Flusso di pensieri da Seattle

Ed eccomi qui che vi scrivo da Seattle. Fuori piove abbastanza, e il tempo mi ha costretto a rientrare dalla mia passeggiata anzitempo, cosicche’ vi faccio un, spero breve, resoconto degli ultimi giorni.

Il viaggio

Sono partito mercoledi 12 alle 5.00 dopo aver finito di chattare col mio collega messicano che mi informava gentilmente che l’east coast americana era sotto la bufera, e che a Seattle stava nevicando quel giorno (anche se pochi cm)!

Ho volato con Delta Airlines prima, e con Alaska Airlines dopo.

Alla fine non ci sono stati problemi e sono atterrato in una Atlanta coperta di neve. L’efficienza americana li si e’ fatta vedere, e nonostante che tutto fosse bianco e che gli spazi verdi tra la runaway e le parking way fossero piene di neve, gli spalaneve giravano costantemente tra le piste, anche mentre gli aerei atterravano o lasciavano le piste di atterraggio per andare nei parking spaces!

Sono arrivato mercoledi notte orario di Seattle dopo 19 ore di viaggio, 9 ore di volo per Atlanta, 5 ore di attesa ad Atlanta, ed un volo di 5h 20′ per Seattle. Una cosa che non consiglio a nessuno; se potete preferite sempre il volo diretto dall’Europa. Se non altro questa volta ho avuto modo di fare la pre-clearance a Dublino, cosicche’ quando sono arrivato in USA non ho dovuto fare la classica fila mostruosa.

Dicono che Atlanta sia il primo aeroporto del mondo in quanto a traffico, a me e’ parso sufficientemente organizzato ad essere onesto, anche se alcuni qui me lo descrivono come uno “shit hole” di aeroporto.

Do u fancy a pint?

Arrivato all’hotel (il Red Lion sulla 5th Avenue) alle 9pm, con una emicrania lancinante accompagnata dalla cervicale (grazie per avermi prenotato il posto in ultima fila nell’ultimo volo!) ci ho trovato dentro alcuni colleghi che mi stavano aspettando! ๐Ÿ˜€
Ovviamente una pinta coi colleghi non si rifiuta mai, e via tutti al pub sotto l’hotel, l’Elephant and Castle, sooooo british!
Il pub aveva pubblicita’ della Guinness, Smithwicks a gogo, c’era anche il contatore LCD del tempo mancante al prossimo St. Patrick’s Day ๐Ÿ˜€
Lo scopo era di far finta di niente ed andare a letto a mezzanotte, ma poi alle 22.30 proprio non ce l’ho fatta e mi sono dovuto coricare, per risvegliarmi alle 4, una costante che mi ha seguito per tutti i giorni a seguire, fino ad oggi, oggi ho dormito un po’ meglio dalle 22 alle 6.

Seattle’s Skyline

Se c’e’ una cosa che affascina di queste citta’ americane sono gli imponenti edifici e lo skyline che generano, soprattutto di notte sono spettacolari.

Ecco una foto scattata dalla finestra, 14imo piano, da un tipo su flickr, piu’ o meno dalla stessa posizione in cui sta la mia finestra, peccato non avere avuto la vista mare:

Una cosa curiosa sono glii ascensori, almeno quelli che ho preso io all’hotel e in ufficio.
Gli ascensori di questi skycraper vanno su’ come pazzi, velocissimi, e si fermano anche in un modo curioso, hai proprio quella sensazione che hai quando vai sulle montagne russe (anche se minimizzata), in cui ti senti le interiora salire verso la testa quando l’ascensore si ferma, curioso! ๐Ÿ™‚

Ma perche’ sei andato?

Sono qui per fare quello che qualcuno chiama “brain dumping” ad uno o due colleghi visto che tra 6gg lascio l’azienda.

Ci sarebbe da discutere sulla utilita’ di spedirmi per soli 3gg lavorativi qui (il 18 rivolo indietro), invece del contrario, in cui avrebbero potuto evitare di perdere due dei miei giorni volando.
Ma vabe’. Alla fine mi sono fatto ‘sta gita. Non mi sta dispiacendo, in ufficio a Dub mi giravo i pollici da un po’.
Qualcuno magari dira’ che sono stato un po’ scemo ad accollarmi una cosa del genere, che tanto ero dimissionario e me ne sarei dovuto fregare, anche in vista del fatto che il 25 riparto per l’Australia per il viaggio di nozze, etc etc.
In realta’ mi faceva piacere rivedere alcune persone qui, dirgli ciao, e poi penso che uno debba dimostrarsi professionale sempre, se l’azienda ti vuole li’, tu magari vai, a meno di impedimenti particolari che proprio non ti possano consentire la cosa.

La collega di HR mi comunica, appena arrivato, che negli ultimi 5gg c’era gente che veniva da lei per assicurarsi che io fossi li quella settimana. Manco il messia!
Il risultato? Arrivo in ufficio e il mio boss mi aveva gia’ preparato un scheduling dei 3gg che piu’ che uno scheduling sembrava un tour de force!
Meeting ogni ora, 10ine di invitati, e io che pensavo forse una cosa informale con uno o due colleghi, non mi sono preparato niente su come gestire il tutto, vado a braccio, che sebbene mi va bene quando parlo informalmente con 1/2 persone, mi da particolarmente fastidio quando sono di fronte a 10 persone.

Poco fa pensavo che tutto il mondo e’ paese; quando si lascia una azienda, specie se ancora a livello startup o di media dimensione, c’e’ sempre quel rush finale, in cui la gente entra nel panico di chi non sa’ chi sara’ a occuparsi delle cose che lascierai una volta che non ci sarai piu’.
Non importa quanta documentazione tu abbia scritto nei tuoi 3 anni di permanenza per documentare il tutto a prova di cretino, non importa quanto dettagliato tua sia quando scrivi i commenti sul bugtracker, c’e’ sempre qualcuno che si lamenta che non sa niente di certe cose perche’:

  • dice di non aver ricevuto un formal training sulla cosa in questione
  • e’ gente pigra e che non legge

E’ ancora piu’ incredibile poi vedere che quando tu dai queste “training sessions”, alle suddette persone, queste:

  • non spuntano al meeting
  • quando spuntano sbadigliano, o giocano col cellulare, o si addormentano, oppure se ne vanno con la scusa che hanno ricevuto un paging.

Questa cosa mi ha fatto incazzare non poco, ma non l’ho dato a vedere, parlando francamente, sono cazzi loro!

Party aziendale stile anni ’30 del periodo proibizionista

Ieri sera sono stato ad un party aziendale, il mio ultimo, contrariamente all’ufficio di Dublino qui le mogli/mariti e le compagnie/i sono invitati.

Il party era a tema proibizionismo anni ’30. Tutti erano invitati a vestirsi accordingly, i camerieri erano vestiti seguendo la moda dell’epoca, per entrare dovevi conoscere la parola segreta, il locale era secondo lo stile dell’epoca, sembrava di stare in un film Al Capone, c’era un casino’ con blackjack, roulette e altri giochi di azzardo. Appena arrivavi ti davano 3 banconote false da 1000 dollari che potevi cambiare in chips per giocare. Alla fine della serata coi soldi che avevi guadagnato (o perso!), potevi partecipare ad un’asta in cui si vendevano kinetic, xbox, ipad etc etc etc.

Io mi sono presentato casual (odio quando la gente ti deve dire come vestirti e odio i party a tema), pero’ sono stato convinto a comprarmi un cappello, cosa che ho fatto per 45$, in un negozio fico a downtown che vendono cappelli DI TUTTI I TIPI e di tutte le epoche che si chiama Byrnie Utz Hats.

Quando mi hanno visto casual io ho glissato dicendo che la settimana scorsa ho avuto a “difficult job”, e che per questo motivo il vestito era stato mandato in tintoria per l’ancora piu’ difficile lavoro di togliere le macchie di sangue ๐Ÿ˜›

Ho giocato per un paio di ore a blackjack, e un po’ di roulette, mi sono sparato 5 pinte, ho mangiato quello che c’era e poi alle 22, distrutto, non ho saputo stare oltre e me ne sono andato prima che iniziasse l’asta, dopo aver vinto 2000 dollari, che ho lasciato in consegna al mio collega messicano, raccomandandogli, con accento da italo americano, di tenersi buon cura dei miei soldi, perche’ se no gli mandavo Tony LaMuerte ๐Ÿ˜›

Nella foto, alcuni colleghi simulano una vera e propria scena anni ’30:

In quest’altra foto, ecco come i miei colleghi pensavano che mi fossi presentato, chiamandomi Don Angelo:

Cosa fare a Seattle?

Io in 2 volte che ero venuto non sono mai andato a vedere nessuna attrazione nella city, vuoi perche’ stavo a Bellevue, vuoi perche’ non ho avuto tempo e ho preferito andare a fare altro durante il week end.
Ad ogni modo, non staro’ a consigliarvi niente, anche perche’ trovate tutte le info online. Io sono andato a vedere lo Space Needle (fica la vista, peccato che il cielo era grigio), ci sono andato con la monorail (una cosa inutile avere 1/2 miglio di monorotaia, a che serve?! ๐Ÿ™‚ ), mentre che ero li sono andato a vedere il museo della musica, con reperti originali appartenuti a Jimi Hendrix e c’era anche esposizione di Battlestar Galactica, con i costumi originali, modellini originali a grandezza uomo dei Cylon, fico. Mi volevo fare una passeggiata verso West Seattle (per esempio Aliki beach) col bus ma ha iniziato a piovere e il tempo non permette, forse Domenica? ๐Ÿ™
Penso che oggi o domani mi vo’ a vedere Tron Legacy in 3d al Pacific Place.
Per quanto riguarda il cibo ho solo una roba da consigliarvi fino ad adesso, a parte un ristorante di pesce sul waterfront in cui sono andato 2 anni fa e che ora non ricordo, e’ un ristorante brasiliano che si chiama Ipanema Brazilian grill. In pausa pranzo con e’ un “all you can eat” a 17$, vi sedete, antipasti al buffet, poi vi danno una bandierina per segnalare che volete ancora mangiare, e i camerieri arrivano con lunghi spiedoni con carne infilzata, e vi tagliano la carne davanti:

Altra foto presa da flickr, mi dispiace ma questa volta mi sono portato la vivitar con la pellicola ๐Ÿ˜›
A proposito poi quando torno vediamo cosa ci uscira’ da questi due rulli che mi sono portato! ๐Ÿ˜€

Abitudini alimentari quando sei sotto jetlag

Mi viene fame mentre dormo e invece non ho appetito di giorno ๐Ÿ˜€
Risultato? La mattina mi distruggo con la colazione in stile english: salsiccia, bacon, uova strapazzate, caffe’, pan carre’ (dopo tutto sono le 5 di pomeriggio dublinesi :P). A pranzo non mangio e poi mangiucchio qualcosa a cena, o viceversa.
Andare a pausa pranzo a Seattle in genere cosa meno che a Dub, per esempio un sandwich abbastanza corposo lo paghi attorno ai 3$, contri la media dei 4.5โ‚ฌ dublinesi. Se poi ci mettete che credo gli stipendi sono mediamente piu’ alti qui…

Altre Impressioni varie

La gente ti ferma molto di piu’ per strada che a Dublino, per chiederti fumo o soldi.
A volte la gente ti parla con una certa confidenza facendoti i complimenti per la macchina fotografica o il cappello ๐Ÿ˜›

Non ci sono praticamente macchine parcheggiate per i marciapiedi, almeno nella city, la citta’ e’ organizzatissima con parcheggi sotterranei o con la palazzoni anche abbastanza alti adibiti a parcheggi. I bus sono gratis nella zona centrale della citta’.

I taxi sono molto piu’ cheap o almeno allo stesso livello che a Dublino secondo me.
Casa mia -> Aeroporto Dublino ho pagato 25โ‚ฌ (per 13.4 km), mentre Tacoma international Airport -> 5th Avenue sono venuti 40$ (29โ‚ฌ) (per 22km)

Contrariamente che a Dublino qui la gente sa che le pensiline all’ingresso dei palazzi sono molto comodi. ๐Ÿ˜€

Continua a non piacermi questa cosa che la citta’ e’ tagliata in maniera molto ortogonale, senza fantasia, non c’e’ quel tocco di caos che contraddistingue la modalita’ in cui molte citta’ europee si sono sviluppate.

I bagni qui sono costrituiti con una concezione completamente diversa, il sistema di flushing funziona in un altro modo rispetto che ad in Europa, non ve lo so spiegare, dovete VEDERE CON I VOSTRI OCCHI E PROVARE COI VOSTRI SEDERI.

Spesso i prezzi indicati nei menu’ o in giro sono esentasse, quindi fatevi i vostri conti.

E’ tutto amici. Alla prossima.

Comments Posted in Lavoro, Vacanze
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Comments

  1. Gino says:

    Che belli gli USA, che bello il loro modello di sviluppo, il loro “sogno”…peccato che
    1 – Un giorno dovranno pagare il conto tutto in una volta…e l’11 Settembre sembrera’ in confronto una passeggiata di salute
    2 – Il “sogno” include il fatto che in teoria un datore di lavoro puo’ dare 0 giorni di ferie pagare…e rimanere nel legale. Non c’e’ nessuna legge in USA che obbliga un datore di lavoro a dare ferie pagate. Mentre nella schifosissima Europa, per legge ogni paese deve garantire almeno 20 giorni di ferie pagate l’anno ai lavoratori full-time…che schifo, questi Europei che non hanno voglia di lavorare…
    3 – Chissa’ perche’ tutti gli Americani emigrati in Europa che conosco preferirebbero non tornare negli USA…
    Bene bene…W il consumismo ammericano…sarei curioso di sapere le condizioni contrattuali di quel cameriere nella foto…

  2. andrea says:

    che differenza di fuso orario per cosรฌ pochi giorni ๐Ÿ™ appena il tempo di ‘assorbirlo’ e torni giร  a casa ! perรฒ hai fatto bene anche se sono gli ultimi giorni, la professionalitร  paga sempre.
    buon viaggio e auguri ๐Ÿ™‚

    Andrea

  3. gianni says:

    chรจ merda!!!!

    1. pallotron says:

      che merda cosa?