Esperienze

Pasqua ad Oslo.

Questa e’ la seconda pasqua da quando sono arrivato in Irlanda. L’anno scorso manco mi ricordo cosa abbia fatto, nemmeno nel blog ce n’e’ traccia. Segno che sono profondamente paganissimissimo.

Quest’anno invece ho aggiunto un giorno di ferie al long week end e ho speso 4 giorni insieme a Katia in scandinavia, Norvegia, Oslo. Tanto per non farmi dire «Ah! ma tu non mi porti mai da nessuna parte!». Che poi, detto tra noi, non e’ proprio vero! Vero Katia? πŸ˜›

Volo Dublino – Torp. L’aeroporto di Torp si trova a 110km di distanza da Oslo. Grazie Ryanair, tu che sei cosi’ cheap che non mi metti manco la sacca porta-oggetti davanti al mio posto a sedere, tu che sei cosi’ cheap che non metti manco le sacche per vomitare perche’ tanto staticamente non conviene! tu che sei cosi’ cheap che mi fai atterrare a 120km dal posto che scrivi nel tuo sito, tu che sei cosi’ cheap che per compensare mi rompi la minchia con le tue hostess per tutta la durata del volo πŸ˜€

Meno male che il volo e’ durato poco, meno di 2 ore, mi aspettavo di piu’. Ed ero terrorizzato dalla pubblicita’ che diceva che “in questo volo sei abilitato ad effettuare telefonate col cellulare una volta superati i 10.000 piedi di altezza”… per fortuna di italiani ce n’erano pochi πŸ˜›

Oslo sta a GMT+1 come fuso cosi’ abbiamo dovuto portare gli orologi un’ora avanti.

Gia’ atterrato mi sono reso conto che praticamente andare in Norvegia e’ come andare in un paese anglofono: hai il 70% di probabilita’ di parlare con una persona che parla fluentemente inglese: dalla 60enne barista, all’immigrato conducente di autobus, alla bambina di 10 anni, praticamente tutti parlano la lingua, con una facilita’ ed un slang molto simile, per non dire uguale, ad una persona madrelingua.

La cosa interessante che ho notato stando sull’autobus, ed osservando il conducente ed i passeggeri entrare, e’ che certi norvegesi usavano switchare a caso tra norvegese e inglese mentre parlavano! πŸ˜€

Ma come fanno? La risposta sta nella televisione: tutti i film/programmi non norvegesi vengono trasmessi in lingua originale (inglese, francese, italiano che sia) ma con sottotitoli norvegesi. Nessun doppiaggio, una comodita’ per turisti che vogliono vedersi un film in TV, ed una vera e propria scuola di inglese gratis che inizia dalla tenera eta’ per tutti i cittadini.

Altro che “le 3 i” del berlusca (inglese, internet, i-qualcosa-che-non-ricordo). Fosse per me adotterei questo sistema domani in tutta Italia, coattamente: banditi i doppiaggi; tutti i programmi importati non doppiati; sottotitoli in italiano. Chissa’ che non sia’ la volta buona che in un paio di generazioni avremo gente che parla non dico fluente ma decentemente.

Ma andiamo al nostro itinerario: spostamento in bus come dicevo, gia’ nel bus vedi che le cose sono diverse anche rispetto all’Irlanda, autista cordialissimo, mi suggerisce di prendere il return ticket cosi’ pago di meno. Mi invita a mettere il bagaglio sul lato sinistro del bus, perche’ il lato destro e’ riservato alla gente che scende nei paesi che stanno tra Torp e Oslo, in modo da non seppellire le loro valigie in mezzo a tutte le altre e velocizzare le operazioni.

Appena partiti, prende il microfono e augura il benvenuto a tutti, il palmare utilizzato per emettere i biglietti aiuta l’autista durante il tragitto per capire quante persone devono scendere in un dato villaggio, quante in un altro ancora e cosi’ via, durante il tragitto l’autista indica le fermate a voce, dicendo cose tipo «mi risulta che 2 persone debbano scendere alla prossima fermata, se siete interessati a scendere premete il tasto di stop”.

Possibilita’ di pagare con carta di credito e contanti, anche le banconote (altro che Dublin Bus!).

L’arrivo ad Oslo avviene passando attraverso un tunnel sotterraneo che attraversa tutti il centro per sbucare nei pressi della stazione centrale, a fianco di cui sta il bus terminal, organizzato come un aeroporto con gate, biglietteria, monitor che avvisano di arrivi e partenze (molto sime al terminal bus di Dublino devo dire).

E siamo in centro! Prima giornata perfetta! Sole! Nessuna nuvola in cielo, una piacevole temperatura, camminavo in t-shirt. Appena uscito dal terminal mi accorgo che c’e’ ancora neve per terra, accumulata sui bordi delle strade.

Mi rendo subito conto che gli indici di popolazione non norvegese (o di origini non norvegsi) in citta’ e’ altissima. Molto piu’ che a Dublino.

Immigrare in Norvegia negli anni ’80 significava ottenere supporto dallo Stato, aiuto per apprendere la lingua e aiuto per ottenere un lavoro. Il governo norvegese però, ha sempre supportato anche la conservazione di lingua e cultura, nulla di strano quindi che la seconda generazione di immigrati sia integrata pur mantenendo saldi i legami con le proprie origini. Infatti ho potuto osservare molti figli di emigrati ed emigrati stessi parlare norvegese correttamente.

Usciti dal terminal prendo la mappa della citta’ per capire che strada fare per recarci all’hotel. Mi ferma una ragazza che mi chiede se mi serve aiuto, gli dico dove devo andare e mi viene detto che l’hotel sta a solo 5 minuti a piedi da dove mi trovavo πŸ˜€ gentilissima!

Depositiamo tutto, e via per le strade del centro. Ci dirigiamo in direzione del mare, zona Opera House, di cui vi propongo questa fotografia:

opera

Un progetto architettonico innovativo, pieno zeppo di gente quel giorno che prendeva il sole πŸ™‚

A differenza dell’Irlanda pare che la Norvegia abbia delle estati degne di questo nome, come cito da wikipedia:

La temperatura massima media dei mesi estivi (e cioè tra giugno e agosto) è tra i 20,1 e i 21,5 °C. Settembre è spesso un mese altrettanto caldo e per incontrare i primi rigori invernali è necessario aspettare la fine di ottobre. La più alta temperatura mai registrata è rappresentata dai 35 °C del 21 luglio 1901. Ondate di caldo si verificano più volte ogni estate, da giugno a fine agosto, con temperature tra i 30 °C e i 31 °C. Queste temperature hanno favorito la nascita di diverse strutture ricreative di ampio successo nate lungo l’ Oslofjord, che ovviamente registrano la maggiore affluenza lungo i mesi estivi quando la popolazione è sospinta verso il mare invitata anche dalle temperature dell’acqua che vanno dai 20 ai 24 °C.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la fortezza di Akershus. Eretta nel medioevo per difendere la citta’ dalle incursioni nemiche:

arkeshus

Nel tardo pomeriggio/sera ci sediamo per qualche birra (una lager buonissima di cui non ricordo il nome) e dopo un’oretta ceniamo alla buona in una specie di pub/caffe’. Saranno state  le 9.30 ed il sole era ancora bel alto sull’orizzonte! Dopo cena ci rimettiamo in giro per il centro e finiamo nei pressi della City Hall, edificio che ospita gli uffici amministrativi del comune, studi e gallerie d’arte. Di fronte alla city hall i moli da cui partono le barche per mini crociere sul fiordo e da dove partono vari traghetti, tra cui il traghetto che porta verso la penisola di Bigdøy, dove risiedono molti musei.

Accanto ai moli sorge una nuova area denominata Aker Brygge: un quartiere ultra moderno dove si concentrano ristoranti, banche, centri commerciali.

Nelle foto, la City Hall ed un canale di Aker Brygge:

cityhall

akerbrygge

Poi nanna.

Il giorno seguente, si parte col breakfast, la mia assistente, esperta in tecniche di sopravvivenza metropolitan-turistica, adotta la “tecnica dello squattrinato in hotel” e prepara panini a volonta’ utilizzando salami, prosciutti e formaggi del breakfast, da essere utilizzati come pranzo a sacco. Questa sara’ la tecnica adottata nei giorni a seguire, al fine di poterci concedere cene lussuose in serata πŸ™‚

Dicevo, secondo giorno prendiamo la linea 12 per andare al Vigeland Sculpture Park, questo e’ un parco che ospita sculture create dallo scultore Gustav Vigeland.

Non staro’ qui a menarvela con la storia dello scultore, sono pigro, documentatevi con google.

Interessante il monolite al centro del parco di cui vi propongo questa fotografia:

vigeland1 vigeland2

Pomeriggio, ritorno al centro, visita al royal palace (si, la Norvegia e’ una monarchia costituzionale, questo vuole dire che normalmente il re/regine se ne fottono della vita politica, e si godono i fasti dell’eredita’ lasciando le scelte alla democrazia! πŸ˜› ) , al ritorno dal royal palace mini crociera di due ore su nave di legno in giro per il fiordo. Nella sera ci dirigiamo verso Aker Brygge in cerca di un locale, tutti locali italiani, pizza, pasta, blabla. Avevo perso la speranza di trovare qualcosa di tipico ma poi abbiamo trovato questo ristorante “D/S Louise” – http://www.dslouise.no/.

Ci siamo tenuti sul pesce, la prima sera ho preso pepata di cozze + king crab (quegli enormi granchioni artici con le chele lunghe 50cm!) + vino + caffe’ + acqua, la seconda sera ho preso fish soup + aragosta au gratin + vino + caffe’ + acqua. Abbiamo mangiato bene a mio modo di vedere.

Circa 50 euro a persona. 990 NOK la prima sera, 1050 NOK la seconda.

E qui veniamo al discorso economico: la Norvegia come tutti i paesi scandinavi e’ cara πŸ™‚ Complice il fatto che non sono nell’area EURO, c’e’ da dire che la Norvegia e” l’unico paese al mondo a non avere debiti con altri paesi ed il reddito pro-capite e’ il secondo al mondo.

Il biglietto integrato a tempo costa 36 NOK a cranio (circa 3.9 eur) e dura 1h e 30′. La birra costa + dei canonici 4 euro. In compenso pero’ i servizi sono eccellenti, c’e’ la sanita’ pubblica, etc.

Terzo giorno e’ stato il giorno dei musei: National Art Gallery al centro, tutti gli altri musei in cui vale la pena recarsi stanno bella penisola di Bigdøy, ci si puo’ andare prendendo il 30 (bus) oppure il traghetto dal molo di fronte al city hall.

Sulla penisola potete trovare:

  • Il museo del folklore norvegese (da vedere la stave church), e la ricostruzione delle case tipiche secondo epoche e regioni norvegesi
  • Il Viking ship museum: esposizione di 3 navi vikinghe originale ritrovate nei dintorni di Oslo
  • Il Fram museum: un museo costruito attorno alla nave artica Fram. Utilizzata per spedizioni al polo Sud ed al polo Nord.
  • Il museo del mare: in questo museo ci si rende conto che la Norvegia e’ un paese fortemente legato al mare, ed ha una tradizione marittima e navale di tutto rispetto!
  • Il museo Kon Tiki: che racconta le gesta dello scienziato e avventuriero/esploratore norvegese Thor Heyerdah, che organizzo’ una traversata oceanica, dal Cile all’Isola di Pasqua, per provare che la tesi della emigrazione di popolazioni via mare.

In definita una bella esperienza, generalmente non sono un patito del turismo dell capitali, preferisco vedere il country side delle nazioni che visito pero’ devo dire che Oslo merita una visita.

Credo che ritornero’ in Norvegia in futuro magari per farmi qualche giro dei fiordi in estate πŸ™‚

Come al solito potete trovare le foto del viaggio qui.

E’ tardissimo, me ne vo a letto, alla prossima.

Natale e Capodanno Irlandese

Dublin, Ireland, 1 year (almost)

A distanza di quasi un mese ritorno a scrivere per comunicarvi che sono sopravvisuto indenne (o quasi) al primo Natale e Capodanno in terra Celtica.

Tutti gli Italiani sono andati via a Natale per tornare in Italia. Io no. Non voglio passare per avaro, ma 600 euro per 4 voli andata/ritorno (per me e per katia) se li ficcano dove sanno. Odio la speculazione delle compagnie sotto natale. Ho preferito spendere quei soldi per far salire i miei genitori una settimana questo mese con macchina noleggiate e B&B per 4 nel Kerry (dove non sono mai andato ancora). E poi c’e’ da dire che non avevo piu’ ferie residue e non mi andava di prenderne in prestito dal 2009 πŸ˜€

Il natale qui e’ tutto come me l’avevano descritto. Dublino durante il periodo natalizio e’ un mix tra la pazzia ed il rincitrullimento di massa pre-natalizio in giro per i negozi di Grafton St. e Henry St. addobbati con luci multiple, il clima di assoluta rilassatezza a lavoro e il deserto nei giorni di Natale e Santo Stefano. Il tutto condito da quel finto perbenismo tutto british che impedisce per legge di vendere alcolici di ogni tipo nei giorni santi. Perbenismo ovviamente raggirato dalla popolazione con grandi acquisti di casse di birra e alcool vario nei giorni pre natalizi.

Dal canto mio ho battuto il record degli acquisti natalizi.

Ai blocchi di partenza della cronoacquisti segnavano le ore 15.00, il giudice di gara da il segnale di partenza, l’intrepido pallotron avanza spedito verso il parco di St. Patrick, lo attraversa, si avvia verso il centro commerciale di St. Stephen’s Green, entra, si fra strada tra la massa e in meno di 20 minuti esce vittorioso dal centro commerciale, munito di 4-5 regali.

Pallotron: tempo 45′ 34″.34
Irlandese medio: 2 settimane e mezzo (partendo da inizio Dicembre)

Il  veglione di natale si e’ trascorso a casa mia, i presenti erano io e katia, il direttore e consorte, il mio coinquilino spagnolo. Tutto cucinato in proprio, ho provato a fare la scacciata ma non e’ venuta un granche’, non per il sapore ma perche’ la base era troppo sottile e si e’ rotta πŸ˜€

Sara’ per la prossima volta!

La cena di Natale si e’ fatta a casa del Direttore, stesse persone πŸ˜€

Il capodanno, come gia’ accennato dal Direttore, lo abbiamo speso in Donegal: 4 notti, dal 31 a 4, nei pressi di Dunfanaghy, (punto A nella mappa): villaggio alle porte della penisola di Horn Head, una delle piu’ belle che ho visto fin’ora dal punto di vista del paesaggio.

Il B&B che ci ha ospitato si chiama Corcreggan Mill.

donegal

Parlando col mio boss (del Donegal), pare che quella sia una delle piu’ remote zone d’Irlanda. Si e’ anche meravigliato che sia andato li πŸ™‚

Ce ne siamo accorti il 31 notte, non un botto di capodanno, non un grido! Situazione pittoresca, solo noi 6, il camino che pompava di brutto, giochi di carte e societa’. Mentre in Italia la gente moriva uccisa dalle pallottole di qualche cretino, io mi sono accorto che era mezzanotte passata per caso, guardando l’orologio segnalre 00:01 πŸ™‚

No countdown, no spumante πŸ˜€

I successivi giorni li abbiamo passati facendo escursioni e hill climbing.

Vivamente consigliato un percorso che permette di raggiungere la spiaggia di Tramore, sull’Horn Head.

Arrivati a Dunfanaghy, si imbocca la strada che porta verso la penisola, si passa un ponte a 12 archetti, si posteggia, e da li inizia un percorso a piedi che passa attraverso dune e colline di sabbia (in foto).

tramore1

Alla fine di questa piacevole passeggiata (e’ possibile scegliere da un percorso piatto e uno che fa su e giu’ tra colline di sabbia) si arrivare su di una spiaggia immensa, piattissima, con poca presenza umana, in foto:

tramore3 tramore4

Per i piu’ impavidi e’ possibile salire il promontorio e proseguire verso la scogliera, in mezzo a pecore che pascolano, si puo’ visitare il black hole, un buco nella roccia a picco sul mare.

tramore2 hornhead1

Maggiori info su questo percorso, e su altri percorsi nel sito del B&B dove abbiamo pernottato. (quello descritto su questo posto e’ il Walk numero 3).

Gli altri giorni li abbiamo spesi a girare le altre due penisole a Nord. Passando per Doe Castle, il faro di Fanad Head, il grande arco di roccia chiamato Great Pollet Arch.

doecastle greatpolletarchfanad

Altri posti che meritano sono Portsalon, Malin Head (il punto piu’ a Nord d’Irlanda), il faro vicino alla punta di Moville.

Sto ancora lavorando alle centinaia di foto che ho scattato, quando e se le pubblichero’ le troverete su questo set Flickr.

Altre fotografie non fotograficamente rilevanti le trovate su Facebook.

Alla prossima.

Week end nel sud est d’Irlanda

Salve gente,

questo week end siamo andati nel sud est dell’Irlanda insieme ad alcuni colleghi. L’occasione della mini vacanza era il compleanno di Rosanna, la ragazza di un mio collega πŸ™‚

Ecco le tappe coperte, grazie a Google map:

Dublin -> Hook Head Light House(B) -> Dungarvan(C) -> Lismore (D) -> Cashel (E) -> Dublin.

Hook Head Lighthouse

E’ un faro molto importante situato su una penisola nelle vicinanze di Waterford. Una volta arrivati li e’ possibile fare un giro nei dintorni del faro, seguendo i sentieri, si puo’ godere una vista molto carina dalla sommita’ del faro (visite guidate dallo staff ogni ora, ora non ricordo il prezzo del biglietto). Il visitor centre e’ munito di bar, bagni, zona picnic (sia all’aperto che al coperto).

Maggiori info:

Verso Dungarvan

Da Hook Head ci siamo poi trasferiti verso Dungarvan. Attenzione: consigli per chi si vuole spostare da Hook Head a Dungarvan: prendere il ferryboat in localita’ Arthurstown (punto A nella mappa). Il punto e’ conosciuto come Passage East.

Questo vi consentira’ di risparmiare una 50ina di km! Il prezzo del biglietto e’ di 8 euro one way se non erro… e la traversata dura meno di 3 minuti πŸ˜› Non ho avuto manco il tempo di scendere dalla macchina e fare 4 foto πŸ˜›

Il ferryboat piu’ che un traghetto sembra una chiatta vera e propria, mai vista! πŸ™‚

Dungarvan, Seaview B&B e dintorni.

Dungarvan e’ un paese di 6000 anime circa. Davvero molto carino se comparato con la media irlandese.
Un paese con certi tratti da paese marittimo mediterraneo. Ho trovato molto piacevole il passeggio sul “lungomare” dove si trova una bella insenatura.

Il B&B era davvero fico, in alto su una collina si poteva vedere tutto il golfo. Molto fica la sala del breakfast con ampie finestre per godere della vista. Bello anche il salottino al primo piano dove sorseggiare qualcosa in totale relax.

Maggiori info:

The White Horses restaurant.

Entrando nel discorso cibo siamo andati a mangiare in un ristorante consigliato dalla tipa del B&B. Il nome e’ The White Horses e si trova a poche miglia dal B&B, il paese si chiama Ardmore.

Abbiamo bookato facendo telefonare la tipa del B&B. Volevamo fare per le 8.30 ma ci hanno detto che non c’era posto e che avremmo dovuto fare tipo alle 19.00 o alle 21.00. Era gia’ tardi e abbiamo optato per le 21. Arriviamo li alle 21.10. Ristorante pieno. Entriamo; ci dicono di attendere 10 minuti, e ci invitano ad aspettare al pub difronte. Entriamo al pub di fronte, prendiamo una pinta, e dopo 20 minuti arriva la tipa a prendere le ordinazioni (sguardi si stucco fra i commensali…). Attendiamo un totale di 40 minuti per essere chiamati… Arrivati al tavolo ci ritroviamo con solo 6 coperti (e noi eravamo 7!).
Disappunto tra i commensali… Io e Katia Ordiniamo come starter 2 seafood chowder, e come main course del salmone in crosta accompagnato con del cous cous e delle salse varie al peperone e altre cose da dividere in due (e’ stato possibile perche’ il piatto era abbastanza abbondante). Vino bianco. Prezzo se non erro una 50ina di euro in 2 per 2 starter e un main course (il vino e’ stato offerto come regalo dal ragazzo della festeggiata).

Giudizio: positivo per il cibo un po’ meno per l’organizazione (40 minuti di attesa nonostante il booking con ore di anticipo, disorganizazione nel conto delle posate, abbiamo dovuto chiedere 3 o 4 volte per oggetti che mancavano sulla tavola, posate, bicchieri, tovaglioli, etc…)

Nota: la sera al rientro dal ristorante la tipa del B&B ci ha chiesto com’era andata. Noi abbiamo raccontato la storia e il giorno dopo al breakfast la padrona ci ha detto che il ristorante ha chiamato per scusarsi dell’inconveniente…

Maggiori info sul ristorante:

  • http://www.ireland-guide.com/establishment/white_horses_restaurant.4023.html
  • http://www.goodfoodireland.ie/index.cfm/section/members/key/173

Un altro locale consigliabile e’ il Marine Bar. Un pub dove spesso c’e’ musica dal vivo e concerto di musica tipica fino alle 2-3 di notte. Sito: http://www.marinebar.com/

Gita nel dintorni del monte Coumaraglin e Mahon falls

Prima di lasciare Dungarvan gita nei dintorni del monte Coumaraglin per visitare le cascate di Mahon…

Purtroppo le condizioni erano proibitive: vento MOOOOOLTO forte e FREDDISSIMO. Pochi intrepidi si sono avventurati per il sentiero che porta dalla piazzola di parcheggio fino alle cascate (secondo i miei occhi saranno stati 20-30 minuti di cammino). Il freddo e il vento (e lo scarso equipaggiamento di coloro che erano senza beretto e giacca adatta) ci ha fatti tornare indietro. Io sarei potuto proseguire πŸ˜›

Ho scattato qualche foto all’ambiente ma non alla cascata. Potete trovarne alcune su flickr (link sotto).

Maggiori info:

La via di ritorno verso Dublino: Lismore e Cashel

Verso il ritorno per Dublino siamo passati per Lismore, piccolo paese del country side irlandese. L’attrazione principale del paese pare sia il castello chiamato per l’appunto Lismore Castle. Pare che non sia possibile visitare il castello in quanto sia ancora oggi una residenza privata. Leggendo la Lonely Planet pare che questo castello possa essere affitato, per intero, per la modica cifra di 32.000 euro a settimana. Dice che questa estate e’ stato affittato da un gruppo di facoltosi ammeregani. I giardini pero’ sono aperti al pubblico, ma non in questo periodo. Pare che gli orari di apertura siano da Marzo a Ottobre.

Maggiori info:

Dopo Lismore capatina a Cashel, ci sono stato 3 volte con questa e mi sono rotto a parlavene πŸ˜›
Leggetevi queste URL:

  • http://en.wikipedia.org/wiki/Cashel,_County_Tipperary
  • http://en.wikipedia.org/wiki/Rock_of_Cashel

Per le foto ci sto lavorando e saranno presto su flickr.

Mio dio questo post e’ praticamente una lista di URL… sono pigro… alla prossima!!!!

Riflessioni a ruota libera senza uno scopo particolare.

Dublin, 10 months so far.

Stamattina mentre andavo a lavoro pensavo che sto per varcare la soglia dei 10 mesi a Dublino… ho fatto bene? ho fatto male? mi trovo bene? mi trovo male? com’e’ il mio inglese? sto facendo una buona esperienza lavorativa? mi servira’ tutto cio’? credo sia ancora presto per fare i conti dei pro e contro e tantomeno di rispondere a queste domande.

Resto fedele alla mia convinzione che prima dei 2-3 anni si e’ turisti.

Se proprio devo tirare delle somme posso solo dire a me stesso che ho fatto bene. Dove sarei ora se fossi rimasto in Italia? Probabilmente nella migliore delle ipotesi sarei ancora a Catania a vivere a casa dei miei a 1200 euro al mese. Con un lavoro precario e sempre in bilico grazie alla lungimiranza di chi dirige in Italia a qualsiasi livello: comunale, regionale, nazionale, aziendale, parrocchiale, familiare :P. Nella peggiore delle ipotesi sarei emigrato a Milano o Roma, probabilmente per stipendio leggermente superiore, diciamo 1500 euro, ma con la necessita’ di prendere in fitto stanze catapecchie e fuori mano per 300-400 euro.

Emigrare per emigrare tanto valeva prendersi la cosa di petto. In Italia ho lasciato la mia famiglia, i miei amici, quella bastarda della mia cagna Briciola che per me e’ come una figlia che ho salvato dalla strada, il mio club rugbistico con cui ho condiviso tante battaglie domenicali, incazzature, gioie; inizialmente ho lasciato in Italia anche la mia ragazza che ora ha deciso anche lei di stare qui. Ogni tanto sento la mancanza di tutte queste cose, ma poi penso che se una persona vuole concludere qualcosa nella vita non puo’ aspettare la manna cadere dal cielo, ma deve fare qualcosa.

Basta accontentarsi di lavoretti a cottimo, con l‘orgoglio buttato nel cesso, e con la prospettiva di non concludere un cazzo per la vita, in Italia anche io ero abituato a sentire come eccezionali cose che invece mi erano dovute per diritto.

I rapporti con la gente in Italia, se sono seri e sinceri, rimangono tali, quelli che non lo sono evidentemente non meritavano di esserlo; e poi siamo nel 2008, dove andare e venire per l’Europa diventa sempre piu’ facile. A volte penso che quello di “aspettare la manna dal cielo” sia un comportamento tipico Italiano. E’ la sagra del “se io ho un problema non devo essere io a risolvermelo, o non devo essere io a diventare parte di un processo risolutivo, devono essere i politici, o comunque un’entita’ esterna a pensarci.”

Sento che fare questo passo mi ha reso una persona migliore da vari punti di vista. Ho preso piu’ coscienza di me e di quello che so fare, mi sento come se avessi preso una strada dalla quale ormai non posso piu’ tornare indietro, una strada positiva fortunatamente; sento che da ora in poi sara’ un susseguirsi di maggiori responsabilita’ e decisioni importanti.

Ricordo le interminabili domande come: sapro cucinarmi senza morire? sapro’ stirarmi le robe, farmi la lavatrice? capire la gente? lavorare in un ambiente non italiano? Ricordo che tutte queste paure sono sparite dopo aver salutato i miei e la mia ragazza che piangeva all’aeroporto. E’ come nelle partite di rugby dopotutto! Prima e’ tutta adrenalina e paura di far male. Ma poi quando l’arbitro fischia il kick off la paura svanisce, l’adrenalina funziona da carburante per fare il proprio dovere al meglio delle proprie possibilita’; alla fine della partita si puo’ essere vincitori o vinti, in entrambi i casi si sara’ dato il massimo.

In tutto questo tempo ho ricevuto moltissime email da parte di gente che e’ approdata sul mio blog per caso, o gente che lo segue assiduamente, che mi chiedono consigli sul trasferirsi qui. Se convenga per loro, cosa devono fare, se la crisi ce’, se troveranno lavoro etc.

A queste persone io dico che dovreste usare questo blog, e quello di altri italiani in Irlanda o in altri posti, con le dovute pinze. Fate i vostri calcoli, trovate la vostra strada, ricordate che la mia esperienza o quella di un altro sono appunto esperienze personali e che la riuscita del vostro progetto emigratorio dipenda da innumerevoli fattori: il vostro livello nella lingua, le vostre skill lavorative, la vostra attitudine mentale, la vostra personalita’, il vostro spirito di adattamento. Le cose non sono solo nero e bianco. I blog sono validi per tutte quelle problematiche logistiche come trovare casa, conto in banca, fisco irlandese, lavoro, colloqui, vita in generale nelle citta’.

Quello di cui mi sono accorto e’ che io provo proprio fastidio per molti di quegli Italiani che si trovano qui e che non fanno altro che lamentarsi del tempo, degli irlandesi, della sporcizia, del cibo, che dicono che Dublino e’ un cesso di citta’ etc etc. Di solito o trovi persone che pensano solo in bianco e nero, e non considerano le varie gradazioni di grigio.

La storia di questo blog negli anni ha vissuto molti speed up e rallentamenti. C’e’ stato il periodo iniziale prevalentemente tecnico con articoli per sysadmin, si e’ lentamente trasformato in un blog di pura “lamentazione” nei confronti di quello che mi accadeva intorno. E’ stato piu’ volte al centro di alcune frizioni con chi dirigeva la mia ex azienda. E’ stato spesso uno strumento di analisi di me stesso e mi ha consentito di sviluppare meglio le mie idee. Ha seguito poi il periodo pre-partenza, periodo molto ricco di post, post pianificativi, post che riflettevano paure, credo che questa sia la parte cronologica del blog piu’ interessante per chi voglia intraprendere il passo. Poi segui’ la parte post-arrivo. Le mie prime esperienze in questo posto, aprire il conto in banca, fare il PPS, le prime giornate a lavoro, i primi colloqui, mitici gli appunti di antropologia irlandese!

Inevitabilmente il blog inizia ad avere sempre meno notizie utili ai wannabie per assumere contorni piu’ vaghi e personali, che aprono dibattiti soprattuto per chi sta qui da un bel pezzo anche da piu’ di me.

Chiusa la parentesi riflessiva adesso passo ai cazzi miei un po’ piu’ dettagliati.

Tutto fila abbastanza normalmente e senza grossi problemi quindi inevitabilmente il blog non ha molto da raccontarvi sulle esperienze irlandesi aldila’ di eventuali miei viaggi e set fotografici annessi.

Una recente novita’ e’ che la mia ragazza si e’ trasferita da poco, 2 mesi circa, e per il momento la mia unica “preoccupazione” riguarda l’apprensione di vederla inserita e indipendente in questa societa’; la consapevolezza di essere la ragione del suo trasferimento mi mette un po’ di pressione, e il desiderio che lei si trovi veramente bene qui e’ grande. Questo mi porta a volte ad essere eccessivamente rompi coglioni quando si trova a chiaccherare con la mia nuova coinquilina francese (che ha un ottimo inglese), la interrompo spesso e mi incazzo. Devo darci un taglio πŸ™‚

Questa settimana la mia ragazza finisce il mese di corso all’Abbey College in Dame St. (consigli per gli acquisti), devo dire che da quando e’ arrivata qui il suo inglese e’ migliorato moltissimo. All’inizio spiccicava poche parole, adesso ha una buona comprensione e riesce ad esprimersi (piu’ o meno) correttamente in piccole chiaccherate del piu’ o del meno. Avanti cosi! πŸ™‚

A lavoro ultimamente e’ tutto abbastanza quite (almeno dal mio punto di vista). Circa 2 mesi fa e’ avvenuto uno strano episodio, raccontato nel dettaglio da Bacco1977 qui e qui a cui sono sopravvisuto. Due giorni dopo ho avuto la conferma scritta via raccomandata di aver passato il periodo di prova ed ora sono nel ciclo di review delle perfomance a cui spero seguira’ un incremento di salario. Finger crossed.

Se c’e’ una cosa di cui mi lamento a lavoro e’ che spesso non ho molto fare per alcune settimane e poi ci sono spike assurdi di cose da fare, e la mia conoscenza dei prodotti aziendali e’ confinata ad alcune cose, sono stato rimosso da un progetto interessante diversi mesi fa e non l’ho presa molto bene, per essere spostato a qualcosa di piu’ noioso (mantenere lab di test e sviluppo a Dublino e in USA), ogni tanto ho fatto qualche capatina in produzione per fixare qualche issue ma ho la sensazione che gli ammeregani non sharino molte informazioni perche’ vogliono tenere le cose cool per loro e le minchiate per gli altri… comunque…

In questo periodo Dublino e’ addobbata a festa. Luci, abeti, decorazioni natalizie, la gente che compra, pubblicita’ sulle radio che invitano ad acquistare questo o quello.

C’e’ davvero la crisi? Me lo chiedi anche io, io dico che qualcosa c’e’, ma da un lato e’ positivo vedere i prezzi di case e beni di primo consumo diminuire. Ieri ascoltavo newtalks.ie, c’era George Hook, opinionista tuttologo (odioso ma anche divertente), che conduceva un talk show a riguardo. Si parlava di uno strano trend da parte degli Irlandesi di varcare il confine col Nord Irlanda per fare shopping di beni di largo consumo come cibo, baby items (pannolini, vestiti et similia), e naturalmente alcool (si sa che e’ un bene di largo consumo). Ospiti della trasmissione rappresentati dei commercianti etc.

Si prevede un Natale e Capodanno passati a Dublino. Ho deciso di farmeli qui perche’ sono curioso di vedere come funziona qui (dopotutto e’ il mio primo anno). A meta’ Gennaio i miei genitori saliranno per una settimana qui, li portero’ in giro un week end nel Kerry.

E’ tutto. Saluti.

Back from Lapland.

Hey Lads,

sono tornato dalla lapponia lunedi’ tardo pomeriggio e non ho avuto tempo di scrivere niente a proposito perche’ ho avuto poco tempo.
Provvedo ora:

Prima di tutto la mappa degli spostamenti. Cliccando qui o sulla immagine.

Giorno 1 – Tampere -> Oulu

Il primo giorno della vacanza inizia con un taxi preso alle 5 di mattina e volo alle 7.30. Arrivo a Tampere (100km a Nord di Helsinki) ed orologio portato avanti di due ore. Se non ricordo male l’arrivo era alle 13.10 ora finlandese.

La luce in Finlandia e sue conseguenze

La prima cosa ho notato appena sceso dall’aereo era la luce particolare e le ombre lunghissime. Il sole a quelle latitudini sorge veramente tardi in questo periodo, qualcosa come 8.30; e quando sorge non si alza mai piu’ di tanto. Il risultato e’ che le ombre sono moooolto lunghe, e alle 15.00 e’ gia’ MEZZANOTTE!. Di contro durante la stagione estiva funziona esattamente al contrario ed e’ possibile assistere a quello che viene chiamato il sole di mezzanotte!
Fotograficamente parlando e’ figo perche’ e’ come se fosse sempre tramonto πŸ˜€
Queste strane condizioni di luce influiscono molto sulle usanze finlandesi, tipo avere il pranzo alle 12 e la cena alle 17. Questo ha finito per influenzare anche i ritmi della vacanza quando abbiamo scoperto che alle 22 praticamente mangiavamo da soli nei locali perche’ la gente usualmente fa cena alle 17/18!

BTW a Tampere prendiamo il bus per il centro citta’, 6 euro, che ci lascia proprio di fronte alla stazione dei treni. Qui prendiamo il treno Tampere – Oulu.

I treni finlandesi

Ed ecco la mia opionione sui treni finlandesi: comparati con treni italiani stanno mille mila anni avanti.
Sul treno Tampere – Oulu abbiamo usufruito di una carrozza nuovissima, multi piano (2 piani), monitor che indicavano la velocita’ (picchi di 160 km/h), fermata successiva, jack audio per sentire fino a 6 stazioni radio, prese elettriche per i laptop (non so se c’era internet gratis pure).
Ma anche compartimenti per fumatori, compartimenti con sale gioco per bambini e neonati, con piene di giocattoli all’interno. Vagone bar e ristorante. Puntualita’ estrema al minuto.

Arrivati ad Oulu abbiamo trovato una citta’ semi deserta, era tarda sera. L’hotel in cui abbiamo dormito era proprio difronte alla stazione. Cosi’ abbiamo preso possesso delle camere e siamo usciti a fare un giro per Oulu. L’hotel si chiamava Hotel Turisti.
Questa citta’ pare essere un polo universitario abbastanza orientato sull’IT ma io ci ho visto poche persone. Cena in un locale Tex-Mex. Ed alcune foto notturne scatatte… tutte cestinate perche’ ho dimenticato il gancio della testa del trepiede a Dublino! SIGH! E per questo sono stato preso per il culo per tutta la durata del viaggio da parte dei compagni di avventura…
Poi siamo andati in un night club dove c’era un concerto live con un gruppo che non mi e’ sembrato male. Le canzoni erano sia in inglese che in suomi (la lingua che si parla in Finlandia).

Giorno 2 – Oulu -> Rovaniemi

Il giorno successivo abbiamo il treno alle 14 e qualcosa. Approfittiamo per fare un giro con “la luce” in citta’ a Oulu. Scatto alcune foto:



Notare la luce che c’e’ gia’ alle 13.30 πŸ˜›
Le ciminiere che vedete sono una costante in ogni villaggio o citta’ finlandese. Da quello che ho capito servono per il riscaldamento. Pare brucino truciolato o qualcosa di simile.

Non c’era molta neve ad Oulu ma gia’ si potevano vedere alcuni specchi d’acqua ghiacciati. Buttando sassi anche grossi non si riusciva a spaccare la superficie πŸ˜›

Approfittiamo anche per provare qualcosa da mangiare tipica locale, compriamo affettati di renna in tutte le maniere (affumicati o raw, cotti, etc). Salmone di tutti i tipi e vari stuzzichini. Mangiamo tutto col pane locale e poi a prendere il treno per Rovaniemi. Altre 3 orette circa di treno e poi arrivo a Rovaniemi a notte fonda!!! Le 18 circa πŸ˜›
Prendiamo possesso delle stanze all’hostel Rudolf, gestito dall’hotel Santa Claus.
La serata l’abbiamo passata in sauna e poi cena in un ristorante vicino all’hotel santa claus. Non ricordo il nome ora. Ma ecco che scattano le considerazioni sulla sauna!

La sauna

Tutti sanno cosa e’ una sauna. Quindi non la descrivero’. Dico solo che i finlandesi usano uscire dalla sauna per fare una corsa sulla neve πŸ˜›
Noi l’abbiamo fatto all’ultimo piano del Santa Claus Hotel. La sauna era molto fica, pulita, contrariamente a quello che dice una affezionata lettrice nelle saune non si cucca perche’ sono divise tra maschili e femminili (poi non so quelle private nelle case), non so in quale saune sia abituata ad andare lei in italia! πŸ™‚
Pensavamo di farla in costume ma poi ci siamo adeguati alle usanze, quella in cui sono stato aveva anche una mini sala conferenze con proiettore e super scrivania lunga. Ci abbiamo trovati dentro alcuni vigili del fuoco a Rovaniemi per un corso di aggiornamento. Appena ci hanno riconosciuto italiani hanno iniziato a buttare acqua sul fuoco all’impazzata, pensando che non avremmo resistito. Invece ci siamo fatti valere! πŸ˜€

Giorno 3 – in giro per Rovaniemi

Rovaniemi e’ la capitale della Lapponia, detto tra noi non e’ una citta’ molto grande, ma e’ gradevole. E si affaccia su un fiume di cui potete vedere una foto:

Ha molti centri commerciali (che abbiamo snobbato), ospita il mc donald’s piu’ a nord del mondo (capirai!), c’e’ un night club che si chiama Onella che i ragazzi hanno molto apprezzato (io me ne sono andato a dormire!). C’e’ L’Artikum, il museo dell’artico incentrato sugli ambienti artici. Molto fico. Suggerisco di andarci.

La seconda cena in Rovaniemi l’abbiamo fatta in questo locale:

Ora non ricordo il nome. Se qualcuno dei lettori che era con me puo’ integrare sarebbe gradito…

Segnalo anche un pub chiamato Hemingway che mi e’ piaciuto molto. Ecco una foto:

A Rovaniemi (per l’esattezza a 8k a nord) si trova il tanto conosciuto Villaggio di Santa Claus. Attuazione spremi super commerciali come non poche in Finlandia. Noi ci siamo andati ma abbiamo trovato il deserto (sara’ che ancora non e’ periodo).

All’interno del villaggio si possono notare delle colonne che indicano il circolo polare artico. C’e’ l’ufficio di Babbo Natale (chiuso, non c’era! peccato!), e l’ufficio postale con gli aiutanti di babbo natale da cui puoi spedire cartoline e prenotare anche la spedizione nel giorno di Natale. Io ho spedito due cartoline.

E’ possibile fare anche escursioni con huski e gatto delle nevi (tutto chiuso). Ne ho approfittato per fare 4 foto:

Nelle vicinanze del villaggio abbiamo trovato l’inizio di un sentiero che entrava nella foresta e ci siamo una passeggiata di due orette. Qui abbiamo incontrato un allevamento di Huski! Appena ci hanno sentito hanno cominciato ad ululare TUTTI INSIEME. Avro’ stimato che erano piu’ di 50! Non imamginate che impressione quegli ululati!!!!

Giorno 4 – Rovaniemi -> Saariselka

Il giorno successivo in macchina per Saariselka, ancora piu’ a nord!

Le macchine in Finlandia

In Finlandia le macchine hanno tutti per legge durante l’inverno i copertoni chiodati (le catene sono fuori legge!), io non ho guidato ma a detta dei piloti la tenuta e’ eccelsa. C’e’ anche chi si divertiva negli spiazzi a fare i testacoda col freno a mano πŸ˜›

Cosa curiosa che ho notato: la benzina si vende di tipi diversi a seconda degli ottani contenuti da quello che ho capito, e dalla capacita’ di tenere il freddo. Vendono anche liquidi per il sistema di raffredamento particolari, ne ho visto due tipo: fino a -20, e altri fino a -26 gradi celsius!!!!

La idea generale che mi sono fatto e’ che i Finlandesi alla guida sono veramente competenti! ma con queste condizioni mi sembra ovvio!!!! Non per niente molti campioni dell’automobilismo e del rally vengono da qui. A Rovaniemi ho anche visto gente andare in moto con le enduro e fare cose divertenti tipo girare derapando con la moto πŸ˜› Anche le donne non se la cavano male, ho visto sorpassi di donne a 110 in strade cosi’:

Arrivati a Saariselka, localita’ di attivita’ sciistiche e ricreative, prendiamo possesso dell’hotel Kieppi.

Saariselka e’ piccola ma offre molte cose da fare, dallo scii di fondo, alle escursioni con i quad o con il gatto delle nevi. Noi abbiamo optato per l’huski safari.

L’huski safari

70 eur a persona per un’ora. Ma la neve non era molta quindi abbiamo contrattato per 20/30 minuti circa a 30 euro. In sostanza una slitta trainata da generalmente 7 cani. Uno in testa, il capo branco. i successivi due sono adulti, poi due giovani, e gli ultimi due sono due adulti potenti. Normalmente i cani sono addestrati per riconoscere le direzioni e le azioni da compiere. Ma noi non ci dovevamo preoccupare perche’ in testa al gruppo c’erano i padroni col quad che davano segni ai cani. L’unica cosa che dovevamo fare era FRENARE. Il freno era un grosso pedale su cui si puo’ salire con entrambi i piedi, munito di uncini che si conficcano nella neve. Ogni slittino ospitava due persone, uno seduto, e l’altro in piedi nel retro dello slittino. Eravamo 7 ma abbiamo incontrato una ragazz japponese, Kumiko, in vacanza da sola, che si e’ unita a noi per il safari.

Ecco il video girato da due compagni di avventura:

Dopo il safari bevanda calda offerta dai padroni del ranch. Oltre a fare queste attivita’ di safari queste persone allevano anche gli huski. Guardate la foto di questo cucciolo:

Giorno 5 – Saariselka – Ivalo e ritorno

L’ultimo giorno e’ stato un giorno passato in viaggio. Prima di tornare in macchina verso Rovaniemi pero’ ci siamo spinti un altro poco piu’ a Nord verso Ivalo, Kumiko, la giapponese si e’ aggregata a noi. Eravamo quasi a 40km dal confine con la Russia. Molto vicini ormai a Capo Nord. Facendo quella strada e’ possibile incontrare laghi ghiacciati con in mezzo pescatori finnici che fanno buchi nei laghi ghiacciati per pescare pesci (no, non sono surgelati!!!).

Lungo la strada abbiamo anche incontrato qualche renna ed alce.

Il viaggio di ritorno e’ durato praticamente 24h! Macchina Ivalo -> Rovaniemi, Treno notturno Rovaniemi->Tampere, volo Tampere -> Dublino.

Altre considerazioni sparse sulla Finlandia:

Wireless gratis

In Finlandia e’ possibile trovare, quasi in qualsiasi locale pubblico, terminali internet a gratis. Nessuno ti chiede alcun documento! Spesso nei caffe’ gli hotspot wireless sono presenti e gratuiti! La banda e’ impressionante anche nei posti piu’ sperduti!

I bagni in Finlandia

I bagni pubblici in Finlandia si pagano! Serve la monetina da un euro! Indecente ma e’ cosi’! In alcuni locali come nei treni pero’ questo non vale.

L’inglese e i Finlandesi

I Finlandesi parlano un buonissimo inglese, anche nei posti piu’ remoti (ok, il pescatore di sopra non capiva un H di inglese! L’eccezione che conferma la regola.)

La ricetta sta nella TV. I film, le serie e le trasmissioni televisive straniere, sono trasmessi SOLO ed ESCLUSIVAMENTE in lingua madre con sottotitoli in Suomi. Un servizio utile anche per i turisti che vengono in Finlandia. In questo momento sin da piccoli sono abituati a sentire inglese. Proponete una cosa del genere in Italia…

Affrontare il freddo

Proteggersi dal freddo e’ facile. Basta ricordarsi la cipolla! πŸ˜›

Vestirsi a cipolla. Utili anche calzamaglie, specie quelle tecniche che vendono ora. Io ho indossato la maglietta termina Canterbury of New Zealand che usavo per giocare a rugby, maniche lunghe. E delle calzamaglie dello stesso tessuto. Utilissimi ed indispensabili beretti adeguati (che coprano le orecchie), guanti, per chi fa foto utili i guanti che lasciano le punta delle dita a vista per usare l’attrezzatura. Un adeguato giubbotto con cappuccio e’ utile. E poi pail a tempesta. Scarponi adeguati.

Per quanto riguarda l’attrezzatura elettronica e fotografica, attenzione alle batterie. Ho notato tempi di scarica mooolto piu’ veloci per via del freddo. Io ho adottato la tecnica di tenere le batterie al caldo dentro qualcosa di caldo come la tasta interna del giubbotto o in mezzo ai guanti.