La `manciaciumi` da tasto lile/share/submit

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Inanzitutto mi scuso con tutti i non siculi per il titolo, ma, davvero, non c’e’ nessun termine che mi viene in mente che possa esprimere meglio il concetto. E’ un po’ come con l’inglese: ci sono termini che rendono piu’ meglio assai i concetti dei loro corrispondenti italiani (quando ce ne sono).

<cultura_siciliana>

Pongo rimedio citandovi la definizione di Manciaciumi su la wikipedia Siciliana:

http://scn.wikipedia.org/wiki/Manciaciumi

Lu manciaciumi è na sinzazzioni di pizzicuri siddiusu supra la peddi ca induci a grattàrisi.

Che tradotto in italiano significa:

La manciaciumi e’ una sensazione di prurito seccante sopra la pelle che induce a grattarsi.

E’ quindi una espressione utilizzata  per indicare prurito generale, ed, in certe situazioni, ha anche una accezione sessuale: si dice che ad una donna/uomo “ci mancia” (gli prude) quando e’… come dire… irrequieto/a. Spesso si usa dire anche che a qualcuno “ci manciuni i manu” (gli prudono le mani) per indircare uno stato di impazienza nel fare/dire qualcosa, uno stato di fretta insomma. Spesso il termine manciaciumi ha un connotato negativo o farsoso. Vedere la canzone di Brigantony, “Comu ci mancia”:

Ripresa poi dai brigantini:

</cultura_siciliana>

Adesso chiudiamo l’angolo cultura e vi spiego il perche’ di questo preambolo.

Nel caso del post che sto scrivendo mi riferisco a questa “manciaciumi” che sto notando ultimamente in giro per l’internet, soprattuto in Facebook e nella blogosfera (non solo irlandiana).

E’ la manciaciumi dell’usare il pulsante Share o Like di Facebook, o il tasto submit del proprio blog, senza pensarci troppo su’.

Spesso il pulsante like o share (soprattutto quest’ultimo) serve per metterci a posto con le nostre coscienze. Quindi se vediamo un facebook post che va’ contro Berlusconi, la privatizzazione dell’acqua, o qualsiasi altra cosa, noi ci mettiamo l’anima a posto sharando o cliccando su like.

In questo modo ci mettiamo apposto con la nostra coscienza: abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo dimostrato che noi “non c’entriamo niente o che siamo contro”. Dopodiche’ ce ne laviamo le mani. Ormai il mondo si sta riducendo a cliccatori di pulsanti Like e Share. Dichiarazioni di condivisione o non condivisione, delle vere e proprie dichiarazioni di intenti non seguite dalle consequenti azioni.

Tutti pronti a fare la rivoluzione sul cyberspazio, ma nessuna attivita’ concreta nella vita reale. E’ un esercito di cliccatori che trova una grande percentuale di praticanti nei seguaci del Grillismo.

A volte si usa il tasto share/like solo per farsi belli di fronte agli altri, per darsi una parvenza di personaggio acculturato e informato sui temi di cui poi in realta’ non sa’ niente.

In tutto questo clicca e shara poi si introducono le bufale, crate a volte da chi si vuole solo divertire… troll della rete, a volte invece partono da situazioni normali che vengono mitizzate, cambiate, tramandante oralmente e non solo, e poi sfociano in catene di S. Antonio allucinanti.

Va’ molto di moda in questi giorni la bufala come quella intitolata “Finiscono i soldi dell’INPS /Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione“. Che se non erro e’ passata anche sul sito di Beppe Grillo!

Ma anche l’Irlanda non e’ esente da bufale, ad esempio qui in Irlanda ho appena appreso della bufala intitolata “Dublin Coastal Development di cui si discute su boards.ie e non solo.

Pare sia anche uscita su pagina 9 del Metro….. Ho ragine a dire ai miei colleghi che io Metro non lo leggo, diciamo che mi limito a arraffare una copia tanto perche’ ho pena dei lavotori metro, costretti a stare al freddo fino a quando non hanno finito le copie. In questo modo se ne vanno a casa prima :P

Morale della fabola: le robe vanno sempre verificate al limite delle proprie possibilita’ tecniche, di intelletto, o di altre capacita’, c’e’ un ottimo sito italiano gestito da Paolo Attivissimo da cui si puo’ sempre partire dando un occhio alla interessante la sezione Antibufala. Cliccate qui.

Per il resto basta usare il piu’ delle volte Google o tool un po’ piu’ nerd. Siamo nell’era dell’informazione. Sappiatela usare.

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Mediaset…. ma non me rumpe er ca!

in Informatica, Video

Ho Ricevuto questo messaggio da Youtube che pubblico volentieri, per farvi notare quello che accade. Le major e le zecche come Mediaset (Mediaset in particolare andata avanti con gli aiuti di qualcuno…) sono sempre li a rompervi er ca per un video idiota :D

Vorrei sapere cosa ne pensa Gigi Proietti… Personalmente so’ che se fossi lui mi farebbe solo piacere avere il mio video su youtube, pubblicita’ gratuita per lui.

Questa storia del copyright serve solo ai distributori di contenuti, non tanto ai fruitori o ai consumatori.

Attendo con ansia la rivoluzione del copyright, in cui cui tutte ‘ste zecche come major, etc se ne andranno tranquillamente fallendo perche’ bypassate sia dai produttori di contenuti che dai suoi fruitori, date all’umanita’ una 20ina di anni, io sono fiducioso che ci si arriva (se nel frattempo l’umanita’ non si sia stupidamente annientata :D )

Mediaset? Ma non ce rumpe er ca va! Ah, tralaltro ci sono N-mila copie di quel video su Youtube! Buona ricerca.

Ora ritorno nel limbo della defunta blogo sfera italo-irlandese disinformata, sindromata, morta, a sistemarmi i miei lavandini senza miscelatore.

Saluti

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Dilemmi fotografici vacanzieri

in Fotografia, Vacanze

Mancano 7 giorni alle vacanze e da buon fotografo amatoriale sono alle prese con mille dubbi e pensieri su cosa portare e cosa non portare in vacanza. Questo tema puo’ sembrare sciocco e irrilevante, ed anche un po’ stupido, a chi non e’ appassionato di fotografia, ma e’ un dilemma comune a tutto i foto amatori e non. Io posseggo diverse macchine tra cui:

  • Canon 5d con un discreto corredo: 50mm, 17-40, 100, 70-300
  • ImageZero 2000 Deluxe pinhole camera
  • Vivitar V2000 35mm + 50mm + 28mm comprato su ebay che spero arrivi prima della partenza :D
  • Holga 120N
  • Yashica MAT 124G medio formato TLR
  • Fujifilm instax 100 (“tipo” polaroid)
  • 2 tripod, di cui uno MOLTO robusto in fibra di carbonio ed uno piu’ piccolo e leggero
  • Un esposimetro esterno da usare con la imagezero e la yashica

Questo e’ l’itinerario:

  • 27 agosto: volo Dublino – Fuerteventura con arrivo alle 18:35 ora locale
  • Trasferimento a Corralejo (sul nord dell’isola) e ricongiungimento con alcuni membri dell’equipaggio provenienti da tutta Europa :P
  • 27 agosto: notte a Corralejo presso Club Las Olas a Corralejo
  • 28 agosto mattina: traghetto/aliscafo Corralejo – Playa Blanca e presa in consegna della barca a vela
  • 1 settimana (28-4 settembre) in giro con la barca, l’itinerario lo definisce lo skipper in quanto capo supremo.
  • 4 settembre: consegna barca a Lanzarote, Playa Blanc
  • 3 notti (4-5-6) a  Corralejo, Fuerteventura, allo Brisamar, da solo, perche’ nel frattempo il resto dell’equipaggio si e’ nuovamente disgregato in tutta Europa per rivedersi alla prossima missione. Non ho ancora deciso cosa fare durante quei 3 giorni ma credo noleggiero’ uno scooter per andare in giro a fare bagni/fotografie.
  • 7 settembre: volo Fuerteventura – Dublino in mattinata

Voi cosa portereste? Ovviamente la domanda e’ aperta anche ai non appassionati! :P

Io ho solo due paletti:  uno  e’ quello della pinhole da usare in quei 3 giorni che sono solo… non credo che una pinhole sia usabile in una barca a vela che non vuole stare ferma, visti i lunghi tempi di esposizione richiesti. Il secondo e’ quello di stare leggeri. Ogni volta che vado mi rendo conto di essere troppo pesante e di aver usato 1/3 dell’attrezzatura che mi sono caricato come un mulo.

Credo che il giusto sia un mix tra analogico e digitale ma non mi so decidere.

Quindi andrei con la Canon5D, il 50ino, e il 17-40 e il 100, ma poi rischio di essere troppo pesante.

Porterei il trepiedi piu’ grosso, perche’ piu’ stabile, ma ancora rischio di essere troppo pesante.

Ho intenzione di partire con uno zaino scout da imbarcare e di usare l’altro zainetto piu’ piccolo per la roba fotografica, ma ancora questo zainetto piu’ piccolo e’ sempre incombrante…

Ho ancora 7 giorni per pensarci… consigli sono ben accetti :P

Edit

:)
Alla fine, preso dalla mania compulsiva di acquisto, ho preso questa Minolta Weathermatic 35DL a 50 EUR su ebay.

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Abitudini alcoliche nord europee e morti sulla strada, una comparazione.

in Irlanda

Date un occhio qui.
A parte la legge ampiamente discutibile di cui non afferro il senso, e’ interessante questo dato:

> _Italy has one of Europe’s worst road safety records. In 2008, the last year for which comparative figures were available, there were 4,731 deaths on the roads out of a population of 58 million people, according to Tispol, the European Traffic Police Network. In the same year in the UK, which has a population of 61 million, there were 2,538 fatalities. The ACI’s figures indicate that 30% of the accidents in Italy involve drivers who have held a licence for less than three years._

* UK, popolazione di 61 milioni di persone, 2538 morti sulle strade.
* ITA, popolazione di 59 milioni di persone, 4731 morti sulle strade

E’ interessante anche accostare questo dato a chi si lamenta che i nord europei sono ubriaconi…. nonostante l’abitudine al bere piu’ sviluppata nei nord europei in Italia si muore di piu’ per strada…
I nord europei magari si ubriacano di piu’ ma almeno non guidano ubriachi….

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Sull’emigrazione, sugli italiani all’estero, ed alcuni esempi.

in Dibattiti, Esperienze, Irlanda, italia

Vi riporto questo articolo si Franco La Cecla, sul Sole 24, ore intitolato “Ecco gli italiani dai piedi leggeri”, e questo ottimo articolo di Michele Boldrin su noiseFromAmerika (un blog molto interessante, invito tutti a seguire) intitolato “L’emigrazione come scelta”.

Questi due articoli esprimono, molto meglio di quello che io posso fare con le mie scarse doti narrative, il sentimento che e’ comune a me e molti altri italiani espatriati all’estero:

C’è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent’anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell’esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l’Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell’Erasmus dalla scoperta che la vita all’estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia

[...]

Allora stare in Europa è diventata anzitutto una forma di cura, un dirsi: ma no, ma no, il mondo non può essere così meschino, c’è merito, speranza, possibilità di trovare persone con cui costruire assonanze e con cui inventare, sperimentare, creare senza il peso di coloro che hanno sempre fatto sì che il mondo dovesse sembrare solo un circolo chiuso e vizioso.

Emiliano sta ancora a Barcellona, la situazione è cambiata, un po’ più difficile, oggi con la crisi, ma non ha la più vaga intenzione di tornare in Lombardia.
È lui però a dirmi che in realtà ha scoperto di essere italiano proprio a Barcellona. Perché, dice, gli italiani in Italia sono individualisti e non fanno quasi mai gioco di squadra, è solo all’estero che scoprono di avere qualcosa di particolare che li distingue dagli altri, un’italianità che gli “altri”, gli “stranieri” riconoscono subito e che è considerata una qualità e non solo un tic nervoso.

[...]

Essere europei significa mantenere una propria identità senza doverla confondere con un’appartenenza a una classe dirigente che in patria blocca i processi d’apertura e trasformazione.
Ovviamente questo è il quadro positivo, profondamente innovatore di questa compagine di nuovi europei, sono quello che George Steiner chiama “luftmenschafte”, uomini dai piedi leggeri, una definizione sprezzante con cui i nazisti appellavano gli ebrei e tutti i cosmopoliti. La parte tragica sta nel fatto che questo è il risultato di un’espulsione: per l’Italia si tratta della liquidazione di una potenziale classe dirigente di professionisti, pensatori, ricercatori, imprenditori.

[...]

Se questo sentimento di base e’ in genere condiviso da tutti, i modi di esternarli sono tuttavia generalmente molto ma molto diversi in base all’esperienza personale di ognuno ed anche in base alle sue doti caratteriali. Cosi’ i rancorosi si esternano come tali, i menefreghisti pure, i “vivi e lascia vivere” pure, poi ci sono i pragmatici, ma anche gli idioti, i mammoni , i razzisti, gli omofobi, etc. etc. etc.

C’e’ chi taglia i ponti con la casa madre nettamente, chi sprofonda in un sentimento di odio/amore, chi di tristezza, chi vuole tornare al piu’ presto perche’ non ce la fa’ a stare fuori, chi decide di non tornare piu’ direttamente, chi sfoga il proprio rapporto di odio/disprezzo per l’Italia di oggi nei modi piu’ differenti:

  1. chi se la prende con la gente in Italia a tutti i livelli, attribuendo a loro la causa di tutti i suoi problemi e quelli del paese, chi se la prende con un po’ tutti, dal piu’ sfigato dei proletari al politico di destra od opposizione, con chi, rimanendo nella sua ignoranza e provincialita’, ti chiede ogni volta che scendi in Italia: «ma chi te lo fare a stare dove stai? qui abbiamo il sole, le donne, il cibo, sei proprio un pazzo, non ti capisco!». La posizione iniziale non e’ sbagliata ma tendono solo a criticare le persone senza considerare i loro background, non si chiedono mai se magari agiscono in quel modo in Italia per sopravvivenza (specie quelli che stanno alla base delle piramidi, per i politici, purtroppo per loro, non c’e’ scusante che tiene!). In generale non critico piu’ di tanto queste persone, anzi sono molto d’accordo con loro specie quando non se la prendono col poveraccio di turno ma con i pezzi da 90.
  2. chi se la prende con i compatrioti italiani che incontra nella nazione dove risiede in quel momento, etichettandoli come sindromati, evitandoli come la peste, colleghi, perfetti sconosciuti, non ha importanza, si autoisolano per evitare di essere infettati dal morbo, si fanno vedere che sono integrati, come se dovessero provare qualcosa a qualcuno. E nello stesso tempo elegge tutti gli indigeni come superiori, piu’ educati, piu’ eruditi, PIU IN TUTTO’. In barba alla legge dei grandi numeri. Questi, a mio modo di vedere, sono quelli con cui vado meno d’accordo, spesse volte portano avanti discorsi interessanti ma, sara’ perche’ magari sembrano posseduti dalla superbia (notare che ho scritto sembrano non sono), mi cadono dal cuore quando esagerano, mi mettono un po’ di tristezza perche’ sono ad un passo dall’essere OK. Mi piacciono di piu’ le persone che cercano di mantenere un low profile.
  3. chi invece se la prende col lato diametralmente opposto: il paese dove vive e gli stranieri che lo abitano, e quindi e’ tutto un tripudio di miscelatori separati, critiche contro la cultura del bere, il vomito, il piscio, i condizionatori a palla anche durante l’estate inesistente di certi paesi del nord europa, delle donne che non si sanno vestire e che adottano attegiamenti succinti al pub, con le case che fanno schifo, i knackers, le gand band giovanili, l’assenza di cultura, l’architettura inesistente etc etc. Questi mi fanno solo pena, poveracci, non c’e’ tempo da perdere piu’ di tanto con loro, provare a fargli cambiare idea e’ un dovere e va fatto, ma fino ad un certo punto…
  4. In mezzo a tutto questo, e mi ci metto umilmente io, ci sono quelli che hanno la decenza di accettare i lati negativi e positivi del tutto. Chi e’ etichettato da quelli sopra come quelo che non prende posizione, il terrone  siculo che segue l’arte del quieto vivere e del vivi e lascia vivere. Di questo gruppo fanno parte quelli che criticano giustamente tutti quelli che criticano sbagliando a senso unico (le categorie sopra) e che poco dopo gli danno anche ragione se e’ il caso. Quelli che criticano chi non sa accettare le critiche e si comportano da bambini. Quelli che accettano altre culture, che sono adattabili ad ogni situazione, provano tutte le cucine, quelli che sanno di trovarsi ospite in un paese diverso, un paese con abitudini diverse, non necessariamente sbagliate, quelli che gioiscono e che sono eccitati di provare cose diverse, che magari non gradiranno, ma che almeno avranno la consapevolezza di  sapere di non essere chiusi in uno schema di pensiero. Chi non insulta nessuno ma esprime il proprio parere, rischiando a volte di essere pure taggato come minacciatore.

A volte membri delle suddette categorie posso ritrovarsi in una coppia, magari sposata o convivente, magari una coppia di stessa nazionalita’ o di nazionalita’ diversa, e la situazione si fa piu’ difficile, non ci sei solo tu con le tue idee, ma anche l’altra meta’, uno dei due la pensa differentemente dall’altro sul luogo dove vive all’estero ma anche sull’Italia, si esprime coi toni di cui sopra e vuole andare via, mentre l’altro vuole rimanere :)

Queste situazioni non sono facili, specie quando le posizioni sono quelle diametralmente opposte (punti 2 e 3 sopra), un po’ piu’ facili quando almeno uno dei due e’ in posizione 1 e l’altro sta tra 2 e 4.

In ogni caso un elemento del punto 4 nella coppia aiuta moltissimo :P

Queste sfaccettature sono solo macro categorie, e tutti, chi piu’ chi meno rientriamo un po’ in tutte, con una tendenza a stare maggiormente in una delle aree, quindi c’e’ chi e’ piu’ radicale e chi un po’ meno in ogni area, c’e’ chi riesce ad incanalare la frustrazione di vedere il proprio paese andare a rotoli in maniera artistica/creativa, scrivendo blog, fotografando, facendo video, chi invece no e si accontenta solo di vivere e ogni tanto si ritrova in qualche dibattito con italiani e non riguardo l’italia e/o anche il posto dove si vive.

Federico Bonelli, un amico che vive ad Amsterdam e li ha messo su famiglia, ha deciso mesi fa di sfogare questo suo pensiero su questo video pubblicato su Vimeo e che qui riporto perche’ vale la pena di essere visto e capito nella sua crudezza:


“MA QUALE FUGA DEI CERVELLI QUESTA E’ LA RIVOLUZIONE DEL NON ESSERCI”
from Daniele Ciabattoni on Vimeo.

Saluti da Dublino, vi lascio con una scansione di un volantino che ho trovato poco fa nella cassetta della posta mentre tornavo a casa, questa si e’ civilta’, magari qualcuno non rischiera di saltare in aria a causa di un cucina  a casa malfunzionante….

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