N motivi per cui io non temo (per ora) la crisi

Ormai tutti sanno che l’Irlanda se la sta vedendo brutta ultimamente, vi segnalo degli ottimi link che ho raccolto in questi giorni a riguardo:

Ora, per tutti quelli che si chiedono se sono ancora vivo ora che “oh mio dio avete la crisi!”, ma anche in riferimento agli ultimi commenti ricevuti in questo blog, e alle domande che mi sento fare tipo “ma non ti senti insicuro? non hai paura?” etc, ci tengo a precisare una cosa che forse alcuni non hanno capito: la crisi c’e’ ma non stiamo morendo di fame. 🙂

A differenza di altri blog irlandiani questo blog non e’ complottista, pessimista, e non invita nessuno a preparare le valigie ed andarsene, controlla la veridicita’ delle fonti prima di postare.

Io ho N motivi per non temere (almeno per ora) la crisi.

Sinceramente credo che a trovarsi in Irlanda nel bel mezzo di questa crisi io, come altri professionisti qui, abbiamo una serie di elementi secondo me favorevoli da tenere in considerazione:

  • avere uno stipendio triplo di quello che si ha in Italia aiuta, anche considerando che il costo della vita irlandese non e’ poi tanto distante dai costi della vita milanesi, romani e di tutte le altre metropoli italiane.
  • in irlanda fortunatamente il mercato degli affitti segue le regole della economia calando quando il mercato si flette (e meno male…. ci mancava solo questa); quindi per un professionista che continua a guadagnare lo stesso in stipendio (se non addirittura becca promozioni) risulta molto piu’ conveniente pagarsi un tetto (certo fino a quando non perde il lavoro, ma siamo ottimisti!)
  • vivere in un posto dove il mercato del lavoro e’ meno stagnante che in Italia e dove ancora, fortunatamente, si puo’ ancora trovare lavoro in grosse aziende che per ora non hanno intenzione di lasciare l’Irlanda per tutta una serie di motivi che se volete possiamo discutere separatamente
  • poter lavorare in aziende che spesso sono presenti a livello internazionale con la possibilita’ di rilocarsi in USA o altri posti se i tempi lo richiedono
  • continuare a parlare inglese
  • continuare a lavorare con gente capace a volte non ha prezzo
  • contrariamente alla famosa crisi le aziende IT ancora ricercano personale (io sto sono in periodo colloqui ultimamente), e non hanno intenzione di lasciare l’Irlanda, anzi alcune si stanno ancora espandendo (confermato alla interview con un manager che mi parlava del loro piano triennale di espansione)
  • Ormai che ho compiuto il passo dell’emigrazione, rilocarmi da qualche altra parte, se necessario, non mi spaventa.

Detto questo io do lo scoop e dico che non ci penso nemmeno a tornare in Italia 😀

Ci vediamo quando il budget sara’ confermato e capiremo meglio che tipo di tassazione ci tocchera’ sopportare. Ma, ripeto, anche nel peggiore dei casi per me sempre meglio trovarsi qui 😀

Comments Posted in Irlanda, Lavoro, Politica
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Comments

  1. andrea says:

    ciao,

    dei punti che hai evidenziato, questo in particolare

    –continuare a lavorare con gente capace a volte non ha prezzo

    e quello che più ti invidio.

    Andrea

  2. TopGun says:

    alla fine della fiera, sintetizzando in pillole comprensibili anche per me che non ci capisco un bel niente di economia, l’Irlanda vive qualcosa di già visto.

    La classe politica, favorisce i banchieri i quali hanno tenuto i profitti per se quando c’erano perché la banca è un soggetto privato, e scaricano sulla collettività il debito.
    Il governo cadrà e non pagherà per le responsabilità che ha, i dirigenti delle banche ho il timore che se la godranno, e chi paga le tasse ed ha fatto sempre il suo dovere se la prende dove non batte il sole.

    Non giudico chi ha comprato un appartamentino con 3 stanze a più di 500k € indebitandosi, ognuno di noi ha le sue idee i suoi sogni e desideri.
    A prescindere se la responsabilità è loro, delle banche o degli agenti immobiliari o ancora dei costruttori, chi ha comprato una casa indebitandosi e adesso è nella merda, rappresenta di certo l’unica categoria che sta pagando amaramente il suo errore.
    Dargli addosso non serve.

    Mi limito a dire che io non avrei fatto un muto a 30 anni per comprare una cosa che costa un prezzo che non mi sarei potuto permettere.
    E questo grazie alle esperienze per fortuna indirette di chi anche in Italia, vive la schiavitù del mutuo che sta di fatto tenendo in prigione tante famiglie.
    Prigione perché per pagare il mutuo della casa, non si possono permettere ne anche di uscire per bere mezzo caffè al bar.

    Devo dire che prima, sostenevo anch’io che “meglio fare il mutuo e possedere casa, invece di sprecare soldi in affitto paghi la rata del mutuo e hai qualcosa di tuo”.
    Era una sciocchezza, me ne sono reso conto per fortuna senza pagare conseguenze sulla mia pelle.

    Sul mercato del lavoro,
    chi ha fatto esperienza in Irlanda, dovessero mettersi male le cose andrà via.
    Pallotron riporta un dato di fatto.
    Andrà via come magari andranno via tanti ragazzi Irlandesi.

    Cosa ne sarà dell’Irlanda?

    Mi auguro che si riprenda.

  3. pallotron says:

    @UomoDellaStrada – Mi dispiace ma sei off topic. Il post si intitola “N motivi per la quale IO per il momento non temo la crisi”, non si intitola “Analisi della crisi”, oppure “Pretese di dare una soluzione alla crisi” 😀

    Mi constringi ad andre off topic anche a me e rispondo al tuo commento.
    Ti dico subito che sono d’accordo con te su quanto hai detto, e cioe’ che un paese che non offre prospettive ai giovani e’ un paese fallito e che questo valga sia per l’Italia che per l’Irlanda; tuttavia sono convinto che mi passerai quanto sto’ per dire: e cioe’ che pur ritrovandosi nella situazione di fallimento ci sono delle differenze tra i due paesi che alla fine, peseranno sul modo di risollevarsi. Mi pare che logicamente questo sia inattaccabile.

    La differenza tra gli irlandesi e gli italiani, almeno questa e’ la mia diretta esperienza (parlando con i miei amici di Dublino, cit. :P) e’ che, quando in difficolta’, i ragazzi irlandesi emigrano con facilita’, mentre gli italiani rimangono mammoni fino a 40 anni in Italia.

    Ho gia’ scritto altre volte su questo blog della differenza culturale giovanile tra Italia e Irlanda, l’Irlandese non ha paura di emigrare e di cambiare vita, e lo sono perche’ fortunatamente hanno dalla loro l’inglese, ma anche solo una radicazione della cultura irlandese un po’ dovunque nel mondo anglofono, in australia, in USA e nel common wealth in generale.

    Credo che questo risponda piu’ che sufficientemente alla tua domanda “come mai si prevede l’anno prossimo un’emigrazione di 160000 Irlandesi (perlopiu’ giovani)?”

    Saluti.

  4. UomoDellaStrada says:

    Allora come mai si prevede l’anno prossimo un’emigrazione di 160000 Irlandesi (perlopiu’ giovani)? Che si aggiunge alla gia’ forte emigrazione avvenuta negli ultimi 2 anni…
    Un paese che non offre prospettive ai suoi giovani e’ un paese fallito, punto e basta, e questo vale sia per l’Italia che l’Irlanda.

  5. pallotron says:

    Non fai che confermare quello che dicevo, thanks.
    Mi piacerebbe pensare cosa ne pensano gli altri lettori.

  6. gabriele says:

    quoto in pieno l’intero post.
    sottolineo l’importanza di vivere dove l’ambiente IT e’ dinamico e ti offre tante possibilita’.

    Per motivi estremamente personali, ho mandato una carrellata di CV in Italia negli ultimi mesi, solo per risubire l’umiliazione di essere un Senior Developer e sentirsi propinare un “formazione lavoro”…
    A prescindere dallo stipendio triplo o quadruplo, non puoi offire ad una persona con 10 anni di esperienza un contratto che non prevede malattie e ferie…e’ semplicemente umiliante per te che lo proponi e per me che lo ricevo.

    Quindi NO, non ci penso nemmeno a tornare in italia 😀