Il bullismo stradale come metafora dei problemi siciliani.

Salve lettori, sono in Sicilia, per vacanza; e per fare da testimone al matrimonio di un caro amico.

Normalmente a Dublino non guido spesso (il che e’ una fortuna), le mie uniche occasioni al volante sono quindi quelle tre o quattro volte l’anno che noleggio un’auto per andare in giro in Irlanda o quelle volte che mi trovo a fare una vacanza non-irish “on the road”. Diciamo che da cinque anni ho la fortuna di guidare piu’ piacere che per necessita’ (messaggio per gli italiani che si lamentano all’estero: provare a fare questo in Italia).

A me piace guidare, e’ una cosa piacevole quando la guida non si traduce in incolonnarsi nel traffico cittadino o autostradale, insieme ad altri deficienti, ognuno chiuso nella sua scatola di metallo col rapporto di un uomo per macchina. E’ piacevole quando ti trovi a guidare lontano dalle grandi citta’ etc. Non mi diverte girare intorno ad isolati cercando disperatamente un parcheggio.
Per questo quando mi ritrovo a Catania faccio di tutto per evitare di prendere la macchina e preferisco andare in Vespa o a piedi.

Ogni volta che mi trovo qui mi rendo conto di come tutta la gente al volante qui in Sicilia vada in giro come se avesse una scopa infilata su’ per il culo, sempre incazzata e con un’aria da cane rabbioso. Cosi’ descriverei il simpatico gentleman che ho incontrato Domenica di ritorno da Avola verso Noto.

Era una Domenica molto calma, poca gente per strada. Facevo i miei 90 km/h, non esattamente quella che definirei un’andatura da guidatore della Domenica, quando, ad un certo punto, il solito gradasso mi piazza il muso della macchina a 1 metro scarso dalla mia.

Me lo sono sopportato per 50/100 m, abbaglianti, e tutto il classico repertorio comportamentale dei cani rabbiosi, non c’era alcun spazio per il sorpasso, allora decido di sfiorare i freni tanto per accendere leggermente gli stop con la speranza di fare allontanare il muso della sua macchina dal retro della mia. Ci riesco. Nel frattempo metto fuori il braccio e faccio il gesto di rallentare con le mani.

Non appena la strada si allarga un poco accosto repentinamente sulla destra per dargli lo spazio necessario ad effettuare la manovra di sorpasso facendo degli ampi gesti colle mani a mo’ di dire “passa avanti, con l’augurio che ti sfracelli alla prima curva”.

Il tipo mi si accosta, inizia a rallentare stringendomi verso il guardrail, abbassa il finestrino e inizia a scaricarmi addosso tutta una serie di insulti che non sto qui a scrivere, nel frattempo noto che a bordo aveva un bambinetto che avra’ avuto si e no 8/9 anni, che si teneva in piedi sul rialzo della pedana posteriore con le mani tra un sedile e l’altro. Poi abbassa il finestrino e va via. Nel frattempo chi stava in macchina, evidentemente spaventato, si lamentava del fatto che io abbia risposto a questa provocazione, che avrei dovuto lasciarlo andare e sottomettermi, in silenzio, perche’ “non si sa mai avrebbe potuto avere un coltello o una pistola etc etc”.

Questo atteggiamento arrendevole della gente verso i prepotenti io non lo sopporto, quello che succede in strada succede anche in altre occasioni nel mondo e soprattutto in Sicilia. La Sicilia va’ allo scatafascio perche’ abbiamo permesso agli arroganti, ai bulli e agli ignoranti di prendere il sopravvento sulla brava gente e la gente ha paura di rispondere a modo per paura di ritorsioni fisiche. Preferiamo che questa gente imbarbarisca la nostra societa’ invece di rispondere a modo anche a costo di avere qualche problema personale… Quando la parte buona di una societa’ non riesce a tenere sotto controllo le mele marce non c’e’ piu’ via di ritorno.

Rimpiango solo che il mio cervello non abbia avuto il tempo di pensare di rispondergli con un bel “E’ questo quello che insegni a tuo figlio? A fare il bullo? Complimenti!” (cosa che mi e’ venuta in mente solo dopo). Solo dopo mi sono reso conto che sono stato in illuso a pensare che avrebbe capito il senso di quello che dicevo 😛

Diciamocelo, il tipo non aveva fretta alcuna, aveva solo voglia di attaccar briga per il puro gusto di farlo, perche’ a noi in Sicilia piacciono le sceneggiate, per giunta di fronte ai propri figli. Povero cane rabbioso con l’autostima nelle scarpe che ha bisogno di mostrarsi furioso e potente di fronte ad un bambino di 9 anni.

Detto cio’ devo dire che ancora mi compiaccio di essere in grado di guidare qui, e di avere ancora l’occhio allenato in grado di riconoscere tutte le varie astuzie che la gente alla guida usa fare qui, sarebbe molto interessante andare in giro con una telecamera un giorno e documentare le varie tecniche 😀

Alla prossima, chissa’ a quando 😀

Comments Posted in Cultura, Dibattiti, sicilia
Tagged , , ,

Comments

  1. pallotron says:

    grazie, mi sembra un libro interessante, ho visto che c’e’ su Kindle Store 🙂
    Credo si trovi anche sui torrenti in pdf 😛

  2. Marco Cosentino says:

    Ehi Angelo, mi fa piacere che tu abbia ripreso il blog sottomano.
    Mi è piaciuto il passaggio sull’autostima perché hai proprio colto nel segno: secondo un esperto svedese (Jesper Jool) è proprio la scarsa autostima (da non confondere con la fiducia in se stessi) alla base dei comportamenti distruttivi / autodistruttivi. In genere tale scarsa autostima deriva da un modo di educare sbagliato da parte dei genitori. Il libro è estremamente interessante e s’intitola “Il bambino è competente”.
    Mi viene da pensare: povero ragazzino. Condannato a vivere entro i confini della propria scarsa autostima dovuta ad un ambiente familiare orrendo…