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Internet, la mala informazione, l’ignoranza globale: alcuni esempi

(Si, ogni tanto ritornano, contrariamente a quanto pensa Lonestar :P)

Ho bisogno di scrivere questo post qui dopo che il mio feed Facebook e’ stato inondato di gente adirata per le ultime notizie Instagram, (si anche Palo Attivissimo c’e’ cascato, per poi correggersi)
Aggiungetevi tutte le cazzate che ho letto su Informare per Resistere e giu’ di li’ ultimamente. (A proposito, ho fatto un-follow da mo’ perche’ non li potevo sopportare piu’), o anche il recente episodio con dei venditori porta a porta avuto ieri (in cui dovevo decidere se fare lo switch al loro servizio da un altro operatore DAVANTI ALLA PORTA, senza potermi sedere a tavolino a farmi i miei conti) e il mio livello di frustrazione deve sfogare da qualche parte 😀

Uno dei problemi del mondo moderno e’ che man mano che diventa piu’ facile accedere alle informazioni il rischio di accedere a mala informazione o informazione incorretta (in buona o cattiva fede) aumenta considerevolmente, se il tutto e’ poi alimentato da una buona dose di ignoranza, pigrizia nel leggere, o semplicemente dal fatto di come il cervello umano funziona capite bene la portata del problema…

Mi direte: «Ci sono problemi ben piu’ gravi al mondo: genocidi, guerre, fame, poverta’, corruzione, etc», e vi do’ ragione, ma sono convinto che quello il problema sopra non debba passare come una frivolezza, perche’ ci sono casi in cui mala-informazione, o disinformazione (chiamatela un po’ come volete) puo’ avere effetti anche importanti sulle nostre vite (pensate alla disinformazione fatta da governi piu’ o meno corrotti etc).

Tutto nasce dal solito giornalista incompetente che, vuoi perche’ deve portare la pagnotta a casa, vuoi perche’ e’ pigro, vuoi perche’ non sa leggere l’inglese, scrive uno di quegli articoli sui vari blog, testate giornaliste online piu’ o meno autorevoli, affermando una qualsiasi supposta verita’ (naturalmente completamente distorta), normalmente tutto cio’ e’ fatto in buona fede, o a volte la informazione e’ volentemente  . E li e’ tutto un giro di share sui social networks e nella societa’ in generale.

L’articolo ha normalmente un titolo ad effetto (di solito completamente deviante dalla verita’), il corpo dell’articolo prende una via completamente diversa dal titolo e di norma da’ una interpretazione ambigua di quello che afferma la fonte ufficiale, aggiungete che un mucchio di gente ignorante (o forse solo pigra) si ferma a leggere i solo titolo o le prime due righe/paragrafi per farsi una idea dell’intero articolo (a proposito, lo sapevate che c’e’ un studio che afferma che la maggior parte della gente si ferma a leggere le prime 3 frasi di un articolo e poi abbandona?). La stessa gente poi posta commenti, shara sui social networks, altri ci cascano perche’ seguono la stessa logica.

Si possono vincere elezioni cosi’, processare ingiustamente qualcuno, far calare azioni in borsa (succede specie dopo IPO :P), far crollare business insomma.

Veniamo al caso specifico: Instragram (d’ora in poi IG): la gente e’ adirata per le recenti modifiche alle condizioni d’uso (d’ora in poi ToS) perche’ “Instagram vendera’ le nostre foto!!!”. Alcune considerazioni:

  1. IG non fa benficenza
  2. IG rimane un servizio gratuito
  3. Per salvare foto di milioni di utenti, servirle a tutto il mondo, e processarle ci vogliono i $$$
  4. L’unico modo per assicurarsi una pipeline di revenue e’ usare le pubblicita’
  5. La gente non sa leggere i documenti legali (la ToS e’ chiara in quel senso, la proprieta’ delle foto rimane degli UTENTI, IG si riserva solo il diritto di USARE le vostro foto all’interno di IG stesso per fini publicitari, notare che USARE le foto all’interno del sito stesso e’ DIVERSO dal venderle ad enti esterni
  6. Anche solo il pensiero di vendere foto IG e’ ridicolo, le foto sono cosi’ a bassa risoluzione che e’ ridicolo pensare che possano essere vendute, NON E’ POSSIBILE NEMMENO STAMPARLE IN FORMATO A4 😀

La ToS e’ qui: http://instagram.com/about/legal/terms/updated/ (notare le note in rosso messe da me)

  1. Instagram does not claim ownership of any Content that you post on or through the Service (ndr: IG non ha la proprieta’ delle vostre foto che rimangono vostre). Instead, you hereby grant to Instagram a non-exclusive, fully paid and royalty-free, transferable, sub-licensable, worldwide license to use the Content that you post on or through the Service, except that you can control who can view certain of your Content and activities on the Service as described in the Service’s Privacy Policy, available here: http://instagram.com/legal/privacy/.

  2. Some or all of the Service may be supported by advertising revenue (ndr: per campare e hostare le vostre foto di merda dobbiamo pur prendere qualche soldo). To help us deliver interesting paid or sponsored content or promotions, you agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you (visto che non paghi il servizio tu acconsenti affinche’ alcune entita’ terze possano pagarci per ***VISUALIZZARE** il tuo username, likes, foto e le azioni che fai in connessione all’interno di contenuti pubblicitari, notare che non vuole dire vendere le vostro foto :P). If you are under the age of eighteen (18), or under any other applicable age of majority, you represent that at least one of your parents or legal guardians has also agreed to this provision (and the use of your name, likeness, username, and/or photos (along with any associated metadata)) on your behalf.

  3. You acknowledge that we may not always identify paid services, sponsored content, or commercial communications as such.

La gente semplicemente non capisce il business model delle .com …

In sostanze se non siete d’accordo potete pure disiscrivervi e cercarvi un altro spazio, che all’inizio sara’ esente da questa mentalita’, fino a quando non diventera’ cosi’ grosso da dover trovare modi per sostenersi, e risarete punto e a capo 🙂
Oppure se siete competenti scrivetevi voi il vostro Instagram e compratevi voi storage, server, e usatelo fra i vostri amici nella vostra bella isola internet non integrata col resto del mondo 🙂

Approfondimenti interessanti

 

 

Streammare musica da casa ovunque siate via ssh tunnel

A lavoro ho da poco migrato tutte le mie robe su un portatile nuovo. Mi sono accorto che l’80% dello spazio sul portatile era occupato da mp3 e musica varia, cosi’ ho deciso di non mettere mai piu’ musica nel suo hard disk, spreco di spazio inutile visto che viviamo nel mondo della connettivita’ ormai dappertutto.

Cosi’ mi sono detto, ho un bel mac mini a casa col wake-on-lan funzionante, zeppo di musica, questa ridondanza non ha senso, usiamo l’internet per streammare la musica dal computer di casa mentre sono a lavoro!

Mi sono documentato un po’ e ho visto che in Linux si puo’ installare un tool chiamato mt-daapd (http://www.fireflymediaserver.org), ora conosciuto come FireFly media server; questo tool implementa il protocollo DAAP (http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Audio_Access_Protocol), Digital Audio Access Protocol: e’ un protocollo proprietario usato da Apple nel suo iTunes per streammare audio/video in una rete locale. Questo vuol dire che i media player che parlano DAAP (iTunes ed Amarok per esempio) sono in grado di fare l’autodiscovery di host daap-enabled nella rete locale in cui vi trovate perche’ DAAP funziona in broadcast.

Per mettere su tutto questo ambaradam in Debian/Ubuntu basta installare il too:

$ sudo aptitude install mt-daapd libid3tag0 avahi-utils

Avahi-utils vi servira’ solo se volete ascoltare la musica fuori da casa, altrimenti mt-daapd e’ gia’ ok se il vostro intento e’ streammare musica da un altro host della vostra rete casalinga e niente piu’.

A questo punto configurate il daemon editando /etc/mt-daapd.conf. Io ho solo cambiato questa linea:

mp3_dir = /home/pallotron/Music/

Per puntare alla directory della mia home dove sta tutta la musica. Ma voi date un occhio al file per capire cosa altro potete cambiare a seconda delle vostre esigenze.

Avviate il daemon e fate in modo che parta al boot:

$ sudo  /etc/init.d/mt-daapd start $ sudo update-rc.d mt-daapd defaults

A questo punto il vostro server ascoltera’ sulla porta 3689:

root@pallomac:~# netstat -tunap | grep LISTEN | grep mt-daapd
tcp        0      0 0.0.0.0:3689            0.0.0.0:*               LISTEN      18584/mt-daapd

Questo tool ha una interfaccia web che potete usare per vari scopi: creare playlist, definire nuove directory dove trovare la musica, configurare il tool (password, etc). Basta puntare il proprio browser su http://localhost:6689/ o cambiare localhost con l’ip/hostname del vostro computer casalingo.

Ok, una volta che questo e’ fatto viene il bello, un requisito importante e’ che voi siate in grado di accedere al vostro host casalingo usando ssh, il vostro router casalingo deve essere configurato per redirigere la porta SSH (tcp/22) all’ip del vostro computer casalingo. Io a casa assegno due IP fissi ai mac address delle due interfaccie del computer (ethernet e wifi) tramite il DHCP server del router.

A questo punto dal vostro computer in ufficio o dovunque voi siate usate un bel ssh tunnel:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -L :6689:localhost:3689

O se preferite potete configurare ~/.ssh/config per aggiungere qualcosa tipo:

Host IP_CASA
   Username VOSTROUSER
   LocalForward *:3689  localhost:3689

A questo punto potete connettere il vostro player preferito a localhost:3689 et voila’, potete vedere tutta la musica sul vostro computer a casa e iniziare ad ascoltare 🙂

Ho verificato che banshee ancora non supporta DAAP, mentre rhythmbox supporat DAAP ma senza autodiscovery, cioe’ inserendo a mano la URL del server… mentre amarok e iTunes supportano l’autodisvovery.

L’autodiscovery funzionera’ automaticamente se vi trovate a casa ma se vi trovate fuori dovete utilizzare questo comando Avahi (http://en.wikipedia.org/wiki/Avahi_(software)):

$ avahi-publish-address -v -s "my daap share" _daap._tcp. 6689 &

Avahi e’ una cosa che devo ancora approfondire meglio, potete verificare che il vostro computer sta esportando correttamente lo share usando il comando:

$ avahi-browse _daap._tcp

Dovreste vedere il nome del vostro share apparire.

Se intendete esportare la musica ai vostri colleghi vi avviso che probabilmente questo e’ contro le regole aziendali. Quindi meglio non usare AVAHI 😛

Buon ascolto!

Edit

Ho trovato un po’ di info a queste URL:

http://wiki.fireflymediaserver.org/SSH_Tunnel

http://wiki.fireflymediaserver.org/RemoteAccess

Pare sia meglio usare una porta diversa da 3689 nel comando ssh, perche’ pare banshee provi a bindare la 3689, io ho scelto 6689… Di conseguenza cambiare anche il comando avahi per usare la porta 6689… e pare anche che dovete utilizzare l’IP del vostro laptop a lavoro e non localhost, cosi’ i comandi diventano:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -L *:6689:localhost:3689

oppure nel vostro ~/.ssh/config:

Host IP_CASA
   Username VOSTROUSER
   LocalForward *:6689  localhost:3689

E poi lanciare avahi cosi’:

$ avahi-publish-address -v -s "my daap share" _daap._tcp. 6689 &
Edit2
Potete aggiungere le opzioni -N e -f al comando ssh per evitare di mantenere una shell aperta tutto il tempo, ma poi vi dovete ricordare di killare il processo ssh connesso al vostro server casalingo:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -N -g -L *:6689:localhost:3689

Esempio di censura moderna.

Ricevo e pubblico. Ecco un esempio di censura moderna. Andate qui. Sono le foto della visita di Obama a Praga.

Notare quante foto ci siano: 14 di 14. Poi cambiate URL in:

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/folla-obama/15.html

Ho preso uno screenshot direttamente sul mio laptop, non si sa mai che la pagina venga cancellata definitivamente da quelli di repubblica:

sorry4berlusconi

15 foto?  Come mai qulla pagina 15.html sta li nascosta? Forse prima c’erano 15 foto e poi repubblica ha deciso di togliere la foto scomoda per fare un favore al nostro beneamato premier? 😀

Censura = no liberta’, e loro sono il Poplo delle Liberta’! 😀

Questa e’ l’informazione che abbiamo. Ma ormai con internet non c’e’ piu’ scampo per questi signorotti, hanno le ore contate, e’ solo questione di tempo, la gente pubblica le cose da se’, le notizie passano attraverso canali non ufficiali.

Eircom: la tua DSL e’ davvero deprimente…

Sarai anche l’ex monopolista delle telecomunicazioni irlandesi… ma lascietelo dire: IL TUO SERVIZIO DSL FA SCHIFO!

Ho una ADSL di schifo, sara’ 1 megabit, e me la fai pagare un botto (vabe’ che me la paga in toto Newbay…). Hai un packet loss che supera anche il 30% (certe volte anche 40%!)…

--- google.ie ping statistics ---
291 packets transmitted, 199 received, 31% packet loss, time 355913ms
rtt min/avg/max/mdev = 113.550/198.333/1997.198/137.548 ms, pipe 2

Basta che uno dei miei coinquilini usi Skype per fare una telefonata (non parliamo di skype che per fare traffico voce/video mi usa TCP…), o scarichi qualche pornazzo con BitTorrent, che io non posso nemmeno usare una fottutta sessione SSH verso il mio server.

Non e’ possibile. Siamo nel 2008.

Schifo! Fate schifo!