blogosfera iralndese

Silenzio.

E’ piu’ di un mese che non scrivo niente. Le ragioni sono molte: molto MOLTO MOLTO lavoro, poco tempo libero a disposizione che ho impegnato in altro modo e poi diciamocelo sinceramente: non c’avevo un fico secco da dire!.
Non sono ancora riuscito a capire se ho perso interesse nel mezzo, o se sto semplicemente attraversando un periodo di fisiologico e sano silenzio.

Io quando non c’ho un cacchio da scrivere preferisco non forzare la tastiera invece che inventarmi qualcosa o qualcuno di cui parlare per il puro narcisismo di farmi vedere. Questa e’ la trappola del tenere un blog, imho, tutti dobbiamo prenderne atto.
Bisogna evitare di finire col fare post auto referenziali.
Questa mia pausa dalla blogosfera degli italiani all’estero mi ha dato l’occasione di seguirla da “lettore” e farmi un po’ una idea sull’andazzo; l’ho seguita da lettore “svogliato”, come uno che ha piu’ volte cancellato 200/300 commenti in un sol colpo (grazie tasto “DEL”).

Io ho come l’impressione che l’apparizione lyndoniana abbia funzionato come uno spartiacque: l’idea/definizione del sindromato e’ diventato di uso comune e da quel momento in poi e’ stato tutto un dilagare di post a tema. La gente che rimane critica chi se ne va, la gente che se ne va critica chi rimane, gente che invidia, gente che viene insultata, blogger che ormai scrivono solo in nome di inutili crociate del quale non capisco il senso onestamente.

Si e’ perso lo spirito che un blog di un italiano all’estero dovrebbe avere, dovremmo avere uno spirito informativo, raccontare com’e’ la vita qui, quello che si fa, come lo si fa’, perche’ lo si fa’, ma senza cadere nella tentazione di far passare le nostre scelte come la via della luce.

Bisogna raccontare le cose giuste/belle come quelle sbagliate/brutte; bisogna tenere in mente che non ci sono scelte giuste o sbagliate, ci sono solo scelte giuste o sbagliate per il singolo. Chi si trova male qui e decide di rimanere fa la scelta giusta per se (nessuno e’ cretino) anche se a noi puo’ non andare bene.

Pur essendo infastidito anche io dal lamentatio degli italiani all’estero non ho tempo/voglia di perdere il mio tempo libero in inutili crociate, credo che un post sia sufficente, altrimenti si rischia di essere ripetitivi, o si rischia di essere rimossi dagli aggregatori di amici stufi.
Se e’ davvero nella vostra intenzione non rapportarvi con i sindromati o il volerli via dai coglioni (magari back in italy) io vi consiglio di cambiare strategia, lasciateli alle loro convinzioni e otterrete quello che desiderate 😀

Io ne ho avuta una in casa qualche settimana fa, fidanzata di un collega di Katia (povero cristo), discutere nel mio salotto dicendo le stronzate piu’ colossali a riguardo dell’inutilita’ degli irlandesi e della nullita’ della loro capitale, sul fatto che non ci sono attivita’ culturali, rispetto a Roma, parlando con quella sfilza di CIOE’ che manco il migliore Verdone. Quello che ho fatto? SILENZIO. Nemmeno fargli notare che poteva andare a vedere una esposizione di stampe di Munch alla national gallery per 5 miseri euro. Cosa volete che mi importi il farle cambiare idea, una persona che ho conosciuto 5 minuti prima, le sue scelte prima o poi le faranno cambiare idea, prima o poi, spero per lei.

Smettiamola di fare i sociologi da quattro soldi, non lo siamo. Volete fare un blog utile per chi vuole venire qui o semplicemente per chi ha curiosita’ di vedere come funzionano le cose fuori dall’Italia?

Parlate della vita qui, scegliete voi se farlo attraverso il vostro personale vissuto o se volete tenere fuori la vostra sfera delle esperienze personali , ma fatelo con stile.

A volte non basta avere oggettivamente ragione.

Sinceramente,
Vostro Pallotron