Primo rullo cona la pinhole

Ieri sono uscito per la prima volta con la ZeroImage, complice la tregua di pioggia.

Fa un po’ ridere vedere la gente fissare questo, insignificante, pezzo di legno attaccato al treppiede, e avere il sentore di essere osservati con una la curiosita’ di chi non riesce a capire se sei solo un idiota con un pezzo di legno in mano oppure uno che la sa lunga! Tutti non riescono a capire che diavolo sia quel pezzo di legno senza una lente ne’ un display LCD, e senza viewfinder….

Un tipo mi e’ passato di fianco mentre leggevo la luce con l’esposimetro esterno, anche lui arrivato diritto dagli anni ’70 e comprato su ebay; il suo collo ha rotato per piu’ di 180 gradi mentre si allontanava…. fissando la camera per tutto il tempo…. era visibilmente interessato ma evidentemente era troppo timido per aprire bocca.

Per fare fotografia pinhole ci vuole tempo, e soprattutto la predisposizione ad andare in giro con un pesante treppiede date le lunghe esposizioni richieste, c’e’ chi opta per un gorilla pod o uno di quel mini trepiedi che vendono a 2 euro nei negozi cinesi e simili, io preferisco andare in giro col mio benro + testa manfrotto, capace di tenere fino a 8kg di apparecchiatura senza grossi problemi e con la predisposizione per appenderci un bel SACCO DI TERRA nel caso di situazioni di vento estremo 😛

Per darvi una idea di quello che ci vuole per fare una foto con la pinhole vi allego il video sotto trovato su youtube, in sintesi gli step sono:

  1. trovare un qualcosa che valga la pena di essere fotografato
  2. pensare alla composizione
  3. tirare fuori trepiedi e camera
  4. livellare la camera grazie alle livelle integrate nel treppiede o nella camera
  5. iniziare a pensare alla composizione, questo aspetto della pinhole photography e’ il piu’ difficile, ma se volete anche il piu’ eccitante, non disponendo di alcun viewfinder la composizione e’ lasciata all’abilita’ del fotografo, che deve conoscere quanto ampio e’ il campo visivo della macchina. La ZeroImage di norma viene spedita con un comodo viewfinder di cartone che uno puo’ usare, specie se alle prime armi, per fare una buona stima della composizione. C’e’ anche un altro metodo in cui si una uno spago ma io ancora non ho capito come funziona 😛 Visto che era il primo rullo io ho usato il viewfinder di cartone ma l’obiettivo e’ riuscire a fare senza
  6. Dopo che avete deciso la composizione vi tocca capire quanta luce volete fare entrare nella macchina. Nelle giornate di sole chiaro senza nuvole il tempo di esposizione, con una pellicola da 400 ISO dovrebbe essere attorno ai 2 secondi; avendo un esposimetro esterno, io uso effettuare la lettura con quello (questo post non ha intenzione di spiegare come effettuare letture con l’esposimetro), e poi trovare la giusta esposizione per f/138 (tale e’ l’apertura fissa del pinhole sulla macchina). Questo si fa riportando la lettura dell’esposimetro su una ghiera rotabile che sta dietro alla macchina fotografia che vi dara’ il giusto tempo di esposizione per f/138.
  7. Poi c’e’ da considerare il difetto di reciprocita’. Alcune regole empiriche scritte sul manuale della macchina consigliano di moltiplicare per 2 se l’esposizione e’ di 2-4 secondi, moltiplicare per 4 se tra 4 e 10 e per 12 se e’ maggiore. ora non ricordo se ho riportato correttamente.

Mi sono accorto a mie spese che tutto questo e’ molto prono agli errori… e solo agli ultimi 3 scatti mi sono accorto di aver letto male la ghiera sovraesponendo tantissimo i negativi che sono stati salvati in post produzione con Gimp.

Per rendervi conto del tempo che ci vuole per un singolo fotogramma potete vedere il video:

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Ecco lo scatto migliore di ieri, gli altri li trovate sul set flickr:

Samuel Beckett Bridge - Dublin

zero image deluxe 2000 and kodak tmax 400 developed in studional 1+5 for 8'

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