Anobii

in Cultura, Letture

Negli ultimi 2 mesi, anche complice la pausa natalizia, ho reiniziato a leggermi un paio di libri in maniera seria.
Dopo la lettura del libro sul paradosso di Fermi, ho dato una lettura a seguenti:

Come vedete non sono tipo da romanzi, anche se leggo un po’ di fantasy ogni tanto :P

Il libro Terroni e’ altamente consigliato (se siete particolarmente masochisti) sia ad i lettori terroni che a quelli non terroni.
E’ un regalo di Elibus per natale. Espone l’origine della questione meridionale in maniera chiara, non accademica, il che lo rende un libro molto scorrevole alla lettura; ogni tanto puo’ dare delle punte di spocchiosita’, con un stile un po’ provocatorio, ma forse proprio per quello e’ leggibile/non palloso. Da leggere, l’autore cita un sacco di fonti ufficiali (vedere la bibliografia) e fa meditare su come invece gli episodi di cui parla siano stati trattate nelle scuole.

L’Illusione di Dio e’ un altro gran libro a mio parere, che espone in maniera inattaccabile, la non esistenza di Dio e il male che le religioni generano nella societa’ contemporanea.

I libri di Feynman sono molto belli: non sono libri tecnici, ma piu’ che altro racconti di storie personali (specie in “Surely you’re joking Mr. Feynman) che dipingono il personaggio del Dottor Feynam nelle sue sfaccettature personali, anche a volte lontani dal semplice mondo della fisica, un personaggio curioso, suonatore di bonghi, lockpicker, etc :)

In corso di lettura i seguenti:

  • L’enigma dei numeri primi (L’ipotesi di Riemann, il piu’ grande mistero della matematica), di Marcus Du Sautoy: e’ un libro molto piacevole, ho divorato 1/4 di libro in pochi giorni, non e’ per niente pesante, seppure ci sia un po’ di matematica nel mezzo e’ piu’ che altro un libro di storia della matematica :)
  • The Greatest Show on Earth, The Evidence for Evolution, By Richard Dawkins, un altro libro di Dawkins, simile all’Illusione di Dio ma piu’ concentrato sulle evidenze che supportano le teorie evoluzionistiche, contrapposte al creazionismo.
  • The Character of Physical Law, di Richard P. Feynman

Ho colto l’occasione per iscrivermi ad aNobii, un social network ispirato alla gente che legge, l’indirizzo del mio profilo e’: http://www.anobii.com/pallotron/books
Se avete un account sentitevi liberi di aggiungermi :)
Ho aggiunto un badge sulla colonna di destra del blog. Devo aggiungere tutti i miei libri prima o poi :)

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SPQR

in English posts, Informatica, Linux, Programmazione

I’ve been programming Perl for a while now, but I’ve seen lot of people around me (even Perl enthusiasts) getting very excited about Python.

In Newbay it’s used mainly for automated and performance tests, but some times also for some system engineering automation.

I can understand them, Python seems to be a pretty cool language, very clear and rigorous when compared to Perl, which tend to be messy (depending on the coder).

Python seems also to have more stuff into the default distribution which comes pre-installed on every Linux/Unix box. You already have http and xml libraries without the necessity of installing stuff (with Perl for example you don’t have LWP or any XML dom library by default and you have to install them through CPAN or your packaging system).

Also, with Jython is easier to interface with Java based stuff like JMS, etc. In the pat I’ve used some awful hacks using Inline::Java , they were working but, you know, they looked really scary.

I still do like Perl though, for doing simple and quick hacks, one-liners, etc.And I will probably continue to use it.

I’m currently reading this Diving into Python book, which is free to download or view online.

My colleague Brano has always tried to evangelize me, with no success so far (because of my chronic laziness), but today he gave me a nice puzzle which took me a couple of hours to solve :P

I’m sharing it with you just in case you fancy the idea to solve it too. Feel free to send me the result at
pallotron (at) freaknet (dot) org :)

It’s called roman.py, it contains two functions called roman2dec and dec2roman, they should convert integers into roman numbers and viceversa.

Brano gave it to me with the excuse that, because I’m Italian, I should be pretty used with romans numbers and it wouldn’t take too much to solve it :P

I started in the afternoon while at work, it took a 1 hour and half to me to figure out the algo for the dec2roman function, I don’t consider myself a math genius so excuse me if I was slow :P

The roman2dec was a bit of a challenge, but after 3 glasses of nice white wine (Corvo Glicine) I started seen the pattern and I’ve nailed it :)

In vino veritas! ahaha!

You have to write the code of the two functions so that the all unit tests pass (there are also negatives tests that you should take care of), here is the code. Just copy paste in a file called roman.py and execute it with python roman.py, enjoy!

I’ll publish my script in a week or so (just to give you the time to play with it, PLEASE DO NOT CHEAT :) ).

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import unittest
 
# your global variables can go here, too ;)
 
def roman2dec(roman):
    assert isinstance(roman, str), 'Expected string argument'
    # your code goes here
 
    return None
 
def dec2roman(dec):
    assert isinstance(dec, int), 'Expected integer argument'
    # your code goes here
 
    return None
 
class RomanTests(unittest.TestCase):
 
    def testSimple(self):
        self.assertEqual(roman2dec('XXIV'), 24)
        self.assertEqual(roman2dec('mcmxcix'), 1999)
        self.assertEqual(dec2roman(13), 'XIII')
        self.assertEqual(dec2roman(78), 'LXXVIII')
 
    def testInvalid(self):
        self.assertRaises(ValueError, roman2dec, 'IIII')
        self.assertRaises(ValueError, roman2dec, 'VX')
        self.assertRaises(ValueError, roman2dec, 'VV')
        self.assertRaises(ValueError, roman2dec, 'IC')
        self.assertRaises(ValueError, dec2roman, -1)
 
    def testExhaustive(self):
        for i in range(4000):
            self.assertEqual(roman2dec(dec2roman(i)), i)
 
    def testExhaustive2(self):
        letters = ('I', 'V', 'X', 'L', 'C', 'D', 'M')
        first_example = None
        count = 0
        for i in xrange(8*8*8*8*8):
            rom = ''
            while True:             # do { ... } while i>0
                rom += letters[i % 7]
                i /= 7
                if i<=0: break
 
            try:
                dec = roman2dec(rom)
                roman = dec2roman(dec)
                if rom <> roman:
                    if first_example is None:
                        first_example = '%s != %s (decimal %d)' % (rom, roman, dec)
                    count += 1
            except ValueError, e:
                pass
 
        self.assertEqual(count, 0, 'Accepted %d invalid roman numbers (e.g. %s)' % (count, first_example))
 
if __name__ == '__main__':
    unittest.main()

[Update]:

There much more invalid roman numbers that you have to check, the quiz has been updated above :P 

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N motivi per cui io non temo (per ora) la crisi

in Irlanda, Lavoro, Politica

Ormai tutti sanno che l’Irlanda se la sta vedendo brutta ultimamente, vi segnalo degli ottimi link che ho raccolto in questi giorni a riguardo:

Ora, per tutti quelli che si chiedono se sono ancora vivo ora che “oh mio dio avete la crisi!”, ma anche in riferimento agli ultimi commenti ricevuti in questo blog, e alle domande che mi sento fare tipo “ma non ti senti insicuro? non hai paura?” etc, ci tengo a precisare una cosa che forse alcuni non hanno capito: la crisi c’e’ ma non stiamo morendo di fame. :)

A differenza di altri blog irlandiani questo blog non e’ complottista, pessimista, e non invita nessuno a preparare le valigie ed andarsene, controlla la veridicita’ delle fonti prima di postare.

Io ho N motivi per non temere (almeno per ora) la crisi.

Sinceramente credo che a trovarsi in Irlanda nel bel mezzo di questa crisi io, come altri professionisti qui, abbiamo una serie di elementi secondo me favorevoli da tenere in considerazione:

  • avere uno stipendio triplo di quello che si ha in Italia aiuta, anche considerando che il costo della vita irlandese non e’ poi tanto distante dai costi della vita milanesi, romani e di tutte le altre metropoli italiane.
  • in irlanda fortunatamente il mercato degli affitti segue le regole della economia calando quando il mercato si flette (e meno male…. ci mancava solo questa); quindi per un professionista che continua a guadagnare lo stesso in stipendio (se non addirittura becca promozioni) risulta molto piu’ conveniente pagarsi un tetto (certo fino a quando non perde il lavoro, ma siamo ottimisti!)
  • vivere in un posto dove il mercato del lavoro e’ meno stagnante che in Italia e dove ancora, fortunatamente, si puo’ ancora trovare lavoro in grosse aziende che per ora non hanno intenzione di lasciare l’Irlanda per tutta una serie di motivi che se volete possiamo discutere separatamente
  • poter lavorare in aziende che spesso sono presenti a livello internazionale con la possibilita’ di rilocarsi in USA o altri posti se i tempi lo richiedono
  • continuare a parlare inglese
  • continuare a lavorare con gente capace a volte non ha prezzo
  • contrariamente alla famosa crisi le aziende IT ancora ricercano personale (io sto sono in periodo colloqui ultimamente), e non hanno intenzione di lasciare l’Irlanda, anzi alcune si stanno ancora espandendo (confermato alla interview con un manager che mi parlava del loro piano triennale di espansione)
  • Ormai che ho compiuto il passo dell’emigrazione, rilocarmi da qualche altra parte, se necessario, non mi spaventa.

Detto questo io do lo scoop e dico che non ci penso nemmeno a tornare in Italia :D

Ci vediamo quando il budget sara’ confermato e capiremo meglio che tipo di tassazione ci tocchera’ sopportare. Ma, ripeto, anche nel peggiore dei casi per me sempre meglio trovarsi qui :D

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Berlusconismo: interessanti punti di vista interni.

in Politica

Un interessante articolo oggi sull’Espresso, riporta i pensieri di alcuni ex di Forza Italia / PDL.

E’ interessante leggere di questi pareri anche perche’ non e’ che ci sia molto spazio sulla stampa per questi ragionamenti, ben piu’ interessanti dell’attuale situazione politica:

Vittorio Dotti, legale di Fininvest, è stato capogruppo di Forza Italia alla Camera nella legislatura d’esordio:

«Agli albori del progetto, con Forza Italia, non si sapeva come sarebbe andata. Era un movimento che nasceva dalla società civile con l’obiettivo di snellire la burocrazia e di aver maggior libertà. Molte persone con bagagli politici differenti, come me che venivo dal movimento repubblicano, hanno aderito perché condividevano la necessità di un cambiamento per il Paese. Presto le illusioni si sono spente. C’è stato un progressivo degrado, un uso del potere per risolvere problemi personali. L’ho capito dal primo governo Berlusconi: mi è stato subito chiaro che si sarebbero messe in atto solo misure utili ad alcune lobby vicine a lui. Da lì è seguito disincanto e allontanamento, quel progetto prevedeva il mancato rispetto di principi costituzionali a cui non ero disposto a rinunciare.»

Paolo Guzzanti:

«Quella rivoluzione l’Italia non l’ha mai avuta, meno che mai con Berlusconi. Me ne sono andato quando ho assistito ai suoi comportamenti da imperatore giapponese, quando ho compreso nell’inchiesta Mitrokhin che parteggiava solo per Putin, quando ho capito che stava irridendo la funzione parlamentare. E quando, ben prima del caso Noemi, mi sono accorto della mignottocrazia e del fatto che volesse svuotare la democrazia e riempirla con ragazzette dalle misure giuste, pronte a osannare il capo».

Da queste interviste e’ chiaro che molti prima di noi, in tempi forse ancora non cosi’ sospetti, si siano resi conto della indole del cavaliere, dei suoi punti deboli e delle sue vere aspirazioni (che sappiamo tutti essere il mero e proprio tornaconto personale).

La cosa che fa pensare e’ che queste persone se ne siano bellamente fottute e si siano ritirate a vita privata senza fare alcune opera di informazione verso il popolo, parlano del fatto “che era un progetto interessante per migliorare l’Italia”, ma quando era il momento di farlo davvero, attivandosi contro il berlusconismo e contro la deriva che lo Stato avrebbe preso di li a poco, se ne sono altamente fregati pensando ai fatti propri.

Mi chiedo quando gli italiani si accorgeranno delle stesse cose di cui molti dei piu’ attivi collaboratori del cavaliere si sono accorti. Fin’ora non e’ bastata nemmeno la piu’ lampante evidenza dei fatti.

E non mi dite che se se n’e’ accorta la Carfagna se ne accorgeranno anche gli italiani… la Carfagna secondo me sta solo cercando di trovare la via della sua sopravvivenza politica… mero accaparramento di poltrone, italian style.

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Ah! La sportivita’!

in Politica

Date una occhiata qui:

CASTELLI – «Se dovessi usare nei confronti della Ferrari e del dottor Montezemolo lo stesso metro di giudizio che egli usa nei confronti del nostro governo, dovrei dire che Alonso ha perso il mondiale a causa della gestione dilettantesca della corsa con il dottor Montezemolo ai box». Il viceministro della Lega Nord, senatore Roberto Castelli, commenta con sarcasmo il flop Mondiale del Cavallino. «Dico invece – aggiunge Castelli – che mi dispiace molto e faccio i più sinceri auguri alla Ferrari di poter vincere l’anno prossimo».

CALDEROLI – «Nonostante le capacità dell’ottimo Fernando Alonso, a cui va un applauso per il grande lavoro svolto in questa stagione – rincara la dose il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli – la Ferrari è riuscita a perdere un Mondiale di fatto già vinto grazie alla demenziale strategia operata dai box. E visto che a perdere questo titolo Mondiale sono stati gli strateghi ai box e non certo l’ammirevole Alonso, chi è responsabile di questa disfatta deve andarsene e quindi ci si aspettiamo le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo, il quale, al posto di fare il grillo parlante della politica senza beccarne mai una, dovrebbe invece cercare di imparare dagli altri come si fa a gestire una vittoria nel Mondiale. Ma nel frattempo Montezemolo, che ci ha fatto vergognare di essere tifosi della Ferrari, se ne vada subito da Maranello, evitando di fare ulteriori danni alla Rossa che tutti noi abbiamo nel cuore».

Ormai siamo proprio arrivati al fondo, probabilmente stiamo gia’ iniziando, non contenti, a scavare il fondo.

Sinceramente non penso che la eventuale caduta del Berlusconi di turno possa cambiare il modo in cui si fa politica in Italia.

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