di Fermi? 😀