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Il potere della stupidita’

Dicembre 3rd, 2005 - Dicembre 3rd, 2005

Consiglio a tutti di leggere questo libro: Il potere della stupidità, di Giancarlo Livraghi. E’ un testo molto simpatico ed intelligente su questa particolare caratteristica del genere umano:

la copertina del libro

si puo’ acquistare online qui:

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=RNOOYXRITTTCP

l’ho scoperto durante uno dei miei classici week end tutti casa e computer (si, sono casalingo e mi piace!), quando mi sono imbattuto qui, mi ha molto colpito la trattazione simpatica ma anche caratterizzata da quell’ingegnoso grafico cartesiano che rende l’idea dei concetti in maniera incredibile:

il grafico stupidologico

non vi dico nulla di piu’, spero di aver sollecitato la vostra curiosita’ al punto da leggere quel libro o le url :)
fatemi sapere…

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REGIME, storie di censure e bugie nell’Italia di Berlusconi

Gennaio 3rd, 2006 - Gennaio 3rd, 2006

La copertina del libro

Oggi ho iniziato a leggere “REGIME”, di Peter Gomez e Marco Travaglio (Biblioteca Universale Rizzoli), 9,50 € , sono gia’ arrivato a pagina 188 di 40o circa!
E’ un libro, come tutti quelli che ho potuto leggere di Travaglio, che non ha paura di raccontare la vera realta’, ne di inimicarsi chi sta nella stanza dei bottoni di questo nostro paese.
Il libro tratta delle vicessitudini di alcuni famosi ed ormai “scomparsi dai teleschermi” personaggi come Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti, Rossi (solo per citarne alcuni).
Esilarante ma nello stesso capace di far pensare, la postfazione di Beppe Grillo.
Merita di essere citata una frase di Indro Montanelli sul retro della copertina:

Oggi, per instaurare un regime, non c’e’ piu’ bisogno di una marcia su Roma ne’ di un incendio del Reichstag, ne’ di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosidetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana ed iressistibile, la televisione.

Adesso vado rivedermi la prima e la seconda (quella fatta nel teatro) puntata di RaiOT, avendo letto qualcosa di questo libro rivedro’ tutto sotto un’altra luce.

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Differenze tra il mondo IT Italiano e quello Estero

Gennaio 20th, 2006 - Gennaio 20th, 2006

Oggi sono andato a rileggere un vecchio post di asbesto. Fa notare le differenze tra il mondo IT italiano e quello estero, prendendo spunto da una riflessione avuta sfogliando un di quelle riviste IT patinate…. Il post e’
qui
.

Questo post e’ bellissimo, al di la’ dell’irona, denuncia davvero qualcosa di importante, buona lettura.

PS: il link non funzionera’ facendo click, dovete fare copia e incolla nel vostro browser

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Iscrivetevi anche voi…

Gennaio 25th, 2006 - Gennaio 25th, 2006

Silvio!

Oggi avevo un po’ di tempo libero e ho cercato “Silvio Berlusconi” su wikipedia, a parte che la pagina e’ davvero fantastica e tutto sommato obiettiva, mi sono imbattuto in questi link:

Ecco come viene visto Berlusconi dall’opinione pubblica straniera (in questo caso Inglese), fonte il sito della BBC:

Silvio Berlusconi è l’unico capo di governo al mondo a cui il sito internet della BBC ha dedicato una pagina personale di gaffe : “Berlusconi in his own words” (Berlusconi, con parole sue).

Beh! Buon divertimento!

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L’amministrazione di sistema e la sindrome della personalita’

Marzo 10th, 2006 - Marzo 10th, 2006

E’ una giornata normale e relativamente calma in azienda, a parte il sonno atroce che mi rode e la emicrania/cervicale che spesso si presenta (ieri notte ho fatto e 3.30 lavorando all’embedded)…

Presto iniziero’ un corso di UNIX qui, e stiamo vagliando dei testi che possono servire per lo scopo.

Un testo molto interessante e’ “UNIX: manuale per l’amministratore di sistema”, edizione terza, di Evi Nemeth, Gart Snyder, Scott Seebass, Trent R.Hein e altri (Pearson Education Italia, ISBN: 88-7192-152-6).

Tecnicamente ben fatto, con quella punta di goliardia che tutto il mondo UNIX ancora conserva, un esempio:

L’AMMINISTRAZIONE “FORZATA” DI SISTEMA

Gli amministratori di sistema svolgono molti ruoli diversi. Nel mondo reale, sono di frequente persone che hanno gia’ un altro lavoro, e a cui e’ stato chiesto di “dare un’occhiata”, gia’ che c’erano, a qualche altro computer. Se vi trovate in questa situazione, e’ meglio che vi soffermiate un attimo a pensare a dove cio’ possa effettivamente portarvi.

Quante piu’ cose apprendete riguardanti UNIX, tanto piu’ la vostra comunita’ di utenti finira’ col dipendere da voi. Le reti tendono inevitabilmente a crescere e potrete trovarvi costretti a dover sospendere una porzione sempre maggiore del vostro tempo nei compiti amministrativi. Presto vi renderete conto che site l’unica persona della vostra organizzazione a sapere come svolgere un’enorme varieta’ di compiti fondamentali.

Non appena i vostri colleghi arriveranno a pensare a voi come all’amministratore di sistema locale, sara’ difficile che riusciate a togliervi da tale ruolo. Poiche’ molti dei compiti di amministrazione non sono molto “tangibili”, arriverete presto a rendervi conto che da voi ci si aspettera’ che siate sia un amministratore di sistema a tempo pieno sia un ingegnere, scrittore o segretario, sempre a tempo pieno.

Alcuni amministratori poco volenterosi cercano di sfoltire le richieste che gli vengono sottoposte adottando un approccio ostile e fornendo un servizio di bassa qualita’. Non vi raccomandiamo di adottare tale approccio, visto che finira’ presto con il farvi finire in cattiva luce oltre che a crearvi una quantita’ addizionale di problemi.

Invece, vi suggeriamo di tenere traccia del tempo che passerete a svolgere compiti di amministrazione di sistema. Il vostro obbiettivo dovra’ essere il cercare di mantenere il lavoro ad un livello tale da essere gestibile, e nel contempo costruire prove evidenti alle quali potrete fare affidamento quando chiederete di essere sollevati dagli incarichi amministrativi. Nella maggior parte delle aziende avrete bisogno di sei mesi, se non addirittura un anno, di continue pressioni sul management affinche’ possiate essere sostituiti. Quindi, preparatevi in anticipo.

D’altra parte, potrete sempre rendervi conto di apprezzare il lavoro dell’amministratore di sistema sino al punto da voler desiderare ardentemente di continuare a svolgerlo a tempo pieno. Non avrete alcun problema a trovare lavoro.

Sindrome della personalita’ dovuta all’amministrazione di sistema

Una delle conseguenze cliniche meno fortunate, ma piu’ comuni quando si lavora come amministratore di sistema, e’ l’omonima sindrome della personalita’. Le avvisaglie di questa condizione si cominciano ad avvertire all’inizio del terzo anno di attivita’ e possono evolvere sino a spingervi al ritiro. I sintomi caratteristici comprendono le seguenti cose (ma non si limitano solo ad esse).

  • Pager-fobia acuta: ovvero, la sensazione sgradevole che il vostro pager si sia spento (anche quando cosi’ non e’) e che il vostro piacevole pomeriggio in compagnia stia per avere una brusca fine, per trasformarsi in una maratona di 72 ore di lavoro ininterrotto e senza cibo.
  • User voodographia: ovvero, l’impulso a creare bamboline voodoo che rappresentino quel sottoinsieme della popolazionedi utenti del vostro sistema che non riesce a capire come la propria ripetuta mancanza di pianificazione non costituisca, nel vostro mondo, un’emergenza stringente.
  • Idiopathic anal tapereadaplexia: ovvero, l’impeto urgente e notturno di verificare che i nastri di backup siano effettivamente leggibili ed etichettati correttamente.
  • Scientifica inapplicia: il forte desiderio di scuotere violentemente quei vostri colleghi amministratori di sistema che non sembrano aver mai avuto a che fare con il metodo scientifico.

Per trattare queste sfortunate condizioni cliniche possono esser applicate numerose terapie. Le piu’ efficaci tra esse sono sicuramente un senso dell’umorismo ben sviluppato e la costruzione di una piccola. ma ben fornita, cantina personale direttamente in ufficio. Potete anche considerare, tra queste, l’approccio medidativo consistente nel guardare fissi ed in silenzio nel vuoto, facendo sbattere i vostri talloni l’uno contro l’altro ogni qual volta vengono pronunciate le parole “il server e’ ancora giu’?” in vostra presenza. Se tutto il resto non e’ efficace, prendetevi una vacanza.

CHE DIRVI! SANTE PAROLE! :)

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Caro Professor Einstein

Giugno 10th, 2006 - Giugno 10th, 2006

Mercoledi’ e’ stato il giorno del matrimonio di mia cugina Valeria.
Devo dire che la bomboniera che ha scelto di regalare agli invitati sia stata davvero una ottima idea:

Caro professore Einstein

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887768439.html

L’incasso del libro viene devoluto all’UNICEF… :)

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AH! IL CONSULENTE!

Giugno 15th, 2006 - Giugno 15th, 2006

Premessa: normalmente io sono in sede ad Acireale (CT), faccio il sysadmin e mi occupo di gestire le infrastrutture IT della mia azienda. Ogni tanto… pero’… mi tocca andare A FARE IL CONSULENTE!

AH! IL CONSULENTE!

Ecco che oggi mi sono imbattuto in una seria DEFINIZIONE DELLA CONSULENZA, la copio para para dal sito originale che e’ qui:

Ha molte cose in comune con quello che mi capita delle volte (anche se fin’ora me la sono cavata egregiamente).

Gentilissimo,

mi presento!!! Sono uno dei tantissimi Ingegneri, uno dei tanti professionisti che lavora in uno dei settori di punta del mondo odierno, quello delle nuove tecnologie.

Penserai che sono molto fortunato ad avere avuto la possibilità di studiare e di poter lavorare e per di più in un settore di punta.
Ebbene, mi preme renderti partecipe di uno stato d’animo che coinvolge me e tanti dei colleghi con i quali ho parlato.
Prima, però, ti do qualche altro dettaglio: sono un ‘fortunato’ dipendente a tempo indeterminato di una delle centinaia, forse migliaia di aziende ‘di consulenza’ che operano nella costellazione del mercato dei servizi IT (Telco, Assicurazioni, Banche, Utilities ).
Sottolineo ‘di consulenza’, perchè io (come molti) appena laureato sono stato assunto da una di queste aziende e sono quindi diventato un consulente.

Un consulente, IO un consulente…. ma cos’è un consulente ?
Consulente, consulenza derivano da consulere o meglio da consul: il CONSOLE romano. Questi, una sorta di magistrato romano, chiedeva prima di deliberare un consulto al SENATO per prendere decisioni sagge in merito a qualcosa. Quindi ad oggi il consulente dovrebbe essere una sorta di senatore (a Roma i senatori avevano in media dai 60 anni in su …con tutta l’esperienza del caso) …. ma IO ‘consulente’ ho meno della metà degli anni di un Senatore e un’esperienza quasi nulla per poter consulere in maniera saggia su qualcosa. Mio padre…mio padre si!!! Lui, che ha più del doppio dei miei anni e ne lavora da più del decuplo dei miei, nel suo campo sarebbe un ottimo consulente, non io.
Quindi se le aziende sono formate da ‘consulenti’ di questo tipo, che tipo di ‘consulenza’ possono fornire? Anche alla luce del fatto che la formazione è lasciata al libero arbitrio di ciascun ‘consulente’….
Tutto questo spiega come l’appellativo di società ‘di consulenza’ sia un’appropriazione indebita!!!

Ma ritorniamo al concreto…come me, tanti altri sono stati agganciati da una di queste aziende che predicano, nei loro siti internet e durante i colloqui di assunzione, l’importanza che danno alle risorse e alla loro formazione sia professionale che tecnica in cambio di impegno, dedizione e sacrifici. Tra le righe ti dicono anche che la formazione potrebbe essere on-the-job (per i comuni mortali: sul campo).

La teoria come sempre è leggermente diversa dalla pratica (ma questo ce lo si aspetta sempre).
Questo ‘leggermente’ si traduce in una realtà AGGHIACCIANTE.

Le società di consulenza ad oggi lavorano allo stesso modo delle aziende di lavoro interinale con la sola differenza che, se sei fortunato, hai in mano un contratto.

Neolaureato, inesperiente e pivellino vieni spedito dal CLIENTE, e come bolla di accompagnamento viene dato il tuo Curriculum Vitae opportunamente modificato che lontanamente assomiglia al tuo reale e dal quale si evince la tua grandissima e pluriennale esperienza proprio nell’ambito delle tecnologie per il quale SEI STATO VENDUTO.
Ti ritrovi SOLO, o quasi, presso il CLIENTE con delle responsabilità e dei compiti per i quali spesso non sei preparato: terribile.
Naturalmente tu, cucciolo di Consulente, per non deludere l’azienda ‘di consulenza’ che ti ha dato questa possibilità di dimostrare quanto vali, ti impegni, dai il massimo, lavori, spesso gratis, fino a tarda sera.
Se ti azzardi a chiedere un corso di formazione su una qualunque cosa, ti viene risposto che il periodo è nero e che comunque da nessuna parte vengono fatti corsi … ormai è obsoleto…tu hai la splendida opportunità di imparare sul CAMPO…di battaglia.
Quindi la tua formazione si traduce all’equivalente di uno di quei corsi di sopravvivenza che organizzano alcune agenzie viaggio di frontiera: difficilmente sarai affiancato nelle attività da una persona realmente esperiente che ti possa guidare e far apprendere metodologie e tecnicismi e nessuno ti dirà come fare qualcosa, lo capirai TU, da solo, perchè bacchettato dal CLIENTE. Per SFORTUNA, tu sei in gamba e in qualche modo riesci a tirarti fuori da tutti gli impicci che ti si parano di fronte.

Ebbene, se sei fortunato alla fine di questa brillante prima esperienza (che può durare dai 6 mesi ai 18 mesi) rientrerai in SEDE (in attesa di nuova destinazione) con un ‘bel bottino’ di formazione on-the-job e sopratutto sarai pronto a essere ri-VENDUTO altrove, con un profilo da SENIOR (persona con un buon grado di esperienza in merito a qualcosa)…in solidiciottomesioanchemeno sei diventato non solo ‘consulente’, ma di più: ‘consulente esperiente’.

L’immagine metaforica che rappresenta meglio la condizione di IN SEDE è quella della VASCA di PESCI ROSSI (i consulenti) in un negozio di animali. Si, hai capito, la vasca con centinaia di pesci rossi in cui l’acquirente con il retino acchiappa uno di questi e se lo porta a casa. Ma, essendo la ‘pescata’ affetta da un fattore probabilistico, tu potresti restare in VASCA per un tempo indefinito. A fare cosa ? A studiare qualcosa che non sai se userai mai e comunque tutto rigorosamente lasciato alla tua buona volontà e senza alcuna organizzazione o programmazione di attività.

Il tempo passa e i tuoi giri in VASCA diventano sempre più noiosi….

Ogni tanto passa qualche ACCOUNT (spietato commerciante di cervelli umani che in base alla richiesta del mercato modella il tuo CV in modo da plasmarlo esattamente ai desiderata del possibile CLIENTE) che ti porta a fare il colloquio (l’ESAMINO) con il possibile cliente….
L’ESAMINO può di solito avere uno dei seguenti esiti:
- il risultato è positivo, perchè è in realtà già concordato (tra account e referente del cliente) e il ‘colloquio’ serve solo a verificare che tu non abbia potenti esalazioni odorose e quindi che sia idoneo ad essere immesso in un fantastico OPEN-SPACE pieno di tanti altri Consulenti.
- il risultato è negativo perchè l’ACCOUNT ha esagerato nel ri-modellare il tuo CV, per cui il CLIENTE scopre che tu,si , sei un giovane volenteroso, ma quello che cercava lui era un ESPERTO…e questa situazione per te che sei oggetto di queste ‘mosse da giaguaro’ è quantomeno AVVILENTE

Dunque nuoti in VASCA, finchè non vedi avvicinarsi il retino verde, sempre di più … AHHHH!! Eccolo che ti pesca e in men che non si dica sei catapultato in una nuova realtà, presso un nuovo CLIENTE che si attende da te delle risposte sulle tecnologie per le quali sei stato VENDUTO …. come SENIOR.

….e così via, poi di nuovo in VASCA e il gioco ricomincia.

Si, ma un attimo!!! Fermiamoci un attimo. Analizziamo la situazione:

  • Formazione: autogestita e ‘on-the-job’
  • Livello Formazione: approssimativa e superficiale per forza di cose
  • Possibilità di Carriera: quasi nulla
  • Possibilità di crescita professionale: quasi nulla.
  • Responsabilità: elevate visto che spesso sei il rappresentante dell’azienda presso il CLIENTE
  • Stipendio equiparabile a quello di un operaio SENIOR(senza sminuire nessuno, ma dopo 5 anni di Ingegneria…)
  • L’azienda ‘di consulenza’ percepisce dal CLIENTE dai 400 ai 1000 Euroni al giorno per la tua consulenza.
  • Tu molti di meno
  • L’azienda di consulenza a parte il tuo stipendio, il mantenimento di pasciuti ACCOUNT e di una struttura adibita a VASCA non ha altre spese di gestione dell’attività

Ma allora ? Un corso, un percorso di carriera potrebbe questa azienda prevederlo? Almeno per i ‘consulenti’ più validi ? ( possibile che non ci sia un consulente valido ? )Bene, è evidente che c’è qualcosa che non funziona. Ma se non ci penso, tutto va bene, in fondo c’è chi stà peggio di me…si non ci penso…si ..così …va anche bene….

Toh!! Un ACCOUNT passa davanti la MIA VASCA……un altro……e ancora un altro ……

E…aiuto il retino verde…lo vedo, eccolo, si avvicina: AAAAAAAAAHHHHHRGGHH!!

Buongiorno, sono un ‘consulente’ di tal azienda ‘di consulenza’ sono esperto in ostrogoto e aramaico Informatico. Dove posso sedermi ?

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Vacanze 2006: cronologia sparsa. Cosa ho letto.

Settembre 3rd, 2006 - Settembre 3rd, 2006

Con questo inauguro il primo di alcuni post che riguardano la mia ultima vacanza di questa estate 2006 nei ditorni di Brolo (provincia di Messina).

Questi post non rispettano la cronologia della vacanza… in verita’ avrei tanto voluto tenere un piccolo diario giornaliero delle esperienze ma poi non s’e’ fatto nulla :(

Ad ogni modo… questa vacanza e’ stata rilassante ed ho avuto modo di leggere qualcosa:

Michail Bulgakov – Cuore di Cane – Oscar Mondadori

Cuore di Cane Scritto negli anni Venti – nella drammatica situazione creatasi in Russia dopo la rivoluzione e la guerra civile, con il dilagare della corruzione, il proliferare della burocrazia e la caduta dei valori morali -, il lungo racconto satirico Cuore di Cane coglie gli aspetti comici e grotteschi della vita. Racconto morale, al di la’ della denuncia di costume, la storia del cane Pallino, trasformato in uomo con un singolare esperimento scientifico da fabbricanti di mostri, assurdamente strappato al proprio mondo e costretto a adattarsi a nuove, distorte e difficili condizioni di vita, e’ la personificazione del proletario vittorioso, ma ancora gravato dalle catene di una condizione subumana. E piu’ universalmente, vittima completamente sdradicata dalla storia, e’ l’emblema di un essere che non e’ soggetto della propria esistenza.

Charles Bukowski – Compagno di Sbronze – Universale Economica Feltrinelli

Compagni di sbronzePoeta dell’eccesso. Bukowski porta alta la bandiera di un anticonformismo californiano che ha una lunga storia alle spalle (una storia che comprende Henry Miller, i poeti Beat e una cultura underground tanto articolata quanto pittoresca). Se in Compagno di sbronze, forse piu’ che altrove, la vena satirico-umoristica dell’autore assume talora colorature selvagge o addirittura feroci, cio’ consegue dal rilievo conferito all’atmosfera alienante di Los Angeles (“passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano”). Ma anche in questi racconti il vitalismo sfrenato, la scelta provocatoria dell’emarginazione e della provvisorieta’, la sessualita’ eternamente in furore sono tanti sberleffi contro il perbenismo conformista, del quale qui si occupa opportunamente l’”Agenzia Soddisfatti e Rimborsati”. In fondo al Sunset Boulevard, Charles Bukowski, il “folle”, il “fallito”, salda il conto con il Sogno Americano.

Leopold Infeld – Albert Enstein – L’uomo e lo scienziato. La teoria della relativita’ e la sua influenza sul mondo contemporaneo – Piccola Biblioteca Einaudi.

Sebbene Einstein sia considerato un personaggio di primo piano nella storia del pensiero umano, pochi si ritengono all’altezza di seguire passo passo le rivoluzionarie conquiste della sua ricerca. Uno dei piu’ stretti collaboratori di Einstein, Leopold Infeld, crede che questa diffidenza sia ingiustificata, e che anche il lettore non specializzato possa essere messo a contatto con le idee fondamentali della sua concesione.

Verra’ il giorno, – egli scrive, – che i principi della relativita’ verranno insegnati nelle scuole medie. Sono idee semplici ed essenziali, anche se il tradurle in termini di linguaggio ordinario non e’ operazione da poco.

Con questo volumetto Infeld intende appunto “tradurle” e interpretare i risultati scientifici di Einstein. Egli discute le grandi rivoluzioni einsteiniane – la relativita’ speciale, la relativita’ generale, il contributo di Einstein alla teoria dei quanti e le moderne teorie sulla struttura dell’universo, – con l’autorita’ e con la chiarezza di chi ha dedicato la sua vita e i suoi studi ai massimi problemi della fisica teorica

Jack Kerouac – I vagabondi del Dharma – Oscar Mondadori

I Vagabondi del DharmaPubblicato nel 1958, I vagabondi del Dharma rappresenta il seguito ideale del romanzo piu’ celebre di Kerouac, quel Sulla strada considerato fin dal suo primo apparire una sorta di “Bibbia della Beat Generation”. Anche nei Vagabondi, sempre di forte matrice autobiografica, lo scrittore raconta le avventure dei suoi discepoli e confratelli beatnik impegnati nella ricerca, disordinata ma sincera, di una nuova verita’. Verita’ che, soprattutto grazie all’influsso della scuola Zen di San Francisco, Kerouac e i suoi identificano con gli insegnamenti buddhisti. Il loro percorso spirituale e’ costellato di omeriche bevute nei ritrovi fumosi del quartiere cinese di San Francisco cosi’ come di esaltanti scalate fra le montagne inviolate della California; di meditazioni notturne nei boschi o sulle spiagge solitarie ma anche di riti di sfrenata sessualita’. Su tutto, la prosa ora lirica ora umoristica di Kerouac, ricca di echi musicali, che rende la narrazione sempre avvincente e serrata, mai lenta, neppur enelle pagine di piu’ profonda meditazione e di piu’ intenso lirismo descrittivo.

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Socialismo? Parliamo invece di capitalismo

Settembre 9th, 2006 - Settembre 9th, 2006

Articolo di Alain Touraine tratto da “la Repubblica” del 31 Agosto 2006:

Socialismo e’ una parola confusa, usata dalle persone piu’ diverse per esprimere le opinioni piu’ varie. Lasciamolo dunque da parte. In compenso, parlare contro il capitalismo non soltanto e’ piu’ che sensato, ma e’ anche molto piu’ di attualita’ di quanto la maggiore parte delle persone non creda.

Cio’ che definisce il capitalismo e’ l’eliminazione dei controlli sociali, politici o di altro genere che limitano gli attori economici. Quando sono liberi, vale a dire non controllati, questi attori esercitano un autentico potere sulle altre istituzioni, che devono sempre, per parte loro, tener conto degli interessi dei dirigenti dell’economia. Il riferimento a questo potere fa parte del concetto stesso di capitalismo. Questa liberta’, questa stessa onnipotenza dei dirigenti dell’economia e’ una componente necessaria della modernizzazione. Non ci sono mai stati grandi sviluppi economici senza una fase di capitalismo che possiamo addirittura definire “selvaggio”.

La Gran Bretagna e poi gli Stati Uniti ne sono stati i grandi esempi. Oggi e’ la Cina a essere il Paese piu’ capitalistico del mondo.

Ma la modernizzazione esige anche che dopo una fase di liberta’ estrema delle forze economiche dominanti arrivi una fase opposta dove compaiono nuovi interventi pubblici promossi da sindacati e partiti che vogliono soprattutto una redistribuzione del reddito. Questa alternanza rappresenta la formula di base dello sviluppo economico. Non c’e’ sviluppo senza capitalismo e senza anticapitalismo. Ma molti preferiscono, alla successione di queste due fasi, un sistema misto permanente che combini accumulazione e redistribuzione. E’ questo sovente il caso degli europei e, in particolare, dei tedeschi, che hanno appena votato per un’economia aperta e competitiva, ma anche per il mantenimento della Ozialmarktwirtschaft (economia sociale di mercato). che e’ una delle forme principali di quello che Delors ha definito “il modello sociale europeo”.

Read more…

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Cervellone?!?!?!

Settembre 13th, 2006 - Settembre 13th, 2006

La Sicilia, 13 Settembre 2006:

DA CATANIA IL CERVELLONE CHE ELABORA LE STRATEGIE

parlano di cervelloni e mettono QUESTA FOTO QUI SOTTO.

MA QUELLO E’ UN VECCHIO IBM PS/2!!!!! AHAHAHAHA ANNI OTTANTA! AHAHHAH!

Cervellone??!

Ma dico io! Mettete che so’ questo, LO TROVATE CON GOOGLE IMAGES EH! (si lo so’ possono esserci problemi di licenze e permessi, ma siete una testata giornalistica no?!?! riuscite a gestire queste cose no?)

cluster

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Manga Freaknet

Settembre 16th, 2006 - Settembre 16th, 2006

Cliccate sull’immagine sottostante.

Leggete da destra verso sinistra, e’ un MANGA, fatto da ALPT :)

Manga Freaknet

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Il regime e’ dentro di noi e noi siamo il regime

Settembre 21st, 2006 - Settembre 21st, 2006

Mentre siamo in grado di valutare la situazione di un popolo sottoposto continuamente a promesse e minacce, guidato da una propaganda univoca, ridotto in soggezione da slogan che lodano solo l’obbedienza, non possiamo ancóra esprimere giudizî sulla situazione di un altro popolo
sistematicamente distratto da centinaia di canali televisivi, acquietato dagli ansiolitici, reso pago dal consumismo, illuso dai modelli del successo; e tuttavia e’ verosimile supporre che da questa esperienza possa nascere un mondo in cui l’uomo, per esempio, non ha piu’ paura di nulla, non
gode piu’ di niente, ignora origine e destino, crede senza fede o ragione, esiste in quanto appare, ama senza trepidazioni e chissa’, uccide senza rimorsi.

Sergio Zavoli, “Il Messaggero”, 7 dicembre 1991.

Grazie a Cristina (aka Mafalda) per la segnalazione! :)

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E-War

Settembre 29th, 2006 - Settembre 29th, 2006

Date una occhiata a questo link:

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=6322

Stati Uniti d’America – 25.9.2006 

E-War – Documento del Pentagono svela piani Usa per la conquista militare di Internet: troppo libera 

Il Pentagono ha deciso che per manipolare a proprio favore l’opinione pubblica interna e mondiale non basta più controllare i mass media: televisioni, radio e grandi giornali nazionali ed esteri. I generali Usa hanno stabilito che bisogna conquistare, e al limite distruggere, anche l’ultimo bastione della libertà d’informazione e di critica: Internet. Il dipartimento della Difesa intende “combattere la rete” in quanto essa rappresenta un “sistema d’arma nemico”, deve prendere il controllo di Internet così da garantirsi il completo controllo “di tutto il sistema di comunicazione globale” e con esso la capacità, in caso di bisogno, di “sconvolgerlo e distruggerlo”.

Non è lo scenario orwelliano di un romanzo di fantapolitica.
E’ la realtà scritta nelle 74 pagine di un documento segreto del Pentagono intitolato “Roadmap per le Operazioni d’Informazione”, datato 30 ottobre 2003 e recante la firma del segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld.
 
Donald RumsfeldGuerra di propaganda sulla rete. Il documento, recentemente declassificato in base al Freedom of Information Act, stabilisce le linee guida di una strategia militare per combattere una guerra virtuale per la conquista della rete. Una strategia incentrata su “operazioni di guerra psicologica” (PsyOp, nel gergo militare Usa) e di “guerra elettronica” (E-War, Electronic Warfare). Lo scopo è quello di manipolare e controllare le informazioni diffuse in Internet, promuovendo quelle favorevoli agli interessi Usa e bloccando quelle che “favoriscono il nemico”. Le tattiche indicate sono molteplici. La creazione di portali globali di propaganda gestiti direttamente dal Pentagono ma non identificabili come tali, i quali raccolgano e diffondano informazioni che supportano le politiche Usa, informazioni prodotte in tutto il mondo da fonti di grande credibilità. L’istituzione di squadre speciali di hacker per operazioni si sabotaggio elettronico di siti di informazione nemici che diffondo notizie pericolose o sgradite al governo Usa. La diffusione di propaganda in territorio nemico via Internet “per manipolare i pensieri e le convinzioni del nemico”.
La rete, pericolosa perché troppo libera. L’aspetto più inquietante che emerge da questo documento è che il governo degli Stati Uniti considera “nemici” non sono solo i siti Internet del nemico (ad esempio quelli legati ai gruppi integralisti islamici) ma la rete Internet tout court, percepita come un pericolo in quanto luogo in cui l’informazione circola liberamente. Prendere il controllo della rete per limitare questa libertà significa fare con Internet quello che è stato fatto con gli altri mass media: privatizzare e concentrare, creando grandi gruppi che detengano il monopolio della diffusione delle informazioni. Che tradotto in Internet significherebbe non più miliardi di siti web incontrollabili, ma pochi “affidabili” megaportali che ospitano pagine e spazi dai contenuti “certificati”. Una prospettiva non certo estranea ai progetti delle grandi aziende Usa del settore (Google, Yahoo, AmericaOnLine e Microsoft). Progetti che il Pentagono potrebbe decidere di sostenere. Non sarebbe la prima volta, nella storia degli Stati Uniti d’America, che si verificano convergenze strategiche tra interessi militari nazionali e interessi commerciali privati.
Guerra per la libertà o guerra alla libertà? Dall’inizio della guerra globale seguita agli attentati dell’11 settembre 2001, il governo Usa ha fatto largo ricorso alla propaganda e alla censura per creare e mantenere il consenso dell’opinione pubblica nazionale e mondiale per creare una cortina fumogena attorno a tutto ciò che i cittadini non devono sapere. Una pratica che poco si addice a un governo che afferma di combattere una guerra mondiale per la difesa e la diffusione della democrazia e della libertà.

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Come diventare un programmatore, ed anche come saper fare il proprio lavoro di manager

Ottobre 5th, 2006 - Ottobre 5th, 2006

Se siete programmatori, ma anche se siete manager o altro, leggete questo FAVOLOSO documento:
http://samizdat.mines.edu/howto/HowToBeAProgrammer.html

fantastici i paragrafi:

  • How to Talk to Non-Engineers
  • How to Evaluate Interviewees
  • How to Disagree Honestly and Get Away with It
  • How to Deal with Difficult People
  • How to Recognize When to Go Home

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pallotron Informatica, Lavoro, Letture, Programmazione, Software

L’orologio…

Ottobre 11th, 2006 - Ottobre 11th, 2006

Poco tempo ultimamente per scrivere… ho davvero poco tempo per scrivere qui.
Ci sta molto bene questa poesia di Baudelaire, tirata fuori dal cilindro giusto ora mentre mi perdevo nei meandri del filesystem del mio computer. :)

L’orologio (Baudelaire)

Orologio, dio sinistro, pauroso, impassibile, il cui dito ci
minaccia dicendoci « Ricordati! ». Vibranti Dolori si
configgeranno presto nel tuo cuore come in un bersaglio;

il vaporoso Piacere fuggirà verso l’orizzonte come una silfide
in fondo al palcoscenico; ogni istante ti divora un po’ di quel
piacere che viene accordato all’uomo fin che dura il suo tempo.

Tremilaseicento volte all’ora il secondo mormora « Ricordati! ».
Rapido, con la sua voce d’insetto, l’Adesso dice: Io sono l’Allora,
ho pompato la tua vita con la mia troba immonda!

Remeber! Ricordati, prodigo! Esto memor! (La mia gola metallica
pronuncia tutte le lingue.) I minuti, o sventurato mortale,
sono delle sabbie che non bisogna abbandonare senza estrarne un
po’ d’oro!

Ricordati che il Tempo è un giocatore avido che vince senza
barare, a ogni colpo. È la legge. Decresce il giorno, la notte
avanza. Ricordati! L’abisso ha sempre sete, la clessidra si
svuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso, l’augusta Virtù,
tua sposa ancora intatta, il Pentimento stesso (ahi, ultimo
rifugio), ogni cosa ti dirà: « Muori, vecchio vigliacco, ormai
è troppo tardi. »

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Un regalo gradito

Dicembre 27th, 2006 - Dicembre 27th, 2006

Devo ringraziare Fabio e Cristina per avermi regalato questo libro di Piergiorgio Odifreddi: “Il diavolo in cattedra. La logica da Aristotele a Gödel”. Me lo sto’ divorando, sono gia’ arrivato a meta’, e’ un libro molto bello, forse un po’ troppo matematico ma interessante. :)

Il diavolo in cattedra di Piergiorgio Odifreddi
Vi segnalo queste URL:

Non ho molto tempo per scrivere ora una bella recensione, ma una piuttosto completa la potete trovare qui

L’autore

Piergiorgio Odifreddi (1950) ha studiato matematica in Italia, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, e insegna Logica presso l’Università di Torino e la Cornell University. Collaboratore di Repubblica, L’Espresso e Le Scienze, dirige per Longanesi la collana di divulgazione scientifica «La Lente di Galileo». Ha vinto nel 1998 il Premio Galileo dell’Unione Matematica Italiana e nel 2002 il Premio Peano della Mathesis. Ha pubblicato per Einaudi Il Vangelo secondo la Scienza, La matematica del Novecento, C’era una volta un paradosso e Il diavolo in cattedra, per Cortina Il computer di Dio e La Repubblica dei numeri, per Dedalo Zichicche, per Laterza Penna, pennello e bacchetta. Per Longanesi è uscito Le menzogne di Ulisse.

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Giovani sysadmin chiedono consiglio all’oracolo

Marzo 29th, 2007 - Marzo 29th, 2007

Mi sento molto oracolo stamane! :)

Oracolo

Pubblico la lettere di un ragazzo di 14 anni (che ovviamente per questioni di privacy rimarra’ anonimo), perche’ e’ molto in tema con questo blog:

Subject: Vita da sysadmin: fattibile ?
To: pallotron@freaknet.org
Date: Thu, 29 Mar 2007 00:22:17 +0200

Salve Pallotron,
Mi chiamo XXXX ed ho 14 anni.
Sono appassionato di informatica da quando ero bambino, ed udo il pc da
quanto avevo otto anni. Da un anno e mezzo a questa parte, ho cominciato a sentir parlare di GNU/Linux (prima raramente, poi su riviste tipo Hacker Journal poi mi
sono andato a documentare personalmente), fino a che non ho cominciato a leggere seriamente su questo sistema, diventandone presto un fan. Tuttavia, potevo usarlo raramente, dato che prima l’unico pc in casa era un vecchio pentium 3 che doveva usare tutta la famiglia, quindi non adatto a smanettarci.

Da circa otto mesi, però, ho un nuovo portatile, tutto mio (comprato con
i soldi della cresima :D ). Con questo ho cominciato ad usare seriamente GNU/Linux, in in poco meno di due mesi ho abbandonato finester per vivere felicemente su Ubuntu.

Adesso uso solo ed esclusivamente GNU/Linux, e mi trovo bene. Piano piano, ho convinto anche gli altri di casa mia a passare a GNU/Linux, ed adesso anche quel vecchio pentium 3 fa girare GNU/Linux.

Inoltre, sto cercando di rimettere a nuovo un vecchio pentium 166 (con la mitica Slackware!) per poter metter su un mio server dove fare pratica (reti, server di qualsiasi tipo, GNU/Linux in genere).

Sono letteralmente affascinato da GNU/Linux e dai sistemi operativi in stile UNIX in genere. Sto scoprendo un sacco di cose, sto controllando i miei computer… e mi piace!

L’altro giorno ho scoperto sed, l’altro ancora netcat (nc) e via dicendo…

Bazzico spesso per la Grande Rete, mi rispecchio nella tua descrizione
di geek, ho cominciato a seguire i tuoi siti. Adesso arrivo al sodo: dovendo in pratica essere il “sistemista di famiglia” anche io sto sperimentando nel mio piccolo cosa significa fare il sysadmin, ma avendo praticamente soli due utenti non è che sia così
pesante.

Da grande però, vorrei tanto fare il sysadmin Unix, ma leggendo quello che c’è scritto sui tuoi siti pare che fare il sysadmin Unix sia un lavoro rischioso e demotivante.

Ti chiedo: secondo te, dovrei smettere qui, adesso e spostarmi dall’industriale dove sto adesso (mi sono iscritto perché adoro l’informatica) ad un’altra scuola, oppure posso continuare così, per poi fare il sysadmin Unix appena avrà un’esperienza sufficiente per fare questo lavoro ?
Ovvero: è un lavoro che è meglio fare o lasciar fare ?

A me sembra tutto molto interessante, ma chi ci sta dentro dice il contrario.

Dato che sono ancora giovane, che consigli ?

Scusa se ho scritto molto,
Email firmata

Non vi nascondo che mi fa molto piacere ricevere queste email, ti fanno capire che anche nel marciume qualcosa di positivo c’e’. Che c’e’ qualcuno che ha passione per i sistemi operativi liberi anche ad una certa eta’. Oggi la giornata e’ iniziata positivamente.

Ecco la mia risposte:

“Da un anno e mezzo a questa parte, ho cominciato a sentir parlare di GNU/Linux (prima raramente, poi su riviste tipo Hacker Journal”

spero che hacker journal tu lo legga con una certa selettivita’ perche’ a me non piace molto come rivista, qualche articolo si e’ interessante, ma il taglio che ha la rivista non incontra i miei gusti personali… :P

“Bazzico spesso per la Grande Rete, mi rispecchio nella tua descrizione di geek, ho cominciato a seguire i tuoi siti. mi fa molto piacere questo :)

Adesso arrivo al sodo: dovendo in pratica essere il “sistemista di famiglia” anche io sto sperimentando nel mio piccolo cosa significa fare il sysadmin, ma avendo praticamente soli due utenti non è che sia così pesante.

Da grande però, vorrei tanto fare il sysadmin Unix, ma leggendo quello che c’è scritto sui tuoi siti pare che fare il sysadmin Unix sia un lavoro rischioso e demotivante.”

ci vuole una buona dose di pazienza, e’ vero. cosa che io a volte non
ho… un buon sysadmin dovrebbe avere a cuore gli utenti, rispettarne la
privacy, operare sempre per fornire a loro il minor disservizio
possibile, essere professionale, etc etc.

“Ti chiedo: secondo te, dovrei smettere qui, adesso e spostarmi dall’industriale dove sto adesso (mi sono iscritto perché adoro l’informatica) ad un’altra scuola, oppure posso continuare così, per poi fare il sysadmin Unix appena avrà un’esperienza sufficiente per fare questo lavoro ?”

per quanto riguarda lo spostarti da una scuola ad un altra, non servira’ a molto, credimi. a scuola purtroppo e’ difficile imparare certe cose, ed anche all’universita’ e’ lo stesso, molte persone brave che conosco lo sono perche’ hanno coltivato, come te, questa passione, autonomamente, poi c’e’ chi ha preso il titolo di studio, chi no, ma quelli sono percorsi personali dettati da scelte ancora piu’ personali. il mio consiglio e’, visto che pare tu sia molto propenso ad imparare da solo, scegli un indirizzo alternativo, tipo elettronica, telecomunicazioni, matematica, altro. e’ quello che, a distanza di anni, penso che sarebbe stato meglio fare anche per me, che ho una ridotta conoscenza di elettronica/elettrotecnica, perche’ non sono mai stato interessato. seguendo un corso piu’ orientato all’elettronica avrei potuto colmare certe lacune da un lato costringendomi a studiare per passare gli anni, e avrei cmq coltivato la passione per l’informatica.

piuttosto, conosci freaknet.org? perche’ non ti iscrivi alla nostra newsletter e alla prossima occasione di incontro pubblico non ci vieni a trovare? sei di catania?

per saperne piu’ su freaknet.org:

http://it.wikipedia.org/wiki/Freaknet
http://www.freaknet.org

“Ovvero: è un lavoro che è meglio fare o lasciar fare ?”

la risposta dipende da te, non certo da me. io lo faccio perche’ mi piace. secondo me programmare per lavoro e’ ancora peggio. ma sono opinioni….

“A me sembra tutto molto interessante, ma chi ci sta dentro dice il contrario.”

e’ sicuramente un lavoro interessante. ma dipende molto dai contesti: lavorativi e non.
ciao e buona fortuna!

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Nuovi libri in arrivo

Giugno 19th, 2007 - Giugno 19th, 2007

Ho acquistato tre nuovi libri, tutti e tre O’Reilly, da amazon.co.uk.

building_scalable_websites.jpghigh_performance_mysql.jpgmysql_stored_procedure.jpg

  1. Building Scalable Web Sites
  2. High Performance MySQL (Advanced Tools and Techniques for Mysql Administrators)
  3. MySQL Stored Procedure Programming

Cerchero’ di colmare qualche lacuna che ho, specie nella amministraione di Mysql spinta. Il primo libro e’ molto interessante perche’ mostra anche dei casi d’uso di grosse applicazioni famose come Flickr.com, Amazon se non erro, ed altri.

Vi faro’ sapere. :)

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LA FIBRA CHE RIDE. Discutiamo della NGN come per la TAV e per la Variante di Valico!

Agosto 1st, 2007 - Agosto 1st, 2007

 fibracheride.jpg

Vi segnalo questo post dal blog di Stefano Quintarelli.

Soprattutto in luce degli ultimi casini Telecom-Telvia-Elitel… sul blog di Quintarelli si possono trovare molte info su questa vicenda…

PS: per chi non lo sa sta succedendo un casino tra Telecom (monopolista) e altri isp minore come Telvia…

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Sempre su Grillo, il pensiero di Luttazzi

Settembre 26th, 2007 - Settembre 26th, 2007

luttazzi_a_terra.jpg

Oggi mentre navigavo sul blog di Daniele Luttazzi ho trovato il post intitolato “Il cosa e il come”.
Un’analisi sul fenomeno Grillo. E’ un bel post, che invita a ragionare con la testa e propone interessanti punti di riflessione. Vi invito a leggerlo cliccando sul link.

Abbastanza interessanti alcuni passi:

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l’enfasi.

Comunque quelle poche righe spiegano bene il fatto che la gente e’ portata a ricercare i GURU e a seguirli ciecamente senza alcun processo critico. Anche per Gesu’ Cristo credo sia successo lo stesso, succede ancora ora con altri personaggi di attualita’.

Ecco un altro passo:

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell’agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l’individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E’ questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

Minchia Daniele, ma “Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo” l’ha detto Gandhi! PLAGIOOOOOOOOOOOOOOOOO! :P

Comunque dal post qualcuno superficiale potrebbe pensare che Luttazzi critichi Grillo o gli stia sul culo, io non credo che sia cosi’.

Buona lettura.

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Letture sempre attuali.

Ottobre 3rd, 2007 - Ottobre 3rd, 2007

Navigando per la rete oggi ho trovato questo post in un blog che lurko ogni tanto. Ebbene si’, anche io lurko, mica solo voi :)

Il post cita un documento, in inglese, reperibile cliccando qui.

Si intitola: “How Software Companies Die”, cioe’: “Come muoiono le software house”, ovvero le aziende che producono software.

E’ una lettura interessante, se non altro perche’ e’ stata scritta nel 1995, ed e’ ancora tremendamente attuale, ritrovo alcune esperienze personali in certi passaggi del testo.

Mi e’ piaciuto cosi’ tanto che lo tradurro’ per i non anglofoni. Se ci sono sviste, errori, etc, segnalatemele nei commenti! Grazie e buona lettura!

Come muoiono le software house

Orson Scott Card

Windows Sources, Marzo 1995, p. 208

L’ambiente che si prende cura dei programmatori creativi uccide il management – e viceversa. Programmare e’ il Grande Gioco. Ti consuma, anima e corpo. Quando cadi nel programmare, niente altro ha importanza. Quando esci dal tunnel, potresti scoprire di essere 100 libbre sovrappeso, che le tue mutande sono piu’ vecchie, e che, a giudicare dal numero dei cartoni di pizze che giacciono tutt’intorno, deve essere di nuovo primavera. Ma tu non te ne preoccupi, perche’ il tuo programma gira, e il suo codice e’ veloce, ingegnoso, conciso. Tu hai vinto. Sei consapevole che qualcuno pensi tu sia un nerd. E allora? Loro non sono giocatori. Loro non hanno mai combattuto con le porcate di Windows, o non hanno mai utilizzato DOS. Per loro C++ e’ un voto decente – come B – non un linguaggio. Loro esistono, semplicemente. Come soldati o artisti, tu non ti preoccupi delle loro opinioni di civili. Tu stai costruendo qualcosa di intricato e bello. E loro non lo capiranno mai.

Apicoltori

Questo e’ il segreto su cui e’ basato ogni successo di una software house: I programmatori possono essere addomesticati nello stesso modo in cui gli apicoltori domano le api. Non potete comunicare con loro esattamente, ma potete fare in modo che esse sciamino verso un posto, e quando non stanno guardando, potete tirare fuori il miele. Potete evitare che esse pungano pagandole con i soldi. Piu’ soldi di quelli che loro si aspettano. Ma meno di quello che possiate pensare. Vedete, tutti questi programmatori tengono in testa la voce dei loro padri che dicono “Quando inizierai ad entrare nel mondo reale?”. Quindi voi dovete pagarli abbastanza soldi a sufficienza per fargli rispondere, anche solo nelle loro teste: “papa’, io guadagno piu’ di te”. Nella media questo e’ conveniente. Ed otterrete che essi stiano nell’alveare dandogli altri programmatori con cui sciamare insieme. L’unica persona da cui importa farsi lodare e’ un altro programmatore. I programmatori meno talentuosi li prenderanno a mo’ di idoli; e se vuoi avere un buono sciame, devi essere sicuro di avere almeno un programmatore-genio “certificato” che tutti possano seguire, anche se lui da occhiate superficiali al codice degli altri quel tanto che basta per ridicolizzarli. Lui e’ un professionista, pensa il programmatore junior. Lui ha visto il mio codice. Questo e’ sufficiente. Se una software house si dota di un simile alveare, i programmatori dormiranno, staranno bene, mentre la societa’ raccogliera’ i soldi.

Fuori controllo

Questo e’ il problema che tende ad uccidere ogni azienda. Tutte le software house di successo hanno, un leader che si prende cura dei programmatori. Ma nessuna societa’ puo’ mantenere questo leader per sempre. O perche’ perde soldi, o perche’ incontra del management che lo buttano fuori, o perche’ lui stesso entra a far parte del management. In un modo o nell’altro i marchettari prendono il controllo. Ma… controllo di cosa? Invece di trovare linee di assemblaggio di lavoratori produttivi, scoprono velocemente che il loro prodotto e’ realizzato da gente completamente imprevedibile, non cooperatia, disobbediente, e peggio di tutto, poco attraente, che resiste a tutti i tentativi di essere gestita. Metteteli davanti a scadenze orarie, vestiteli in giacca e cravatta, e loro diventeranno astiosi e inizieranno a sabotare il prodotto. Peggio ancora, potete iniziare a rendervi conto che inizieranno a divertirsi ad ogni parola da voi detta.

Cacciati via

Lo shock e’ grande per il programmatore. Esso trova improvvisamente creature aliene che controllano la propria vita. Meeting, Scadenze, Report. E ora qualcuno inizia a domandargli di pianificare le sue attivita’ di programmatore, e di attenersi a quel piano. Mai piu’ miglioramenti, mai piu’ tweaking, e mai, mai piu’ toccare il codice di qualche altro programmatore del team. Il giovane programmatore scadente che prima lo adorava e’ ora il suo boss tirannico, una posizione che ha ottenuto perche’ ha giocato a golf con qualche sfintere in giacca e cravatta. L’alveare e’ stato distrutto. I migliori programmatori se ne vanno. E i marchettari, a loro agio adesso perche’ circondati da super cravatte avendo le cose sotto controllo, sono confusi ad ogni iterazione che il loro software perde quote di mercato in quanto il codice diventa vecchio e i bug prolificano. Meglio concentrarsi sul packaging. Si, proprio cosi’.

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Una osservazione sulla questione del DDL su blog e siti

Ottobre 20th, 2007 - Ottobre 20th, 2007

Non voglio fare il solito post dove si citano le notizie del giorno, ma voglio fare una osservazione veloce veloce.

E’ di questi giorni la notizia che «qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione».

Senza contare la montagna di introiti extra che il Registro otterrebbe con questa manovra, ne consegue che la giustificazione che viene addotta a questo abominio nuovo provvedimento sia la necessità di tutelare dalla diffamazione.

Maggiori informazioni qui:

Ma un passo dell’articolo del Corriere fa pensare:

Antonio Di Pietro, fiutato il rischio impopolarità, si è precipitato a seguire le orme di Grillo. Scusandosi dal suo blog per non aver «intercettato» il disegno di legge, che pure ha firmato, e annunciando la sua contrarietà allo stesso, «a costo di mettere in discussione l’appoggio al governo».

Ha firmato una cosa senza leggere.

SIGNORI: QUESTA E’ LA POLITICA ITALIANA! CHE SERIETA’! FANNO PROPRIO IL LORO LAVORO OLTRE CHE I NOSTRI INTERESSI.

CHE SCHIFO 

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Colui che sa non parla.

Luglio 6th, 2008 - Luglio 6th, 2008

Poco fa pensavo che una volta ogni tanto su questo blog postavo degli aforismi. L’ultimo aforisma che avevo pubblicato risale al Novembre 2007… mi sa che e’ ora di ricominciare.

Poco fa vagavo tra i miei file e ho trovato una serie di aforismi presi dal Tao Te Ching. Il Tao Te Ching e’ una breve opera cinese di soli 5.000 caratteri, pubblicata si dice verso il 250 a.C.

La letteratura orientale mi ha sempre affascinato, e’ fatta di opere semplici in termini di lunghezza, ma che lasciano spazio a un sacco di interpretazioni diverse.

Colui che sa’ non parla;
Colui che parla non sa’;
Colui che e’ sincero non abbelisce;
Colui che abbelisce non e’ sincero;
Colui che e’ buono non discute;
Colui che discute non e’ buono;
Colui che sa non gioca;
Colui che gioca non sa’;

Sulle punte dei piedi non si sta dritti,
Con le gambe larghe non si cammina.
Se ci si esibisce non si brilla.
Se ci si afferma non ci si manifesta.
Se ci si vanta, non si riesce.
Se ci si gloria, non si diventa il capo.
Di tale attegiamento nei confronti della Via si puo’ dire:
“Un nutrimento sovrabbondante e delle azioni ripetute fino alla nausea certamente ripugnano a tutti gli esseri”. Percio’ colui che possiede la Via non se ne cura.

Che ne pensate? Io quando leggo questi versi penso a come nel 250 a.C. c’era gia’ chi riusciva a toccare vette di saggezza cosi’ incredibili e attuali!!!

E la cosa che mi piace e’ che e’ tutto completamente privo di DIVINITA’. E’ tutto basato sull’uomo.

Ho trovato un sito dove potete leggere il libro nella sua interezza. Andate qui:

http://www.scuola-taoista.it/taoismo1.htm

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Cosa ne pensano di noi all’estero?

Luglio 25th, 2008 - Luglio 25th, 2008

Da qualche settimana seguo questo interessante blog, chiamato “Che dicono di noi… (cosa ne pensano di noi all’estero?)”

La descrizione che il blog stesso fa di se’ e’ la seguente:

Siamo tre amici italiani che lavorano insieme all’estero. Da qui godiamo di un punto di vista piú obiettivo su quello che succede nel nostro paese. Lo scopo di questo blog é di condividere con tutti quello che si dice in Europa e oltre su di noi, con la traduzione in italiano di articoli scelti.

Cercheremo di rappresentare tutta la stampa estera, non solo quella schierata da una parte, e lasceremo i commenti a voi, perché gran parte degli articoli che leggiamo giornalmente riteniamo si commentino da sé.

Gli articoli sono catalogati per Nazione, testata e orientamento politico tramite chiarissimi simboli:

Proprio oggi leggevo questo articolo sull’Irish Times. (in lingua inglese).

Tradotto in italiano da questi ragazzi, che ringrazio per il servizio che danno alla gente.

Da notare la frase finale:

Being Italy, it is of course more than possible that this accusation will do the prime minister no harm at all.

Ma siccome stiamo parlando dell’Italia, é certamente piú che possibile che queste accuse non facciano alcun danno al premier.

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Il paese che purtroppo amo.

Settembre 15th, 2008 - Settembre 15th, 2008

Vi avevo gia’ detto che seguo volentieri questo blog chiamato Che dicono di noi.

Vi riporto un articolo di oggi. Scritto da una giornalista tedesca che vive in italia da 30 anni. Una analisi davvero lucida…

Die Zeit, 17.7.08
Il Pase che purtroppo amo.

Mai è stato più difficile di adesso amare l’Italia. Comunque sia l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di sentimenti.
[articolo originale di Petra Reski qui]

In quell’estate in cui mi innamorai di quell’Italiano, si raccontava sulle spiagge italiane delle frodi di Bettino Craxi e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno che il capo del partito socialista ruba! Era l’estate del 1989, e io stavo sdraiata sul lettino ad ascoltare il bagnino, che imperturbabile ragionava dei metodi illegali dei socialisti e democristiani di finanziamento al partito, di abuso di potere, di corruzione, di implicazioni con la mafia e complotti di morte, il tutto mentre organizzava il torneo di bocce.

Sempre lo stesso anno andai per la prima volta come giornalista in Sicilia. Là conobbi il poliziotto che aveva scoperto la Pizza-Connection, il commercio di eroina tra la Sicilia ed il nord America. Era scortato da due guardie del corpo e guidava una limousine blindata e mi ricordo ancora cosa pensai: che paese originale! dove i poliziotti devono essere scortati!

Il ministero degli interni gli aveva intimato di lasciare la Sicilia perchè la sua incolumità non poteva essere più garantita. Al suo rifiuto fu trasferito d’ufficio a Palermo. Lo trovai bizzarro, che in Italia si penalizzasse un poliziotto che aveva raggiunto dei successi e pensai che questo sarebbe appartenuto presto al passato. Dopotutto eravamo, in quell’estate dell’89, spaventosamente fiduciosi nel futuro: soffiava un vento positivo, un incitamento a mettersi in marcia, finalmente si sentiva che il mondo si muoveva. All’est si sbriciolava il cemento e i giornalisti erano convinti che anche in Italia stessero vacillando le fondamenta sui cui la mafia, i democristiani e i socialisti corrotti avevano basato il loro sistema di potere.

Forza Italia! Mi dissi io. L’italiano al mio fianco rimase però scettico.

Solo due anni più tardi mi sono arresa alla tedesca nostalgia dell’Italia e mi sono trasferita dall’italiano al mio fianco, nel paese del Viaggio in Italia “in cui tutti a modo loro non lavorano, non solo per vivere, ma per godere e che vogliono essere felici di vivere anche sul lavoro”, nel paese dell’anticiclone delle Azzorre e degli intrepidi pubblici ministero. A Milano era stato appena scoperto uno scandalo per corruzione per cui in televisione le trasmissioni più seguite erano diventati i collegamenti dal Palazzo di Giustizia di Milano. E a Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano riusciti per la prima volta nella storia della giustizia italiana di portate a conclusione, attraverso tutti e tre gli stadi del giudizio, un processo contro la Mafia, senza che la Mafia riuscisse ad intervenire per “rimettere tutto al suo posto”. E anche dopo la morte di tutti e due i PM non c’era comunque alcun dubbio che l’Italia non si trovasse sul punto di svolta morale e non volesse più stare al gioco della Mafia e di una classe politica corrotta: nel 1993 fu citato in giudizio Giulio Andreotti, 7 volte presidente del consiglio, per concorso in associazione mafiosa (appoggio alla mafia).

La storia gridava: avanti! Pensavo. Solo l’italiano al mio fianco restava scettico. Qui regna la chiesa cattolica da 2000 anni, diceva lui, abbiamo il Papa in casa nostra! Non dimenticare che il cattolicesimo non è più religione di stato solo dal 1984! La mafia e la chiesa non permetteranno mai che in Italia cambi qualcosa! Non siamo in Germania qui! non essere ingenua!

Io ritenevo ancora la chiesa un affare privato e la mafia un fenomeno artificiale creato dagli uomini. Come tale ha avuto un inizio così come avrà una fine, aveva detto Giovanni Falcone, e perché non sarebbe dovuto essere così anche per le altre cose in Italia? Ho cominciato a farmi prendere dai dubbi quando la critica sul cosiddetto “terrore morale” dei giudici crebbe sempre di più. Niente è più proibito in Italia come il giustizialismo: non siamo tutti in qualche modo peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di lanciare monetine ai politici. E votarono Berlusconi. Colui che salì al potere portava scarpe con i tacchi alti, aveva fondato un partito casareccio e si faceva riprendere da telecamere coperte da collant per apparire con un aspetto più fresco e giovanile. I redattori tedeschi mi chiamarono preoccupati e chiesero cosa stava succedendo all’Italia. Citai in risposta, il giornalista italiano Indro Montanelli: “per immunizzarsi contro Berlusconi, gli italiani devono solo eleggerlo una volta”. Non avremmo potuto immaginare che gli italiani fino ad adesso si facessero vaccinare tre volte senza successo. Berlusconi dev’essere più o meno come il virus Ebola, disse lo scrittore Roberto Alajmo.

Dopo la seconda elezione di Berlusconi lo sconcerto si era già ridotto, alla terza nessuno dei miei colleghi tedeschi mi ha chiesto qualcosa. Berlusconi era diventato come un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, di cui in Germania non si riesce a capire come non se ne possa venire a capo. I colleghi tedeschi cominciarono a scrivere i necrologi per l’Italia, paese che già Pasolini aveva compianto: “io purtroppo ho amato gli italiani: non solo per le forme del potere (e quindi anche per l’opposizione titubante), ma soprattutto per costumi popolari e organizzazioni umanitarie. È stato un vero e proprio amore radicato nella mia esistenza. Ho sentito quindi con tutti i miei sensi come i comportamenti forzati del consumismo hanno trasformato, plasmato e irrimediabilmente ridotto le qualità del popolo italiano”.

Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stato un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi era ancora più difficile spiegare cosa non andasse in Italia. Prodi non era Berlusconi e questo portò in Germania alla conclusione “ la destra è cattiva e la sinistra è buona”. In questo schema però non si confà che persino il capo del partito comunista Massimo D’Alema collabori con Berlusconi e contribuisca praticamente ad abolire la legge sui teste principali della Mafia. Ancora più difficile è spiegare come il ministro della giustizia sotto il governo Prodi, Clemente Mastella, si sia adoperato personalmente perché venissero rimossi i pubblici ministero che dovessero indagare sui politici italiani. Al PM calabrese Luigi De Magistris fu tolto il caso perché si era permesso di indagare per appropriazione indebita di fondi comunitari, non solo amici diretti del ministro, ma anche addirittura lo stesso Prodi, che al momento ricopriva il ruolo di presidente della commissione europea. Poco dopo il ministro della giustizia Mastella dovette dimettersi perché accusato di abuso di potere e minacce e portò alla caduta del governo Prodi.

Ma perché è sempre così in Italia? Chiedono i miei amici tedeschi, sogghignando (cosa che mi fa imbestialire), riferendosi alla formazione del 62esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale. Perché, diversamente da quel che si pensa in Germania, i 62 governi non sono per niente espressione della voluttuosità mediterranea, bensì un rituale per la casta politica al potere da 60 anni. Nella politica italiana non c’è un volto nuovo da 30 anni. Chi ce l’ha fatta ad entrare in parlamento, resta attaccato alla poltrona fino alla morte e Andreotti non morirà mai. Qui si riesce a far passare un uomo come il democratico di sinistra Walter Veltroni, che dagli anni 70 pratica la vita politica, come un volto nuovo. Perché in effetti lo è, un Newcomer, in confronto con il quasi 90enne Andreotti.

Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di pazzo sorridente, che governa un paese deriso, del quale alla fine all’estero interessa sapere solo dove sono le spiagge più belle, gli hotel più economici o il ristorante migliore. Perché dietro all’opera buffa si nasconde un paese impaurito ed indurito. Un paese da cui sono passati negli anni tutti i progressi culturali e scientifici, un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, corruzione di giudici, complicità in attentati- accuse che si sono concluse con assoluzioni, archiviazioni, a volte andate in prescrizione, assoluzioni per mancanza di prove o condanne salvate da successive amnistie. A questo cinico è riuscito da tempo anche imbrigliare l’opposizione di sinistra tanto che questa si mostra all’esterno battagliera come ai tempi della seconda rivoluzione industriale ma internamente è distrutta da crisi tanto da guadagnarsi il disprezzo degli elettori almeno quanto Berlusconi.

Anch’io scrivo volentieri delle gaffe di Berlusconi. È divertente scrivere che ha nominato ministro delle pari opportunità una modella di nudo, così come spiegare come la sua coalizione di governo abbia proposto come primo provvedimento la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Non si deve essere ascoltati quando di è sospettati di aver reso falsa testimonianza davanti a un magistrato. O quando si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. Giornalisti che dovessero citare testi tratti dalle intercettazioni rischierebbero fino a tre anni di carcere. L’opposizione dice: niente. O comunque niente d’importante. E perché. I crimini, di cui si parla, sono i crimini dell’establishment. Di cui anche i politici della sinistra democratica fanno parte. Anche la prima proposta di legge del caduto governo Prodi riguardava la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Solo che la legge non era mai promulgata.

È più divertente scrivere del reimpianto di capelli di Berlusconi che di come la camorra gestisce la spazzatura di Napoli o di come fa l’andrangheta calabrese ad avere un giro d’affari di 44 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del PIL italiano. O del fatto che a Napoli una pattuglia della polizia è intervenuta nel reparto ginecologico di un ospedale per impedire un’interruzione di gravidanza- perché la chiesa cattolica conduce in questi giorni una vera e propria crociata contro l’attuale legge sull’aborto. O di quanto spazio abbia dato il quotidiano liberale di sinistra La Repubblica ai cardinali e alle loro nebulose argomentazioni per la “protezione della vita”.

Pure i fratellini spagnoli ora danno consigli.

Nel frattempo l’italiano al mio fianco deve non deve solo subire l’onta di essere sconfitto nel calcio dai poveri, piccoli fratelli spagnoli ma anche che il presidente spagnolo Zapatero si metta a dar consigli, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, su come l’Italia potrebbe recuperare la sua arretratezza. Gli italiani guardano alla Spagna pieni di invidia, non solo per l’alto livello del PIL ma anche perché chiaramente gli spagnoli fanno tutto meglio. Zapatero ha più volte ripreso la sua battaglia contro la chiesa, una battaglia che Italia è considerata persa da sempre. Mentre Zapatero è riuscito a far approvare le unioni tra omosessuali e propone di rimuovere i simboli religiosi come la croce da tutti gli edifici pubblici, i politici italiani fanno la coda per poter baciare la mano al Papa.

I miei colleghi tedeschi mi chiedono: come può essere che in Italia gli unici personaggi dell’opposizione da prendere sul serio siano un comico, un filosofo, un giornalista e un ex- magistrato? E io dico. L’italia è il paese nel cui parlamento siedono 70 pregiudicati. E anche un paese però dove milioni di italiani poi scendono per le strade per manifestare contro la presenza di questi pregiudicati nel palazzo del potere.

Dal momento che sento che in questo momento storico non sono ci sono parole che possano descrivere i fatti, preferisco bilanciare. Anche perché io, a differenza dei miei colleghi di Feuilleton, non mi sono limitata a raccontare il drammatico rapporto di odio-amore tra la Germania e l’Italia, ma io l’Italiano al mio fianco l’ho sposato. 19 anni di turbolenta vita matrimoniale.

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BBC UK quotation of the year

Dicembre 4th, 2008 - Dicembre 4th, 2008

Leggete questo articolo.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/dorset/7762855.stm

Santa got attacked, one of the elves got smacked in the face and pushed into a pram

Sto ancora facendomela addosso dal ridere! haahahha!

Fossi stato il giornalista mi sarei fatto un po’ di scrupoli a scrivere quella frase! :D

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Gli articoli di giornale piu’ letti dagli italiani su Corriere.it

Gennaio 13th, 2009 - Gennaio 13th, 2009

Notare la colonna degli articoli piu’ letti su Corriere.it di oggi. Accanto alle morti bianche…

Affanculo il Grande Fratello, e che cazzo!

piuletti

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