Letture

Anobii

Negli ultimi 2 mesi, anche complice la pausa natalizia, ho reiniziato a leggermi un paio di libri in maniera seria.
Dopo la lettura del libro sul paradosso di Fermi, ho dato una lettura a seguenti:

Come vedete non sono tipo da romanzi, anche se leggo un po’ di fantasy ogni tanto 😛

Il libro Terroni e’ altamente consigliato (se siete particolarmente masochisti) sia ad i lettori terroni che a quelli non terroni.
E’ un regalo di Elibus per natale. Espone l’origine della questione meridionale in maniera chiara, non accademica, il che lo rende un libro molto scorrevole alla lettura; ogni tanto puo’ dare delle punte di spocchiosita’, con un stile un po’ provocatorio, ma forse proprio per quello e’ leggibile/non palloso. Da leggere, l’autore cita un sacco di fonti ufficiali (vedere la bibliografia) e fa meditare su come invece gli episodi di cui parla siano stati trattate nelle scuole.

L’Illusione di Dio e’ un altro gran libro a mio parere, che espone in maniera inattaccabile, la non esistenza di Dio e il male che le religioni generano nella societa’ contemporanea.

I libri di Feynman sono molto belli: non sono libri tecnici, ma piu’ che altro racconti di storie personali (specie in “Surely you’re joking Mr. Feynman) che dipingono il personaggio del Dottor Feynam nelle sue sfaccettature personali, anche a volte lontani dal semplice mondo della fisica, un personaggio curioso, suonatore di bonghi, lockpicker, etc 🙂

In corso di lettura i seguenti:

  • L’enigma dei numeri primi (L’ipotesi di Riemann, il piu’ grande mistero della matematica), di Marcus Du Sautoy: e’ un libro molto piacevole, ho divorato 1/4 di libro in pochi giorni, non e’ per niente pesante, seppure ci sia un po’ di matematica nel mezzo e’ piu’ che altro un libro di storia della matematica 🙂
  • The Greatest Show on Earth, The Evidence for Evolution, By Richard Dawkins, un altro libro di Dawkins, simile all’Illusione di Dio ma piu’ concentrato sulle evidenze che supportano le teorie evoluzionistiche, contrapposte al creazionismo.
  • The Character of Physical Law, di Richard P. Feynman

Ho colto l’occasione per iscrivermi ad aNobii, un social network ispirato alla gente che legge, l’indirizzo del mio profilo e’: http://www.anobii.com/pallotron/books
Se avete un account sentitevi liberi di aggiungermi 🙂
Ho aggiunto un badge sulla colonna di destra del blog. Devo aggiungere tutti i miei libri prima o poi 🙂

50 soluzioni al paradosso di Fermi

Oggi vi segnalo una lettura interessante.

Sono capitato su questo libro per caso, navigando la rete e dopo averne letto alcune recensioni mi sono deciso ad acquistarne una copia online.

E’ un volume di Stephen Webb, il titolo originale in inglese e’ «If the Universe is Teeming with Aliens…Where is everybody?» (ndr: «se l’universo e’ brulicante di alieni, dove sono tutti quanti?» ).

E’ un saggio, per niente difficile da leggere anche per chi di matematica e scienza ne capisce ben poco, e ha le pretese di offrire 50 soluzioni al paradosso di Fermi.

Cosa e’ il paradosso di Fermi? E’ un paradosso coniato da Enrico Fermi durante un pranzo presso il laboratorio di Los Alamos negli anni ’50.

Un paradosso e’ “una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile”… i paradossi hanno affiscinato l’uomo da sempre, i greci ne parlavano, ed anche altre filosofie orientali, paradossi famosi sono ad es. nel paradosso di Zenone, o il Paradosso del Mentitore.

Enrico Fermi e’ stato uno dei piu’ illustri fisici del secolo scorso (quando ancora l’Italia sfornava persone in gamba :P), emigrato in USA durante la II guerra mondiale per evitare la deportazione della moglie (ebrea).

Durante una pausa pranzo discuteva coi colleghi di un recente avvistamento UFO su cui ironizzava una vignetta satirica, la conversazione andava avanti in topic quando ad un certo punto Fermi esclamo’: «dove sono tutti quanti?»

I suoi colleghi presto capirono dove Fermi voleva arrivare…

L’autore pare essere stato, sin da piccolo, ossessionato dal paradosso di Fermi (e da altri paradossi in generale), cosi’ ossessionato da aver raccolto, negli anni, una enorme quantita’ di differenti “soluzioni” proposte dalla piu’ vasta gamma di persone (ricercatori, scrittori di SciFi, gente comune, filosofi, matematici, etc). Di queste ne ha selezionate 49, dividendole in 3 gruppi:

  1. Sono qui;
  2. Esistono, ma non hanno ancora comunicato;
  3. Non esistono.

La 50ima soluzione la da’ l’autore stesso, ma ancora non ci sono arrivato. 😛

Non ho ancora finito il libro ma vi posso dire che ho letto una 50ina di pagine di botto. E’ un libro che attira, e non stanca. Consigliato!

La versione inglese su Amazon e’ data a circa 12 euro (facendo la conversione dalla sterlina).

Voi che idea avete sul paradosso di Fermi? 😀

BBC UK quotation of the year

Leggete questo articolo.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/dorset/7762855.stm

Santa got attacked, one of the elves got smacked in the face and pushed into a pram

Sto ancora facendomela addosso dal ridere! haahahha!

Fossi stato il giornalista mi sarei fatto un po’ di scrupoli a scrivere quella frase! 😀

Il paese che purtroppo amo.

Vi avevo gia’ detto che seguo volentieri questo blog chiamato Che dicono di noi.

Vi riporto un articolo di oggi. Scritto da una giornalista tedesca che vive in italia da 30 anni. Una analisi davvero lucida…

Die Zeit, 17.7.08
Il Pase che purtroppo amo.

Mai è stato più difficile di adesso amare l’Italia. Comunque sia l’autrice non potrebbe vivere altrove. Storia di una confusione di sentimenti.
[articolo originale di Petra Reski qui]

In quell’estate in cui mi innamorai di quell’Italiano, si raccontava sulle spiagge italiane delle frodi di Bettino Craxi e io pensavo: strano paese, dove anche i bagnini sanno che il capo del partito socialista ruba! Era l’estate del 1989, e io stavo sdraiata sul lettino ad ascoltare il bagnino, che imperturbabile ragionava dei metodi illegali dei socialisti e democristiani di finanziamento al partito, di abuso di potere, di corruzione, di implicazioni con la mafia e complotti di morte, il tutto mentre organizzava il torneo di bocce.

Sempre lo stesso anno andai per la prima volta come giornalista in Sicilia. Là conobbi il poliziotto che aveva scoperto la Pizza-Connection, il commercio di eroina tra la Sicilia ed il nord America. Era scortato da due guardie del corpo e guidava una limousine blindata e mi ricordo ancora cosa pensai: che paese originale! dove i poliziotti devono essere scortati!

Il ministero degli interni gli aveva intimato di lasciare la Sicilia perchè la sua incolumità non poteva essere più garantita. Al suo rifiuto fu trasferito d’ufficio a Palermo. Lo trovai bizzarro, che in Italia si penalizzasse un poliziotto che aveva raggiunto dei successi e pensai che questo sarebbe appartenuto presto al passato. Dopotutto eravamo, in quell’estate dell’89, spaventosamente fiduciosi nel futuro: soffiava un vento positivo, un incitamento a mettersi in marcia, finalmente si sentiva che il mondo si muoveva. All’est si sbriciolava il cemento e i giornalisti erano convinti che anche in Italia stessero vacillando le fondamenta sui cui la mafia, i democristiani e i socialisti corrotti avevano basato il loro sistema di potere.

Forza Italia! Mi dissi io. L’italiano al mio fianco rimase però scettico.

Solo due anni più tardi mi sono arresa alla tedesca nostalgia dell’Italia e mi sono trasferita dall’italiano al mio fianco, nel paese del Viaggio in Italia “in cui tutti a modo loro non lavorano, non solo per vivere, ma per godere e che vogliono essere felici di vivere anche sul lavoro”, nel paese dell’anticiclone delle Azzorre e degli intrepidi pubblici ministero. A Milano era stato appena scoperto uno scandalo per corruzione per cui in televisione le trasmissioni più seguite erano diventati i collegamenti dal Palazzo di Giustizia di Milano. E a Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano riusciti per la prima volta nella storia della giustizia italiana di portate a conclusione, attraverso tutti e tre gli stadi del giudizio, un processo contro la Mafia, senza che la Mafia riuscisse ad intervenire per “rimettere tutto al suo posto”. E anche dopo la morte di tutti e due i PM non c’era comunque alcun dubbio che l’Italia non si trovasse sul punto di svolta morale e non volesse più stare al gioco della Mafia e di una classe politica corrotta: nel 1993 fu citato in giudizio Giulio Andreotti, 7 volte presidente del consiglio, per concorso in associazione mafiosa (appoggio alla mafia).

La storia gridava: avanti! Pensavo. Solo l’italiano al mio fianco restava scettico. Qui regna la chiesa cattolica da 2000 anni, diceva lui, abbiamo il Papa in casa nostra! Non dimenticare che il cattolicesimo non è più religione di stato solo dal 1984! La mafia e la chiesa non permetteranno mai che in Italia cambi qualcosa! Non siamo in Germania qui! non essere ingenua!

Io ritenevo ancora la chiesa un affare privato e la mafia un fenomeno artificiale creato dagli uomini. Come tale ha avuto un inizio così come avrà una fine, aveva detto Giovanni Falcone, e perché non sarebbe dovuto essere così anche per le altre cose in Italia? Ho cominciato a farmi prendere dai dubbi quando la critica sul cosiddetto “terrore morale” dei giudici crebbe sempre di più. Niente è più proibito in Italia come il giustizialismo: non siamo tutti in qualche modo peccatori davanti a Dio? Gli italiani smisero di lanciare monetine ai politici. E votarono Berlusconi. Colui che salì al potere portava scarpe con i tacchi alti, aveva fondato un partito casareccio e si faceva riprendere da telecamere coperte da collant per apparire con un aspetto più fresco e giovanile. I redattori tedeschi mi chiamarono preoccupati e chiesero cosa stava succedendo all’Italia. Citai in risposta, il giornalista italiano Indro Montanelli: “per immunizzarsi contro Berlusconi, gli italiani devono solo eleggerlo una volta”. Non avremmo potuto immaginare che gli italiani fino ad adesso si facessero vaccinare tre volte senza successo. Berlusconi dev’essere più o meno come il virus Ebola, disse lo scrittore Roberto Alajmo.

Dopo la seconda elezione di Berlusconi lo sconcerto si era già ridotto, alla terza nessuno dei miei colleghi tedeschi mi ha chiesto qualcosa. Berlusconi era diventato come un reumatismo cronico, qualcosa come la mafia, di cui in Germania non si riesce a capire come non se ne possa venire a capo. I colleghi tedeschi cominciarono a scrivere i necrologi per l’Italia, paese che già Pasolini aveva compianto: “io purtroppo ho amato gli italiani: non solo per le forme del potere (e quindi anche per l’opposizione titubante), ma soprattutto per costumi popolari e organizzazioni umanitarie. È stato un vero e proprio amore radicato nella mia esistenza. Ho sentito quindi con tutti i miei sensi come i comportamenti forzati del consumismo hanno trasformato, plasmato e irrimediabilmente ridotto le qualità del popolo italiano”.

Per i corrispondenti esteri la rielezione di Berlusconi è stato un colpo di fortuna, perché sotto il governo Prodi era ancora più difficile spiegare cosa non andasse in Italia. Prodi non era Berlusconi e questo portò in Germania alla conclusione “ la destra è cattiva e la sinistra è buona”. In questo schema però non si confà che persino il capo del partito comunista Massimo D’Alema collabori con Berlusconi e contribuisca praticamente ad abolire la legge sui teste principali della Mafia. Ancora più difficile è spiegare come il ministro della giustizia sotto il governo Prodi, Clemente Mastella, si sia adoperato personalmente perché venissero rimossi i pubblici ministero che dovessero indagare sui politici italiani. Al PM calabrese Luigi De Magistris fu tolto il caso perché si era permesso di indagare per appropriazione indebita di fondi comunitari, non solo amici diretti del ministro, ma anche addirittura lo stesso Prodi, che al momento ricopriva il ruolo di presidente della commissione europea. Poco dopo il ministro della giustizia Mastella dovette dimettersi perché accusato di abuso di potere e minacce e portò alla caduta del governo Prodi.

Ma perché è sempre così in Italia? Chiedono i miei amici tedeschi, sogghignando (cosa che mi fa imbestialire), riferendosi alla formazione del 62esimo governo dalla fine della seconda guerra mondiale. Perché, diversamente da quel che si pensa in Germania, i 62 governi non sono per niente espressione della voluttuosità mediterranea, bensì un rituale per la casta politica al potere da 60 anni. Nella politica italiana non c’è un volto nuovo da 30 anni. Chi ce l’ha fatta ad entrare in parlamento, resta attaccato alla poltrona fino alla morte e Andreotti non morirà mai. Qui si riesce a far passare un uomo come il democratico di sinistra Walter Veltroni, che dagli anni 70 pratica la vita politica, come un volto nuovo. Perché in effetti lo è, un Newcomer, in confronto con il quasi 90enne Andreotti.

Berlusconi ha ripreso il suo ruolo di pazzo sorridente, che governa un paese deriso, del quale alla fine all’estero interessa sapere solo dove sono le spiagge più belle, gli hotel più economici o il ristorante migliore. Perché dietro all’opera buffa si nasconde un paese impaurito ed indurito. Un paese da cui sono passati negli anni tutti i progressi culturali e scientifici, un paese che è governato da un cinico, accusato di frode fiscale, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, corruzione di giudici, complicità in attentati- accuse che si sono concluse con assoluzioni, archiviazioni, a volte andate in prescrizione, assoluzioni per mancanza di prove o condanne salvate da successive amnistie. A questo cinico è riuscito da tempo anche imbrigliare l’opposizione di sinistra tanto che questa si mostra all’esterno battagliera come ai tempi della seconda rivoluzione industriale ma internamente è distrutta da crisi tanto da guadagnarsi il disprezzo degli elettori almeno quanto Berlusconi.

Anch’io scrivo volentieri delle gaffe di Berlusconi. È divertente scrivere che ha nominato ministro delle pari opportunità una modella di nudo, così come spiegare come la sua coalizione di governo abbia proposto come primo provvedimento la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Non si deve essere ascoltati quando di è sospettati di aver reso falsa testimonianza davanti a un magistrato. O quando si è sospettati di far parte di un’associazione criminale. Giornalisti che dovessero citare testi tratti dalle intercettazioni rischierebbero fino a tre anni di carcere. L’opposizione dice: niente. O comunque niente d’importante. E perché. I crimini, di cui si parla, sono i crimini dell’establishment. Di cui anche i politici della sinistra democratica fanno parte. Anche la prima proposta di legge del caduto governo Prodi riguardava la restrizione delle intercettazioni telefoniche. Solo che la legge non era mai promulgata.

È più divertente scrivere del reimpianto di capelli di Berlusconi che di come la camorra gestisce la spazzatura di Napoli o di come fa l’andrangheta calabrese ad avere un giro d’affari di 44 miliardi di euro l’anno, pari al 3% del PIL italiano. O del fatto che a Napoli una pattuglia della polizia è intervenuta nel reparto ginecologico di un ospedale per impedire un’interruzione di gravidanza- perché la chiesa cattolica conduce in questi giorni una vera e propria crociata contro l’attuale legge sull’aborto. O di quanto spazio abbia dato il quotidiano liberale di sinistra La Repubblica ai cardinali e alle loro nebulose argomentazioni per la “protezione della vita”.

Pure i fratellini spagnoli ora danno consigli.

Nel frattempo l’italiano al mio fianco deve non deve solo subire l’onta di essere sconfitto nel calcio dai poveri, piccoli fratelli spagnoli ma anche che il presidente spagnolo Zapatero si metta a dar consigli, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, su come l’Italia potrebbe recuperare la sua arretratezza. Gli italiani guardano alla Spagna pieni di invidia, non solo per l’alto livello del PIL ma anche perché chiaramente gli spagnoli fanno tutto meglio. Zapatero ha più volte ripreso la sua battaglia contro la chiesa, una battaglia che Italia è considerata persa da sempre. Mentre Zapatero è riuscito a far approvare le unioni tra omosessuali e propone di rimuovere i simboli religiosi come la croce da tutti gli edifici pubblici, i politici italiani fanno la coda per poter baciare la mano al Papa.

I miei colleghi tedeschi mi chiedono: come può essere che in Italia gli unici personaggi dell’opposizione da prendere sul serio siano un comico, un filosofo, un giornalista e un ex- magistrato? E io dico. L’italia è il paese nel cui parlamento siedono 70 pregiudicati. E anche un paese però dove milioni di italiani poi scendono per le strade per manifestare contro la presenza di questi pregiudicati nel palazzo del potere.

Dal momento che sento che in questo momento storico non sono ci sono parole che possano descrivere i fatti, preferisco bilanciare. Anche perché io, a differenza dei miei colleghi di Feuilleton, non mi sono limitata a raccontare il drammatico rapporto di odio-amore tra la Germania e l’Italia, ma io l’Italiano al mio fianco l’ho sposato. 19 anni di turbolenta vita matrimoniale.