Berlusconismo: interessanti punti di vista interni.

Un interessante articolo oggi sull’Espresso, riporta i pensieri di alcuni ex di Forza Italia / PDL.

E’ interessante leggere di questi pareri anche perche’ non e’ che ci sia molto spazio sulla stampa per questi ragionamenti, ben piu’ interessanti dell’attuale situazione politica:

Vittorio Dotti, legale di Fininvest, è stato capogruppo di Forza Italia alla Camera nella legislatura d’esordio:

«Agli albori del progetto, con Forza Italia, non si sapeva come sarebbe andata. Era un movimento che nasceva dalla società civile con l’obiettivo di snellire la burocrazia e di aver maggior libertà. Molte persone con bagagli politici differenti, come me che venivo dal movimento repubblicano, hanno aderito perché condividevano la necessità di un cambiamento per il Paese. Presto le illusioni si sono spente. C’è stato un progressivo degrado, un uso del potere per risolvere problemi personali. L’ho capito dal primo governo Berlusconi: mi è stato subito chiaro che si sarebbero messe in atto solo misure utili ad alcune lobby vicine a lui. Da lì è seguito disincanto e allontanamento, quel progetto prevedeva il mancato rispetto di principi costituzionali a cui non ero disposto a rinunciare.»

Paolo Guzzanti:

«Quella rivoluzione l’Italia non l’ha mai avuta, meno che mai con Berlusconi. Me ne sono andato quando ho assistito ai suoi comportamenti da imperatore giapponese, quando ho compreso nell’inchiesta Mitrokhin che parteggiava solo per Putin, quando ho capito che stava irridendo la funzione parlamentare. E quando, ben prima del caso Noemi, mi sono accorto della mignottocrazia e del fatto che volesse svuotare la democrazia e riempirla con ragazzette dalle misure giuste, pronte a osannare il capo».

Da queste interviste e’ chiaro che molti prima di noi, in tempi forse ancora non cosi’ sospetti, si siano resi conto della indole del cavaliere, dei suoi punti deboli e delle sue vere aspirazioni (che sappiamo tutti essere il mero e proprio tornaconto personale).

La cosa che fa pensare e’ che queste persone se ne siano bellamente fottute e si siano ritirate a vita privata senza fare alcune opera di informazione verso il popolo, parlano del fatto “che era un progetto interessante per migliorare l’Italia”, ma quando era il momento di farlo davvero, attivandosi contro il berlusconismo e contro la deriva che lo Stato avrebbe preso di li a poco, se ne sono altamente fregati pensando ai fatti propri.

Mi chiedo quando gli italiani si accorgeranno delle stesse cose di cui molti dei piu’ attivi collaboratori del cavaliere si sono accorti. Fin’ora non e’ bastata nemmeno la piu’ lampante evidenza dei fatti.

E non mi dite che se se n’e’ accorta la Carfagna se ne accorgeranno anche gli italiani… la Carfagna secondo me sta solo cercando di trovare la via della sua sopravvivenza politica… mero accaparramento di poltrone, italian style.