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Enzo ci manchi!

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In questi periodi nerissimi per l’Italia, dove ministri danno del pedofilo a sconosciuti incensurati, dove i farabutti vengono eletti, dove chi fa giornalismo d’inchiesta rischia grosso, dove si vuole costruire un ponte inutile anche dopo i fatti tristissimi di Messina, dove non si da piu’ ascolto alle persone anziane, si sente la mancanza di personaggi come Enzo Biagi, Indro Montanelli, Borsellino, Falcone.

Non so perche’ ma Enzo Biagi mi ricorda mio zio Lino, buon anima, persona pacata, a modo, figlia di altri tempi dove si sapeva fare dialettica, parlare, discutere con intelligenza, non il chiasso di oggi, dove vige solo la regola della sopraffazione dell’altro, anche sapendo di aver torto. Dove non conta il fare ma preservare il proprio status quo.

Dal fatto del 16 Ottobre 2009:

IL FATTO di ENZO

Sarebbe giusto che Berlusconi non dimenticasse che se è riuscito a costruire un impero dal niente, creare tre reti televisive come quelle di Stato, è stato grazie all’amicizia di un politico, Bettino Craxi, che non si è mai seduto sui banchi della destra. Poi se Berlusconi ha potuto fondare un partito e addirittura diventare capo del governo, dovrebbe ringraziare quanti, soprattutto i comunisti, durante la Resistenza, hanno combattuto perché questo diventasse un Paese democratico.

Enzo Biagi

“Quello che non si doveva dire” Rizzoli 2006

Il marketing del premier.

Passavo dal blog di Piero Ricca, quando ho letto questo post., di cui vi cito uno spezzone:

Di passaggio, è sempre bene ricordare che – al contrario di quel che il “premier” ripete ossessivamente da anni e ha dichiarato anche oggi a Benevento – il presidente del consiglio dei ministri, secondo la Costituzione italiana, NON è eletto dal popolo. Ma designato dal presidente della repubblica e “fiduciato” insieme al governo dal parlamento. I cittadini votano una coalizione di partiti (peraltro con minimo potere di scelta dei parlamentari,grazie alla “porcata” Calderoli), NON il capo del governo. Il fatto che da qualche anno sulle schede elettorali si trovi il cognome di una persona (l’imputato eternamente in fuga dai processi che s’è appropriato della parola Libertà), è una forzatura di marketing priva di valore giuridico e incompatibile con l’ordinamento costituzionale, visto che fino a prova contraria la nostra è una repubblica parlamentare, NON presidenziale.

Non solo. Anche sul piano numerico, dire che “il popolo” o “la maggioranza degli italiani” ha votato per l’attuale “premier” o per l’attuale maggioranza parlamentare è FALSO. La gran maggioranza degli aventi diritto al voto (tra voti dispersi per partiti senza quorum, voti all’attuale opposizione, astenuti, schede bianche e nulle) NON ha votato per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. (cfr. dati ufficiali elezioni europee 2009)

Infine, appellarsi al voto popolare o addirittura al surrogato dei sondaggi (che immancabilmente registrano un consenso straripante e perfino “imbarazzante” per il committente) al fine di mettersi al di sopra della legge ed eliminare le mediazioni è contrario allo spirito della democrazia costituzionale. Perché in democrazia il principio di maggioranza NON è l’unica regola e nel rispetto delle altre regole (il principio di uguaglianza, la separazione dei poteri, la funzione delle istituzioni di garanzia, le prerogative del parlamento e dell’opposizione) risiede la fondamentale differenza fra governare e comandare.

E’ l’ABC della democrazia, lo so bene. Ma oggi è tempo di abbecedario.

Leggendo tutto questo mi viene il vomito, sono contento purtroppo di non essere in Italia.

Ma quando torni in Italia?

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Il post e’ la elaborazione di una riflessione che ho iniziato dopo avere passato una piacevole serata ad un BBQ organizzato da un mio collega italiano. In genere, quando posso, vado sempre con piacere ai suoi BBQ per vari motivi: non c’e’ la ressa del pub con musica ad alto volume e quindi si puo’ chiaccherare in inglese con gente diversa, soprattutto colleghi. E’ ottimo per me perche’ posso evitare il vocabolario tecnico. Poi si mangia e si beve bene, etc etc. Questa volta non c’e’ stata molta partecipazione di colleghi e/o gente anglofona, a parte un mio collega e la sua ragazza, entrambi di Galway, (lei e’ una delle ragazze irlandesi piu’ belle mai viste fin’ora da quando sono qui, ma questa e’ un’altra storia ed e’ off-topic!), quindi la combriccola era formata quasi tutta da italiani.

Al ritorno a casa sulla Luas pensavo che in base alla esperienza di party che ho avuto (sono un tipo abbastanza “orso delle caverne” quindi non ho inanellato troppi party nella mia esperienza dublinese), gli italiani generalmente tendono a “ghettizzarsi” tra di loro. Ieri, ad esempio, c’erano due ragazzi che tendevano a parlare italiano, e nonostante i richiami del padrone di casa, tendavano a stare fra loro e alla fine sono andati via prima. Generalmente ho notato la stessa situazione ripetersi andando ad altre feste miste, dove la distribuzione di nazionalita’ era abbastanza equa.

La riflessione e’ iniziata da questo caso specifico, per poi continuare pensando a come sono gli italiani in Irlanda e via discorrendo. Non voglio scrivere un post a riguardo perche’ molti blogger “irlandiani” hanno gia’ detto la loro a riguardo e credo non ci sia piu’ nulla da aggiungere.

Quello su cui mi sono soffermato di piu’ e’ la domanda seguente:

“Ma quando torni in Italia?” o per riformulare: “Quanto spesso gli italiani in Irlanda tornano in Italia?”

Questa e’ una domanda classica per me. Beh, credo lo sia per chiunque italiano all’estero. A volte la si sente dire da parenti, amici o conoscenti giu’ in Italia. A volte la si sente dire da italiani qui, nella variante «ogni quanto tempo torni in Italia?».

In questo anno di permanenza in terra celtica ho visto italiani ritornare per una settimana o qualche giorno in Italia ripetute volte nell’arco di 3-4 mesi, mentre io rimanevo sempre qui. C’e’ gente che scende ogni mese, gente che sente nostalgia del “Bel” Paese, gente che scende per vari motivi, vuoi perche’ c’ha il ragazzo/a in Italia, vuoi perche’ e’ particolarmente legata alla famiglia, perche’ gli manca il sole, il mare, etc etc.

La cosa si estende anche alle persone non italiane, la mia coinquilina francese va spesso, il mio coinqulino spagnolo pure.

Ed io? L’ultima volta che sono sceso fu’ ad Agosto, ormai quasi 7 mesi fa, per meno di una settimana, per poi spendere una settimana a Barcellona e risalire qui.
Sulla Luas, mentre ragazze brille e sguaiate insultavano l’energumeno est-europeo della security toccandogli il sedere, riflettevo sul fatto che il ragazzo con cui ho condiviso la stanza all’inizio da Celtic Halls ha deciso di ritornare in Italia. Ed io invece sono ancora qui.

Si, ogni tanto sento la mancanza dei miei, del mio cane, e di alcuni amici, ma non sento la vera nostalgia. Non posso dire di soffrire di questo “Mal d’Africa” che molti siciliani sperimentano quando si trovano lontani dall’isola. Vuoi perche’ l’ultima volta che sono sceso ho avuto una specie di rigetto nel sbrigare la burocrazia di chiusura conto corrente, ed altre cose che noti quando non sei piu’ abituato a stare nel posto dove sei nato.
Vuoi perche’ ultimamente tutto quello che succede in Sicilia ed in Italia mi fa schifo. Vuoi perche’ quando mi va posso prendere un po’ di ferie e prenotare un volo. Vuoi perche’, nonostante cio’, noi terroni abbiamo sempre la vita difficile e per andare a Catania devo spendere 2 giorni in voli. Vuoi perche’, nonostante Aerlingus abbia aperto una rotta diretta Dublino-Catania, questa funziona solo di Domenica, cosi’ non puoi farti il week end ma devi sempre prendere almeno 3 voli (2 per andare = 1 giorno di viaggio, e il diretto per tornare). Vuoi perche’ quando si torna a casa poi ci si deve spartire tra amici parenti e gente che ti vuole vedere (se no si offende), ed e’ uno stress.

Mi chiedo se questa mia non-nostalgia possa essere un indice di quanto mi trovo bene qui, fin’ora.
Chi lo sa. Io credo che lo sia. Dipende dal fatto che con le moderne tecnologie hai le persone a portata di click? Sara’ che come dice mia mamma usando una espressione sicula “sono liscio” perche’ non mi faccio sentire mai al telefono?

Nonostante la mia ragazza sia tornata un mese in Italia perche’ suo padre ha avuto problemi di salute non ho sentito l’esigenza di scendere anche io. Vuoi perche’ d’improvviso e’ arrivato un periodo di super lavoro che non mi lascia spazio di “annoiarmi”. Questo mese mi ha fatto capire che ho cominciato a sentire il bisogno di trovarmi un appartamento tutto per me (e per lei), perche’ mi sono un po’ rotto i cosidetti della condivisione.

Dovrei sfruttare il periodo di crisi economica e di ridimensionamento dei prezzi per farmi qualche giro su daft.ie e vedere cosa posso trovare. Ne parlero’ con Katia ora che torna.

Adesso vado a letto che domani inizia una settimana di fuoco.

Saluti, alla prossima.