Esperienze

Impressioni americane

Dato che questa e’ la seconda volta che sono qui, vi rifilo un po’ di impressioni buttate li alla rinfusa:

L’ammerega alla guida

– Se noleggi una macchina classe economy ti danno qualcosa di simile a questo. come e’ successo a me:

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– Se vieni dal barbaro mondo del cambio manuale ci metti 30 minuti per capire come cazzo funzionano queste macchine per imbecilli. Esempio:

Sbrigo la burocrazia da Hertz, vado chiavi in mano alla macchina (dovrei dire carroarmato). Entro, metto la chiave e giro per accendere il motore. Do un occhio al cambio, e’ in posizione P (parking). Vedo la R (retromarcia) e faccio per metterla. NIENTE. IMPAZZISCO. NON SI METTE IN RETROMARCIA. IL CAMBIO E’ BLOCCATO. IMPAZZISCO ANCORA. PASSA UN TIPO: LO FERMO E CHIEDO. PARE CHE PER METTERE ‘R’ DEVI TENERE IL PIEDE PREMUTO SUL FRENO. PERCHE’ TU SEI SCEMO. LA MACCHINA DI PRENDE PER SCEMO. METTO RETROMARCIA FINALMENTE. LA MACCHINA SPOSTA MA HA IL FRENO A MANO TIRATO. FACCIO PER TOGLIERE IL FRENO A MANO. NON C’E’. NON C’E’ LA LEVA. IMPAZZISCO ALTRI 5 MINUTI. RIPASSA IL TIPO. SCOPRO CHE IL FRENO A MANO SI AZIONA COL PIEDE SINISTRO PREMENDO UN PEDALE.  E SI TOGLIE CON LA MANO SINISTRA, TIRANDO UNA LEVA CHE ASSOMIGLIAVA ALLA LEVA PER APRIRE IL COFANO. METTO LA ‘D’ (DRIVE) E ME NE VADO RIDENDO COME UN CRETINO.

– Nello stato di Washington (ma credo in tutta l’ammerega) puoi girare a destra anche se il semaforo e’ rosso, a patto che la strada sia libera, e dando precedenza. Tu puntualmente vedi rosso e ti fermi in modo automatico, poi qualcuno ti maledice suonando e capisci che puoi andare.

– Corollario delle corsie: Qualsiasi strada in qualsiasi posto non ha meno di 4 corsie

– Puoi fare tutto dalla macchina, guardare un film dalla macchina, andare in banca e prelevare dalla macchina, prendere robe da mangiare al drive thru e mangiare in macchina, e’ tutto drive thru, e il tuo culo nel frattempo si allarga TANTO COSI’.

– Il cambio automatico pare essere fatto per consumare piu’ benzina possibile, il sistema decide di cambiare marcia quando il motore sta per esplodere ed hai quella strana sensazione che il motore stia sempre su di giri quando tu lo avresti fatto girare a regimi piu’ bassi. Ma tanto qui la benzina costa un cazzo e quindi chi se ne fotte. Ecco perche’ fanno le guerre πŸ˜› Per mantenere questo prezzo basso πŸ˜›

– Per quanto grande possa essere il SUV che ti hanno dato al noleggio per i tuoi colleghi ammeregani e’ sempre una macchinina, potevano darti di piu’

– Tutti, ma dico tutti, usano il cambio automatico

– Riconosci gli europei al volante dal fatto che cercano sempre conforto nel cambio e passano da N a D mentre guidano. ahahaha. Come per consolarsi della mancanza di qualcosa.

– Senza macchina non vai da nessuna parte, andare in giro in bici e’ impossibile con tutti gli stradoni e i cavalcavia che ci sono. Girando per strada non trovi negozietti ma solo IMMENSI CENTRI COMMERCIALI CON IMMENSI PARCHEGGI. Non e’ posto da “ah mi sono dimenticato il pane ora esco a comprare”.

Unita’ di misura

– Nel 2009 ancora usano le mph (miglia per ora) e le yard, etc etc. BASTA AGGIORNATEVI.

– Gli ammeregani sembrano molto apprezzare il concetto di quarto. 25 centesimi non gli piaceva, devono dire un quarto di dollaro, 1/4 di miglio, etc etc. BASTA. CI AVETE ROTTO.

– Le pietre, le oncie, i galloni, e che siamo nel medioevo?!!??!!

– Quando senti dire che fuori ci sono 82 gradi fai un salto nella sedia ma poi scopri che intendono GRADI FARRENHEIT. Cosi ogni volta devo:

  • sottrarre 32 dalla temperatura in Fahrenheit
  • dividere per 9 ciò che ottengo
  • moltiplicare per 5 ciò che ottengo

Per loro non andava bene che l’acqua solidificasse a 0 gradi. Era troppo semplice!

Moneta ed economia

– Il dollaro e’ una moneta confusionaria: tutte banconote sono della stessa dimensione e dello stesso colore. La cifra corrispondente al valore della banconote non e’ in bella vista. Cosi’ io devo fare l’imbecille alla cassa per capire quali pezzi di carta devo dare.

– In ogni banconota potete leggere “In god we trust” (In dio crediamo). IO NON CI CREDO. PARLATE PER VOI.

– Non parlo delle monete, il quarto di dollaro, la DIMA. PRIMA DI CAPIRE QUANTO VALE CI SONO STATO 10 MINUTI grazie al distributore di becande. ma cazzo SCRIVETE 10 CENTS. NO 1 DIME!!!!!

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– La banconota da un dollaro ha il simbolo della piramide divisa in due. Simbolo della massoneria……….

– Qui non esistono le carte di debito a quanto pare. Esiste solo la carta di credito e tutti la usano per tutto.

– Alla radio senti pubblicizzare le carte di debito (debit card, cioe’ le bancomat/maestro/laser) come fosse la novita’ del secolo gridando a squarcia gola: COLLEGATE DIRETTAMENTE AL TUO CONTO CORRENTE E NON C’E’ ALCUNA SPESA PER TRANSAZIONE.

Non sanno cosa vuol dire il PIN della carta di credito, tutto funziona con la strisciata, il chip non se lo cacano.

Costume e societa’

– In televisione puoi vedere una bambina intervistata come niente fosse per raccontare il suo caso di strupro

– Tutto e’ spettacolarizzato manco fosse la finale della coppa del mondo, dalle previsioni del tempo alla pubblicita’ del prodotto per lavare i cessi

Cibo

American Small = European Big

E da li potete capire le proporzioni del resto πŸ˜›

Ovviamente per tutto questo ci sono delle eccezioni

Per ora e’ tutto. Saluti dal corrispondente in Seattle.

Flying again

Avete capito bene. Manco il tempo di tornare da Seattle, andare una settimana in vacanza in Sicilia, che devo ritornare a Seattle di nuovo… aereo domani: mi faccio il bank holiday volando.  πŸ™

Non ho avuto modo di raccontarvi l’esperienza di passare i confini tra USA e Canada in macchina, ne’ scrivere un report sulla vacanza, vi lascio solo le foto a testimonianza.

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Forse rimediero’ in futuro con un post dettagliato per i naviganti, se ne avro’ voglia.

Comunque la barca a vela mi ha impressionato, e’ una cosa fichissima, andare senza motore, sentire solo il rumore del mare, e’ un mondo affascinante con un vocabolario tutto suo, adesso so cosa vogliono dire frasi come:

“mi cazzi un po’ la randa per favore”
“qualcuno rolli il fiocco”
nella vela non esiste la parola “corda”: si usano termini come cima, scotta, dritta, etc
adesso ho capito il principio fisico sul come si puo’ andare avanti anche col vento che non viene ad dietro πŸ˜›

Questo mese e’ stato un mese molto strano. Se faccio quattro conti pare che abbia speso 4gg volando. Alcuni colleghi ridendo mi hanno detto che mi sto perdendo l’estate irlandese (ihhihihi). In effetti il tempo non e’ male davvero.

Credo che fra qualche oretta mi prendo la DART e vado a fare una passeggiata in zona Malahide.

Ancora non capisco se mi dia fastidio o no farmi queste altre due settimane in IUESSEI. Da un lato mi fa piacere vedere che la mia azienda abbia fiducia nelle competenze e nel modo di lavorare, mi fa anche piacere che piano piano prendo sempre piu’ fiducia di me stesso, soprattutto nell’aspetto linguistico, ma dall’altro lato mi scassa non poco andare due settimane li, perche’ so che saranno giorni caratterizzati da poco sonno, tanto lavoro, e poca socializzazione/divertimento.

Lavorare all’estero ha ancora di piu’ rafforzato in me la convinzione che e’ importante la conoscenza ma e’ anche piu’ importante essere in grado di apprenderne nuove cose in maniera rapida e professionale. L’attitudine nell’assimilare e’ la cosa piu’ importante. Ed anche la voglia di farlo.

See you

Back in Italy

Salve, vi scrivo da Roma.

Le ultime 48 ore sono state incredibili. Seattle -> London -> Dublin (16 ore impiegate in totale, 8 ore di fuso orario,sono arrivato che era cena ma per me era ora di pranzo! πŸ˜€ ).

Dormito solo 2 ore, sveglia alle 4.30, 2 ore e mezza di volo per Roma. Dormiro’ qui da Elibus, domani volo di prima mattina per scendere in Sicilia: una settimana in barca a vela in giro per le Isole Eolie. Spero di poter staccare dal lavoro per un po’, spero anche di non ricevere telefonate dalla manager di Seattle, che a detta di molti pare fregarsene del timezone degli altri πŸ˜€

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Il Jetlag mi sta distruggendo. Poco fa sono uscito con Elibus  e mi sono addormentato sullo scooter per 5 minuti mentre questo pazzo correva per il raccordo anulare.

Pericolosissimo, non fatelo a casa.

Spero di scattare buone foto e di godermi la vacanza nonostante il Jetlag.

A presto.


Tu vo fa’ l’ammaregano… meregano meregano!

Saluti dal timezone PDT (Pacific Daylight Time)!

Scrivo questo post principalmente per dire che sono vivo e vegeto e che non sono stato trasferito a Guantanamo.

Il volo

Detto questo, il viaggio e’ stato tranquillo. Dublin -> Heathrow -> Seattle. Per me che non sono mai uscito dall’Europa e’ stata una strana esperienza di viaggio. Partenza alle 11.20 da Dublin, al check-in Aerlingus la hostess mi informa che potro’ gentilmente ritirare il mio bagaglio direttamente a Seattle. Credo che sia la prassi per i voli intercontinentali.

Una oretta scarsa di volo ed arrivo a Heathrow. Scendo e mi accorgo che questo aeroporto e’ enorme. Mai vista una cosa del genere. Stando a wikipedia si tratta del 3 aeroporto piu’ trafficato del mondo.

Avevo circa 3 ore tra il volo per Seattle l’arrivo. Ma sono bastate a malapena. Ad un certo punto pensavo di perdere il volo πŸ˜€

Ho dovuto prendere un treno sotterraneo tratuito per passare dal terminal 1 al terminal 5. Al terminal 5 ho fatto un controllo del VISA, ho passato la security (pensavo peggio), ho preso un altro mini treno sotterraneo totalmente automatizzato (no guidatore), 15 minuti di camminata a piedi e sono arrivato al gate.

Tutto questo a volte ti fa capire quanto tu sia provincialotto… non che sia qualcosa di negativo per carita’, anzi! Penso che sia qualcosa di estremamente positivo, e che gente abituata a vivere in grandi metropoli a volte invidi la gente abituata a stare in posti meno caotici.

by the way, arrivato al gate mi rendo conto delle proporzioni dell’aereo. Boeing 747 (tralaltro Boeing pare sia nata a Seattle).  Mi rendo conto che per un aereo grande ci vuole un equipaggio grande (come la pubblicita’ del pennello). Vedo arrivare componenti dell’equipaggio, avro’ contato almeno 4 piloti e un numero spropositato di hostess/steward.

Imbarcato nell’aereo mi rendo ancora piu’ conto delle dimensioni; appena entrato vedo sedili ultracomodi tipo amaca, inizio a gioire, per poco, perche’ mi rendo conto che quella e’ la prima classe πŸ˜›

Il mio posto si trova nella fila di centro, fortunatamente lato corridoio, come piace a me. Non rischi di rimanere incastrato tra gente che dorme come sassi per tutta la durata del viaggio.

Il posto e’ tutto sommato confortevole, bevande e cibo sono gratis, due pasti, acqua e succhi, vino, birra serviti costantemente sempre a gratis. Cuffie, spazzolino, dentrificio e salviette usa e getta fornite. Incastonato nello schienale di fronte al tuo posto una minitv/comptuer da cui puoi vedere film, sentire cd audio, etc.

Mi sono sparato Yes Man e Gran Torino. Bei film, specie l’ultimo. Per il resto ho dormito, chiaccherato (poco) con una signora accanto. Molto utile la funzione Mappa da cui puoi tenere d’occhio la posizione GPS dell’aereo, l’orario previsto di arrivo, l’ora di arrivo nel fuso orario della destinazione, e l’ora corrente nel fuso orario dell’aeroporto di partenza. Cosi’, tanto per ricordarti che il jet lag ti uccidera’.

Un’ora prima dell’atterraggio compilo la green land card (del quale ho fatto la preregistraione online sul sito della homeland security agency, ormai questo step e’ obbligatorio), e la custom declaration form.

Al controllo passaporti/dogana, oltre ad una bella fotografia e le impronte di tutte le dita delle mani, mi fanno mille domande: perche’ sei venuto -> businnes travel, quanto tempo devi stare, dove risiedi, che lavoro fai, cosa fa la tua compagnia, di cosa ti devi occupare in particolare. ho detto training e quello mi fa: «Ah ma perche’ hanno mandato te dall’Europa per fare training ai tuoi colleghi americani, non potevano chiamare un americano?»

Ed io pensavo: ma farti i cazzi tuoi no?

Alla fine passo illeso, prendo le mie cose, non dichiaro alcun insetto, animale, pianta, cibo, carne. Prendo il taxi, talaltro una macchina ibrida, a Toyota Prius, e mi dirigo alla volta dell’Hotel in Bellevue.

Il tempo

Il tempo e’ na merda. Piove fortissimo. Cosa mai vista a Dublino so far. Quanto meno qui pero’ in estate la temperatura arriva a valori siciliani. Sui 30 gradi.

Infrastrutture e Trasporti.

Per il primo giorno posso dire di aver visto solamente autostrade a 5 corsie. Pare che non ci sia alternativa. La strada piu’ piccola, anche nelle citta’ piu’ piccola, ha due corsie. πŸ˜›

Una cosa fica e’ che nelle autostrade esiste una corsia speciale chiamata carpool, a cui possono accedere solo macchine con almeno 2 passeggeri, e gli autobus. Questo per incentivare quello che si chiama car sharing. Ovvero la pratica di organizzarsi in gruppi e spostarsi utilizzando la macchina di uno dei passeggeri, al fine di risparmiare soldi, emissioni di CO2 e ridurre il traffico.

Non ho avuto modo di provare mezzi pubblici fino ad ora. Fortunatamente due miei colleghi dublinesi che sono venuti con me hanno la macchina e non ho bisaogno di muovermi col mezzo.

Mi dicono cmq che al centro storico i mezzi publici sono gratis.

Sightseeing

Non ho avuto modo di vedere granche’ fino ad ora. Devo ancora andare al Wasabi Bistro’ consigliatomi dal Direttore. Sono stato nella downtown di Seattle per qualche ora. Visitando qualcosa del centro, una parte della zona costiera, passando per il mercato del pesce, che purtroppo alle 18 era gia’ chiuso. Era giorno feriale. Sarebbe stato fico cenare in una delle trattorie interne al mercato del pesce.

L’impressione che ho della citta’ cmq e’ buona, e’ pulita, molto, non si vedono macchine parcheggiate per strada perche’ e’ pieno di parcheggi sotterranei, o di palazzi che sembrano abitatitivi ma in realta’ sono parcheggi. πŸ˜›

Fa impressione vedere tutti quei palazzi di vetro che si alzano tra gli incroci delle strade.

Sono passato accanto allo Space Needle ma non ho avuto modo di entrarci perche’ ero in missione per andare a vedere il datacentre di Fisher Plaza che sta proprio li accanto.

Questo fine settimana stiamo organizzando 3 notti da passare nella zona di Vancouver, Canada, cosi’ posso avere un altro stamp nel passaporto πŸ˜› Mi hanno detto che la zona attorno a Vancouver e’ fichissima.

Tutto la zona attorno a seattle e’ fica comunque. E’ pieno di alberi e foreste, contrariamente a Dublino, non c’e’ grigiore, tutto e’ verde. Ci sono pini etc. Washington e’ chiamato l’evergreen state.

Hotel

L’hotel e’ fico, ho una suite con letto matrimoniale, divano enorme, scrivania, cucina, mega schermo lcd, wifi gratis, frigo lavastoviglie e forno πŸ˜€ C’e’ la piscina e la palestra πŸ˜›

Aspetti negativi rilevati fin’ora.

Non so, vi diro’ quando tornero’. Di sicuro una cosa e’ che se non hai una macchina sei perso… spazi troppo grandi πŸ˜›

Cibo

Sono stato troppo preso dal nerdismo per poter andare a cenare come si deve, a pranzo burritos o pizza, a cena ho smangiucchiato qualcosa nella sala intrattenimento dell’hotel. Vi sapro’ dire dopo il week end.

Denaro

I dollari americani sono un casino! Sono tutti dello stesso colore e sono difficili da distinguere πŸ˜€ Le cose in generale costano pochissimo. Grazie anche al fatto che l’euro e’ forte ora. Quando prelevate dal bancomat esiste una commissione di 2 $. Conviene prelevare tanto per non farsi fottere i soldi. Non accettano le carte maestro ma solo le carte di credito.

Per ora e’ tutto. A presto.

Heading to Seattle.

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Dublin, Ireland, 1 year and almost 3 months.

Qualche settimana fa sono stato allocato ad un progetto presso $grossocolossodellatelefoniaamericana che era gia’ in corso da un paio di mesi.  Il team e’ fatto da circa una 15ina di persone, e ci si trova nella parte in cui bisogna iniziare a fare i primi drop di codice nel lab del cliente.

In queste settimane mi sono occupato di creare vari tipi di ambiente di test qui a Dublino. E’ interessante perche’ metto mano a Xen, storage Netapp su iSCSI, ma le bestemmie non mancano,  non per per la creazione del lab in se’, ma piu’ che altro per il fatto che l’anello di congiunzione tra me ed il team dei programmatori e’ un cinese incomprensibile e incompetente (o forse solo con la testa tra le nuvole), che dovrebbe rilasciarmi release piu’ o meno usabili e invece mi rilascia sterco di capra in salsa tonnata.

Stando ai miei colleghi ‘sto cinese vive qui da 11 anni; e’ cittadino irlandese, non sono l’unico a non capirlo, e per giunta mi viene detto che nell’ultimo anno il suo inglese sia migliorato! sono fortunato! se no sarebbe stato l’inferno!

In USA bisogna ricreare tutte le virtual machine xen su lab (per questioni che non vi sto a raccontare), e probabilmente fare un po’ di system integration con i servizi del cliente, sicche’ il mio capo mi ha gentilmente “proposto” di andare 10gg a Seattle per seguire queste attivita’ e fare da cicerone ad un contractor ammeregano che dovrebbe prendere in mano il resto delle cose da fare alla mia partenza.

Cosi’ mi spettano penso piu’ di 10 ore di volo, sperando di non fare 2 scali in USA ma solo uno scalo in Londra. La partenza dovrebbe essere per giorno 4 Maggio (che qui fa bank holiday!), quindi cerchero’ di prendermi un altro giorno in cambio.

La cosa che mi scazzera’ sara’ passare per tutti i controlli di sicurezza ammeregani: impronte digitali di tutte le dita, fotografia, spippolamenti di minchia sul perche’ per come e come mai. Spero di non aver problemi πŸ˜€

Per il resto sto iniziando a prendere informazioni su Seattle: la prima cosa che ti dicono i colleghi e’ che il tempo e’ piu’ merda di Dublino. Da quello che dice wikipedia, Seattle sta nello stato di Washington, e’ definita la porta per l’Alaska. Ci sono nati quei pazzi drograti di Hendrix e Cobain.

Nella foto potete vedere quella montagna che in realta’ e’ un vulcano attivo, ricorda l’Etna.

Un’altra preoccupazione e’ che la mia societa’ e’ rinomata per proporti 10 giorni ma poi finisci per stare mesi πŸ˜›
Il problema e’ che io il 15 maggio dovrei prendere un volo per la sicilia dove una barca a vela e qualche amico mi aspettano per andare a navigare una settimana in mezzo all’arcipelago delle isole Eolie. Il mio capo e’ avvisato quindi dovrei essere apposto.

Vi tengo aggiornati.

CIRS