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Dimissioni

Dicembre 1st, 2007 - Dicembre 1st, 2007

E’ da mesi che mi guardo in giro lavorativamente e medito sul mio futuro: il piu’ prossimo ma anche il piu’ remoto.

Sono mesi che ho deciso che in qualche modo sarei dovuto uscire dal deadlock in cui sono (stato?) intrappolato da mesi. La mia attuale situazione lavorativa non mi puo’ consentire di costruire qualcosa, specie che ultimamente ho dovuto trasformare il mio contratto da full-time a part-time.

Una cosa e’ certa: qui dove sono geograficamente le opportunita’ sono poche. Dovrei spostarmi a Roma o Milano per avere maggiori chance. Allora mi sono detto che che se mi devo spostare tanto vale farsi un’esperienza all’estero.

Sono mesi che anche il Direttore (aka nightolo), attualmente residente e “lavorante” in quel di Dublino (Ireland), mi viene d’appresso con interminabili query private in IRC, in cui la stringa piu’ quotata e’:

«Prenota e vieni! Prenota e vieni!»
«Hai prenotato? Fuozza!»

Da quando mi sono iscritto a vari siti di job searching irlandesi come monster.ie, ma anche inglesi come jobsearch.co.uk, o anche a network come Linkedin.com ricevo molte proposte alla settimana di recruiter ed agenzie di recruitment che notano il mio CV e mi propongono di fare interview per aziende a volte anche molto grosse.

Ho sostenuto colloqui telefonici dall’Italia per aziende anche grosse, in alcuni casi sono riuscito a passare tutti gli scogli delle preselezioni (che costituevano in colloqui telefonici, test su applicazione web in remoto con tanto di cronometro per segnare i tempi di risposte delle domande). A volte sono stato anche invitato a presentarmi per una giornata sana di interview in azienda. Una volta a Dublino ma anche a Cambridge (UK).

In tutti i casi nulla di fatto. Anche se l’impressione e’ che i miei skill siano buoni ed appetibili c’e’ sempre qualcosa che frena le aziende. Sicuramente una buona parte della scelta si basa sul mio english, che non e’ di certo super fluente ma di cui io sinceramente non mi sento di vergognarmi. Anzi!

Credo che l’elemento fondamentale sia che non mi trovo fisicamente li’. E questo sia un deterrente molto forte.

Cosi’ ieri mattina in ufficio mi sono deciso, ho stampato la lettera di dimissioni, l’ho firmata e l’ho presentata al mio datore di lavoro.

Secondo il mio contratto e il mio livello di inquadramento il preavviso e’ di 45 giorni. Pertanto prestero’ servizio dove sono ora fino al 14 Gennaio 2008.

Probabilmente la vignetta qui sotto esprime bene il pensiero dei miei superiori:

Spiacente, ma questo post non è disponibile in Italiano

Anche se devo dire sono stati molto “asettici”, nemmeno una controproposta economica, segno di diverse cose tra cui l’azienda non versa in buone acque, oppure che sono finalmente contenti che me ne vado come la vignetta suggerisce, oppure che so io, semplicemente sono contenti per me! Chi lo sa! a me non e’ che interessi piu’ di tanto.

BTW prenotero’ asap un biglietto di sola andata per Dublino: data 30 Gennaio o 1 Febbraio.

Stay tuned!

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Lavorando ad un nuovo embedded…

Dicembre 5th, 2007 - Dicembre 5th, 2007

Esattamente lo stesso mese di qualche anno fa, 2005, (vedere il post a riguardo su questo blog), realizzai un sistema embedded basato su Linux per un cliente.

La richiesta del committente era la realizzazione di un sistema che fosse collegato ad un PLC, a sua volta collegato a macchine di taglio lamiera, per la ricezione di dati e allarmi dalla macchina di taglio, e la successiva scrittura di questi dati su un RDBMS centralizzato.

Il sistema embedded era munito di LCD con risoluzione 640×480 e touchscreen per l’interazione.

All’avvio il sistema doveva aprire un browser (javascript capable) che doveva puntare ad una webapplication scritta da un’altra azienda, che serviva per pilotare le macchine.

Realizzai qualcosa in un mesetto:

  • l’embedded in se’: kernel + file system layout minimale + busybox + dropbear (ssh) + xorg + opera 9 (versione minimal): circa 100mb facendo un lavoro certosino di taglio di file inutili. Il dom dell’embedded era di 128MB
  • un daemon scritto in C che leggeva la seriale, parsava i dati (mi sono divertito con gli operatori bit a bit, grazie al K&R, per estrapolare gli allarmi dai char letti sulla seriale), ed utilizzava unixODBC per scriverli sul server MS SQL Server (?!?!**##%%$) della applicazione web fatta dall’altra azienda

Ne’ risulto’ un bel lavoro.
Dall’inizio avevo cercato di evitare Xorg e di usare qualcosa tipo links2 in modalita’ framebuffer, ma l’applicativo web di terze parti faceva uso massivo di Javascript…
Poi provai con Dillo, ma anche li il supporto Javascript era penoso.
Poi provai con Firefox, funzionava ma chiedeva troppo tempo al boot…
Poi sono approdato a Opera9! Opera e’ davvero un bel browser, molto personalizzabile, forse piu’ facilmente di Firefox perche’ basta editare il file opera.ini.
Date un occhio a http://del.icio.us/pallotron/opera.

Opera9 aveva gia’ una funzionalita’ di kiosk mode interna, senza bisogno di installare addon come nel caso di Firefox.

Questo lavoro produsse la pubblicazione di un howto da me scritto che illustrava come usare il portage di Gentoo Linux per realizzare sistemi embedded. E’ ancora un valido documento. Ho visto che molta gente approda ad esso cercando con Google. Ne realizzai anche una versione English.In questi giorni mi sono trovato nella situazione di dover realizzare un altro embedded. Nel frattempo la mia considerazione di Gentoo e’ andata scemando. Per una serie motivi che se volete possiamo discutere.BTW mi sono messo all’opera per vedere che strumenti offre Debian per realizzare lo stesso lavoro.Premetto che sia l’embedded precedente che quello odierno sono basati su cpu x86 compatibili. No ARM.

Quindi per realizzare un sistema usabile e funzionante non si deve fare cross-compiling delle applicazione per la CPU target.

Debian mi ha permesso di essere molto piu’ spedito nella creazione di questo nuovo embedded. Ho utilizzato debootstrap, dando comandi simili a questi:

main # mkdir -p /opt/lenny-root
main # debootstrap lenny /opt/lenny-root http://ftp.debian.org/debian/
[ ... attendere prego ... ]

Alla fine del processo otterrette un sistema debian standard minimal (in questo caso la relase lenny) nella directory prescelta.

A questo punto mountare /proc, copiare /etc/hosts e chrottarsi:

main # mount proc /opt/lenny-root/proc -t proc
main # cp /etc/hosts /opt/lenny-root/etc/hosts
main # chroot /opt/lenny-root /bin/bash

A partire da questo punto ho installato il software necessario al cliente usando apt.
Ho installato Firefox, Xorg, dropbear, Splashy, ed un RPM della National Instruments fornitomi dal cliente che installa un envoirnment chiamato Labview che include anche un plugin di Firefox.

E’ un ambiente molto utilizzato da 20 anni in automazione industriale:

For more than 20 years, NI LabVIEW graphical development has revolutionized the development of scalable test, measurement, and control applications. Regardless of experience, engineers and scientists can rapidly and cost-effectively interface with measurement and control hardware, analyze data, share results, and distribute systems.

Il cliente ha gia’ scritto applicazione LabVIEW, il terminale embedded deve puntare all’applicazione di monitoring della infrastruttura automatizzata.

Il cliente voleva anche che il processo di boot non mostrasse tutte le scritte tipiche del boot dei kernel UNIX. Ma qualcosa di grafico con una barra di scorrimento, qualcosa alla Ubuntu/Windows.

L’ho realizzata con Splashy.
E’ stato sufficiente installarlo, leggere la documentazione, realizzare delle bmp con pochi colori come questa, con le immagini da usare, configurare qualche file di xml per definire colori della barra ed i comportamenti.

Mentre che c’ero ho anche utilizzato lilo in modalita’ grafica con immagine bmp e menu’ di scelta dove l’utente al boot puo’ scegliere se partire con lo splash, senza splash (per vedere i messaggi del kernel), oppure in una modalita’ “configurazione”.

La modalita’ “configurazione” viene usata per configurare l’apparecchio.
In pratica a dopo il boot, e dopo aver effettuato il login uno script in .bashrc legge la command line del kernel leggendo /proc/cmdline ed eventualmente esegue uno script bash che fa domande sulla configurazione e poi scrive i file che deve scrivere…

Il filesystem dell’embedded e’ cosi’ organizzato:

  • / in read only
  • /usr compressa con squashfs
  • una partizione /rw di pochi mega in read write

In totale tutto sta in 164MB. OK non proprio dimensioni embedded, ma in realta’ questo non e’ proprio un embedded nel vero termine della parola… e’ piu’ un dispositivo da affiancare ad una macchina di taglio, e poi dovendo anche avere Xorg… Considerato che il dom che ho a disposizione e’ di 256MB direi che vado tranquillo, ma sono convinto che con un po’ di lavoro certosino fatto di strace, ldd, e altri tool posso minimizzare di molto!
Ed ora pappatevi un video che ho girato l’altra notte mentre ci lavoravo, in questo video il sistema impiega ben 4′30″ dall’accensione elettrica al caricamento di una pagina di test con un plugin Labview. Ma nel momento in cui scrivo sono riuscito a ridurre il tempo di caricamento a soli 2′20″… purtroppo l’embedded che ho e’ solo 166mhz… 129MB di ram… e si sa firefox non e’ che sia leggerissimo… beh casomai il cliente optera’ per ferragglia piu’ prestante.

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Howto emigrate: step number 1

Dicembre 6th, 2007 - Dicembre 6th, 2007

Spiacente, ma questo post non è disponibile in Italiano Fra ieri e oggi ho portato a termine lo step numero 1, e cioe’:

Prenotare biglietti aerei e cercare una sistemazione per le prime due settimane.

I seguenti screenshot testimoniano l’inevitabile :) :

Spiacente, ma questo post non è disponibile in Italiano Spiacente, ma questo post non è disponibile in Italiano

Partiro’ giorno 30 Gennaio 2008, ore 15.20 con volo Windjet, direzione Fiumicino.

Non fidandomi di Windjet ho evitato di optare per la coincidenza e passero’ la notte a casa di Elibus. L’indomani prendo il volo Ryanair da Ciampino per Dublino, alle ore 9.55. Elibus si e’ offerto di accompagnarmi visto che la mattina lui va a lavoro nei pressi di Ciampino.

Da questo momento il sottotitolo del blog che era:

«Storie, esperienze e pensieri di un geek»

diventa:

«Storie, esperienze e pensieri di un geek in procinto di emigrare»

Situazione accomodation

La situazione flat sharing e letting in Irlanda e’ forse la parte piu’ “cammuriusa”. Come ho letto in giro quasi nessuno ti affitta una stanza se non hai le reference (cioe’ un lavoro).

Cosi’ per l’accomodation iniziale mi sono rivolto a CelticHalls.com. Che sono proprio organizzati per l’accoglienza e l’affitto di stanze in appartementi/case a Dublino e Cork a professionisti e studendi dall’estero. L’ho scoperto grazie alla comunita’ di Irlandando.it. Una comunita’ online (ma anche real-life) di italiani in Irlanda. Mi sono iscritto al forum. E’ un sito che vale la pena visitare se intendete soggiornare in Irlanda per brevi o lunghi periodi. Cito direttamente dal sito di Celtic Halls. BENEDETTO IL COPY & PASTE!

Accommodation

We offer medium-high standard Self-Catering accommodation (self-sufficient houses) in single, double, or triple rooms, with shared services, including kitchen.
In Dublin all our structures are conveniently located in the city centre or in residential safe areas (mainly Dublin 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9) well connected to the centre (within 10-25 minutes), by public transport (no more than one bus, or in the vicinity of the DART light railway). In Cork all the houses are in the centre or within a walking distance from it.

Prices and booking

The weekly self-catering (house sharing with use of bathroom and kitchen) per person prices have the following range (with all bills included):

 
Dublin
(person/week)
Cork
(person/week)
Single room
140 – 160 euro
120 – 130 euro
Double room
120 – 140 euro
90 – 100 euro
Triple room
100 – 110 euro
-

In order to book and to have further details, please provide us preliminarily a short description of yourself and of your needs, sending us an email at:
Dublin: info.dublin@celtichalls.com
Cork: info.cork@celtichalls.com

Ok, ma in pratica come funziona?

Il periodo obbligatorio di permanenza e’ 2 settimane, che devi pagare in anticipo, bisogna dare una caparra di una settimana che ti restituiscono quando lasci la casa, per lasciare la casa devi dare una settimana di anticipo. Se gli scrivete come utenti Irlandando.it avete diritto a 20/30 eur di sconto…

Gli ho scritto una email e ho notato che i prezzi sono piu’ alti di quelli indicati nel sito:

CAMERE TRIPLE DUBLINO 110-120
CAMERE MATRIMONIALI/DOPPIE: DUBLINO 130-150 e CORK 95-110
CAMERE SINGOLE: DUBLINO 155-175 e CORK 125-135
Hanno voluto 100 eur di anticipo che verranno detratti dalla somma che devo saldare arrivato li’. Li ho pagati via Paypal. Una volta arrivato li dovro’ telefonare in ufficio, per avvisare che sto passando a pagare. Arrivare nell’ufficio Celtic Halls, pagare 80 eur di spese di booking anticipato dall’estero + 2 settimane di affitto + 1 settimana di caparra.

Poi da quello che mi ha raccontato Il Direttore mi accompagneranno nell’alloggio in macchina.

Alla prossima puntata.

PS: ieri finalmente per la prima volta mi sono tolto una soddisfazione con un PM del mio attuale posto di lavoro che, durante una chiaccherata pre meeting a quattrocchi, in cui gli ho mostrato le mie motivazioni ad andarmene, ha usato in mia presenza la parola SOTTOSTIMATO parlando delle condizioni di un progetto attualmente in corso…

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Howto emigrate: ventata di ottimismo…

Dicembre 14th, 2007 - Dicembre 14th, 2007

L’altro ieri notte prima di andare a letto ho modificato i miei CV online, sia sul sito che su monster.ie, aggiungendo la fatidica frase:

I have given my resignation letter to my current company in Italy and I will relocate to Dublin (Ireland) in February 2008 in order to find an employment.

Stamattina ho notato queste statistiche su www.pallotron.net. Questo sito normalmente non ha traffico per niente. Ma da quanto ho messo Google Analytics sta salendo:

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Monster.ie dice “Views: 33″.

Oggi sono stato bombardato da 6/7 telefonate di recuiter che mi proponevano position varie! :)

  • System Administor
  • Suppor/Application/Testing Engineer
  • Embedded developer

A chi mi ha chiamato per quest’ultima position ho detto che ero interessato solo a posizioni di system administration e mi ha richiamato dopo 5 minuti con un’altra position!

Tutto questo mi infonde molto ottimismo per il futuro… speriamo bene…

Stay tuned!

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Countdown e pensieri sparsi.

Dicembre 19th, 2007 - Dicembre 19th, 2007

Questo articolo e’ lungo. Siete stati avvisati!

Mancano solo 28 giorni di calendario al mio ultimo giorno di lavoro da dipendente in Italia (finiro’ il 14 Gennaio). Poi partira’ il countdown che mi separa dall’ingresso nell’aereo Ryanair.

Mi attende un mese di lavoro con la testa gia’ altrove. Per giunta in un periodo di rilascio di un progetto che sta quasi per essere portato a termine. E che ovviamente e’ ben lungi da poter essere consegnato secondo le richieste… (parere mio questo ovviamente).

I periodi di preavviso sono sempre una gran rottura di scatole.

Ti accorgi che per quanto tu abbia cercato di essere meticoloso durante la tua attivita’, scrivendo documentazione, tenendo traccia dei changelog sulle macchine, etc., nessuno ha mai recepito niente, o ha ricepito poco, di quello che hai detto/scritto. Te ne accorgi quando ti vengono a chiedere lumi su questo e su quello. E tu ovviamente rispondi chiedendo: «ma non hai letto il doc x che ho scritto?»

Ripercorro gli ultimi mesi da aprile/maggio scorso ad ora passati nella mia attuale azienda e mi rendo conto di aver perso un casino di soldi e di essermi inutilmente avvelenato l’anima per non essermi deciso mesi fa’ nel fare quello che mi sono deciso a fare all’inizio di Dicembre.

Per spiegarvi perche’ faccio un preambolo (scusate la lunghezza ma e’ doveroso).

La mia attuale societa’ (partita come startup circa nel 2001, io mi sono unito solo nel 2005) e’ specializzata nelle consulenze nel ramo IT e TLC, ed anche nello sviluppo software e di soluzioni tecnologiche in genere in modalita’ turn-key.

Come tutte le societa’ italiane e’ una piccola/media impresa di circa una 50ina di dipendenti e vive sulle spalle delle grandi corporation nazionali ed internazionali.

Essa cerca di calvalcare l’onda anomala chiamata con diversi sinonimi piu’ o meno ufficiali:

Sulla definizione di outsourcing vi rimando alla voce di Wikipedia che e’ gia’ molto esaustiva. Pero’ voglio farvi notare un pezzo di quelle pagine che dice:

Allo stato attuale le pratiche di outsourcing si vanno sempre più diffondendo tra le imprese, sia pubbliche che private, e tendono a coprire variegate attività produttive, dalla progettazione alla logistica.

L’ outsourcer viene visto come lo “specialista” nelle attività “trascurate” dal committente, poiché fa di queste il proprio core business.

Questo fenomeno viaggia in parallelo con quello della riorganizzazione della produzione su scala globale, strategia a volte indicata con il termine global sourcing (letteralmente approvvigionamento globale).

Di fronte alla crescenti dimensioni del fenomeno cominciano a levarsi le prime voci critiche. In particolare, alcuni avvertono contro i pericoli insiti nel massiccio ricorso alle pratiche di esternalizzazione per lo sviluppo di lungo periodo delle imprese. L’uso indiscriminato di tali pratiche tenderebbe infatti a privare le imprese di alcune attività, che, sebbene ad una valutazione focalizzata sul breve e medio termine possono risultare non core, diventano centrali laddove l’ottica si sposti sulla crescita di lungo periodo. Tale critica si riallaccia ad una più generale di “miopia” dei mercati, accusati di privilegiare sistematicamente le imprese che adottano strategie orientate all’ottenimento di profitti a breve termine, senza considerarne adeguatamente le conseguenze nel lungo.

In particolare la prima frase in neretto mi ha sempre fatto pensare questo:

Ma se l’outsourcing e’ un pratica in cui una azienda esternalizza rami produttivi che non sono considerati “core”, perche’ ci sono grandi corporation del sofware e delle TLC italiane che praticamente affidano interi rami che per loro dovrebbero essere “core” ad aziende terze? La risposta e’ semplice da trovare e la lascio per esercizio alla vostra immaginazione…spremete le meningi…

Per chi si trova invece a fare il consulente i termini citati nell’elenco sopra, che fanno sentire fichi i manager, si tramutano in altri nomi come, per citarne alcuni:

  • schiavismo del secolo
  • sistema a “scatole cinesi” o a “matrioske”
  • sfruttamento del know-how altrui

Prendiamo un caso tipico di un’ipotetica azienda “Corporation Ltd.” che richiede un consulente specializzato in una tecnologia/prodotto/ambiente X per un progetto interno. Per fare cio’ i manager delle corporation contattano quelli delle n-mila societa’ di consulenza italiane dell’IT/TLC.
I manager dell’azienda fanno una offerta economica generalmente espressa con un rate di euro/giorno + iva.
Leggendo vari blog in giro per la rete (anche punto-informatico.it ne parlava) pare che i rate giorno vadano da 150 eur per un neolaureato a 300, anche 400 eur al giorno per un senior esperiente (nota bene: la parola senior e’ un abuso molto utilizzato dalle ditte di consulenza e non deve essere preso alla lettera).
A quel punto il consulente viene mandato a fare un colloquio dal cliente, la maggior parte dei colloqui tecnici sono ridicoli (io che ne ho fatti diversi all’estero ve lo posso confermare). L’esito della maggior parte e’ deciso prima ancora che il candidato li sostenga, perche’ ci sono accordi pregressi tra i manager. Questo, come voi immaginate, incide molto sulla qualita’ del lavoro, e a mio parere incide anche al ribasso sugli stipendi delle persone veramente qualificate.

Ovviamente la persona che viene “venduta” riceve i classici 1100/1400 eur netti al mese (dipende dalla citta’ dove viene assunto) + i vari bonus di trasferta che gli sono riconosciuti (quando gli sono riconosciuti).

Facendo un po’ di conti se uno viene venduto alla cifra di 150 eur giorno + iva l’azienda incassa 3600 euri (iva compresa). Se sei scarso! Se vieni venduto a 400 l’azienda incassa 9600 eur mese.

Una parte va pagata al consulente. Non sono sicuro ma il mio sentore e’ che la maggior parte dei lavoratori venga pagata 1100, 1300 massimo al sud, e invece 1500, massimo 1700 al nord. Sto parlando di tecnici non manager.

Capite bene che un’azienda che piazza 10/15 persone in una grossa corporation con allocazioni annuali tira su’ un sacco di soldi.

Non voglio fare conti precisi, ma faro’ qualche conto veramente SPICCIOLO ED IGNORANTE:

consulente wannabe:
150 eur giorno * 20 gg * 12 mesi =36.000 eur => 43.200 ivati eur

consulente guru:
400 eur giorno * 20 gg * 12 mesi =96.000 eur => 115.200 ivati eur

Questo per una sola persona!
Si, ok. Ci sono i costi di gestione e spese varie che ogni attivita’ deve sostenere. OVVIO.

Ma fatto sta che cosi’ un’azienda INCASSA SOLDI con investimenti bassissimi. Ogni attrezzatura utile per il progetto normalmente e’ messa a disposizione della corporation con i suoi ambienti di test, sviluppo, etc.

Veramente un’azienda di consulenza potrebbe non aver bisogno di alcuna infrastruttura. NEMMENO UNA SEDE E’ NECESSARIA. E’ sufficiente un dominio con sito e posta, e un NUMERO TELEFONICO. POSSIBILMENTE VOIP.

In questo modo i manager in pigiama di flanella possono rispondere alle telefonate o alle email direttamente da casa propria. Telefonate tipo:

$managerx: «Ciao sono $managerx da $azienday. Ci servirebbe $profilo1»

$manager_pigiama: «Oh! Ciao. Si ce l’abbiamo.»

$managerx: «Oh! Bene. A quanto lo vendete!?»

$manager_pigiama: «Ti faccio vedere via email.»

A quel punto il manager in pigiama di flanella realizza di non avere una risorsa di quel tipo e si mette a cercare in giro per la rete sui vari motori di ricerca, chiede a prof. universitari, etc. Prende il primo neolaureato che gli va’ bene, lo colloquia, gli fa una proposta di contratto anche a tempo indeterminato, gli modifica il cv secondo il template dell’azienda di consulenza (a volte inserendo know-how non posseduti dal candidato senza comunicarglielo). E via!

Ma ovviamente voi tutti capite che questo e’ un business rischioso. Per fare una metafora un po’ provocatoria, il problema delle sanguisughe in natura e’ che gli va bene fino a quando possono succhiare sangue, ma se qualcuno le toglie dall’animale in questione, sono cazzi amari. Non hanno un piano di backup per sopravvivere :D

Questo puo’ succede anche nell’IT nel momento in cui una corporation decide di non avvalersi piu’ della collaborazione dei consulenti in outsourcing.

Notoriamente i consulenti in outsourcing sono i primi a venir segati quando la situazione economica di una corporation subisce flessioni.

Molte societa’ per far fronte a questo rischio, come e’ giusto che sia, investono i soldi ricavati dalle attivita’ di consulenza nell’innovazione e nello sviluppo di soluzioni e prodotti che possano essere venduti nel mercato.

C’e’ chi di riesce, c’e’ chi non ci riesce.

Ovviamente io provo schifo per questo sistema che e’ sistema di puro commercio senza alcuna innovazione e meritocrazia.

Fortunatamente ho sempre fatto il sysadmin in azienda, partecipando a progetti aziendali come cvs master, document writer, script writer, talvolta coder di cose perl, guru di supporto ai team di sviluppo, ho anche praticamente lavorato da technical architect e solution maker.

Solo in due rare occasioni mi sono forgiato del titolo di consulente:

  • una volta venduto ad una societa’ che mi ha rivenduto alla corporation finale (ecco perche’ chiamo questo sistema scatole cinesi o matrioska). Customizzazione procedure Perl di sync tra DB Oracle di una applicazione web e DB Mysql utilizzati da Server RADIUS per l’autenticazione di router cisco. Una settimana.
  • un’altra volta venduto ad azienda per un progetto in una altra corporation: customizzazione di script korn shell su alpha server tru64. Una settimana.

Francamente queste esperienze mi sono bastate. Funzionassero bene almeno queste attivita’. Invece sono caratterizzate da fancazzismo, lentezza ed incompetenza.

Mi da fastidio essere trattato come una merce. Specie se trovo il mio stipendio veramente misero commisurato alle mie competenze. Non c’e’ meritocrazia.

Mi spiegate dov’e’ la differenza tra una azienda di consulenza che vende persone ed un supermarket che vende merce? Poca. La differenza e’ solo la merce.

Entrambe le attivita’ comprano da un lato e vendono dall’altro. Non inventano niente di innovativo, sono puri commercianti. L’italia e’ un popolo di commercianti.

Btw, dopo questo lunghissimo preambolo, non vi nascondo che la mia societa’ si e’ trovata in una difficolta’ simile a quella descritta poco sopra. Una grande corporation ha cassato molti dipendenti che per farla peggiore hanno deciso di lasciare l’azienda viste le prospettive che la stessa gli aveva messo davanti per il futuro.

I costi per l’azienda sono lievitati: molte persone non allocate a progetti venivano in sede e non lavoravano a niente, costituendo un costo inutile. Molti hanno cambiato azienda.

Altri come me (5 in totale) hanno ricevuto una bella raccomandata a casa circa a meta’ del mese di maggio in cui si diceva giusto per riassume:

«Da giorno 1 giugno sarai trasferito alla sede di Milano, pertanto dovrai presentarti giorno 1 preso la sede di Milano»

Le motivazioni ufficiali riportate erano che “l’azienda e’ in difficolta”.

Trasferito a Milano con solo 15gg di preavviso! queste erano le prospettive.
Parlando de visu con i boss mi hanno detto che lo stipendio rimaneva 1100 euro mese netti!
Pazzia pura! Mi “garantivano” un rimborso di 500 eur di cui pero’ non ho avuto alcuna citazione scritta e di cui non mi sono mai ovviamente fidato!

Ho gentilmente rifiutato accettando ogni possibile conseguenza.

Ci siamo poi rivolti al sindacato, di fatto un licenziamento di 5 dipendenti corrispondeva ad una specie di licenziamento collettivo che e’ regolamentato.

Due dei cinque ragazzi coinvolti sono stati messi in mobilita’ a 900 eur di stipendio per massimo 2 anni. I primi due mesi pagati dalla societa’, i rimanenti dall’INPS. Io ho sbagliato a non farmici mettere. Sarebbe stata la mossa giusta per trovare altro lavoro con calma.

Un’altro si e’ licenziato, uno e’ andato a Milano.

Io sono riuscito a farmi mettere part-time, in modo da staccare un po’ la spina nell’attesa di trovare altro, e devo dire che ho sbagliato. Mi sarei dovuto licenziare subito e non avrei perso i soldi che ho perso in questi mesi…

Che dire, dal momento che ho ricevuto quella raccomandata ho pensato che se dovevo trasferirmi fuori tanto vale farlo direttamente all’estero e provarci ora che posso.

Quali soluzioni puo’ trovare un lavoratore a tutto questo? Ce ne sono diverse.

  • Mettersi in proprio: possibilmente provando a fornire lo stesso tipo di consulenza come libero professionista alla stessa corporation per cui si prestava servizio venduti dalla societa’ di consulenza. Chi oltre ad essere tecnico ha anche fiuto commerciale e si sa gestire potrebbe provare questa strada. Questo e’ un motivo per cui le aziende dovrebbero tenere ai propri dipendenti.
  • Continuare a calare le corna e contribuire col proprio silenzio e rassegnazione alla calata a a picco del paese. Purtroppo chi ha mutui, famiglie, figli prende spesso questa strada, e non mi sento di criticarli. Ci mancherebbe!
  • Emigrare al nord Italia: ma non e’ che la situazione sia piu’ rosea…
  • Emigrare fuori Italia.

Io personalmente ho scelto l’ultima soluzione perche’ sono giovane, non ho persone a carico, etc etc.

Ora conoscete qualche motivazione in piu’ sulla mia scelta.

In siciliano si dice “Comu finisci si cunta”…

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Aggiornamenti vari.

Dicembre 20th, 2007 - Dicembre 20th, 2007

Pare che abbia completato il primo punto della checklist: sostituire il portatile aziendale (IBM/Lenovo Thinkpad R60). Saro’ il possessore di un IBM/Lenovo Thinkpad T61.

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E’ una bella macchina:

Peso: 2.4 kg
Descrizione: WXGA TFT
Dimensione immagine visibile (diagonale):15.4inches
Risoluzione massima: 1280×800
Chipset grafico: Intel Graphics Media Accelerator X3100
CPU: Intel® Core 2 Duo T7250 2.00 Ghz
HD: Sata 160GB
RAM:2GB (DDR2 2 banchi)

Etc etc.

Volevo prendere un Apple ma ci ho ripensato! :D
Spero mi arrivi prima di natale!

Sul fronte ricerca di lavoro ho qualcosa in mano, ma per scaramanzia non dico niente, vi informero’ a tempo debito degli sviluppi…

Su irlandando intanto si discute, nel forum, se sia conveniente o no venire a cercare lavoro nell’IT a Dublino.

C’e’ chi dice che la nazione stia vivendo una situazione di stallo, affermando che la nazione si basi troppo sugli investimenti delle multinazionali che lasceranno il paese quanto prima mandandolo in malora, chi invece non ne e’ convinto.

Interessante un messaggio di D€lirium riguardo alla disponibilita’ di lavori UNIX related a dublino…

come si puo’ ben vedere da questo link, l’economia irlandese non si basa affatto sulle multinazionali, che non vengono minimamente citate, ma si basa sopratutto sull’edilizia. http://www.finfacts.com/econ2000.htm

dove invece vengono menzionati gli incentivi dati alle aziende straniere per investire sul suolo Irlandese: http://www.irlgov.ie/aboutireland/eng/economy.asp

qui e’ dove dice che 1000 multinazionali hanno investito in Irlanda: http://www.idaireland.com/home/index.aspx

Pare che facendo una ricerca con la keyword UNIX su irishjobs.ie ci siano 1002 posizioni aperte! Provate per credere.

Cercando “java” solo 102 posizioni! Questa la dice lunga! :P

Guardando queste cifre mi viene sempre da pensare che se non riesco a trovare niente devo essere proprio un coglione! :(

Speriamo che questo non si avveri! :P

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Buon anno

Dicembre 31st, 2007 - Dicembre 31st, 2007
Spiacente, ma questo post non è disponibile in Italiano

Cari lettori, normalmente non uso fare gli auguri di Natale, ne’ ci tengo particolarmente a ricerverli; spesse volte sono falsi, uguali, quasi di circostanza… Non nego che il Natale abbia un significato particolare per alcuni, anzi per molti, e questo merita rispetto…

Pero’ ogni anno in questo periodo ricevo caterve di sms di auguri, alcuni anche doppioni (c’e’ chi fa il send to all e quindi manda doppioni a caterva…). Io personalmente non ho questa funzione nel cellulare, ma anche se l’avessi non mi metterei li’ a mandare 343244 mila messaggi.

Primo perche’ non mi va di far mangiare soldi a quelle sanguisughe delle aziende di telecomunicazioni mobili che usano questa festa solo per aumentare i loro profitti. Si fanno ben troppi soldi con noi, ma a Natale almeno io faccio del mio per diminuire questa cifra, una cifra irrisoria che pero’ mi fa sentire una persona coerente.

Secondo perche’ IO ODIO SCRIVERE MESSAGGI SMS SUL CELLULARE. Anzi IO ODIO IL CELLULARE. DOVE PER SCRIVERE QUATTRO PAROLE CI METTI 8 MINUTI… (per uno che e’ abituato a scrivere molto veloce usando una tastiera del computer e’ molto stressante, credetemi). Ma dove lo trovate questo tempo? :(

Terzo perche’ mi sembra un po’ ipocrita come scrissi prima…

A chi devo proprio dire qualcosa dico “Auguri di Buone feste e Buon Anno”. Auguro a tutti un anno migliore… anche se e’ piu’ utopia che altro. E’ l’unico augurio che mi sento di fare e che mi fa piacere ricevere… anche se dubito servi a qualcosa.

BTW pensandoci bene non e’ che gli auguri di un anno migliore servano a qualcosa… “auguriamoci un anno migliore” mi sa di sottimissione al fato… come se aspettassimo che qualcosa ci caschi dal cielo per grazia ricevuta da chissa’ quale entita’ astratta (dio, il kaos, l’entropia, etc…)

E’ una mentalita’ che alla lunga ci portera’ tutti allo sfacelo… perche’ nessuno cerca di svoltare niente e stanno tutti ad aspettare.

Bisogna prendere atto che gli andamenti negativi degli anni precedenti sono frutto del comportamento sommato di noi tutti. L’unico augurio che possiamo farci e’ sperare che il comportamento di noi tutti si illumini e vada nella giusta direzione. In una direzione che sia la migliore per tutti e non solo per pochi… come invece succede oggigiorno.

Capodanno per me ha molto piu’ significato del Natale. E’ il giorno in cui si fa il punto della situazione dell’anno che sta per finire, e si guarda a quello nuovo.

Il mio punto della situazione e’ quello che tutti ben conoscete, lascio una vita qui per svoltare la mia condizione all’estero. Lascio un lavoro a cui all’inizio ho dedicato passione e abnegazione, a cui ho dato penso tanto e sono stato anche penalizzato molto per il mio carattere schietto e sincero, e per la voglia di fare le cose bene e non “a cazzo di cane”. Per l’eterna lotta tra il profitto facile e la qualita’ del lavoro svolto. Attualmente risulto essere il dipendente piu’ sottopagato dell’azienda, non per demeriti tecnici/lavorativi ma per altre ragioni che ben conoscete…

Con l’anno nuovo provero’ a cambiare qualcosa nella mia vita.
‘Affanculo a Padoa-Schioppa che mi considera un bamboccione e ‘Affanculo al sistema lavoro in Italia.

Se permettete mi auto-auguro che l’anno a venire sia migliore… a partire dai primi di gennaio in cui ricevero’ l’esito di un colloquio fatto prima di entrare in ferie.

So’ che molti voi mi augurano lo stesso, molti altri invece se ne fotteranno, ahahaha :)

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ARGHHHHHHHHHHHHH!

Gennaio 4th, 2008 - Gennaio 4th, 2008

Senior Testing Engineer: potresti dirmi come faccio ad aggiornare la jvm su una macchina?Angelo (pallotron) Failla: basta installare la nuova jvm sul disco e cambiare le variabili di ambiente…

Senior Testing Engineer: ok e per installare la jvm ?

Angelo (pallotron) Failla: scarichi la jvm, chmod +x file && ./file, leggi lo schermo, e poi aggiorni le variabili di ambiente…

Senior Testing Engineer: ok

Dopo un po’…

Senior Testing Engineer: puoi venire?

Non aveva impostato JAVA_HOME alla nuova directory della jvm, ne’ il PATH per avere $JAVA_HOME/bin/…

Glielo dico e torno a sedere… dopo un po’:

Senior Testing Engineer: puoi venire? se faccio java -version mi spunta ancora la versione vecchia!

Mi rialzo, vado a vedere, aveva messo “:$JAVA_HOME/bin/” alla fine della catena dei PATH… e la shell gli prendeva con precedenza il comando java di default dentro”/usr/bin/java” …

ARRRRRRRRRRRRRRRRRRRGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!

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Sentirsi dire questo da un Senior… con 6 anni di esperienza… e’ abbastanza deprimente…

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me@myself:~$ dd if=/dev/brain/work | ssh me@colleague ‘dd of=/dev/brain/work’

Gennaio 8th, 2008 - Gennaio 8th, 2008

Ok, ultima settimana lavorativa in azienda.
Non ci posso credere, mancano solo 20 ore di servizio e poi sono libero di occuparmi a tempo pieno della situazione irlandese.

Questa settimana sara’ dedicata al competence transfer (da cui il titolo), per l’occasione un mio collega, quello del comando sul titolo (part-time come me), verra’ l’intera settimana per potermi parlare…

Ieri e’ finalmente e’ arrivato il portatile Thinkpad T61; ho installato ubuntu 7.10, funziona tutto a meraviglia, pero’ ho problemi con la scheda wifi integrata… pare sia un problema noto:

https://bugs.edge.launchpad.net/ubuntu/+source/linux-ubuntu-modules-2.6.22/+bug/144621

https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/linux-source-2.6.22/+bug/149214/comments/24

Provero’ ad aggiornare il BIOS, visto che sul sito Lenovo/IBM c’e’ una nuova versione…

Ieri ho fatto anche domanda per il passaporto, siccome le foto del passaporto sono piu’ grandi e particolari mi sono fatto azziccare 7 euro da uno studio fotografico che mi ha fatto aspettare 1 ora per 4 foto formato passaporto.

Mi hanno fatto anche perdere tempo a fotoritoccare le mie rughe e le imperfezioni della pelle… ahahahaha, vedi che me ne fregava a me! :D

Dovrei averlo fra 15 gg… Si! Lo so! non mi serve il passaporto per l’Irlanda, me lo sono voluto fare io, NON SI SA MAI. Metti che poi devo andare da qualche parte per lavoro, farselo fare in ambasciata sara’ un casino…

Ho comprato anche il router nuovo cosi’ posso dismettere la Sun Sparc Server 20 e donarla al Poetry Hacklab…

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Tempo di fare i pacchi.

Gennaio 9th, 2008 - Gennaio 9th, 2008

Oggi giornata produttiva a lavoro. Finalmente insieme a Crash abbiamo sostituito il gateway OpenBSD aziendale della sede di Catania (hd con partizione / che ci stava per salutare). Per non dare disservizi abbiamo deciso di schiaffare il backup della notte precedente su un altro gw identico come hw, ma con l’hd funzionante. Bacula e’ stato d’aiuto non poco.

Anche il gateway della sede di Milano (una macchina Soekris con OpenBSD e hd da 2.5″) era in riparazione… Hd sminchiato anche lui… nella sede di Milano qualcuno inizialmente decideva che il sabato era il caso di staccare la corrente dal contatore… e addio hd…

Abbiamo optato questa volta per una bella CF da 1GB.

Purtroppo per ripristinare questo backup ce la siamo presi comoda, vuoi per cose e progetti paralleli, vuoi per altri impegni… fatto sta che sono passati 3 mesi, su Bacula noi facciamo un retention di 3 mesi, quindi addio backup. Fortunatamente avevo un dump, fatto con dd, di tutto l’hd da 40GB sul mio portatile aziendale.

Cosi’ installo in.tftpd e dhcpd sul mio notebook e configuro tutto (se siete curiosi di capire come leggete qui e qui). Verifico che tutto sia funzionante quindi apro un bel minicom sulla seriale del soekrist, parte il ramdisk di openbsd ma… ORRORE! mi accorgo che il ramdisk non ha ssh, ne supporto ftp o nfs… morte male… io pensavo di poter fare un bel dd over ssh ma niente da fare…

Cosi’ inizio a bestemmiare contro Teo il ratto, ma dico, ma mettetelo ssh! :P

Cosi’ girovagando per la rete e chiedendo agli amici di #mortodentro [grazie guly :*] scopro che esiste questo progetto, YAIFO: Yet Another Installer for OpenBSD.

Yaifo (Yet Another Installer for OpenBSD) is basically a stock bsd.rd kernel with sshd enabled. It also includes RAIDFRAME support. Suppose you have a server that is 500 miles away and you want to either upgrade it or do a fresh install — what do you do? You could download Yaifo for OpenBSD 4.1, edit the config file, copy your authorized_keys file, copy the server’s ssh_host_* files, compile the yaifo.rd kernel, upload it to your server as /bsd and reboot. When the server comes back up, ssh to the server as root and you will be prompted with the familiar “(I)nstall, (U)pgrade or (S)hell?” prompt.

Mentre sono li’ li’ per compilare questo ben di Dio mi accorgo che sul mio gw OpenBSD 3.8 (si, lo so, e’ vecchio, ma le cose che funzionano NON SI CAMBIANO OGNI 5 MINUTI) non posso compilarlo.

Chiedo a guly di farlo per me sulla sua macchina e ottengo due file: yaifo.fs e yaifo.rd che ora sono custoditi nel mio scrigno delle cose utili.

Mentre sto per usare questo rd via ssh seguendo le istruzioni qui mi rendo conto, mentre sto gzippando il dump dell’hd che si e’ rotto, che sto dump supera gli 8GB e ancora va’! Mi rendo conto che quando fu’ feci la cazzata di fare il dump di tutto wd0 e non delle partizioni singole… Sicuramente c’e’ un modo per estrarre dal dump le singole partizioni, magari usando disklabel sul file… ma non avevo tempo cosi’ ho deciso di usare flashdist.

Che cos’e'?

Flashdist is an embedded OpenBSD installer. It will install OpenBSD onto any attached disk, IDE or USBvnode pseudo disk device, or hard disk. CompactFlash adapter,

It is designed to install a minimal version of OpenBSD with all of its advanced networking features. The flashdist installation is mounted read-only during normal operation, eliminating the need for frequent writes. This greatly reduces the potential for both boot failure due to a dirty filesystem and for flash corruption from repeated writes. The default distribution list, GENERIC kernel and the default flashdist rc fit within 32MB of RAM and 32MB of flash. This can be scaled down with adjustments. Flashdist will leave a large amount of free space on larger storage mediums which can be used for 3rd party software, data sets, or long term log rotation from the device itself.

Scarico la immagine da 64MB per Soekris e utilizzo il comando growimg.sh per allargare la iso a 1GB della mia CF. Per usare questo comando dovete ottenre il numero di settori, cilindri e testine della vostra CF (usate fdisk su linux per saperlo).

La immagine carica ma non ho avuto il tempo di usarla. Vi faro’ sapere.

A fine serata mi sono fatto i pacchi per portare via la mia roba. Incredibile quanta roba uno si porta a lavoro… ho anche trovato una bottiglia di plastica contentente un litro di vinozzo padronale (Nero d’Avola) regalatomi da un, ormai, ex collega questa estate. Non ho osato aprirlo… sara’ aceto a quest’ora… :P

Poi ho lasciato il portatile aziendale in ufficio, acceso col Linux Rescue CD, a fare un:

sysresccd ~ #  mount /dev/sda3 /mnt/ciao_spmc/
sysresccd ~ #  wipe -r /mnt/ciao_spmc/home/pallotron/

sotto screen, e ancora STA GIRANDO :P

Sul fronte Dublino: ieri ho ricevuto qualche telefonata aggiuntiva da una recruiter per ulteriori position e pare che forse posso dividermi una doppia con qualcuno trusted… vi tengo aggiornati.

Nelle foto: colleghi mi aiutano a trasportare le mie cose fuori dall’ufficio (notate la gioia delle persone nella prima foto).

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This is the end

Gennaio 11th, 2008 - Gennaio 11th, 2008

E’ quello che io chiamo il “teorema dei due anni”:

“Farai parte di una azienda al piu’ per 2 anni, al massimo 2 anni e mezzo.”

ed anche questa volta si e’ verificato…

Con la mia attuale azienda mi sa che ho raggiunto il record di permanenza. A dire il vero non ho mai capito se “la colpa” (se di colpa si puo’ parlare) sia la mia, oppure degli ambienti in cui mi sono trovato :)

Fra qualche ora inizia il mio ultimo giorno di lavoro, probabilmente improvviseremo un “leaving party” a pranzo dallo zio Pippo a base di arancini e qualcos’altro :)

Nella mia azienda, come in moltissime altre aziende, e’ prassi che il Boss mandi una email, alla mailing list globale interna, per augurare una buona fortuna al dimissionario di turno. Quasi sempre queste email hanno un tono tipo “storia-d’amore-interrotta-bruscamente”…

Sono davvero curioso di vedere se anche io avro’ il “privilegio” di leggere una cosa del genere nei miei confronti. Non che ci tenga particolarmente… :)

Credo proprio che nessuno scrivera’ niente, male che va’ scrivo io un post di saluti e buona fortuna a tutti :D

Mi sono passato il tempo a vedere un po’ di foto di lavoro e ho fatto un collage che potete vedere qui sotto.

E’ un collage, quasi cronologico, di foto scattate in questi due anni di lavoro. Scusatemi la risoluzione, ma non potevo fare meglio per occupare poca banda.

Le foto le ho prese dai miei set flickr.com:

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Terrone e disoccupato.

- Gennaio 11th, 2008

Eccomi. Ho finito di lavorare in Italia. Alla fine la lettera di “in bocca al lupo” del Boss c’e’ stata, ma in privato :P

Ho avuto cose da fare fino alla fine…

Da oggi mi disfaggo del titolo di “Lavoratore Italiano” e rientro ufficialmente nel grande calderone dei “Disoccupati Terroni Siciliani”.

Adesso sono un “Wannabe Irish Worker.

Da oggi strada one way, non si puo’ tornare indietro.  Starete pensando: «vai che questi 15gg ti rilassi». Minchiate!

Questi 15gg li passo a sentire e vedere dvd, radio, film, puntate dei Simpsons etc. Dovrei anche studiarmi qualcosa che potrebbe servirmi.

Fra 20 giorni saro’ a Dublino, dove mi aspetta il Direttore. Stavo pensando di costurirmi un cartello tipo questo qui sotto da appendermi al collo: :)

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Ancora non so niente riguardo a dove mi piazzera’ Celtic Halls.

So’ solo che ho anticipato i 100 eur, che ho richiesto una singola (mal che vada una doppia), e che probabilmente la condivedero’ con un amico del Direttore, anche lui diretto a Dub in quella data, e che ha gia’ prenotato con Celtic Halls.

Domani devo andare a comprare un cellulare. Il primo cellulare Nokia semi decente e conveniente che mi capita sotto gli occhi e’ mio. I miei informatori mi dicono che in Ireland i cellullari sono tutti lockati per funzionare con le SIM degli operatori.

Spero di rimanere disoccupato per meno tempo possibile e di cominciare a produrre ASAP. Intanto oggi sono stato contattato per un altra position: la phone interview e’ schedulata per martedi’ verso le 12:00 ora italiana.

Nella foto: lavoratori del settore IT emigrano.

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First day unemployed

Gennaio 14th, 2008 - Gennaio 14th, 2008

Il primo giorno da disoccupato terrone siculo sta per terminare e non poteva che essere caratterizzato dal fancazzismo fotografico, come e’ giusto che sia. Ho bisogno di relax prima della partenza.

Con alcuni amici flickeriani catanesi (Lupinanto, Sabotage, Tiburon Blanco) e messinesi (ToniZancle e Zancle76) si e’ andati a Messina per fare qualche scatto. Cristo Re, Litoranea, Laghi di Ganzirri, e spiagga sotto il Pilone sono stati gli scenari scelti.

Ecco la comitiva al completo:

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Ho avuto modo di provare un grandangolare Sigma 10-20, gentilmente prestatomi per 10 minuti da ToniZancle, mi ha davvero impressionato. Meglio che non ci penso se no mi viene la mania consumistica… :(

Il lago di Ganzirri e’ spettacolare; quando e’ calmo riflette a meraviglia!!!! :D Io mi sono concentrato sui gabbiani di cui vi mostro questi scatti:

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Sugli altri scatti ci sto lavorando e li pubblichero’ nei prossimi giorni, stay tuned.

Sul fronte Dublino domani alle 11 GMT (12 italiane) ho un phone screening telefonico. Speriamo bene. Per l’altra position di cui ho fatto la phone interview sto ancora aspettando feedback. Stanno intervistando una o due persone in questa settimana…

Alla prossima per notizie.

UPDATE:

porc! mi hanno spostato l’intervire alle 15.00 ora italiana…

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Centralinista o disoccupato?

Gennaio 15th, 2008 - Gennaio 15th, 2008

Credetemi che non lo so! Oggi parevo un centralinista old school:

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Un sacco di telefonate! E’ assurdo! Non mi e’ mai successa qualcosa del genere. Cose cosi’ te le scordi in Italia… qui se mandi un CV manco ti rispondono che l’hanno ricevuto… Mi e’ capitato anche di fare un colloquio per una societa’ a Messina, in cui mi sono letteralmente incazzato coll’intervistatore sul funzionamento della crittografia a chiave pubblica/privata: lui diceva che per mandare un messaggio signato e crittato ad un utente DEVI AVERE LA SUA CHIAVE PRIVATA!!!!!!

E io che gli dicevo che non era vero… vi immaginate la situazione… il selezionatore che si fa dire cretino dal candidato…

«Non e’ come dici tu». Mi diceva… E io: «Ma scusa allora perche’ si chiama chiave privata!!!!! Perche’ si deve tenere segreta!?!?!?!?. Ahahahaahahah!

Inutile dire che manco mi hanno contattato per dirmi “Non ci servi grazie”… Ecco, questa e’ la situazione italiana…

Oggi, mi ha anche chiamato una che mi proponeva un lavoro a Cork come UNIX System Engineer. Ho gentilmente rifiutato dicendo che mi stavo concentrando su Dublin [per giunta city centre :) ]. Gi ho passato il contatto di un mio amico interessato a posizioni a Cork.

La interview di oggi e’ andata bene, mi aspettavo una chat con qualche hr manager invece e’ stata una interview tecnica di 30 minuti; il recruiter mi ha chiamato contento dicendomi che vorrebbero che io vada li’ next week per fare la face to face… ma dovevo anticipare io.

Gli ho detto che visto sono li’ giorno 1 Febbraio, aspettano :P

Quindi mi hanno schedulato la face to face giorno 5 Febbraio quando saro’ li. Con questa situazione sono a 4 position pendenti. Per due ho gia’ il face to face da fare (segno che sono passato al primo phone screening). Di una sto aspettando esiti del primo phone screening. Dell’ultimo ho un colloquio con l’HR Manager domani alle 12.00 ora italiana… Vi informero’.

Sulla situazione svago a Dublino probabilmente ho rimediato un biglietto per Ireland – Italy di Rugby (6 Nations) al Croke Park.

Stay tuned.

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Dont’ worry, sono ancora vivo.

Gennaio 27th, 2008 - Gennaio 27th, 2008

Catania, Italy, -3 giorni alla partenza.

Inizia la sequenza dei post con il conto dei giorni. Prendo spunto dal blog del Direttore. Vi scrivo per dirvi che sono vivo! :D
Questi giorni e’ davvero un casino, mille persone da salutare, mille cose da fare… In piu’ lunedi’ ho anche l’esame della patente A.

La valigia e’ quasi pronta. Certo, 15Kg sono davvero pochi e non ho alcuna intenzione di farmi “azzicare” soldi da RyanAir e Windjet! Per tanto la pesero’ al grammo. Dovrei mettere ancora dell’altro. Se mi servira’ qualcosa mi faccio fare un pacco internazionale con Poste Italiane. Sempre meno di 8 Eur al Kg… Intanto di sicuro Moka, tazzine e caffe’ Illy non posso non portarmeli! :D
Domani andro’ a Milazzo, a vedere la ultima partita del San Gregorio Rugby, io non giochero’… mi avrebbe fatto piacere ma ho fatto la scelta di non allenarmi/giocare perche’ sinceramente preferisco evitare complicazioni fisiche. Specie perche’ a Dublino camminero’ molto a piedi e non ho molta voglia di trascinarmi zoppo per la citta’, ai colloqui, etc.

Stasera ho avuto una cena con due mie ex compagni di superiori con cui sono rimasto in contatto, e con cui mi vedo ogni tanto, poco a dire il vero. Ho appreso con grandissima gioia che la moglia di uno dei due aspetta finalmente un figlio (si chiamera’ Roberto). Nascera’ tra poche settimane. AUGURISSIMI!

Nello stesso tempo, a dimostrazione di quanto la vita sa’ essere gioia e crudelta’ nello stesso tempo, ho appreso che la mamma dell’altro e’ affetta da un grave tumore. :( Speriamo che tutto si possa risolvere bene. Io ci spero tanto.

Che dirvi, tra 3 giorni si parte! Dormo da Elibus a Roma il 30. E parto il 31 per Dub. Dividero’ la stanza con un ragazzo messinese, amico del Direttore. Non appena arrivo a Dub pago le due settimane obligatorie (150 eur per week * 2), piu’ la caparra di una settimana che mi verra’ restituita quando lasciero’ la casa (altri 150 eur), il fee di 80 eur per la prenotazione dall’italia. 430 eur (perche’ 100 eur li ho gia’ anticipati pagando via internet). E via che si inizia a spendere…

Sul fronte lavorativo ho la conferma di 3 appuntamenti presso 3 aziende diverse gia’ dalla mia prima settimana di permanenza. Speriamo che di queste tre situazioni, qualcosa ne esca fuori.

Sul fronte English mi alleno con Prison Break (stagione 1), gentilmente offertomi dal Direttore. Un bel telefilm… mi sta appassionando…

A presto.

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Time to fly

Gennaio 30th, 2008 - Gennaio 30th, 2008

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Catania, Sicily East Coast, Italy, day 0.

E’ ora di partire, alle 15.20 volo per Roma. Poi dormo da Elibus e via volo da Ciampino per Dub.

Ieri una giornata a pesare valigie, mi sono perfino messo con la bilancia da cucina, per provare tutte le combinazioni al fine di non superare i limit Ryanari: 15kg per bagaglio in stiva, 10kg per quello a mano.

Alla fine il risultato e’: 14.5 kg e 9.5kg. Perfetto. La valigia che Katia mi aveva prestato era rigida e pesava gia’ da sola 4.7 kg. Ne ho comprata una col 50% di sconto, 45 eur, (un negozio in zona fiera era chiuso se no compravo li a molto meno). La nuova e’ semirigida e ci entra Dio.

Poi ho anche comprato una Tamrac Aero 80, cosi’ posso portarmi sia il portatile che l’attrezzatura fotografica, per la gioia mia e degli amici flickeriani :D

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Lo zaino e’ fico e ben progettato, c’e’ scritto anche che e’ compatibile con le misure dei bagagli a mano delle compagnie aeree piu’ pignole (leggi Ryanair).

Ieri bella serata con i ragazzi del San Gregorio. C’erano quasi tutti! Non me lo aspettavo. Mancavano Carmelo, i due Angeli (Colaiemma e Vitaliano), Marco Suaria, causa febbre. Emiliano e i Ragusani (Nocciolo se leggi questo blog ho ricevuto i tuoi messaggi su msn ma non riuscivo a risponderti, cmq grazie di avermi pensato), e qualcun altro. Ho ricevuto una bella felpa di Robe di Kappa, azzurra, con la scritta ITALIA. Diciamo che sono pronto per entrare allo stadio per la partita Irlanda – Italia.

Dicono che c’e’ anche un altro regalo che Ivo e gli altri che salgono a Dub mi porteranno… non so altro… ma se la ridevano. chissa’ cos’e’ :D

I ragazzi mi hanno anche regalato un beretto tutto blu scuro, con la scritta San Gregorio Rugby – Pallotron 9 ½ (scommetto che appena lo vede Il Direttore si sganascia dalle risate! ahahha)

9 ½ == 9.5 == ho giocato sia a mediano di mischia che all’apertura.

Un regalo in particolare mi ha colpito. Tino mi ha regalato la sua maglia della Benettron Treviso U.19, quella della finale scudetto Under 19. Si e’ privato di quella maglia per farmi un piacere. Mi ha colpito molto, non lo dimentico. E’ stato un bel gesto. Non ho intenzione di indossarla, la incornicero’ in un quadro e poi si vedra’.

Alle 15.20 parto. Magari scrivo qualcosa da Roma o al limite da Dub.

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Ecco il regalo “personalizzato” :D

- Gennaio 30th, 2008

Ecco, sono pronto per farmi riconoscere come italiano in irlanda :D Pronto anche per la partita Irlanda – Italia di rugby! :D

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Camminando per Dublino

Febbraio 6th, 2008 - Febbraio 6th, 2008

Dublin 3, 6 days so far.

La vita a Dublin 3 prosegue. Oggi prima interview importante. Appuntamento alle 9.30 presso l’East Point Business Park.
Questo posto dista circa 30 minuti da dove abito ora. Sono uscito di casa alle 8.30. Meno male che sono stato previdente perche’ non sapevo che per entrare in questo posto c’e’ solo un ingresso! Google map mi ha tratto in inganno :D

BTW arrivo puntuale in anticipo alle 9.15. Aspetto e faccio la mia interview fino alle 13.15 circa. :)

  • compito scritto di 40 minuti: 18 domande tecniche a risposta aperta, fatte tutte piu’ o meno bene.
  • 15/20 minuti di interview tecnica face to face alla whiteboard (la lavagna coi pennarelli): questo bene.
  • 2 ore buone di interview col manager di gruppo e con l’escalation manage. qui mi hanno spiegato la posizione, cosa fa l’azienda, quali sono i benefit che l’azienda offre, etc etc.
  • 1 ora circa di interview con la manager HR in cui sono stato “esaminato psicologicamente”. queste cazzo di interview hr sono ormai tutte uguali. basta entrare nella filosofia.

Da quello che ho capito e’ andato molto bene, e domani mi hanno detto dovrebbero comunicarmi l’esito (probabilmente nel momento in cui state leggendo avro’ gia’ saputo qualcosa). Pare che ci siano altri 4 candidati per questa posizione e io sia l’ultimo della fila.

Staremo a vedere. Fingers crossed.

Dal punto di vista “la vita a Dublino” vi posso dire che sto camminando come un pazzo. Mi devo comprare un pedometro perche’ sono curioso di sapere quanta strada faccio al giorno. In questi giorni ho testato la LUAS, che e’ una specie di tram metropolitano ad alta frequenza. Ci sono due linee. Per informazioni luas.ie. E’ abbastanza efficiente devo dire. Pulita. Veloce. Forse non molto cheap ma qui dai trasporti mi aspettavo questa mancanza di convenienza.

Stanotte sulla luas, verso le 22.30, tornando da Rialto, dove sono stato ospite di una indigena locale amica di un mio compagno di squadra, ho assistito alla seguente scena:

Un tipo stava facendo il biglietto nella cassa automatica quando arriva il tram, lui sta perdendo tempo, vede che non ci arriva e decide di salire senza ticket. Arrivati alla fermata Four Courts entrano i controllori. Ticket Please! Questo era terrorizzato! Arriva il suo turno. Scena muta. Il controllore parla. Lui muto. Poi mugugna qualcosa in pseudo english. Capisco che e’ un polacco. Il controllare, continua a chiedergli dove e’ salito ma lui non sa’ dirlo. Ad un certo punto parte la scena dei mimi. Il controllore gesticola verso la mappa delle fermate e finalmente si capisce dove e’ salito il tipo. Il controllore gli chiede dove deve andare e lui lo indica. Il controllore gli dice: quando scendi vieni con me e paghi il biglietto.

Avrebbe potuto fargli la multa, ma invece ha mediato. Questo per rispondere a chi dice i nord europei sono come i cavalli :D

BTW se questo vive a dublino senza sapere l’inglese io mi sento confortato :D

Stanotte ho anche testato la tratta, O’Connell Street casa mia, passando per Mountjoy Square e Croke Park (20 minuti di strada a piedi): deserta ma tranquilla :D Se po’ fa’.

Questo per fare piacere al porcacchia. A porca’! Non t’affenne! :*

Alla prossima per news.

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Il rugby in irlanda, ed altre news.

- Febbraio 6th, 2008

Sorseggio una pinta di Guinness mentre vi scrivo questo post dal salotto:

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Da rugbista quale sono (e spero di poter continuare a giocare anche qui) non posso non notare certe cose in Irlanda relative al rugby. Le butto giu’ a come capita prima:

  • Ogni giorno praticamente si possono guardare in TV miriadi di partite di rugby! C’e’ un canale: Setanta Ireland, mi pare di aver capito un canale sportivo, che ne trasmette un sacco.
  • Le partite trasmesse in questo periodo sono praticamente partite di college. Quelle che ho visto fin’ora sono praticamente solo partite della contea di Dublino!
  • Queste partite sono assurde. Giocano in modo impressionante. Ora non vorrei esagerare a parlare, ma secondo me sono cosi’ divertenti che mi piacciono di piu’ del Super14! AAHAHAHAHA! Sono ragazzetti (giovani, saranno U18, chesso’), e giocano ad una velocita’ impressionante, praticamente NON SI FERMANO MAI, il tasso tecnico e’ elevato (eccetto i piazzati che fanno davvero cacare). Ma la voglia di osare e fare offload e’ estrema. E si divertono! :D
  • Qui praticamente dove ti giri trovi campi di rugby. Io di fronte alla finestra della cucina ne ho uno:
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  • Cosi’ a volte di pomeriggio posso “seguire” da lontano gli allenamenti. Ieri ho visto che c’erano praticamente 15 giocatori contro 15 per ogni squadra e che il riscaldamento lo facevano giocando a Touch Rugby. Poco fa invece ho visto la sessione specialistica di allenamento al calcio piazzato. 3, 4 giocatori. Un allenatore. L’allenatore spiegava i movimenti da fare, le distanze da prendere, etc etc. (non ho mai capito se quei movimenti alla Wilkinson servano a qualcosa :) )
  • I dublinesi sono di due specie: quelle che odiano il Rugby e amano gli sport gaelici, e viceversa!

Sul fronte lavorativo ho avuto la risposta al colloquio di ieri: mi hanno fatto l’offerta economica. Piu’ alta del salario che avevo richiesto e formalmente potrei iniziare Lunedi’. Sono abbastanza contento. :D

Vi informero’. Stasera pubbata Irlandando.it

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Prima settimana in Irlanda.

Febbraio 9th, 2008 - Febbraio 9th, 2008

Dublino, Ireland, 1 week so far.

Appena tornato da una serata passata a casa Del Direttore a fare la pizza. Ho una leggera tosse secca derivata forse dal fatto che mi copro piu’ di quanto sia necessario! :)
Coprendomi troppo sudo, poi entro nei pub caldi, esco e c’e’ piu’ freddo: e mi asciugo il sudore addosso. Cio’ non e’ bene. Vedro’ di trovare una soluzione. Comunque di certo ho appreso che a Dublino non fa poi cosi’ freddo! :)

Sono le 1.47 ora dublinese (le 2.47 ora locale italiana) e attualmente le mie applet Gnome sentenziano:

  • Catania: 7°C
  • Milano: -1°C
  • Dublino: 10°C

Questa la dice lunga su chi mi dice: Ah! MA A DUBLINO C’E’ FREDDO!!! Probabilmente Grazia mi puo’ confermare che a Milano fa piu’ freddo di qua.

BTW, la prima settimana a Dublino si sta per concludere. E’ stata una settimana intensa in cui nella mia vita sono cambiate tante cose: mi sono trasferito, ho fatto PPS number, ho sostenuto diversi colloqui con diverse aziende, ho anche trovato lavoro.

A dire il vero ho due offerte economiche: una come Xen Virtualization Support Engineer per una grande multinazionale (con tutti i benefit che ne conseguono). Ringrazio il Porcacchia per le dritte datemi! Poi Lunedi’ invece aspetto l’altra offerta come Operations Engineer da una piccola (piccola si fa per dire! Startup del 2002 con sedi in USA e Ireland) azienda del software che lavora nel ramo Telco.

Sono indeciso. Ancora non conosco la cifra offerta dalla seconda azienda (ma credo che quanto meno sia >= a quella offerta dalla prima, visto che mi hanno chiesto cosa mi offriva l’altro concorrente).

So solo che la posizione di Support Engineer e’ un po’ piu’ pallosa, e ti da meno elasticita’. E’ un supporto di alto livello, quindi potrebbe anche essere interessante, ma hai da stare al telefono o comunque rispondere ai troubleticket di gente stando tutto il tempo a risolvere problemi. La seconda e’ piu’ una posizione di installazione, configurazione, deployment in generale, maintainance, ma anche design; e quindi si dovrebbe stare piu’ tranquilli…

Non so se scegliere la sicurezza di una grande azienda (con i benefit che ne conseguono), con la possibilita’ di avanzamento ed anche la possibilita’ di fare molta esperienza nel ramo virtualizzazione (che secondo me tirerera’ molto e gia’ sta tirando in futuro), oppure se scegliere la “tranquillita’” (che comunque e’ sempre relativa) che quella posizione da Operations Engineer puo’ darti.

Questa settimana in Irlanda mi ha fatto vedere quanto dinamico sia qui il mercato dell’IT e sinceramente ho avuto grandi soddisfazioni nel fare le interview e vedere che qui ti apprezzano come professionista e che ci sono aziende che hanno bisogno dei tuoi skill. Questo ambiente ti permette di finalmente poter dettare tu i giochi (quando ti e’ possibile, ad es. quando hai una offerta economica sotto mano). Spero che stare qui servira’ molto alla mia crescita professionale, ma anche alla mia crescita come persona.

Visto che la situazione lavoro sta trovando uno sbocco la settimana prossima mi devo concentrare nella ricerca di una double room in Dublin4, possibilmente vicino ad una stazione DART.

Quindi, tirando le somme, e’ stata una settimana positiva. :)

L’impatto non e’ stato cosi’ pesante come mi immaginavo, a parte aver lasciato Katia, famiglia (cani annessi) e amici (che sono cose che mi pesano), mi trovo molto bene qui. La citta’ e’ vivibile, fare la spesa non e’ molto costoso se ci stai attento. Ci si sposta bene con Luas e Dart. Un po’ meno con i bus. Per mia scelta ho deciso di non usarli e andare a piedi il piu’ possibile. A Dublino sto camminando tantissimo.

L’impatto con lavatrice e cucina non e’ stato pesante. :D

L’unico mio problema in casa e’ la fottuta doccia. Qui e’ tutto elettrico. Io non mi capacito di come gli irlandesi possano basare tutto sull’elettricita’: riscaldamento, cucina, etc. Tutto e’ elettrico. Pochi usano o hanno il gas metano.

Poi il discorso riscaldamento acqua… per avere l’acqua calda devi aspettare 15 minuti! Poco fa sono tornato alle 1.15 pensando di avere l’acqua calda. Controllo: no! Allora entro nello sgabuzzino. Lancio il Boost dello scaldabagno/scalda acqua. Aspetto 15 minuti come consigliatomi dagli esperti Irlandanti. Niente. Aspetto altri 15 minuti. Faccio la doccia. Acqua tiepida. MA PORCOZIO. Forse mi sto raffreddando per questo… Sara’ che devo fare la doccia di mattina come tutti gli altri. Domani mattina provo.

Nella foto: io sotto la doccia.

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Next step: ricerca casa.

Febbraio 12th, 2008 - Febbraio 12th, 2008

Dublin, Ireland, 12 days so far.

Ok, la questione lavoro e’ stata risolta a 45.000 eur per anno. Sulle dinamiche e sui dettagli di questo processo che mi ha portato dalla disoccupazione alla occupazione dedichero’ un post apposito se avro’ il tempo.

Adesso mi rimane una settimana di turismo e poi inizio a produrre. Ieri pranzo dal Direttore con Gizzo e compagna, partita dell’ItalRugby e poi giapponese in George St. Prima volta che mangio giapponese, ho molto apprezzato (ma sono partito convinto che mi sarebbe piaciuto, perche’ a me piace il pesce crudo).

Dunque, adesso si passa al prossimo punto della checklist irlandese, quello piu’ duro, quello della casa. Le leggende narrano di lunghe peripezie per terre celtiche di altri irlandandi alla ricerca della giusta stanza/casa. Speriamo questo sia un periodo consono alla ricerca…

Sono ufficialmente alla ricerca di una double room in zona Dublin 4, o comunque vicino a pearse street, sede del mio ufficio.

Ieri mi sono messo su daft.ie , dopo alcune selezioni ho mandato fiumi di email, un buon 80% di gente mi ha risposto (contrariamente a quanto mi ha riferito Il Direttore, sostenitore della telefonata selvaggia perche’ “alle email non rispondono”), magari sono stato fortunato perche’ e’ periodo…

Oggi ho fatto la mia prima visita: Sandymount. Per chi non conosce la zona e’ qui ( per i rugbisti, chi trova Lansdowne Road vince un premio):

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La freccia verde indica la casa, il punto rosso il lavoro. Avevo appuntamento alle 20.45, con il numero del cell della landlord (la padrona) a portata di mano. Io parto da casa verso le 18.45, da zona Croke Park, arrivo a piedi fino a Clontarf Station alle 19.00. Aspetto la DART per 10 minuti:

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Sul capitolo DART magari scrivero’ qualcosa in futuro, per ora l’ho presa solo due volte andata e ritorno e non posso veramente dare un parere, se ne riparla fra qualche mese, o forse mai perche’ magari non la prendero’ cosi’ spesso! L’unica cosa che posso dire e’ che e’ un po’ sporca soprattuto la sera e se prendi i treni vecchi. In quanto a puntualita’: non e’ una metro, e non e’ un treno; quindi non avevo le aspettative di un servizio super veloce… per i costi non so… forse un po’ expensive se la prendi occasionalmente… poi gli abbonamenti magari sono ok. Ma non conosco le cifre.

Comunque alle 19.30 ero gia’ a Sandymount Station. Scendo e mi avvicino alla casa. Penso «azz! sono qui con piu’ di un’ora di anticipo! Tu e la tua maledetta paranoia degli orari e dei ritardi! E ora che faccio? mi faccio un giro.»

Mi faccio un giro per il villaggio vedo che c’e’ un supermarket e poco altro. Ho pensato di andare in spiaggia a vedere il mare ma con sto buio non ne avrei goduto. Cosi’ chiamo la landlord, gli dico che sono arrivato con un po’ di anticipo. E mi fa «Ma io avevo detto alle 20.45!», e io: «Eh! mi scusi, e’ che non conosco gli orari dei treni, sono nuovo, comunque aspetto qui, non c’e’ problema». E quella mi dice che puo’ arrivare alle 20.15.

Impressioni sulla zona: bella, residenziale, tranquilla, silenzio, poca gente per strada e quelle poche in bicicletta, villette a schiera a massimo due piani.

La signora arriva, presentazioni, mi fa entrare, in casa c’e’ un occupante, il totale di inquilini e’ ASSAI per il mio gusto, la casa non mi piace molto negli interni, non so. Non mi convince, tutto qua.

Mentre la signora mi parla penso che se mi applico qualcosa in zona luas verde o piu’ vicino a pearse street la trovo. Cosi’ mi fa se ho qualche domanda, gli chiedo del deposit e sul fatto che vorrei portare katia in irlanda. Mi fa se e’ una coppia anziche’ 700 eur pagate 780 eur. Il deposito come e’ ovvio e’ un mese anticipato, quindi da solo 1400 eur. Il mio budget me lo consente. La signora mi dice che ha altra gente in coda per le visite, e che probabilmente preferisce avere una coppia di ragazze che hanno visitato ieri. Allora io gli ho detto, «A questo punto, per essere onesto, e per farle risparmiare tempo, le dico che per me la zona e’ troppo lontana, la zona e’ bella ma siccome ho da visitare altre case al city centre, le dico gia’ subito che questa non mi interessa, cosi’ la puo’ dare a quelle ragazze».

La signora e’ parsa colpita dalla schiettezza. Mi ha detto «Ok, thank you for your time!» e me ne sono andato.

Mercoledi’ ho da vedere una casa a Pembroke Row, Ballsbridge che a piedi mi viene 5 minuti dall’ufficio:

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E mi sto organizzando per vederne una a Grand Canal Street. Alla prossima.

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Tempo, casa, lavoro, banca… settimana all’insegna del To do

Febbraio 13th, 2008 - Febbraio 13th, 2008

Stamattina a Dublino mi sono alzato e fuori dalla finestra a la situazione era questa:

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Nebbia fitta, il sole lo potevo guardare dritto dritto senza venirne accecato. Poco male, l’importante e’ che non piova o tiri quel vento assurdo tipico di queste zone (che per il momento mi ha risparmiato, ne ho assaggiato la portata solo i primi 2 gg di mia permanenza). Comunque le mie applet Gnome dicevano che anche Milano era nella nebbia e pergiunta con meno gradi celsius. La cosa mi consola! :D

Da quando sono qui non ha diluviato una volta, a dire il vero solo per 5 minuti, per il resto del tempo coperto, a volte sole, anche molto sole.

Oggi sono sceso a firmare il contratto, nelle ore a seguire la nebbia si e’ dileguata lasciando un cielo AZZURRO SENZA NUVOLE E IL SOLE. Camminando mi sono nuovamente bagnato tutto grazie al sudore! A chi dice che a Dublino fa freddo mando un pernacchio.

Per quanto riguarda il lavoro, tutto ok, inizio lunedi’ alle 10. Mi hanno detto che qui non sono fiscali con l’orario. Ho chiesto informazioni per aprire il conto in banca e mi hanno risposto che a volte e’ sufficiente avere il proof of residence e il contratto di lavoro. Se trovo il banchiere pignolo, riprovo in un altro, fino a quando non riesco.

A proposito di cio’ apro’ qui una piccola inchiesta tra i lettori residenti a Dublino: Quale e’ la banca migliore per aprire un conto nuovo? Quale banca avete voi? Postate nei commenti. Grazie. Credo apriro’ un thread anche nel forum di Irlandando.it

Quando avro’ conto in banca dovro’ compilare un foglio che il Manager HR mi ha consegnato oggi con tutti i dati come PPS, coordinate conto bancario, etc.

Per la situazione casa gli inquilini di ieri sono stati molto cordiali e sono stato 20 minuti con loro a chiaccherare, ma oggi mi hanno risposto che la casa e’ stata assegnata a qualcun altro.

Oggi vado a vedere altre due case. Vi tengo informati. Una e’ a New Row South e l’altra a Pembroke Row.

Comunque come anche rifletteva il Direttore, pare che il mercato delle case stia variando. A me non fa che piacere, almeno per il fatto che la gente mi risponde alle richieste fatte via daft.ie

Per il resto da giorni metido su Ghetti, etc. Ho letto questo articolo intitolato LIBERARSI DELLA MENTALITÀ DEL GHETTO”.. Alcune cose sono condivisibili… altre invece un po’ meno. Fatevi una idea leggendo.

In effetti il problema del ghetto e’ una cosa seria. Bisogna evitare di ghettizzarsi all’estero vedendosi e avendo solo amicizie italiane. Si rischia di emarginarsi dalla societa’ che ti ospita. E si rischia di non assimilarne caratteristiche positive o negative.

Cosi’, cogliendo l’invito di Gizzo , credo mi iscrivero’ ad un gruppo di fotoamatori irlandesi. Organizzano uscite fotografiche, incontri, etc. E’ una buona occasione per praticare la lingua, fare foto, e variare un po’.

Con la stessa concezione dell’evitare di ghettizzarsi credo che mi cerchero’ appena possibile una bella squadretta di rugby.

Alla prossima!

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Tirare le somme dopo 2 settimane.

Febbraio 14th, 2008 - Febbraio 14th, 2008

Dublin, Ireland, 2 weeks so far

Eccomi qui, dopo due settimane a Dublino. Ho anche trovato casa presso cui mi trasferiro’ fra una decina di giorni. Tempo di dare preavviso a Celtic Halls. Oggi, come potete leggere dai commenti all’articolo precedente, ho finalmente aperto il conto con Permanent TSB.

La tattica adottata e’ stata vincente. Arrivare a Grafton St, dove c’e’ un branch office di Permanent TSB, alle ore 10.00 in punto (ora di apertura della filiale), attendere l’apertura della banca, essere il primo in coda, andare direttamente al desk clienti e trovare l’impiegato rilassato e nelle migliori condizioni possibili per non rompere le palle con bollette intestate, ultime buste paghe, etc.

Cosi’ arrivo li’ e trovo questo giovincello paccioccone rossiccio che mi prende a simpatia, gli dico che devo aprire un conto, capisce che sono italiano, e mi chiede da quanto tempo sono a Dub, se c’ero mai stato, etc. Io gli dico che sono qui da 2 settimane, e che c’ero gia’ stato altre volte. Lui continua con qualcosa tipo “It’s really cold in Ireland, don’t you think?”

Classico per un irlandese, parlare di clima, rugby, calcio, ultimamente TRAPATTONI. Il Direttore sa’.

BTW tutto liscio, fornisco contratto (vedo il tipo scorrere le righe alla ricerca del salario, la cifra lo soddisfaceva), fornisco proof of residence, fornisco passaporto, fornisco PPS. «That’s fine» mi fa’. E io dentro dicevo Hurra’!

Il resto e’ stato una serie di domande, tipo il cognome di mia madre (sta cosa la chiedono spesso in Ireland quando hai a che fare con la burocrazia…), se ero sposato, se avevo figli, etc.

Ho avuto un po’ di difficolta’ con i termini usati (non ne capisco molto di banche ed economia in italiano, figuratevi in English), ma comunque il tipo e’ stato cordiale e mi ha fatto firmare qui e li spiegandomi ogni cosa che firmavo.

You’ve to sign here! E io firmavo! You’ve to sign there! E io firmavo!

Alla fine mi ha aperto il conto in 10 minuti, ho chiesto se dovevo fare un versamento simbolico per aprire il conto e mi e’ stato risposto di no. Ho chiesto per la carta di credito, ed ovviamente mi ha detto, ne parliamo dopo il primo stipendio. Per il discorso scoperto (che ho capito si dice overdraft) sto a 100€. Sara’ il default per il conto aperto cosi’ senza money. Ma tanto io non l’ho manco in Italia lo scoperto :D

Sono rimasto piacevolmente sorpreso sapendo che posso fare versamenti, ed altre operazioni, da qualsiasi filiale in Irlanda. Anche cambiare l’indirizzo si puo’ fare via telefono, etc. Col mio vecchio conto in Italia sono costretto a recarmi nella sola ed unica filiale. Comunque mi sono fatto dare i codici SWIFT (BIC) e IBAN e sono uscito felice.

La checklist (gentilmente compilata con l’aiuto del Direttore e del forum Irlandando) si chiude qua. Ricapitolando tutti questi punti sono stati chiusi negli ultimi 5/6 mesi:

  • Praticare la lingua via DVD/musica/radio web/altro;
  • Applicare a job dall’Italia anche solo per la possibilita’ di fare phone screening e fare pratica coi meccanismi di selezione e interview al telefono; Ogni tanto essere invitati a fare interview face to face (a volte a spese proprie, a volte rimborsati);
  • Farsi rejectare piu’ volte dall’estero o anche all’ultimo step di selezione! :) ;
  • Arrivare a passare un paio di phone screening ed avere appuntamenti fissati a Dublino, dall’Italia;
  • Prenotare volo/i e stanza da Celtic Halls per permanenza minima di 2 settimane;
  • Licenziarsi e venire a Dublino (obviously!);
  • Applicare per il PPS Number;
  • Comprare la SIM per cellullare;
  • Cambiare il proprio CV col nuovo numero cellulare e residenza, e scritta in grassetto in cui si indica di stare gia’ a Dublino.
  • Uploadare il CV dove necessario (sito personale, monster.ie, irishjobs.ie);
  • Fare il centralinista e sperare per il bene;
  • Una volta con contratto firmato fare conto in banca e cercare casa.

La checklist di cui sopra puo’ essere stampata dai wannabe dubliner workers (ovvio che deve essere personalizzata attorno a voi) e messa nel portafoglio.

Da lunedi’ inizio a produrre con tutta una serie di paranoie che mi porto in testa e che saranno spero smentite.

A questo punto la checklist si aggiornera’ con altri punti che metto cosi’ a caso e a cui sicuramente aggiungero’ qualcosa prossimamente.

Per quanto riguarda le altre notizie ecco il sunto:

  • Vincio ha trovato lavoro a Cork e si trasferisce domani, in bocca al lupo Vincio. Mi sono trovato bene con te! A parte che non mangi praticamente un cazzo e hai snobbato la mia pasta con salmone, col tonno, e altre cose che non sto a dire (andateglielo a spiegare che il soffritto di cipolla e’ la base del mondo).
  • Da domani rimango solo in camera e non so chi mi capitera’. Male che va’ usero’ le buone maniere che mi contraddistinguono col nuovo inquilino di turno. Tuttavia c’e’ la possibilita’ che una persona piu’ o meno trusted possa entrare in casa per il tempo che mi separara dal mio nuovo tetto.
  • Oggi abbiamo tagliato i capelli al Direttore, anzi, Vincio li ha tagliati. Seguiranno presto foto sullo spazio Flickr di Vincio.
  • Prossimamente si fara’ penso una gita a Galway.
  • Oggi ho scoperto che Direttore ed altri hanno messo su questo wiki come consigli per chi vive e lavora qui. http://www.wikirlanda.org

Alla prossima.

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Cost of living 2008

Febbraio 15th, 2008 - Febbraio 15th, 2008

Breve post per mettervi a conoscenza che e’ uscito il “GLOBAL/WORLD COST OF LIVING RANKINGS 2007/2008″.

Cliccate e guardate la tabella in fondo: paragonate Roma, Milano e Dublino e meditate sulle scelte fatte. I costi della vita sono piu’ o meno sullo stesso intorno, ma gli stipendi sono molto differenti. Fonte: Il Direttore.

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Primo giorno di lavoro, prime impressioni.

Febbraio 18th, 2008 - Febbraio 18th, 2008

La mia prima giornata lavorativa e’ finita. L’ho passata configurando il portatile che mi hanno assegnato. Windows brasato e Ubuntu installata. Ho una capiente scrivania con monitor LCD Dell di grande formato, tastiera e mouse Dell, entrambi USB. No pc fisso. Alcuni hanno PC fisso con dual monitor. Forse sono nonni. Io sono appena arrivato quindi non mi lamento :D .

Arrivo li’, accendo il portatile semi chiuso, e uso il monitor grande con tastiera e mouse attaccati via usb.

Mi hanno detto di configurarmi Evolution perche’ arrivano caterve di email di report Nagios e altro alla mailing list del gruppo operations, e viene piu’ facile configurarsi le regole di filtraggio (prima o poi passo a mutt! :D , non temete!).

Configuro la posta e leggo una email di benvenuto postata a tutta la mailing list:

Please join me in welcoming two new members of Operations; Angelo (started today, sitting opposite TIZIO CAIO) and $NUOVODIPENDENTE (started Friday, sitting opposite PIPPO) , both of which will initially work from the Ops Deployment Team.

Drop over and introduce yourself.

Peccato che non si e’ droppato nessuno difronte a me! ahahahaha! :D

L’IT guy seduto dietro di me mi chiede poi di crearmi una chiave GnuPG perche’ non mi voleva mandare i cert di openvpn in chiaro. Voleva fare il fighetto. Alche’ questo mi consiglia una GUI grafica per fare cio’ e io gli dico: «Non mi serve, faccio in commandline». Mi guarda con aria strana.

Dopo 5 minuti creo chiave, invio chiave a pgp.mit.edu, mi prendo la sua pubkey, firmo, trusto e riuppo la sua chiave sul keyserver.

Mi hanno creato questi account:

  • Samba share
  • Email
  • Wiki aziendale
  • Certificati Openvpn

L’ufficio e’ tutto un unico open space diviso a gruppi di lavoro. La mia scrivania e’ vicino ad una piccola server farm che sembra un albero di natale al buio, vicino c’e’ una cucina con lavastoviglie, boiler, microonde, frigo, lavello e piano cottura, macchina del caffe’, e tavoli per mangiare. Domani verifichero’ se c’e’ una tazza anche per me perche’ anch’io devo farmi il tea col latte, come si usa qui.

Ho sclerato 20 minuti a cercare di capire come mai dopo 5 minuti di utilizzo non navigavo piu’, per la precisione le sessioni tcp stabilite continuavano a funzionare ma quelle nuove no! Poi ho scoperto una merda chiamata ebox che girava sul portatile, che non so’ perche’ ubuntu mi ha installato di default. E ho risolto con un bel:

# apt-get --purge remove ebox

Probabilmente sono passato per cretino quando quello dietro a me vedeva che non riuscivo a fare un cazzo. Dice che nessuno ha mai avuto problemi con una installazione di default di Ubuntu. BAH! Linux sta diventando una merda. Si avvicina sempre di piu’ Windows e questo e’ male.

Sempre l’IT guy, dietro di me, mi ha creato la email scrivendo Failca al posto di Failla. Lo correggo.

Poi mi ha generato un certificato openvpn corrupted che non funzionava, e che mi ha fatto perdere 1 ora a capire se era un problema del file di configurazione. Gli faccio: «Penso che i certificati che mi hai dato sono corrotti». Gli faccio vedere l’output di openvpn e lui storce il naso e mi fa: «Nessuno ha mai avuto problemi da mesi, hai seguito bene la procedura nel wiki?».

Mi sono sentito preso per cretino e gli ho detto: «Li rifai i certificati e me li rimandi?». Quello li rifa’, me li rimanda, li provo e funzionano! Secondo voi dov’era il problema? :)

Successivamente mi sono configurato ssh per fare sock5 proxy su un host che ho in rete su internet e ci ho tunnellizzato tutti i protocolli di IM che uso. Cosi’, non si sa mai.

Il momento piu’ tremendo della giornata e’ stato il pranzo. Siamo andati io, il mio manager, e altri 3 ragazzi, in un ristorante vicino; Tra questi c’era un messicano anche lui nuovo (ha iniziato venerdi’). Tipo simpatico.

Il momento e’ stato tremendo perche’ ho avuto serie difficolta’ a capire cosa dicevano tutti e quattro, a volte contemporaneamente; un po’ ad essere sincero mi sono imparanoiato. Io sono un tipo abbastanza loquace a tavola, quando sono tra colleghi, e il non poter parlare come io volevo un po’ mi provocava frustrazione. Comunque qualcosa l’ho detta e l’ho capita. In particolare c’e’ un tipo che parlava in un modo assurdo, volume basso e parole impiasticciate… Vediamo tra qualche mese se riusciro’ a comprenderlo! :D

Pranzo offerto dal manager ovviamente, che dopo il lunch mi chiama nella meeting room per spiegarmi alcune cose sul lavoro. Pare che saro’ allocato a questo team di operation deployment che si occupa di far parte dello sviluppo di un prodotto, dalla sua nascita alla consegna finale al cliente. In particolare il mio gruppo entra in gioco nella fase che stra tra il development e il deployment dal cliente. Alcuni del team di deployment possono far parte delle riunioni inerenti il design dell’architettura. Ci si occupa di costruire from scratch l’architettura in modo che sia scalabile e con zero o pochi single point of failure, quindi si parla anche di storage/network/power cabling, racking, installazione di sistemi operativi, configurazione dell’hw e del sw. Mi dicono che ci sara’ anche la possibilita’ di viaggiare in europa. Vedremo. Quando il lavoro di questa fase finisce, e’ compito della gente che era in deployment trasferire le competenze in support. Eventualmente poi spostandosi in support lui stesso per fornire il supporto al cliente e quindi entrare nel giro dell’on-call, oppure essere riallocato ad un altro progetto sempre nel team di deployment.

Comunque l’impressione e’ stata positiva, mi sembrano organizzati. Il manager mi ha detto che da domani avro’ un mentor che sara’ al mio fianco nei primi tempi a cui posso chiedere tutto quello che concerne aspetti tecnici e non tecnici (eccetto alcuni altri aspetti a cui devo fare riferimento direttamente al manager, tipo problemi di ritardo o salute, problemi personali con gente o col lavoro, tipo se mi sento stressato perche’ non arrivo a fare le cose, mi sento sovrallocato, etc).

Probabilmente domani iniziero’ a vedere qualche documento tecnico e iniziero’ ad entrare piu’ nel dettaglio del lavoro. Sono un po’ imparanoiato dal mio inglese. Ma sono sicuro che migliorera’.

Ora vi saluto che devo andare a cucinarmi qualcosa. Ho un mal di schiena tremendo forse perche’ quella sedia la devo ancora sistemare. Ho comprato un po’ di prosciutto Beretta, del cheddar a fette, un po’ di pane a cassette, un po’ di Philadelphia e la carta stagnola, cosi’ domani non devo mangiare porcherie a pranzo e mi preparo due panini. :D

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Tag Rugby con i colleghi?

Febbraio 19th, 2008 - Febbraio 19th, 2008

Dublin, Ireland, 20 days so far.

Meditavo che sono arrivato a 20 gg, e mi pare ieri che sono arrivato. Il secondo giorno di lavoro oggi l’ho passato sostanzialmente a non fare un cazzo. Ho pensato piu’ volte di dire al ragazzo che mi fa da mentor se aveva qualche documento da farmi leggere in attesa di poter mettere le mani sopra a qualcosa… ma ho desistito visto che l’ho visto piu’ volte gridare fock off!, battere i pugni sulla tastiera, e subito dopo comporre numeri di telefono al telefono sclerando diverse decine di minuti. Cosi’ ho evitato.

Alle 9 arrivato in ufficio mi sono subito sverginato la cucina, prendendo una tazza pulita pulita dalla lavastoglie, e mi sono fatto il tea col latte, da vero irish, ho chiaccherato 5 minuti con un tipo Xavier, spagnolo, probabilmente lavora in support, non l’ho chiesto. Ha la scrivania accanto alla mia, abbiamo parlato 5 minuti di italiano, dialetto siciliano e parole simili, etc.

Arrivati in scrivania scopriamo che Fidel Castro si ritira, e abbiamo parlato un po’ di CUBA, a sguire giornata tediosa, ho chattato tutto il tempo.

Solo alla fine mentre mi facevo lo zaino per andare, incrocio il mio mentor che stava andando via e gli ho chiesto se aveva qualche documento da farmi leggere domani. E dice che mi fa avere qualcosa. Vedremo.

Esco dall’ufficio insieme ad un altro collega e mi faccio tutta Pearse Street fino a O’Connel Street parlando con lui. Mi dice che sono arrivati due nuovi italiani ultimamente, ma sono sviluppatori lato mobile (forse symbian o j2me, chi lo sa’). Che ci sono un botto di stranieri. La percentuale me l’ha detta ma non la ricordo. Poi mi dice che ultimamente stanno organizzato una serata in non so quale parco per le corse dei cani (poverini se ci penso mi viene la tristezza… sa quanto li pompano per corrrere). Gli dico che non sono interessato a queste cose e lui mi fa che probabilmente si organizza anche una partita aziendale di Tag Rugby.

Che cos’e’ il Tag Rugby? Vedere wikipedia italia, o wikipedia english per gli anglofoni.

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definito talvolta anche Flag Rugby, è uno sport totalmente privo di contatto che viene giocato indossando all’altezza della vita una cintura di velcro alla quale sono legate due etichette al disopra delle anche. Il modo di giocare è simile al touch rugby, ma il “tocco” viene in questo caso sostituito dal tentativo della difesa avversaria di strappare una etichetta al portatore di palla avanzante. Questa azione sostituisce il placcaggio del rugby classico e impone al giocatore che ha subito il “tagging” di passare velocemente il pallone a un altro compagno. Dopo sei tentativi di avanzamento andati a vuoto sarà la squadra avversaria a passare alla fase di attacco. L’unico modo di realizzare punti consiste nel conseguire una meta (vale un punto). Il pallone non può essere calciato tranne che nell’avvio del gioco. Il numero di giocatori per squadra è variabile, comunque normalmente le squadre sono formate da 4-7 giocatori.

Questo sport è diventato particolarmente importante in Irlanda, dove è gestisto in maniera congiunta sia dalla Irish Rugby Football Union che dalla Irish Tag Rugby Association. Le squadre sono sponsorizzate da molte compagnie che promuovono questo sport a livello ricreativo, considerato anche il fatto che non è implicato alcun contatto fisico (e quindi tutti i rischi che ne derivano) e che è possibile formare squadre promiscue composte da giocatori di diversa età e sia maschi che femmine. In Irlanda esistono quattro campionati maggiori di Tag Rugby: maschile, femminile, misto (con un minimo prestabilito di donne per squadra) e veterani (over 35). Solitamente per ogni campionato esistono quattro categorie, in base al livello di esperienza ed agonismo.

Il Mini Tag è il Tag Rugby adattato ai bambini. È l’unica forma di rugby consetita dalla Rugby Football Union per i minori di otto anni.

Mi sa che ci vado! Vi faccio sapere! Il problema e’ che sono senza pantaloncini, vabe’ che con sto freddo :D

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Alla fine e’ arrivato…

Marzo 1st, 2008 - Marzo 1st, 2008

Dublino, Ireland, almost 1 month (di cui mezzo lavorato).

Giornata ventosissima con pioggia oggi a Dublino. Stamane, dopo il consueo caffe’, sono uscito per andare a lavoro col mio abbigliamento tattico. Ora so’ perche’ gli irlandesi non usano l’ombrello. La pioggia veniva in orizzontale DA DIETRO. Cosi’ sono arrivato in ufficio bagnato di dietro (ma non tanto eh!) e asciutto davanti. La pioggia era fine che non dava assolutamente fastidio. Ho maledetto il basolato di Dame St perche’ quando piove diventa una saponetta e mi stavo, come si dice in catanese, SDIRUBBANDO PE’ TERA! (Si! Per TeRa, con una ERE!). Mi trovavo in Dame st, vicino alla traversa che porta a Dublin Castle, e li la strada e’ leggermente in pendenza, io andavo in discesa…

Ora vi scrivo comodamente sdraiato nel letto, e temo che fra poco il tetto sara’ scoperchiato da una folata di vento! :)

Comunque oggi, ultimo giorno del mese, e’ arrivato… puntuale… preciso. Ma chi? Ma che cosa? Lo stipendio. 2 settimane “lavorate” (le virgolette ci sono perche’ in due settimane ancora non e’ che posso ritenermi a regime) e gia’ posso dire di aver preso in 2 settimane qui piu’ quello che prendevo in Italia lavorando 1 mese full time 9-18 con contratto a tempo indeterminato (che poi spesso si riduceva a 9-19, ovviamente overtime non pagato), con la differenza che qui:

  • non spendo soldi in benzina
  • non mi stresso ad andare a lavoro (solo 20 minuti a piedi)
  • l’ambiente di lavoro e’ abbastanza rilassante
  • faccio 9-17.30 ma posso arrivare ed andare quando voglio, l’importante e’ rispettare le scadenze.

Stipendio puntuale, preciso, pagato l’ultimo giorno del mese come da contratto. Come si faceva una volta in Italia… adesso la gente e’ costretta ad aspettare anche fino al 15imo giorno del mese successivo… (questa e’ la mia esperienza, se io lavoravo ad es. Gennaio, dovevo aspettare tipo il 13 Febbraio). Qui invece pare che la prassi, dall’azienda piu’ cretina a quella piu’ grossa, sia quella di pagare regolarmente a fine mese (nel caso di pagamenti mensili).

Appena mi arriva la busta paga (payslip in english) capiro’ se sono in emergency tax o no. Comunque mi pare strano che mi hanno pagato la meta’ del mio stipendio netto mensile. Forse non sono in emergency? Ve lo sapro’ dire. Il form 12A l’ho imbucato solo ieri quindi mi pare difficile. Vedremo.

A lavoro oggi ho iniziato a fare qualcosa finalmente. Mi hanno fatto un account su un server di sviluppo dove tirar su probabilmente l’ambiente per qualche sviluppatore. Mi hanno dato un documento con le procedure da seguire e ho iniziato ad installare le cose seguendolo. A parte che certe cose scritte erano stronzate che erano palesemente false (tipo dicevano di installare la JRE Java, e poi pero’ un software C/C++ da compilare, una libreria per java, voleva ovviamente il compilatore javac, e il comando jar… cosi’ ho dovuto installare la JDK e fottermene di quello che c’era scritto nel documento). Poi installo alcuni altri tarball (principalmente pacchetti necessari per compilare ffmpeg). In particolare proprio alla fine di questo elenco ho sbattuto la testa con una merda di software che si chiama mpeg4ip (progetto morto e non piu’ sviluppato), che non ne voleva sapersi di compilarsi…

g++ smadonnava che non riusciva a compilare alcune classi di questo merda di software perche’ i programmatori hanno usato costrutti ormai deprecated. Ho smadonnato un’ora dalle 17 alle 18 mentre tutti se ne andavano, editando vari configure.in, etc etc… Ho superato diversi scogli ma poi in fase di linking mi sono dovuto arrendere…

Mentre ero visibilmente incazzato perche’ avrei voluto andarmene (quando le cose non mi funzionano mi sale la carogna e divento un animale e mi fisso che la devo fare funzionare) il mio collega Spagnolo si parte e mi fa: “You worked hard today, isn’t it?”.

Poi mi chiede che problema ho, glielo fo’ vede’, e mi fa: “Ah ho avuto lo stesso problema diversi mesi fa! NON TI SERVE COMPILARE QUEL SOFTWARE! Il progetto $Taldeitali non lo usa! L prossima volta chiedimi se hai problemi.”

Ho pensato: “MINCHIA TUTTO IL MONDO E’ PAESE.” Mi sono chiesto come mai pero’ nel documento ci sono le istruzioni per installare st’accrocchio… Lunedi’ lo faccio presente.

Ora vi saluto e vi lascio con questa vignetta:

Sorry, but this post is not available in English

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Da punto-informatico.it: “Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno”

Marzo 6th, 2008 - Marzo 6th, 2008

Rompo un po’ di silenzio (si vede che per ora mi godo la vita qui a Dublino e non c’e’ niente di particolare da raccontarvi) per condividere con voi questo articolo apparso oggi su punto-infomatico.it. L’ho letto, e lo sottoscrivo. E’ l’intervista ad Alex, connazionale anche lui a Dublino e lavoratore del mercato IT locale. Io lo conosco: questo perche’ noi del ghetto ci conosciamo tutti(tm), buona lettura.

Ah! Leggetevi i commenti sulle pagine di Punto Informatico… CHE SCHIFO CHE MI FANNO… QUESTA E’ LA DIMOSTRAZIONE DELLA MERDA CHE SIAMO DIVENTATI IN ITALIA. SIAMO GENTE SENZA PALLE. TUTTI.

Roma – È davvero cosi verde l’erba del vicino?
Davvero sono sufficienti le mie conoscenze informatiche ed il mio inglese “buono” per candidarmi per un lavoro che mi consenta di uscire dalla condizione di “Bamboccione” a cui questi 1000 euro al mese mi condannano?

Ho provato a chiederlo ad Alex che ha scelto d’avere un futuro al di fuori dell’Italia.

Domanda: Età e da quanti anni sei fuori dall’Italia?
Quasi 35, ed ormai è più di un anno che sono andato via

Domanda: Dove sei stato e come hai maturato l’idea di andare via?
Per studio e per lavoro ho girato parecchi contesti IT internazionali, tra cui la Silicon Valley. Ovviamente non è la prima volta che mi sono trasferito all’estero per lavoro ed attualmente mi trovo a Dublino.
Sono circa dodici anni che lavoro nel settore IT, certo la mia esperienza, la mia buona conoscenza dell’inglese e la mia precedente esperienza all’estero, mi hanno aiutato non poco nel trasferimento, anche se la parola giusta sarebbe “emigrazione”.
La mia decisione come quella di molti è maturata, ahimè, sopratutto a causa della crisi del settore IT, per come è gestito, soprattutto dal punto di vista della fornitura di consulenza specialistica. Aziende che fanno solo da intermediari, senza nessuna professionalità. Basta vedere gli annunci su Moster, ad esempio, di esperti di “conoscenza di prodotti di network” Inter Process Comunication di Unix, per rendersi conto che non sanno di cosa parlano.

Domanda: In Italia se hai più di 35 anni sei un vecchio e se sei senza una laurea ti è difficile inserirti in contesti competitivi: è lo stesso anche fuori?
Il discorso è un po’ più complesso. È ovvio che in Italia, come ovunque, un titolo di laurea è importante, ma è ovviamente anche importantissima la capacità e l’esperienza.
Ti faccio un esempio. Un mio collega trasferitosi qualche mese fa è un perito informatico con un’esperienza di parecchi anni. Arrivato qua non ha trovato nessun problema a trovare lavoro.
Il problema è che in Italia, se noti, in tutte le inserzioni vi è scritto che è “preferibile la laurea in ingegneria” anche se il lavoro richiesto è quello di fare data entry o scansionare documenti.
Bisognerebbe guardare assai in Italia, a quale figura si cerca, e scegliere quale tra i vari candidati “fitta” (scusa l’inglesismo) di più. Ma il problema è che tante, troppe volte, le inserzioni che vedi in giro per i portali del lavoro sono per la maggior parte fatte da aziende di 5 o 6 dipendenti che vendono consulenti ad altri e che troppe volte non sanno nemmeno loro cosa il cliente chiede e così, anche per scansionare documenti, cercano un ingegnere.
Per quanto riguarda l’età, io a 35 anni non ho avuto alcun problema ad inserirmi anche in contesti internazionali importanti.
La differenza principale che ho riscontrato è che qui ti cercano per le qualifiche richieste, e per l’esperienza accumulata, ed il concetto di body-rental all’italiana qui è completamente inesistente.
Il recruiter è recruiter e basta. Vive sul supporto nella ricerca del personale e non ha certo (come succede sempre in Italia) la commessa di terze parti.

Domanda: Come ci si sente a lavorare senza l’articolo 18 (quello che obbliga il reintegro dei lavoratori)?
Bella domanda, io essendo stato consulente per parecchi anni, e avendo sulla testa il rischio del mancato rinnovo del contratto in Italia, la sentivo una spada di Damocle che pendeva ogni 3-6 mesi. Ora non avverto più questa sensazione, anzi ti dirò di più: lì dove il concetto all’italiana del licenziamento non esiste personalmente mi ci trovo assai meglio. Con il tipo di legge sul lavoro che vi è all’estero, non ne vedi di dipendenti (come vedevo nel nostro paese) che leggono il giornale, invece di lavorare.
La meritocrazia, negli altri paesi, è sentita. In Italia, vale meno di zero. Il problema è tutto lì.

Domanda: Lo stipendio che percepisci rispetto alla media dei lavori com’è e cosa ci puoi fare?
Generalmente lo stipendio rispetto agli altri lavori in Irlanda è superiore di 10k – 20k euro annui, e con le tasse molto più basse rispetto a quelle italiane si vive assai bene.
Qui un informatico non lo vedresti mai a 24k euro lordi annui, anzi ho notato con piacere che il concetto di svendita al ribasso non esiste. Se vali è giusto che ti paghino per quello che vali.
Andrebbe spiegato anche in Italia.

Domanda: So che leggi P.I. e quindi conosci com’è la situazione delle Dilbert’s company italiane, qui invece come definiresti le company estere?
Beh si, PI lo leggo ormai da circa 10 anni.
Dilbert come sai è un fumetto statunitense, quindi molte ” interessanti deformazioni professionali” del nostro settore sono peculiari ovunque tu vada, va da sé che ovviamente ci sono parecchi distinguo.
La qualità del lavoro nelle aziende all’estero è elevatissima.
Sono riconosciute le capacità alle persone in modo diretto e anche in modo economico.
All’estero l’organizzazione del lavoro e della struttura funziona come un orologio.
Il concetto tutto italiano, “se un professionista è bravo se ne va a chi importa” è totalmente sconosciuto, se sei bravo, fanno di tutto per evitare che te ne vada.
La qualità e il valore sono regole riconosciute e accettate, sopratutto nel settore IT americano, dove se vali riconoscono il valore e le capacità della persona.
Insomma, tirando le somme il mio giudizio è assai positivo.

Domanda: Quanto sono importanti le persone dove lavori tu?
Parecchio, sono importanti e fondamentali per il ruolo che svolgono all’interno della struttura aziendale e cooperano in modo strettissimo tra loro. Qui è impossibile vedere un Sales che dice qualcosa al cliente se prima non è stato confermato dai tecnici o dagli sviluppatori.
È impossibile vedere un Project Manager che non sappia fare il suo lavoro, (come ogni tanto vedi in Italia) perché c’è qualcuno che lo ha messo lì.
Insomma le persone sono importanti, e con loro si prendono assai seriamente i ruoli che ricoprono.

Domanda: Come è avvertita l’innovazione da Voi?
Come fatto fondamentale ed economicamente importantissimo. Più una tecnologia è nuova ed è valida, e più all’estero si prende in considerazione velocemente. All’estero, ad esempio, ho visto aziende nascere dopo pochi mesi che era uscito un rfc su un nuovo tipo di protocollo. Una cosa simile in Italia sarebbe da fantascienza.

Domanda: Pensi che vi sia un IT capace e competitivo in Italia?
Sì esiste, ma è soffocato. Diciamolo una volta per tutte: di tecnici in Italia, ci sono, e sono molto bravi, ma sono in mano ad un mercato italiano fatto di body-rental, di consulenze a mezzo servizio, e di contratti a progetto rinnovabili.
Mi è capitato più di una volta di cercare di spiegare all’azienda che mi vendeva al cliente cosa facessi. Molte volte mi guardavano sgranando gli occhi e rispondendo: “Non ci ho capito un acca”
Tira le conclusioni tu stesso.

Domanda: Quando dici che sei italiano e provi a raccontare come si lavora in Italia cosa ne pensano i tuoi colleghi?
Se ci penso mi viene da ancora da ridere. Molte volte le aziende estere guardano increduli il tuo cv e ti chiedono (e non solo a me, è una domanda ricorrente a tutti i professionisti IT italiani trasferiti): “Perché ha cambiato cosi tante aziende in poco tempo? Ci sembra bravo, perché le aziende non hanno fatto in modo che rimanesse a lavorare dove era?”
Vaglielo a spiegare che molti lavori in Italia sono a progetto con scadenza trimestrale-semestrale od annuale, per un’azienda dove sei consulente del consulente del consulente, e che quando chiudono la commessa ti salutano e ti mettono alla porta, fregandosene se sei Dennis Ritchie o l’ultimo arrivato.

Domanda: In Italia vi è la fuga delle professionalità, cosa ti indurrebbe a tornare?
Se vedessi un mercato IT come lo è in Irlanda in Inghilterra o negli States, forse tornerei, ma in un paese ingessato economicamente e qualche volta mentalmente come il nostro, lo vedo più un bel sogno che una futura e concreta realtà.

Domanda: Qualcosa di negativo però ci sarà anche all’estero. Cosa c’è che gradisci di meno?
Eh anche questa è una bella domanda. Credo non essere lingua madre, sia una cosa che dà fastidio. Parlare una lingua diversa non è sempre facile.
Molte volte è difficile esprimere concetti complessi, o seguire una conversazione quando due persone di lingua madre si mettono a parlare molto velocemente, difficilmente li segui, e dà fastidio chiedere ogni volta di ripetere lentamente.
Va detto anche che un inglese che parlasse italiano e dovesse seguire una nostra conversazione troverebbe gli stessi problemi.
Parlare comunque una lingua che non è la tua, non e mai facile, per quanto tu la conosca bene.
Per il resto, ci sono problemi di comunicazioni e incomprensioni un po’ dovunque, indipendentemente se sei in Italia, negli States o in Australia.
La differenza che esiste tra il mondo di lavoro nostro e quello estero è che i problemi dovuti da differenti punti di vista sono gestiti molto meglio.
Insomma a fatica, ma di punti di vista negativi non li vedo proprio, anche volendo cercarli come invece accadono sullo Stivale.

Domanda: Come si riesce a far carriera all’estero? Mi spiego. In Italia dopo un po’ un tecnico o diventa manager o la sua carriera è bloccata. Qui come funziona?
No, qui il tecnico fa la carriera del tecnico.
Prima si è tecnici, poi si diventa team leader poi technical manager di più gruppi e poi via via sempre più in alto e qualcuno può diventare anche CTO. Insomma il concetto di carriera bloccata non esiste, perché come ti dicevo prima, qui vali in base a ciò che sei, non a chi conosci.
Certo ovviamente come in tutte le aziende, dipende da quali sbocchi ci sono e da quali sono le possibilità, cambia da azienda a azienda. Ma certo che qui su una cosa sono chiarissimi: ti dicono subito dove e quanto puoi salire. Più seri di cosi.

Domanda: È vero che il lavoro è spesso gestito autonomamente? Il mito che si lavora per obiettivi ed il tempo lo gestisci tu è vero?
Si, tantissime volte ma è anche vero però che esistono delle milestones (le milestones, per le aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla loro prosperità, sono fondamentali), per questo in quel caso si lavora per l’obiettivo comune, e dipende sempre dal contesto, dall’azienda e nel settore in cui si opera.
Comunque confermo che se non ci sono milestones od obiettivi prefissati, mi gestisco autonomamente.

Il miglior riconoscimento per il tuo lavoro qual è stato?
Aver sentito per la prima volta alcune frasi come:
“Bravo hai fatto un bel lavoro”,
“Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?”
“Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda”.
Parole che in Italia non ho mai sentito. In Italia se il lavoro che fai è fatto bene, è una cosa normale, se è fatto male la colpa è la tua; se hai pensato ad una soluzione innovativa, ci aveva pensato qualcun’altro (che non è mai vero, ma cosi minimizzano il tuo lavoro e poi non la applicano) e soprattutto la colpa è sempre la tua. Qualsiasi cosa accada alla fine ti arriva in Carbon Copy una mail che dice che la colpa di tutto è del consulente. Nel “Bel Paese” i meriti agli altri e le rogne a te.

Domanda: Consiglieresti ad altri di seguire la tua stessa strada?
Sì assolutamente, se si è sicuri di sé e si hanno le capacità e un’esperienza idonee.

Giuseppe Cubasia
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T.F.R. e inaugurazione sondaggi.

Aprile 24th, 2008 - Aprile 24th, 2008

Come sapete ho finito di lavorare in Italia a meta’ di Gennaio per trasferirmi qui a Dublino.
Normalmente quando un lavoratore interrompe il rapporto professionale con l’azienda ha diritto a riscuotere il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Come sanno tutti i lavoratori dipendenti di aziende non statali, nel Dicembre 2006 il governo ha varato una riforma per favorire l’istituzione di fondi pensione (privati o di categoria). Il lavoratore poteva scegliere se lasciare il TFR in azienda o convogliare i soldi in un fondo pensione privato oppure in fondi di pensione di categoria (per i Metalmeccanici il famoso fondo Cometa). Io, cosciente del fatto che prima o poi me ne sarei andato (dall’azienda sicuro, dall’Italia un po’ meno sicuro ma poi ho realizzato che era meglio cosi’…) decisi per lasciare il TFR in azienda in modo tale da poterlo riscuotere integralmente una volta cessato il mio rapporto lavorativo.

Questa cifra *dovrebbe* essere erogata *teoricamente* gia’ il giorno successivo all’ultimo giorno lavorato. Questo sempre *teoricamente in un paese normale*.
Ma siccome si parla dell’Italia, allora ecco che anche i soldi che ti sono dovuti li devi chiedere come se fosse un favore.

«Per piacere se non vi arreca disturbo e se non vi da fastidio potreste pagarmi quanto mi e’ dovuto?!»

Questo e’ quello che si vogliono sentire dire i nostri giovani industriali! Potete mandare email in cui chiedete quanto dovuto: verrete ignorati. Potete telefonare: la segretaria vi dira’ sempre che la persona che cercate non e’ in ufficio o e’ impegnata e ti fara’ richiamare. Potete mandare email (utilizzando torni formali seri e incazzati): vi verra’ risposto che se non moderate i toni non faranno seguito alle vostre richieste… ma quali richieste!? Il TFR sono soldi miei che io ho dato in gestione all’azienda!

Io sto ancora aspettando ovviamente, anzi, mi sono dovuto rivolgere ad un legale per ottenere quanto mi spetta, il 26 Giugno ho il tentativo di conciliazione che e’ propedeutico alla causa che dovro’ iniziare nel caso in cui io non venga pagato.

Dal sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, che raccoglie un elenco delle sentenze della Cassazione inerenti il Lavoro, ho trovato il riferimento a questa sentenza della Cassazione.

Trattamento di fine rapporto: termine di pagamento

Con sentenza n. 4822 del 4 aprile 2002, la Cassazione è tornata ad affrontare, in modo diverso rispetto alle precedenti pronunce, il problema del termine di pagamento del TFR. La Corte osserva che l’art. 2120 c.c. non lascia dubbio sulla circostanza che l’obbligazione trova fonte nella cessazione del rapporto che ne rappresenta, quindi, il momento genetico a partire dal quale deve essere adempiuta. La Cassazione continua in tale ragionamento osservando che, quand’anche non si consideri tale articolo come produttivo dell’obbligo immediato, c’è sempre l’art. 1183, comma 1, c.c., che consente al creditore di esigere immediatamente il pagamento del TFR: ovviamente, da tale momento decorrono gli interessi. La Suprema Corte conclude, infine, affermando che nessun accordo collettivo, tendente a dilazionare il termine di pagamento, può modificare il precetto dell’art. 2120 c.c..

Direzione Provinciale del Lavoro di Modena – Sentenze di Cassazione Lavoro – www.dplmodena.it

In buona sostanza:

  • Il TFR puo’ essere richiesto e deve essere pagato direttamente il giorno dopo l’ultimo giorno di lavoro
  • Si possono fare valere interessi per ogni giorno di ritardo del pagamento
  • Non si accettano dilazioni (tipo se ti devo 5000 eur, non posso dilazionare il pagamento in trance da 1000 eur etc).

Ora, io mi chiedo: come si puo’ essere cosi’ incoscienti? Se c’e’ una cosa che odio e’ essere preso in giro. Io penso che la colpa comunque e’ anche delle persone che attendono e attendono pazientemente, facendosi anche mettere i piedi in faccia a volte, senza agire.

Per tanto il blog inaugura la stagione dei sondaggi! Quale e’ la vostra esperienza col pagamento del TFR? Sono veramente interessato a conoscere le vostre esperienze. Qui sotto trovate il sondaggio a cui potete rispondere. Potete rispondere solo una volta, il sistema si basa sui Cookie del browser web, ma i piu’ smaliziati potrebbero anche votare piu’ volte (per tanto non fate i furbetti!).
D’ora in poi i sondaggi si troveranno sulla colonna destra del blog. E sara’ possibile accedere ad una pagina apposita che riporta tutti i risultati dei recenti sondaggi.

Quanto avete aspettato per il vostro TFR?

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Cheers.

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Sul lavoro.

Maggio 4th, 2008 - Maggio 4th, 2008

Dublin, Ireland, 3 months so far

Katia e’ tornata in Italia, siamo stati fortunati a scegliere Aprile per vederci perche’ settimana prossima io sono in Crucconia (aka Germania, o Gemmania per i siculi) sicuramente per una settimana. E se fosse salita a Maggio non ci saremmo praticamente visti!

Il lavoro finalmente comincia a farsi piu’ impegnativo e mi vengono affidate piu’ responsabilita’. I colleghi, soprattuto i miei diretti dirimpettai di scrivania, iniziano a venire a chiedermi come fare questo e quello quando si trovano in difficolta’, io se ho tempo e voglia li aiuto volentieri anche perche’ sono attimi per socializzare.

In ufficio inizio a conoscere sempre piu’ persone soprattutto perche’ ultimamente il mio capo mi alloca a mini progetti di DEMO di una settimana in cui e’ necessaria la presenza di un sistemista da affiancare ai programmatori. Scopo di ’sti miniprogetti e’ tirare su ambienti di demo per i commerciali dell’azienda sparsi a Londa, Dusseldorf e Seattle, che di tanto in tanto si recano da grossi clienti tipo AT&T, Vodafone, T-Mobile, a far vedere le “mirabilie” a cui lavora Newbay ultimamente. Principalmente integrazione mobile<->web2.0. Non che io sarei un fruitore di servizi Mobile pero’ non sputo nel piatto dove mangio! :D

Fra un po’ parte la versione 2 di un progetto gia’ in produzione da T-mobile, per tanto dobbiamo iniziare a tirare su’ il nuovo Lab (da affiancare al lab della versione 1), che consiste in varie cose basate su Solaris10 (IPMP, Containers e Zones, ZFS), switch Cisco, F5 Big IP, Oracle RAC, Java/Tomcat, SwiftMQ, etc etc.

Il site dove queste robe saranno deployate e’ Bonn, in Germania, quindi settimana prossima mi mandano li’ insieme ad altri due colleghi (un polacco ed un brasiliano), per tirare su il minimo indispensabile (cabling, racking, network, IPMP, e il minimo di configurazione su Cisco e F5) per poter tornare a Dublino e continuare in remoto da qui.

Per tanto questa settimana l’abbiamo spesa a preparare tutto quello che ci serve per questa attivita’ in modo tale che, una volta arrivati li, copiamo i file di configurazione che abbiamo preparato su apparati di rete e macchine e ce ne torniamo (a meno di intoppi, come ci insegna Murphy!).

Questa settimana di preparazioni mi hanno fatto vedere come le cose qui siano piu’ organizzate. Da tutti i punti di vista: sia da quelli strettamente tecnici (gente cazzuta, metodologie differenti, tecnologie nuove a cui mettere mani a cui prima non avevo accesso), che manageriali.

L’azienda mi ha pagato il biglietto di andata e ritorno, l’hotel. Ci hanno detto che a Dusserldorf possiamo prendere il treno o il taxi, ma che e’ meglio che prendiamo il taxi, senza farsi paranoie sui costi, perche’ e’ meglio che arriviamo prima dal cliente.

La societa’ si accolla di coprire le spese di tutti i tipi: cibo, pernotto, materiale extra informatico che ci potrebbe servire in loco, svago.

Per le spese si puo’ scegliere se anticipare e portare indietro tutti gli scontrini (compilando un foglio excel da spedire via email al reparto finance), oppure richiedere in anticipo una somma massima di 200 eur per week, che la societa’ ti consegna tramite assegno o bonifico sul tuo conto, prima della partenza.

Io ho optato per questa soluzione perche’ purtroppo giorni fa ho sbagliato 3 volte a digitare il codice PIN della mia carta bancaria e ho dovuto richiedere un’altra ATM card (che mi e’ arrivata ma di cui mi manca ancora il PIN). Il problema e’ che non volevo assegni perche’ era gia’ venerdi’ pomeriggio e le banche erano gia’ chiuse. Volevo i contanti. Il mio capo e’ stato cosi’ premuroso da spiegare il problema al reparto finance, abbiamo compilato assieme il modulo aggiungendo una nota, hanno fatto il versamento a lui e lui mi ha dato i contanti.
Dandomi i contanti mi ha detto ridendo: “Ecco i soldi! Questo mese sei mio figlio! Ah! Voi siciliani! Mafia! Volete i soldi contanti!” Non che ci sia molto da ridere a questa battuta, ho abbozzato comunque una risata e mi sono preso i soldi. Oggi il Direttore mi suggeriva di rispondere che li volevo di taglio piccolo, con numeri di serie non sequenziali! AHAHAHAH! :)

Le policy dei voli dicono anche che quando si va a lavorare all’estero si ha diritto ad un rientro settimanale (se si vuole, altrimenti ti pagano albergo anche per il week end). Alla societa’ non interessa sapere “dove sia la destinazione del rientro”, potresti decidere di andare dove vuoi nei week end, a patto che il costo del volo sia minore o uguale a quello che la societa’ spenderebbe per farti andare e tornare a dublino. Se lo sapevo prima mi organizzavo un week end in Italia visto che se non vado errato esiste un volo Dusseldorft – Catania diretto! :(

Altra piacevole sorpresa che ho “scoperto” durante una chiaccherata col mio capo e’ che la societa’ si prendere carico al 100% delle spese della mia connessione a internet (di qualunque tipologia e costo sia!) e quindi credo proprio che mi attivero’ una bella ADSL Magnet (20 mbit in download, 2 mbit in upload). I miei coinquilini saranno contenti di risparmiare questi soldi.

Sul fronte meteorologico oggi si registra un notevole aumento di temperatura (17 gradi ora alle 18.17). Oggi giornata veramente spettacolare con sole caldo, sono stato al Guinness Storehouse e poi a fare una passeggiata per la citta’, arrivato a St. Sthepen’s Green ho speso 2, 3 orette prendendo il sole sull’erba soffice a bordo del laghetto del parco, scattando anche qualche foto a papere, cigni, gabbiani e altri animali. Presto qualcosa su Flickr.

Se ho tempo e banda vi aggiorno da Bonn, spero anche di poter avere del tempo libero serale per fare qualche fotografia.

Cheers, bye.

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Back from Germany

Maggio 13th, 2008 - Maggio 13th, 2008

Hi Folks,

Sono tornato dalla “Gemmania”.

Abbiamo trovato 4 giorni di tempo fantastico! Cosi’ caldo che si mangiava fuori la sera in maglietta. Piacevolissimo. Butto giu’ un po’ di impressioni e giudizi sulla Germania (almeno la zona di Dusseldorf, Bonn e dintorni):

  • No limiti di velocita’. Me ne sono accorto mentre ero in macchina. Un mio collega tedesco ci e’ venuto a prendere a Dusseldorf. Eravamo in autostrada, e fra compilation intere di musica tecno tedesca ad alto volume (con testi che suonavano un po’ terzo reich nazista), guardo il cruscotto e vedo 230 km/h! ahahahaha! Macchina mostruosa. Sembra di fare 140!
  • Girando per le autostrade e le citta’ senti la differenza con l’Irlanda, ti accorgi subito di essere in una nazione con una forte industrializzazione e infrastrutture (comparate con l’Irlanda anni luce avanti).
  • Il verde: che verde signori. Sara’ il periodo. Quella zona attorno al Reno e’ davvero figa. Non so’, d’inverno probabilmente sara’ la morte del gelo.
  • Una buona quantita’ di tedeschi parla un buon inglese e quindi non ci si trova a disagio
  • Contrariamente a quanto ho sentito dire in Germania si mangia bene. Carne buona soprattutto! :)

Questi 4 giorni sono stati utili per il mio inglese, finalmente 4 giorni full in cui non ho potuto parlare italiano nemmeno un po’. Ho anche avuto modo di iniziare a prendere confidenza con questi miei due colleghi con cui sono andato.

Il lavoro a Bonn e’ andato benissimo, sono stato alla sede di $grossooperatoremobile.

Il lavoro consisteva nel “rackaggio” e cablaggio di un nuovo armadio (in realta’ dovrebbero essere due armadi uguali con diversi componenti in trunk per avere HA) e configurazione iniziare di network (Cisco Catalyst), Big IP F5, SAN e switch Brocade in fibra, console access server seriali e macchine Sun x86 e Sparc (ipmp e altre cazzatelle), and so on. Ora che abbiamo finito possiamo continuare il resto del deploy in VPN da Dublino. Quello che gira nel nuovo armadio e’ la release 2 di un prodotto gia’ in produzione. Dopo il deploy seguira’ un periodo di test e poi la morte dell’integration e passaggio dalla vecchia release alla nuova (e li prevedo cazzi amari e rompimenti di culo).

Per il resto tempo fantastico anche a Dublin. Sole. No nuvole. E’ un paio di giorni che esco in maglietta o felpa per andare in ufficio. :D

Alla prossima.

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Tutte le strade portano al Tribunale

Giugno 28th, 2008 - Giugno 28th, 2008

Vi ricordate di questa storia del mio TFR?

Bene, giorno 26, l’altro ieri, era il fatidico giorno in cui avrebbero dovuto tenersi il tentativo di conciliazione obbligatorio… Il mio avvocato ha fatto un viaggio inutile in quel di Aci S. Antonio: nessun rappresentante della mia ex azienda si e’ mai presentato.

Che professionalita’!

La situazione evidentemente evolvera’ in peggio per loro (interessi e spese legali), io tanto posso aspettare.

Sinceramente sono contento di aver fatto la scelta di lasciare il TFR in azienda anziche’ destinarloun fondo pensione privato (o non).

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Inglisc, yakuake, dualhead e Gnome, etc etc

Luglio 2nd, 2008 - Luglio 2nd, 2008

Dublin, Ireland, 6 months so far.

Abbiamo tagliato il nastro dei 6 mesi. A lavoro tutto procede per il meglio. L’inglese ancora non e’ cosi’ fluent come vorrei ma migliora gradualmente. L’altro pomeriggio, mi pare sabato, mi ferma sul viale di casa il vecchieto vicino di casa, mi sbraita qualcosa in inglese con un accento assurdo (slang irlandese tipico specie della popolazione di terza eta’), inutile dire che ho fatto fatica a capirlo. Gli ho detto di scusarmi ma non riuscivo a capirlo, poverino, ha fatto una faccia come per dire: e che sono un troglodita? ahahah! BTW mi aveva chiesto solo dove andavo di bello. Gli dissi che andavo a prendere un paio di pinte con gli amici. Mi ha dato una pacca sulla spalla e se n’e’ tornato a casa sua.

Il vicino e’ un tipo molto cordiale alla quale piace scherzare da vecchio quale e’. Se ne esce con battute del tipo:

<<Sei in Irlanda ora! Devi camminare sul marciapiede!>> mentre cammino sul viale di casa in mezzo alla strada… in tipo tutto particolare :D

Credo che il mio inglese a quest’ora sarebbe a livelli migliori se fossi completamente isolato dagli italiani, o se comunque avessi la possibilita’ di parlare molto di piu’ inglese durante il giorno.

Un fattore che gioca a mio svantaggio e’ che vivo con gente che parla italiano.

Purtroppo solo l’ambiente lavorativo non basta secondo me, e’ troppo tecnico. Ci vogliono situazioni di tutti i giorni. Pare che Barbara abbia trovato una prof. che fa lezioni private one to one a domicilio. Mi fara’ sapere e al limite la ingaggio. Il corso normale non basta per me. Mi ci vuole un face to face per fare conversation e qualche altra cosa di grammatica.

Ultimamente mi sto portando il portatile aziendale a lavoro per vari motivi, snobbando il portatile personale, uno dei piu’ importanti e’ che ha la tastiera uk/us che e’ troppo comoda. Ultimamente switchando tra tastiera uk/us e tastiera italiana stavo cominciando a dare di matto.

In ufficio ho un monitor LCD da 19″ pollici esterno e una tastiera esterna collegati al portatile, cio’ mi consente di avere piu’ spazio per lavorare, specie con molti terminali aperti contemporeanamente. Io uso Ubuntu su sto portatile, la ultima versione ha un buon supporto per il dualhead pero’ c’e’ qualcosa che con Gnome non va’. Quando si attiva la modalita’ dual head i pannelli di gnome (gnome-panel) se ne vanno di default sullo schermo esterno (che e’ quello piu’ grande). Se volete risolvere questo problema fastidioso dovete trascinare ogni volta a mano i pannelli nel monitor del portatile. Non c’e’ modo di dire di default dove questi si debbano aprire (almeno non attraverso la GUI ufficiale di Gnome).

Cosi’ ecco come ho risolto con questi due alias di bash/zsh, da mettere in ~/.bashrc, o quello che fa al caso vostro:

dualhead='sudo xrandr --output VGA --auto --right-of LVDS && gconftool --set /apps/panel/toplevels/top_panel_screen0/monitor --type integer 1 && gconftool --set /apps/panel/toplevels/bottom_panel_screen0/monitor --type integer 1'

dualhead_off='sudo xrandr --output VGA --off'

Sostituite “–right-of” con la vostra posizione. Potete usare:

  • –left-of
  • –above
  • –below

E altri valori, a seconda della disposizione dei vostri monitor.

LVDS indica il monitor LCD del portatile. Se anziche’ un cavo VGA utilizzate altre tecnologie come HDMI dovete sostiture VGA con non ricordo cosa. Maggiori informazioni leggendo man xrandr

Il primo alias attiva il dual head, il secondo lo disattiva. Il comando gconftool per mette, tra le altre cose, di settare proprieta’ e valori del registro di gnome. Il registro puo’ essere navigato con la gui gconf-editor. La proprieta’ monitor accetta un intero che indica il monitor. Per conoscere i path nel vostro computer usate gconf-editor.

Altra cosa fica che ho scoperto e’ Yakuake. Un terminale a scomparsa (si arrotola/srotola con F12). Provatelo! :D

Alla prossima.

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Elefanti in ufficio…

Luglio 23rd, 2008 - Luglio 23rd, 2008

Oh man! there’s a Really Big Fat Stinky Elephant in the Middle of the Room!

Colorita espressione anglofona che potreste sentire durante un meeting o planning game che sia a lavoro. Non credo esiste una espressione simile in Italiano. Se esiste, illuminatemi please…

Tutti sanno che c’e’ un grosso ed ingombrante problema da risolvere ma tutti fanno finta che non esista :D
La frase di cui sopra e’ un modo divertente di fare presente il problema ai partecipanti del meeting…

Nice!

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Impossibile sniffare sulla interfaccia di loopback in Solaris?

Agosto 12th, 2008 - Agosto 12th, 2008

Salve,

Oggi ho sclerato una giornata per fare il troubleshooting di una cosa su Solaris. Problemi di comunicazione random tra apache che fa reverse proxy verso un tomcat nella stessa Zona di Solaris con traffico passante sulla interfaccia di loopback. Pero’:

root@solaris # ./tcpdump -n -i lo0
tcpdump: /dev/lo0: No such file or directory
 
root@solaris # snoop -d lo0
snoop: /dev/lo: No such file or directory

Solaris. Sei proprio un sistema operativo di merda!

Leggete http://phildev.net/ipf/IPFsolaris.html#solaris12:

# Why can’t I filter on the loopback interface, or virtual interfaces?
The loopback interface on Solaris is a “fake” interface. You cannot filter it, nor can you snoop it. This is for performance reasons. Virtual interfaces in Solaris are very similar, to filter on them, use the physical interface instead.

Perfomance reasons! Ma andatevene affanculo va’!
Alla fine sono riuscito a sniffare in un altro modo invertendo il reverse proxy verso un tomcat di un altro nodo e sniffando sulla interfaccia reale… sono riuscito ad isolare il problema e a decidere chi dei due sia il colpevole (almeno credo) e domani ci lavoro.

Saluti.

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Sicilian mafia does not knock.

Agosto 15th, 2008 - Agosto 15th, 2008

A lavoro ogni volta che mi chiedono di dove sono dico Italiano, poi mi chiedono di quale parte sono, gli dico Siciliano. E li scatta il battutone sulla mafia, etc etc.

La mia politica e’ di scherzarci su’. Come poco fa in una chat tra i miei colleghi B. e I.:

[10:50:57] Angelo:
if { (not([HTTP::method] equals “GET”)) or
(not([HTTP::method] equals “POST”)) or
(not([HTTP::method] equals “HEAD”)) } {
HTTP::respond 502 content “<html>Invalid request</html>”
return
}
[10:51:19] … i remember that when you put an iRule on the F5’s webif it will
say you if the syntax is correct or not
[10:52:17] … we can use matches_regex to match ^\.*
[10:52:33] … WEB-INF is already catch by tomcat
[10:53:15] … toc toc, is there anyone?

[10:53:33] B: toc ?

[10:53:43] I: table of contents?
[10:53:56] … knock knock i think you mean ;-)

[10:53:59] Angelo: ops sorry

[10:54:06] I: toc toc must be the Sicialian version ;-)

[10:54:13] Angelo: no, it’s the italian one
[10:54:35] … dont be racist!
[10:54:37] … ahaha

[10:54:45] B: … sicilian mafia does not knock…

[10:54:55] I: hahaha, yes thats probably true ;-)

[10:55:04] Angelo: yeah, someone is already INSIDE
[10:55:22] … they dont need to knock

[10:55:23] I: gangsters

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Meno male che e’ arrivato il week end.

Settembre 27th, 2008 - Settembre 27th, 2008

Dublin, 8 months so far

Meno male che e’ arrivato il week end! Ho appena finito un pranzo luculliano a base di pesce.

4 Spigole a 4 euro ciascuna in un negozio di pescie vicino smithfield. 10 minuti da casa mia a piedi.
Antipasto a base di patate (siamo in Irlanda dopo tutto) condite con rosmarino, peperoncino e sale (un goccio di vino per dare sapore). Pesce cotto al cartoccio (al forno). Pane comprato da Fresh a Smithfield (un po’ meglio del solito pane cuisine de France).

Caffe’ con pallina di gelato vaniglia e rum (ricetta di Jose’).

Un pasto rifocillante dopo la fatica della pulizia del backyard dietro casa, che adesso e’ un po’ piu’ vivibile. :)

Per quanto riguarda la situazione lavorativa ultimamente sono un po’ cambiate alcune cose. In azienda e’ successo un piccolo cataclisma, 12 licenziati in tronco: leggere qui e qui).

Quando le acque si sono calmate ho preso il mio vicino di scrivania e gli ho detto: “Welcome to $azienda level 2!”. :)

No. Non c’entra niente la morte della Tigre Celtica e i discorsi economici sulla crisi in Irlanda, semplicemente l’azienda ha preso dei provvedimenti in merito a certe scelte fatte in passato. Di sicuro e’ la prima volta in vita mia, da quando lavoro, che vedo licenziare persino gente del calibro di Project Managers, Product Managers, HR Director…

In quei giorni ho ricevuto diverse telefonate da parte di recruiter vari che mi chiedevano: “Sei ancora in Newbay?”. I recruiter qui sono degli sciacalli. Sapevano gia’ tutto della situazione e saranno gia’ a caccia dei miei ex colleghi a spasso. Questa e’ anche la prova che il mercato IT in Dublino ancora tira per fortuna.

Qualche giorno dopo il mio capo manda questa email:

Need to do a one-to-one with each of you lads. Don’t panic – I’ll grab you one at a time over the next hour for a few mins.

“Don’t panic” ho pensato! Non sei tu il prossimo! Ed infatti era proprio cosi’. La chiaccherata era solo per tranquillizzarci che tutto va bene e non dobbiamo preoccuparci.

Nello stesso giorno mi e’ arrivata la conferma che il mio periodo di probation si e’ concluso con successo e che sono stato confermato nel mio ruolo permanent.

Il giorno dopo apprendo di essere stato rimosso dal progetto a cui stavo lavorando nel bel mezzo del system integration (progetto iniziato da zero, rackaggio, cablaggio, deployment del mondo, system integration, etc etc).

La rimozione e’ stata motivata dal fatto che alcuni sysadmin in USA hanno dato le dimissioni ed ero stato spostato al gruppo di USA ufficialmente per “dare una mano”. Quella sera partecipo ad una confcall in america in cui mi assegnano la responsabilita’ di gestire i lab di dublino che servono da palestra per il testing di alcuni prodotti che sono in sviluppo a dub ma che vengono messi in produzione in USA.

Insomma il tappabuchi…

Il risultato e’ che monto alle 10.30 e smonto alle 19.00 per avere piu’ tempo che si interseca con l’ufficio di Seattle.

Le attivita’ sono principalmente:

  • supporto a coder e tester a Dublino
  • deployment delle release sul lab dublinese e su quello americano
  • tappamento di buchi vari a caso
  • pare che fra un po’ mi assegneranno una bella gatta da pelare, ovvero tenere d’occhio gli allarmi nagios di un sistema di produzione e fixare i problemi che si riscontrano quando il team americano e’ a letto…

I progetti a cui sto partecipando lamentano una mancanza di documentazione paurosa e sono costretto a muovermi fra i server solo perche’ ho gia’ una esperienza pregressa con i prodotti aziendali.

Alla confcall mi hanno affidato un case da risolvere riguardo al problema lamnentato da $grandeoperatoretelefonicoamericano: alcuni telefonini non riescono ad accedere alle funzionalita’ WAP di un nostro prodotto… mi sono messo in contatto con un mio collega operations in USA che mi ha spiegato la situazione… mi sono installato un paio di plugin per firefox (modify-headers, e wmlbrowser e firebug) per simulare gli User-Agent dei telefonini e altri headers mandati da essi.

Mi sono messo in contatto con uno sviluppatore che mi ha aiutato a capire dove era il problema. Ho fixato una regular expression che pareva non essere molto corretta e abbiamo fatto un passo avanti. Con Firefox non riscontravo piu’ problemi di accesso ma a quanto pare alcuni telefonini reali hanno ancora problemi. Allora ho chiesto al mio collega in USA di farmi avere dei tcpdump e i log dell’applicazione via email. Io non posso ottenerli da solo perche’ non ho accesso in produzione (e francamente me ne tengo alla larga il piu’ possibile) e pare che i telefonini di test NON accedino al lab… Un giorno di mattina mi alzo e leggo questa email:

Angelo, you are a member of the US team now,  try not to just pass the issues like this.
For example try to have $american_colleague on the phone trying the wap request, while you collect the tcpdump.  Please try to stay involved, and continue to push this forward.
Don’t wait for it to come back to you.
Does that make sense?

Ho pensato: ma questo e’ impazzito? Io non sto cercando di scaricare il barile a nessuno! Sto solo cercando di ottenere piu’ info, visto che non posso ottenerle da solo perche’ mi serve avere in mano un telefonino vero lo chiedo a chi si trova li. Con gli orari che ci sono tra Dublino e Seattle devo veramente svegliare la gente per avere una minchiata di tcpdump mentre il telefonino cerca di accedere? Assurdo! Ma che lo facciano quando leggono la email e me lo mandino! Mi pare piu’ comodo per tutti! E poi come faccio a fare da solo se non ho il fottuto telefono nelle mei mani?

Fatto sta’ che di fretta e furia sono andato a lavoro e mi sono lamentato col mio manager. Ma come! Io cerco di aiutare e la gente mi risponde cosi’? Con questo tono! Ovviamente il mio capo ha detto che ho ragione ma che comunque gli avrei dovuto rispondere in maniera coridale. Cosa che ho fatto. Non c’era motivo di aggredirmi in quel modo. Sicuramente il tipo sara’ stressato di suoi (infatti e’ di pochi giorni dopo la notizia che il lancio in produzione di una nuova release e’ andata male e sono stati costretti ad effettuare il rollback).

Ad ogni modo quel giorno gli rispondo dicendo che la sua precedente email mi e’ sembrata un po’ con toni accusatori ma che sicuramente non era cosi’, magari solo stress. Gli faccio presente che per lavorare al problema ho bisogno di telefonini reali e non posso procedere solo con Firefox. E gli chiedo se posso svegliare qualcuno la notte… :P

Qualche giorno dopo ricevo questa email (mandata a tutta la ml aziendale americana degli operations engineer):

Where are we with WAP  ?   $bigamericanmobilecompany is ready to shoot someone (ndr: chissa’ chi e’!), there has been little progress. There are still 10 phones that can see the index of albums but once an album link is selected they get 404.

Io ed il mio collega gli abbiamo risposto contemporaneamente ed il concetto delle mail era qualcosa tipo: “Guarda che stiamo aspettando che $grandeoperatore ci metta in condizione di lavorare!”.

E mi sento rispondere:

if we are waiting on $bigamericancompany I need to know so I can push back, they right now are not aware of that.

Ma come? Ti serve saperlo! MA TUTTE LE CAZZO DI EMAIL CHE MANDO METTENDOTI IN CC LE LEGGI?

Il buon senso suggerisce che per risolvere il problema bisogna riprodurlo nel lab di test e fare le proprie prove con calma senza toccare la produzione, lavorando insieme a coder e tester, fino a quando non si viene a capo della soluzione. Poi i coder rilasciano la nuvoa release che fixa il baco, e la si deploya in produzione.

Il problema e’ che non solo $grandeoperatoremobileamericano non ci ha fornito alcun telefonino per riprodurre il problema, per giunta ci ha detto che non c’e’ modo di raggiungere (meglio dire che a loro non va’ di configurare le cose…) il lab dai telefonini con le sim di test perche’ i WAP gateway non sono configurati per redirigere certi MSISDN sul laboratorio. E che ci dobbiamo arrangiare!

Abbiamo chiesto di avere un paio di SIM/MSISDN rediretti dal WAP gw all’ambiente di produzione. Non penso sia impossibile!

E’ Incredibile! UN IMMENSO OPERATORE TUTTI SPACCHI E PIRITI CHE NON E’ IN GRADO DI CONFIGURARE QUATTRO MINCHIATE WAP PER RAGGIUNGERE UN FOTTUTO LAB.

Ho un bug da risolvere e non posso lavorare per riprodurlo nel laboratorio come e’ giusto che sia ma mi devo arrangiare! Leggete:

We will not be able to use this firewall for any excuse, and we will need to make progress with the system we have.  Please try to think up some ways we can get information to the developers that can code a fix. (ndr: si parla di firewall perche’ nel frattempo qualcuno in $grandeoperatore proponeva qualche magica regola non so dove per permetterci di fare arrivare i telefonini al lab)

Mah. Mi faccio venire una idea… mmmmm…… mmmmmmmmmm.mmmmmmm……. mungle mungle…….. L’unica idea che mi viene e’ quella di lavorare in produzione visto che i tel possono arrivare solo li. Ma sono pazzi? Ma sono seri? Ma dico ma questi i test di accettazione in quale ambiente li hanno fatti? Ma soprattutto li hanno fatti?

Il progetto a cui lavoravo prima e’ piu’ serio. Solo l’ambiente di test e’ una copia ESATTA di quello di produzione anche dal punto di vista dell’integrazione.

Comunque non sono molto convinto della situazione attuale. Odio fare il tappabuchi degli altri, specie quando mi trovo a subire le conseguenze di mala documentazione e poca condivisione delle informazioni. Sabato scorso ho lavorato e tutt’ora sto appresso alla email aziendale…

Cambiamo discorso: continua la ricerca del/della nuovo/a coinquilino/a.
Ieri dovevamo vedere 4/5 persone ma 3 ci hanno dato buca e abbiamo visto solo 2.
Una ragazza francese, molto simpatica, parla inglese perfetto (manco ci si rende conto dell’accento francese), vissuto tanti anni a Londra. E un ragazzo francese che e’ stato immediatamente scartato:

  • e’ venuto in giacca e cravatta (quando e’ entrato io e jose’ ci siamo visti in faccia e ci siamo subito intesi)
  • e’ qui da una settimana e lavora (ma non che mi fidi piu’ di tanto)
  • attualmente e’ ospite a casa di alcuni amici che, a sua detta, lo vogliono buttare fuori (giustamente dico io!)
  • la prima domanda che ci ha fatto e’ stata se puo’ fare party e se puo’ portare persone a dormire!
  • non cucina COMPLETAMENTE.

Oggi pomeriggio aspettiamo altre 5 persone anche se devo dire la tipa di ieri ci ha fatto una buona impressione. Vedremo.

Adesso vi saluto. Alla prossima.

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Riflessioni a ruota libera senza uno scopo particolare.

Novembre 25th, 2008 - Novembre 25th, 2008

Dublin, 10 months so far.

Stamattina mentre andavo a lavoro pensavo che sto per varcare la soglia dei 10 mesi a Dublino… ho fatto bene? ho fatto male? mi trovo bene? mi trovo male? com’e’ il mio inglese? sto facendo una buona esperienza lavorativa? mi servira’ tutto cio’? credo sia ancora presto per fare i conti dei pro e contro e tantomeno di rispondere a queste domande.

Resto fedele alla mia convinzione che prima dei 2-3 anni si e’ turisti.

Se proprio devo tirare delle somme posso solo dire a me stesso che ho fatto bene. Dove sarei ora se fossi rimasto in Italia? Probabilmente nella migliore delle ipotesi sarei ancora a Catania a vivere a casa dei miei a 1200 euro al mese. Con un lavoro precario e sempre in bilico grazie alla lungimiranza di chi dirige in Italia a qualsiasi livello: comunale, regionale, nazionale, aziendale, parrocchiale, familiare :P . Nella peggiore delle ipotesi sarei emigrato a Milano o Roma, probabilmente per stipendio leggermente superiore, diciamo 1500 euro, ma con la necessita’ di prendere in fitto stanze catapecchie e fuori mano per 300-400 euro.

Emigrare per emigrare tanto valeva prendersi la cosa di petto. In Italia ho lasciato la mia famiglia, i miei amici, quella bastarda della mia cagna Briciola che per me e’ come una figlia che ho salvato dalla strada, il mio club rugbistico con cui ho condiviso tante battaglie domenicali, incazzature, gioie; inizialmente ho lasciato in Italia anche la mia ragazza che ora ha deciso anche lei di stare qui. Ogni tanto sento la mancanza di tutte queste cose, ma poi penso che se una persona vuole concludere qualcosa nella vita non puo’ aspettare la manna cadere dal cielo, ma deve fare qualcosa.

Basta accontentarsi di lavoretti a cottimo, con l‘orgoglio buttato nel cesso, e con la prospettiva di non concludere un cazzo per la vita, in Italia anche io ero abituato a sentire come eccezionali cose che invece mi erano dovute per diritto.

I rapporti con la gente in Italia, se sono seri e sinceri, rimangono tali, quelli che non lo sono evidentemente non meritavano di esserlo; e poi siamo nel 2008, dove andare e venire per l’Europa diventa sempre piu’ facile. A volte penso che quello di “aspettare la manna dal cielo” sia un comportamento tipico Italiano. E’ la sagra del “se io ho un problema non devo essere io a risolvermelo, o non devo essere io a diventare parte di un processo risolutivo, devono essere i politici, o comunque un’entita’ esterna a pensarci.”

Sento che fare questo passo mi ha reso una persona migliore da vari punti di vista. Ho preso piu’ coscienza di me e di quello che so fare, mi sento come se avessi preso una strada dalla quale ormai non posso piu’ tornare indietro, una strada positiva fortunatamente; sento che da ora in poi sara’ un susseguirsi di maggiori responsabilita’ e decisioni importanti.

Ricordo le interminabili domande come: sapro cucinarmi senza morire? sapro’ stirarmi le robe, farmi la lavatrice? capire la gente? lavorare in un ambiente non italiano? Ricordo che tutte queste paure sono sparite dopo aver salutato i miei e la mia ragazza che piangeva all’aeroporto. E’ come nelle partite di rugby dopotutto! Prima e’ tutta adrenalina e paura di far male. Ma poi quando l’arbitro fischia il kick off la paura svanisce, l’adrenalina funziona da carburante per fare il proprio dovere al meglio delle proprie possibilita’; alla fine della partita si puo’ essere vincitori o vinti, in entrambi i casi si sara’ dato il massimo.

In tutto questo tempo ho ricevuto moltissime email da parte di gente che e’ approdata sul mio blog per caso, o gente che lo segue assiduamente, che mi chiedono consigli sul trasferirsi qui. Se convenga per loro, cosa devono fare, se la crisi ce’, se troveranno lavoro etc.

A queste persone io dico che dovreste usare questo blog, e quello di altri italiani in Irlanda o in altri posti, con le dovute pinze. Fate i vostri calcoli, trovate la vostra strada, ricordate che la mia esperienza o quella di un altro sono appunto esperienze personali e che la riuscita del vostro progetto emigratorio dipenda da innumerevoli fattori: il vostro livello nella lingua, le vostre skill lavorative, la vostra attitudine mentale, la vostra personalita’, il vostro spirito di adattamento. Le cose non sono solo nero e bianco. I blog sono validi per tutte quelle problematiche logistiche come trovare casa, conto in banca, fisco irlandese, lavoro, colloqui, vita in generale nelle citta’.

Quello di cui mi sono accorto e’ che io provo proprio fastidio per molti di quegli Italiani che si trovano qui e che non fanno altro che lamentarsi del tempo, degli irlandesi, della sporcizia, del cibo, che dicono che Dublino e’ un cesso di citta’ etc etc. Di solito o trovi persone che pensano solo in bianco e nero, e non considerano le varie gradazioni di grigio.

La storia di questo blog negli anni ha vissuto molti speed up e rallentamenti. C’e’ stato il periodo iniziale prevalentemente tecnico con articoli per sysadmin, si e’ lentamente trasformato in un blog di pura “lamentazione” nei confronti di quello che mi accadeva intorno. E’ stato piu’ volte al centro di alcune frizioni con chi dirigeva la mia ex azienda. E’ stato spesso uno strumento di analisi di me stesso e mi ha consentito di sviluppare meglio le mie idee. Ha seguito poi il periodo pre-partenza, periodo molto ricco di post, post pianificativi, post che riflettevano paure, credo che questa sia la parte cronologica del blog piu’ interessante per chi voglia intraprendere il passo. Poi segui’ la parte post-arrivo. Le mie prime esperienze in questo posto, aprire il conto in banca, fare il PPS, le prime giornate a lavoro, i primi colloqui, mitici gli appunti di antropologia irlandese!

Inevitabilmente il blog inizia ad avere sempre meno notizie utili ai wannabie per assumere contorni piu’ vaghi e personali, che aprono dibattiti soprattuto per chi sta qui da un bel pezzo anche da piu’ di me.

Chiusa la parentesi riflessiva adesso passo ai cazzi miei un po’ piu’ dettagliati.

Tutto fila abbastanza normalmente e senza grossi problemi quindi inevitabilmente il blog non ha molto da raccontarvi sulle esperienze irlandesi aldila’ di eventuali miei viaggi e set fotografici annessi.

Una recente novita’ e’ che la mia ragazza si e’ trasferita da poco, 2 mesi circa, e per il momento la mia unica “preoccupazione” riguarda l’apprensione di vederla inserita e indipendente in questa societa’; la consapevolezza di essere la ragione del suo trasferimento mi mette un po’ di pressione, e il desiderio che lei si trovi veramente bene qui e’ grande. Questo mi porta a volte ad essere eccessivamente rompi coglioni quando si trova a chiaccherare con la mia nuova coinquilina francese (che ha un ottimo inglese), la interrompo spesso e mi incazzo. Devo darci un taglio :)

Questa settimana la mia ragazza finisce il mese di corso all’Abbey College in Dame St. (consigli per gli acquisti), devo dire che da quando e’ arrivata qui il suo inglese e’ migliorato moltissimo. All’inizio spiccicava poche parole, adesso ha una buona comprensione e riesce ad esprimersi (piu’ o meno) correttamente in piccole chiaccherate del piu’ o del meno. Avanti cosi! :)

A lavoro ultimamente e’ tutto abbastanza quite (almeno dal mio punto di vista). Circa 2 mesi fa e’ avvenuto uno strano episodio, raccontato nel dettaglio da Bacco1977 qui e qui a cui sono sopravvisuto. Due giorni dopo ho avuto la conferma scritta via raccomandata di aver passato il periodo di prova ed ora sono nel ciclo di review delle perfomance a cui spero seguira’ un incremento di salario. Finger crossed.

Se c’e’ una cosa di cui mi lamento a lavoro e’ che spesso non ho molto fare per alcune settimane e poi ci sono spike assurdi di cose da fare, e la mia conoscenza dei prodotti aziendali e’ confinata ad alcune cose, sono stato rimosso da un progetto interessante diversi mesi fa e non l’ho presa molto bene, per essere spostato a qualcosa di piu’ noioso (mantenere lab di test e sviluppo a Dublino e in USA), ogni tanto ho fatto qualche capatina in produzione per fixare qualche issue ma ho la sensazione che gli ammeregani non sharino molte informazioni perche’ vogliono tenere le cose cool per loro e le minchiate per gli altri… comunque…

In questo periodo Dublino e’ addobbata a festa. Luci, abeti, decorazioni natalizie, la gente che compra, pubblicita’ sulle radio che invitano ad acquistare questo o quello.

C’e’ davvero la crisi? Me lo chiedi anche io, io dico che qualcosa c’e', ma da un lato e’ positivo vedere i prezzi di case e beni di primo consumo diminuire. Ieri ascoltavo newtalks.ie, c’era George Hook, opinionista tuttologo (odioso ma anche divertente), che conduceva un talk show a riguardo. Si parlava di uno strano trend da parte degli Irlandesi di varcare il confine col Nord Irlanda per fare shopping di beni di largo consumo come cibo, baby items (pannolini, vestiti et similia), e naturalmente alcool (si sa che e’ un bene di largo consumo). Ospiti della trasmissione rappresentati dei commercianti etc.

Si prevede un Natale e Capodanno passati a Dublino. Ho deciso di farmeli qui perche’ sono curioso di vedere come funziona qui (dopotutto e’ il mio primo anno). A meta’ Gennaio i miei genitori saliranno per una settimana qui, li portero’ in giro un week end nel Kerry.

E’ tutto. Saluti.

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Quella sporca dozzina (+4).

Febbraio 11th, 2009 - Febbraio 11th, 2009

Dublino,  1 anno e 10 giorni fin’ora.

Come ben sapete ho girato la boa dell’anno di permanenza in terra celtica; il 18 di Febbraio dovrei girare la boa di un anno nel posto dove lavoro. Oggi ho rischiato di non girarla per niente. Ma fortunatamente sono sopravvissuto all’enesima epurazione del 10% della compagnia! few!

16 dipendenti andati. Gone! Fra PM, developers, testers, gente di marketing, e anche 2 persone in Operations (il mio gruppo). Questi licenziamenti seguono il blocco di licenziamenti di quasi tutti i contractor a cui si e’ assistito qualche settimana fa e il licenziamento della sporca dozzina avuta a Settembre (giusto dopo il mio rientro dalle ferie), di cui si e’ parlato qui e qui.

Tutto inizia quando stamattina il mio collega mi fa notare che ci sono strani meeting gra HR e Top management, HR e Finance, Finance e Top management e via discorrendo, e che questo non e’ un buon segno.

Alle 15.30 arriva una email del boss che diceva piu’ o meno «alle 16.30 riunione straordinaria company wise».

Appena e’ arrivata nella mia inbox sono sbiancato e ho guardato il mio collega di fianco che mi ha guardato con la mia stessa faccia.

Personalmente non gradisco molto il modello stile “terrorismo” che si adotta nella mia compagnia in queste situazioni:

  • Il management inizia a riunirsi freneticamente con HR, Finance, e Manager dei vari comparti
  • Il CEO invita tutti con un notice di un’ora ad un company meeting
  • In quell’ora puoi vedere gente venir chiamata o andare, buste con lettere di licenziamento alla mano, a parlare con il reparto HR
  • Inizia l’ora del delirio fra i dipendenti in cui il gossip la fa la padrona e normalmente gli italiani compilano LISTE dei mal capitati commentando piu’ o meno variamente sulla bonta’ o sulla crudelta’ della scelta.
  • Inizia il meeting, e si tira un sospiro di sollievo nel non essere nella lista.

Ma comunque mi pare di capire che qui si usa cosi’. L’indomani non sei piu’ in azienda, ti danno lo stipendio del mese corrente piu’ un altro, e arrivederci e grazie…

Le motivazioni date dal CEO sono tra le piu’ disparate: grossi clienti che ritardano nella firma di contratti multi milionari a causa di riorganizzazioni interne, ritardo nel delivery di progetti, ridondanza in certi ruoli, la recessione? (dicono di no pero’ boh), il fatto che il 70% delle spese sono dovute ai salari… etc etc.

Sono state licenziate due persone con cui lavoravo attivamente ogni giorno nel progetto a cui lavoro. Quindi da domani si vedra’.

A questi ragazzi, particolarmente a Daniele, italiano, auguro di trovare qualcosa ASAP, di cuore.

E io come mi sento? Mah, devo dire che stavolta ho pensato di essere stato messo sotto perche’ in questo periodo mi sono sentito un po’ scarico di lavoro, ma ho prontamente contrattaccato lamentandomi col mio capo di cio’, e cercando di farmi vedere facendo cose e facendomi assegnare cose.

Credo di averla scampata perche’ credo di avere una ottima “qualita’/prezzo” per l’azienda (se la vogliamo dire cosi’).

Inutile parlare del fatto che probabilmente mi posso scordare qualsiasi aumento di stipendio che mi era stato paventato a Dicembre dopo le perfomance review (per altro andate magnificamente con feedback positivi ed anche di piu’). Per lo meno mi sono beccato un premio di produzione. Diciamo tutto un altro andazzo rispetto alla situazione lavorativa che avevo in Italia (guardare l’archivio del blog).

Ed adesso, per sdrammatizzare, vi lascio con alcune vignette, a tema, prese da Dilbert.com:

Dilbert.com

Dilbert.com

Dilbert.com

Dilbert.com

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Io ti odio!

Febbraio 14th, 2009 - Febbraio 14th, 2009

Caro collega,

stavolta lo scrivo qui: ieri ti ho odiato, per l’ennesima volta!

Quando il nostro collega DBA indiano e’ venuto da me chiedendomi:

«Angelo, come faccio ad inserire una stringa “NAME” su un file “tmp.log” da 1 GB tra la quarta e la quinta colonna con VI/VIM?»

Tu hai sentito… ti sei voluto alzare… con quell’aria da saccente… *dovevi* intrometterti… il tuo istinto da “nerdone-primo-della-classe-so-tutto-io” ti ha fatto venire alla mia scrivania mentre io scrivevo il one-liner perl necessario alla magia, consigliandomi di poterlo fare cosi’ e coli’… con sed piuttosto che con awk, e blabla…

nerd

Non e’ stato sufficiente che ti dicessi di farti i cazzi tuoi… dovevi gareggiare… dovevi farti sputtanare… e dopo 2 minuti hai avuto anche la sfacciataggine di mandare una email al collega col subject “sed version”, scrivendo questa zozzeria:

$ cat tmp.log | sed 's/^\(\W*\w\+\W\+\w\+\W\+\W*\w\+\)/\1 fff/g'

Ma ti ho punito con la eleganza del Perl:

$ perl -lpne 's/^((\w+\W+){3})/$1NAME /;' tmp.log

Sei old! OLD! Mettitelo in testa. Guarda quella linea, e’ ILLEGGIBILE. Con tutte quelle sequenze di escape!

Peccato che il DBA abbia scelto il tuo sed. In questo mondo non c’e’ giustizia.

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Passeggiando per le DockLands.

Febbraio 22nd, 2009 - Febbraio 22nd, 2009

Dublin, Ireland, 1 year

Anche il traguardo di un anno a Newbay e’ andato, seppur con un po’ di cardiopalmo. Dopo l’ultima epurazione sono in corso strane movimentazioni di  gente e competenze, pare che il mio gruppo di Deployment vedra’ arrivare altri due Ops Eng (ramo Support). Il mio boss mi ha affidato la migrazione al nuovo data centre dell’ambiente di demo aziendale usato durante convegni e attivita’ di pre-sales (attualmente sono 8vps xen ed attualmente nel datacentre vecchio).

Poco male, la cosa positiva’ e’ che essendo una demo non si deve migrare niente di che’, non c’e’ da rompersi la minchia con sessioni notturne di deployment e migration.

La cosa negativa e’ che dovro’ passare 1/2 week appresso a Ms Visio (spero vivamente che non mi romperanno i cabbasisi e mi faranno usare Kivio) per documentare tutti i flow con diagrammi di sequenza e cazzi vari, fare i network diagram, etc. etc.

Pare che si parli di 30 diversi prodotti aziendali integrati tra loro, mi dovro’ coordinare con gli n-mila team di sviluppo per cercare di far parlare ste robe GIAVA tra di loro.

Per l’occasione mi affiancheranno uno di sti tipi che passeranno a deployment, e pare che io dovro’ tenere la leadership di sto tipo (che e’ Irlandese, e che non idea se sia un tipo competente o no).

Sul fronte personale: la mia lei e’ tornata in Italia per 40gg :(
E mentre lei si rimpinza di Arancini, Scacce e quant’altro (alla faccia mia che non scendo da Agosto!), io cerco di approfittarne andando in giro a fare fotografie.

Pensavo che fra tutti gli italiani (e non) che conosco io sono quello che trascorre i periodi piu’ lunghi di permanenza in Irlanda senza tornare in Italia. Conclusione: Sono *io* il vero immigrato.

La mia coinquilina francese torna spesso, cosi’ come il mio coinquilino spagnolo, grazie alla frequenza dei voli e al loro costo che consentono di trascorre week-end a casa.

Noi dell’Africa settentrionale invece dobbiamo soffrire.

Andare in giro solo a caccia di scatti e’ una attivita’ molto rilassante e ti garantisce qualita’ degli scatti perche’ sei sicuro che stando fermo 30 minuti in un posto cercando la inquadratura migliore non provocherai il malcontento dei compagni di passeggiata, potendoti cosi’ concentrare sulla foto.

Cosi’, verso il tardo pomeriggio (l’ora delle migliori foto), mi sono diretto verso ChristChurch e la sede di Bank of Ireland; poi mi sono diretto verso le quay, fino al punto in cui ci sono i lavori in corso per la costruzione del nuovo ponte di fronte al National Congress Centre (in costruzione anche lui). Da li diretto verso Grand Canal docks dove ho potuto scattare delle foto di cui sono molto soddisfatto.

Ho creato un set apposito su Flickr.com, enjoy!

Un saluto e ricordate sempre:

«Alla fine gli ormoni prevalgono *sempre*, maledetto il legno!»

Dublin docklands Dublin docklands Dublin docklands Dublin docklands Grand Canal Docks in Dublin Grand Canal Docks in Dublin Grand Canal Docks in Dublin Grand Canal Docks in Dublin Grand Canal Docks in Dublin Dublin Docklands - National Congress Centre (under construction)

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Non faccio la babysitter!

Marzo 23rd, 2009 - Marzo 23rd, 2009

Anche questo mese sta per finire e parlando onestamente vorrei che durasse una settimana in piu’ perche’ potrei essere un po’ piu’ tranquillo coi tempi riguardo a quello su cui sto lavorando ultimamente come un mulo.

La gente collegata a sto progetto, a vari livelli, si e’ girata i pollici per settimane e adesso si fa prendere dal panico perche’ siamo vicini alla milestone, c’e’ anche da dire che a mio modo di vedere, le stime sono state un po’ troppo ottimistiche (non posso entrare troppo nei particolari della cosa) e la pressione finisce su di me, per giunta a causa di cose in pending che non sono di mia competenza. In piu’ la burocrazia che gira intorno a tutta questa situazione mi sta uccidendo. Dipendesse solo da me saremmo gia’ a posto invece devo aprire ticket a destra e a manca per ogni minchiata, se c’e’ da fare una change sul db (chesso’, aggiungi un campo, togli una tabella, 4 righe di sql) devo pregare il dba che non mi caca se non gli vado puntando la pistola, se c’e’ da aprire dei vip sui balancer o altro, devo chiedere ai tipi di network, la gente mi ignora i ticket, o e’ svogliata. Poi c’e’ il tipo che si perde nei meandri delle cazzate e se la tira quando il tempo non c’e', giocando sul fatto che lui si sente dio li dentro e nessuno lo puo’ toccare.

Situazione odiosa. Non vedo l’ora che il tutto si normalizzi. Se non altro ho l’appoggio del mio capo che sa’ quello che faccio e come lo faccio, e conosce le problematiche che ci sono attorno, perche’ lo tengo costantemente aggiornato sullo status del progetto.

Il mio capo ha anche pensato bene che un mio collega irish (passato al mio gruppo di deployment dal gruppo di support) potrebbe essermi stato “d’aiuto” e me lo ha gentilmente messo “a disposizione”.  Avevo pensato, in prima battuta, che poteva essere una bella cosa, visto che ultimamente mi lamentavo che mi annoiavo, invece mi sono ricreduto.

Questo tipo e’ una pippa, e mi fa perdere un casino di tempo quando tempo non ne ho, di fatto sto facendo mentoring, mi fa le domande piu’ banali che mi fanno pensare a come diavolo possa fare il lavoro che faccio io e a volte sono costretto ad alzarmi e fare anche le cose piu’ elementari davanti al computer con lui.

L’altro giorno mi ha chiesto cosa vuol dire AFAIK (as far as i know) e ASAP (as soon as possible), ed io che pensavo fossero acronimi insiti nella cultura anglofona, e invece no! Poi non sa che cosa vuol dire SOA quando si parla di DNS, etc etc.

Io mi infastidisco quando la gente non afferra subito le cose piu’ ovvie anche dopo che uno le ha ripetute 8 volte, qualche lettore del blog ne sa qualcosa, e quando mi trovo davanti gente cosi’ l’istinto e’ quello di ignorarli e lasciarli li a pensare al loro problema (fiducioso che, prima o poi, arriveranno alla loro soluzione). Purtoppo in questa situazione non posso proprio agire cosi’.

Ed il trucco delle cuffie non funziona! Non viene recepito! Ed in piu’ il mio capo si aspetta che io gestisca questo tipo, per vedere le mie capacita’ di leadership, che fanno parte del prossimo ciclo di review. Il fatto e’ che dovrei ed anche vorrei delegargli qualcosa ma finisco per evitare di farlo perche’ non mi fido e sono convinto che se gli do’ qualcosa poi devo perdere piu’ tempo a fixare eventuali casini.

Sto cercando di metterci tutta la pazienza che ho, con buoni risultati fin’ora, ma ho paura che un giorno di questo potrei girarmi male. Il mio capo mi ha gia’ chiesto cosa ne penso di lui, ho pensato che probabilmente ha anche lui delle idee simili alle mie, ma me ne sono uscito con un discorso politically correct, del tipo “e’ ok se credesse piu’ in se stesso invece di apparire cosi’ sicuro.”

Staremo a vedere.

Fine del post lamentazione (era tanto che non mi lamentavo di lavoro ve’!?)

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Heading to Seattle.

Aprile 26th, 2009 - Aprile 26th, 2009

seattle

Dublin, Ireland, 1 year and almost 3 months.

Qualche settimana fa sono stato allocato ad un progetto presso $grossocolossodellatelefoniaamericana che era gia’ in corso da un paio di mesi.  Il team e’ fatto da circa una 15ina di persone, e ci si trova nella parte in cui bisogna iniziare a fare i primi drop di codice nel lab del cliente.

In queste settimane mi sono occupato di creare vari tipi di ambiente di test qui a Dublino. E’ interessante perche’ metto mano a Xen, storage Netapp su iSCSI, ma le bestemmie non mancano,  non per per la creazione del lab in se’, ma piu’ che altro per il fatto che l’anello di congiunzione tra me ed il team dei programmatori e’ un cinese incomprensibile e incompetente (o forse solo con la testa tra le nuvole), che dovrebbe rilasciarmi release piu’ o meno usabili e invece mi rilascia sterco di capra in salsa tonnata.

Stando ai miei colleghi ’sto cinese vive qui da 11 anni; e’ cittadino irlandese, non sono l’unico a non capirlo, e per giunta mi viene detto che nell’ultimo anno il suo inglese sia migliorato! sono fortunato! se no sarebbe stato l’inferno!

In USA bisogna ricreare tutte le virtual machine xen su lab (per questioni che non vi sto a raccontare), e probabilmente fare un po’ di system integration con i servizi del cliente, sicche’ il mio capo mi ha gentilmente “proposto” di andare 10gg a Seattle per seguire queste attivita’ e fare da cicerone ad un contractor ammeregano che dovrebbe prendere in mano il resto delle cose da fare alla mia partenza.

Cosi’ mi spettano penso piu’ di 10 ore di volo, sperando di non fare 2 scali in USA ma solo uno scalo in Londra. La partenza dovrebbe essere per giorno 4 Maggio (che qui fa bank holiday!), quindi cerchero’ di prendermi un altro giorno in cambio.

La cosa che mi scazzera’ sara’ passare per tutti i controlli di sicurezza ammeregani: impronte digitali di tutte le dita, fotografia, spippolamenti di minchia sul perche’ per come e come mai. Spero di non aver problemi :D

Per il resto sto iniziando a prendere informazioni su Seattle: la prima cosa che ti dicono i colleghi e’ che il tempo e’ piu’ merda di Dublino. Da quello che dice wikipedia, Seattle sta nello stato di Washington, e’ definita la porta per l’Alaska. Ci sono nati quei pazzi drograti di Hendrix e Cobain.

Nella foto potete vedere quella montagna che in realta’ e’ un vulcano attivo, ricorda l’Etna.

Un’altra preoccupazione e’ che la mia societa’ e’ rinomata per proporti 10 giorni ma poi finisci per stare mesi :P
Il problema e’ che io il 15 maggio dovrei prendere un volo per la sicilia dove una barca a vela e qualche amico mi aspettano per andare a navigare una settimana in mezzo all’arcipelago delle isole Eolie. Il mio capo e’ avvisato quindi dovrei essere apposto.

Vi tengo aggiornati.

CIRS

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Tu vo fa’ l’ammaregano… meregano meregano!

Maggio 8th, 2009 - Maggio 8th, 2009

Saluti dal timezone PDT (Pacific Daylight Time)!

Scrivo questo post principalmente per dire che sono vivo e vegeto e che non sono stato trasferito a Guantanamo.

Il volo

Detto questo, il viaggio e’ stato tranquillo. Dublin -> Heathrow -> Seattle. Per me che non sono mai uscito dall’Europa e’ stata una strana esperienza di viaggio. Partenza alle 11.20 da Dublin, al check-in Aerlingus la hostess mi informa che potro’ gentilmente ritirare il mio bagaglio direttamente a Seattle. Credo che sia la prassi per i voli intercontinentali.

Una oretta scarsa di volo ed arrivo a Heathrow. Scendo e mi accorgo che questo aeroporto e’ enorme. Mai vista una cosa del genere. Stando a wikipedia si tratta del 3 aeroporto piu’ trafficato del mondo.

Avevo circa 3 ore tra il volo per Seattle l’arrivo. Ma sono bastate a malapena. Ad un certo punto pensavo di perdere il volo :D

Ho dovuto prendere un treno sotterraneo tratuito per passare dal terminal 1 al terminal 5. Al terminal 5 ho fatto un controllo del VISA, ho passato la security (pensavo peggio), ho preso un altro mini treno sotterraneo totalmente automatizzato (no guidatore), 15 minuti di camminata a piedi e sono arrivato al gate.

Tutto questo a volte ti fa capire quanto tu sia provincialotto… non che sia qualcosa di negativo per carita’, anzi! Penso che sia qualcosa di estremamente positivo, e che gente abituata a vivere in grandi metropoli a volte invidi la gente abituata a stare in posti meno caotici.

by the way, arrivato al gate mi rendo conto delle proporzioni dell’aereo. Boeing 747 (tralaltro Boeing pare sia nata a Seattle).  Mi rendo conto che per un aereo grande ci vuole un equipaggio grande (come la pubblicita’ del pennello). Vedo arrivare componenti dell’equipaggio, avro’ contato almeno 4 piloti e un numero spropositato di hostess/steward.

Imbarcato nell’aereo mi rendo ancora piu’ conto delle dimensioni; appena entrato vedo sedili ultracomodi tipo amaca, inizio a gioire, per poco, perche’ mi rendo conto che quella e’ la prima classe :P

Il mio posto si trova nella fila di centro, fortunatamente lato corridoio, come piace a me. Non rischi di rimanere incastrato tra gente che dorme come sassi per tutta la durata del viaggio.

Il posto e’ tutto sommato confortevole, bevande e cibo sono gratis, due pasti, acqua e succhi, vino, birra serviti costantemente sempre a gratis. Cuffie, spazzolino, dentrificio e salviette usa e getta fornite. Incastonato nello schienale di fronte al tuo posto una minitv/comptuer da cui puoi vedere film, sentire cd audio, etc.

Mi sono sparato Yes Man e Gran Torino. Bei film, specie l’ultimo. Per il resto ho dormito, chiaccherato (poco) con una signora accanto. Molto utile la funzione Mappa da cui puoi tenere d’occhio la posizione GPS dell’aereo, l’orario previsto di arrivo, l’ora di arrivo nel fuso orario della destinazione, e l’ora corrente nel fuso orario dell’aeroporto di partenza. Cosi’, tanto per ricordarti che il jet lag ti uccidera’.

Un’ora prima dell’atterraggio compilo la green land card (del quale ho fatto la preregistraione online sul sito della homeland security agency, ormai questo step e’ obbligatorio), e la custom declaration form.

Al controllo passaporti/dogana, oltre ad una bella fotografia e le impronte di tutte le dita delle mani, mi fanno mille domande: perche’ sei venuto -> businnes travel, quanto tempo devi stare, dove risiedi, che lavoro fai, cosa fa la tua compagnia, di cosa ti devi occupare in particolare. ho detto training e quello mi fa: «Ah ma perche’ hanno mandato te dall’Europa per fare training ai tuoi colleghi americani, non potevano chiamare un americano?»

Ed io pensavo: ma farti i cazzi tuoi no?

Alla fine passo illeso, prendo le mie cose, non dichiaro alcun insetto, animale, pianta, cibo, carne. Prendo il taxi, talaltro una macchina ibrida, a Toyota Prius, e mi dirigo alla volta dell’Hotel in Bellevue.

Il tempo

Il tempo e’ na merda. Piove fortissimo. Cosa mai vista a Dublino so far. Quanto meno qui pero’ in estate la temperatura arriva a valori siciliani. Sui 30 gradi.

Infrastrutture e Trasporti.

Per il primo giorno posso dire di aver visto solamente autostrade a 5 corsie. Pare che non ci sia alternativa. La strada piu’ piccola, anche nelle citta’ piu’ piccola, ha due corsie. :P

Una cosa fica e’ che nelle autostrade esiste una corsia speciale chiamata carpool, a cui possono accedere solo macchine con almeno 2 passeggeri, e gli autobus. Questo per incentivare quello che si chiama car sharing. Ovvero la pratica di organizzarsi in gruppi e spostarsi utilizzando la macchina di uno dei passeggeri, al fine di risparmiare soldi, emissioni di CO2 e ridurre il traffico.

Non ho avuto modo di provare mezzi pubblici fino ad ora. Fortunatamente due miei colleghi dublinesi che sono venuti con me hanno la macchina e non ho bisaogno di muovermi col mezzo.

Mi dicono cmq che al centro storico i mezzi publici sono gratis.

Sightseeing

Non ho avuto modo di vedere granche’ fino ad ora. Devo ancora andare al Wasabi Bistro’ consigliatomi dal Direttore. Sono stato nella downtown di Seattle per qualche ora. Visitando qualcosa del centro, una parte della zona costiera, passando per il mercato del pesce, che purtroppo alle 18 era gia’ chiuso. Era giorno feriale. Sarebbe stato fico cenare in una delle trattorie interne al mercato del pesce.

L’impressione che ho della citta’ cmq e’ buona, e’ pulita, molto, non si vedono macchine parcheggiate per strada perche’ e’ pieno di parcheggi sotterranei, o di palazzi che sembrano abitatitivi ma in realta’ sono parcheggi. :P

Fa impressione vedere tutti quei palazzi di vetro che si alzano tra gli incroci delle strade.

Sono passato accanto allo Space Needle ma non ho avuto modo di entrarci perche’ ero in missione per andare a vedere il datacentre di Fisher Plaza che sta proprio li accanto.

Questo fine settimana stiamo organizzando 3 notti da passare nella zona di Vancouver, Canada, cosi’ posso avere un altro stamp nel passaporto :P Mi hanno detto che la zona attorno a Vancouver e’ fichissima.

Tutto la zona attorno a seattle e’ fica comunque. E’ pieno di alberi e foreste, contrariamente a Dublino, non c’e’ grigiore, tutto e’ verde. Ci sono pini etc. Washington e’ chiamato l’evergreen state.

Hotel

L’hotel e’ fico, ho una suite con letto matrimoniale, divano enorme, scrivania, cucina, mega schermo lcd, wifi gratis, frigo lavastoviglie e forno :D C’e’ la piscina e la palestra :P

Aspetti negativi rilevati fin’ora.

Non so, vi diro’ quando tornero’. Di sicuro una cosa e’ che se non hai una macchina sei perso… spazi troppo grandi :P

Cibo

Sono stato troppo preso dal nerdismo per poter andare a cenare come si deve, a pranzo burritos o pizza, a cena ho smangiucchiato qualcosa nella sala intrattenimento dell’hotel. Vi sapro’ dire dopo il week end.

Denaro

I dollari americani sono un casino! Sono tutti dello stesso colore e sono difficili da distinguere :D Le cose in generale costano pochissimo. Grazie anche al fatto che l’euro e’ forte ora. Quando prelevate dal bancomat esiste una commissione di 2 $. Conviene prelevare tanto per non farsi fottere i soldi. Non accettano le carte maestro ma solo le carte di credito.

Per ora e’ tutto. A presto.

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AAA cercasi

Maggio 25th, 2009 - Maggio 25th, 2009

Sono tornato. Questo post e’ un po’ OT rispetto ai post precedenti.

Ho appena saputo che la mia azienda cerca un Deployment Engineer in USA e uno qui a Dublino per rimpolpare il gruppo di Deployment in cui lavoro. Se siete interessati cliccate qui per scaricare la job specification.

Inviare curricuvlum a pallotron <at> freaknet <dot> org

Saluti.

PS: questo annuncio e’ per chi si trova gia’ in Irlanda, o per chi si trasferira’ qui nelle prossime settimane.

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Flying again

Maggio 30th, 2009 - Maggio 30th, 2009

Avete capito bene. Manco il tempo di tornare da Seattle, andare una settimana in vacanza in Sicilia, che devo ritornare a Seattle di nuovo… aereo domani: mi faccio il bank holiday volando.  :(

Non ho avuto modo di raccontarvi l’esperienza di passare i confini tra USA e Canada in macchina, ne’ scrivere un report sulla vacanza, vi lascio solo le foto a testimonianza.

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Forse rimediero’ in futuro con un post dettagliato per i naviganti, se ne avro’ voglia.

Comunque la barca a vela mi ha impressionato, e’ una cosa fichissima, andare senza motore, sentire solo il rumore del mare, e’ un mondo affascinante con un vocabolario tutto suo, adesso so cosa vogliono dire frasi come:

“mi cazzi un po’ la randa per favore”
“qualcuno rolli il fiocco”
nella vela non esiste la parola “corda”: si usano termini come cima, scotta, dritta, etc
adesso ho capito il principio fisico sul come si puo’ andare avanti anche col vento che non viene ad dietro :P

Questo mese e’ stato un mese molto strano. Se faccio quattro conti pare che abbia speso 4gg volando. Alcuni colleghi ridendo mi hanno detto che mi sto perdendo l’estate irlandese (ihhihihi). In effetti il tempo non e’ male davvero.

Credo che fra qualche oretta mi prendo la DART e vado a fare una passeggiata in zona Malahide.

Ancora non capisco se mi dia fastidio o no farmi queste altre due settimane in IUESSEI. Da un lato mi fa piacere vedere che la mia azienda abbia fiducia nelle competenze e nel modo di lavorare, mi fa anche piacere che piano piano prendo sempre piu’ fiducia di me stesso, soprattutto nell’aspetto linguistico, ma dall’altro lato mi scassa non poco andare due settimane li, perche’ so che saranno giorni caratterizzati da poco sonno, tanto lavoro, e poca socializzazione/divertimento.

Lavorare all’estero ha ancora di piu’ rafforzato in me la convinzione che e’ importante la conoscenza ma e’ anche piu’ importante essere in grado di apprenderne nuove cose in maniera rapida e professionale. L’attitudine nell’assimilare e’ la cosa piu’ importante. Ed anche la voglia di farlo.

See you

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In differita dai cieli.

Giugno 13th, 2009 - Giugno 13th, 2009

Sedile 43k del volo British Airways 48 in volo da Seattle a Londra Heathrow.

Sorvoliamo un’area imprecisata tra Canada e Groelandia. Il monitor di fronte a me indica 5 ore e mezza all’arrivo a Londra.
Abbiamo passato una forte turbolenza che un po’ mi ha fatto pensare a quei poveretti morti in mezzo all’Atlantico. :(
Spero di non fare la stessa fine! ahahahahah! :D

Il viaggio di ritorno inizia con una bella fila lungo l’highway 405 in direzione sud.
15 miglia da percorrere, solo, seduto sul Ford Explorer, soprannominato da me “The Beast.”
Stavolta ho rimpianto di non essere almeno in due per usare il carpool, ma memorizzando le macchine che avevo alla mia sinistra nel carpool mi sono accorto che loro mi passavano, ma poi dopo 5-10 minuti li reincontravo. Segno che il carpool non serve a una mazza? :D

The Beast si e’ comportato bene, ha sucato solo mezzo serbatoio in due settimane, e rimetterlo al pieno mi e’ costato solo 23$.
Rimpiango solo di non avere avuto dei compagni di viaggio un po’ piu’ attivi come l’ultima volta per poter organizzare qualche escursione nel week end…
Il prezzo della benzina negli USA e’ incredibile. Ecco perche’ gli ammeregani devono continuare a fare la guerra in medio oriente… se vogliono mantenere questi prezzi o cosi’ o cosi’!

I distributori di benzina sono inutilmente piu’ complicati di quelli nostrani, inanzitutto sono blindati, con la tipa, rigorosamente indiana, dietro una postazione con vetri super spessi.

Durante queste settimane la radio e’ stata sintonizzata su 99.9, stazione super figa consigliatami da un collega indigeno; prevalentemente musica rock, sia 70-80 che heavy metal etc.
Alle 8:00-8:30 del mattino c’e’ sempre un programma da sbellicarsi dalle risate con un tipo che non fa altro che lamentarsi di tutto e di tutti e fa partecipare la gente al telefono. Il programma e’ architettato a mo’ di conversazione da bar mattutina con un pugno di amici, slang molto americano, un sacco di bro, man, yo. Gli spettatori intervengono via telefono.
Una mattina parlava del fatto che non e’ vero che negli USA non ci sia discriminazione. Il tipo faceva degli esempi sensati tipo: c’e’ discrimazione in base all’eta’.
Nel mondo ci sono un sacco di 15-16enni molto piu’ maturi di bamboccioni di 40-50 anni, ma per la loro eta’ vengono considerati minorenni e non possono fare molte cose autonomamente, il tipo insisteva che era discriminazione e la gente ne parlava al telefono.

E’ incredibile il numero di volte che ho sentito passare Nirvana, Gun ‘n Roses, Jimi Hendrix (il primo gruppo e l’ultimo autore sono nativi del luogo)!

Il venerdi’ pomeriggio potete farvi quattro risate ascoltando una trasmissione che mi pare si chiamasse The Friday Bad Joke, dove la gente chiama al telefono per raccontare barzellette. Esilarante. Una che mi ricordo faceva:

“Il 98% della popolazione maschile nera americana ama fare l’amore nella doccia. Il restante 2% non e’ ancora andata in prigione!”. AAHHAAHAHA!
Tagliente, ha nel mezzo razzismo/discriminazione contro colore della pelle e sessualita’.

Originariamente avevo il posto 42h, lato corridoio, come piace a me, ma all’ultimo secondo mi hanno chiamato dicendomi che dovevo cambiare posto perche’ NON POTEVO SEDERE CON MINORI. ahhahahaha. Questi inglesi e il loro perbenismo. Scopro poi che i minori in questione erano due teenager anche abbastanza carine. Mah.
Teniamoli nella bambagia questi ragazzi di oggi.

Comunque sono stanco di volare, spero che questa volta me ne possa stare in Europa per un po’!
Il lavoro e’ andato bene, continuero’ le mie robe da Dublino.

Se c’e’ una cosa che odio dei voli intercontinentali sono i bambini che piangono tutto il tempo. Che tortura.

Questo computer da quale sto scrivendo e’ una ficata pazzesca: HP Mini 2140. E’ un netbook niente male con una tastiera quasi full e dimensioni molto ridotte.
Ci ho schiaffato una versione di Ubuntu chiamata Ubuntu Netbook Remix.

Intanto fra 2 settimane circa mi tocchera’ riprendere ancora aerei per andare un paio di giorni in Sicilia per un matrimonio… Non se ne puo’ piu’ di aerei! :D

Quando mi trovo in questi viaggi penso sempre che ormai spostarsi per il mondo e’ diventata una cosa normale per tutti.
Piu’ di un anno fa ero in Sicilia a prostituirmi per quattro soldi e a sclerare per colpa degli impredituccoli da 4 soldi nostrani. Vittima del sistema di scatole cinesi e vendita di uomini che costituisce il 90% dell’IT italiano. Appalti subappaltati in subappalto. E robe del genere.
Dove lavoro ora non sono venduto a nessuno e non devo fingere di essere nessun’altro. La mia azienda produce software e se lo vende direttamente con le grosse telco in giro per il mondo.
Queste settimane mi sono giovate, oltre che dal punto di vista tecnico (ho messo mano ad un po’ di robe NetApp, ho tirato su cose fighe con Radius, LDAP, Xen, etc), mi sono servite per solidificare il mio profilo in azienda e guadagnarmi un po’ di stima da parte di colleghi di pari grado e non.

Questi viaggi mi fanno riflettere anche sul fatto che ormai non ho paura di andare da nessuna parte, sento che posso trasferirmi ovunque. Non ho problemi di sorta. Penso che dopo aver lasciato casa ormai e’ facile cambiare luoghi ed abitudini, conosci gia’ i meccanismi di autoassestamento perche’ ci sei gia’ passato. Non e’ piu’ un salto nel vuoto come e’ potuto essere quello che ho fatto quando mi sono trasferito a Dublino.

Riflettendo anche su questo non e’ che poi anche andando a Dublino abbia fatto questo salto alla cieca: ci ero gia’ stato, avevo qualche amico che lavorava gia’ li, ho avuto un culo a trovare casa, ed ancora non si era in crisi economica come adesso. Ora che ci penso non so se avrei trovato lavoro se fossi arrivato in questi mesi. Chi lo sa’. Magari si. Magari no. So solo che mi arrivano ogni tanto telefonate e email per nuovi posti di lavoro quindi penso che qualche cosa la valgo.

Questo mese alcune buone notizie sono arrivate! Katia iniziera’ a lavorare part time a partire dal primo Luglio (brava amore mio! :) ). La persona che mi ha convinto a trasferirmi a Dublino si sposa con la sua lei questo mese. Ed altre cose che per ora non posso dirvi…

Viaggiare ti fa vedere le cose in modo diverso, piu’ viaggi e piu’ pensi che tutti questi confini e stati sono inutili barriere per il progresso dell’umanita’.

L’inevitabile entropia che caratterizza questo universo ci portera’ ad un miscelamento di culture e popoli inevitabile. Prima o poi (se non ci autodistruggiamo da soli) sara’ l’unificazione totale di culture, lingue e nazioni.
E non ci possiamo fare niente. E’ bello e giusto preservare culture, lingue, cucine, etc. ma nel modo giusto ed armonico. Non si puo’ rinunciare ad avere una societa’ globale che parli una stessa lingua comune piu’ la propria lingua madre, che possa muoversi liberamente all’interno del globo, che possa mantenere la propria cultura abbraccando anche una meta cultura mondiale.
E’ abbastanza assurdo che in questo contesto che gia’ e’ in atto al giorno d’oggi le uniche entita’ che possono andare liberamente ovunque siano le multinazionali.

Mentre invece un marocchino non ha la possibilita’ di recarsi in Italia senza passare per l’inferno burocratico.

Oggi leggevo su internet che in Italia sta nascendo un nuovo movimento la guarda nazionale o qualcosa del genere.
Io mi domando come sia possibile nel 2009 farsi prendere ancora da istinti nazionalisti. Bloccare l’ingresso di QUALSIASI NON ITALIANO. Ma stiamo scherzando?
E’ come se in Irlanda decidessero di cacciare tutti i non irlandesi me compreso. Che geni che sarebebro. Meta’ della richezza irlandese si e’ basata molto sul fatto di attrarre capitali esteri e gente skillata dall’estero… non mi sembra una buona idea…

La ragione per cui ci si fa prendere dai nazionalismi e dal razzismo di questi tempi e’ la situazione di paura ed incertezza che caratterizza i nostri giorni.
Qualunque economista da 4 soldi vi dirette che la popolazione immigrata e’ una risorse per un paese. Ma quei signori vestiti da fasci non lo vogliono capire.
Non vogliono capire che c’e’ 1/4 di mondo che vive ricco sulle spalle degli altri 3/4. E che i rimanenti 3/4 hanno pure il diritto di spostarsi dove c’e’ ricchezza. Daltronde e’ quello che ho fatto io, perche’ non ne hanno diritto anche loro?

E la cosa che piu’ mi fa incazzare, da agnostico quale sono, e’ vedere questa gente difendere i valori del cristianesimo. Ma andate a cacare! Ipocriti di merda.

Ora mi sa che la taglio qui se no queste 4 ore che mi rimangono le potrei continuare a scrivere…

Saluti

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Un esempio di buon e-governement.

Dicembre 18th, 2009 - Dicembre 18th, 2009

Dublino, Irlanda, quasi 2 anni.

Ho sempre avuto una avversione innata verso i siti di e-governement e verso i corporate site: labirinti nel vero senso del termine, posti dove puoi perderti per ore e ore alla ricerca di un modulo, di un pdf, di qualche spiegazione semplice su come funzionano le cose burocratiche del posto dove vivi. Questo piu’ che mai in Italia. Da quando mi sono spostato qui mi sono reso conto di come tutte le cose possano essere fatte bene, basta solo volerlo.

Puoi gestire le tue faccende fiscali su ros.ie (revenue.ie), puoi avere praticamente tutte le informazioni che vuoi andando su citizensinformation.ie.

Ieri navigando mi sono imbattuto in questo sito: http://www.losingyourjob.ie/

No, non vi preoccupate, non ho perso il lavoro (finora!).

Sito semplice, conforme alle direttive W3c, navigabile, poche immagini del cazzo, molto testo.

Il sito da indicazioni di interesse pubblico per coloro i quali hanno perso il lavoro, o che lo perderanno, o per coloro che hanno visto un bel ridimensionamento del loro salario. Si possono vedere consigli su cosa fare in diverse situazioni:

  • quando le tue ore lavorative/salario vengono ridotte
  • quando lasci il lavoro
  • come applicare per ricevere gli aiuti dal social welfare
  • info riguardanti tassazione e denaro nelle situazioni di disoccupazione
  • aiuti statali per l’affitto o il mutuo
  • opzioni da considerare per il riqualificamento professionale, corsi, training
  • come cercare un lavoro
  • come lasciare l’Irlanda.

Probabilmente qualche lettore obiettera’ nei commenti che cose cosi’ esistono anche in Italia, ma il punto e’ un altro: quando ero in Italia non sono mai capitato manco per sbaglio in uno di questi siti. Non so come mai, questa e’ una cosa su cui penso ci sia da riflettere: l’ambiente italiano non ti porta ad autoinformarti? gli strumenti online messi a disposizione dal governo italiano sono poco pubblicizzati? sono veramente scadenti? quando si sta in Italia si e’ come stregati dal lassismo piu’ spinto e si finisce per avere cosi’ tanti pregiudizi sulla cosa pubblica che non si e’ spinti nemmeno a cercare?

L’ultimo punto dell’elenco sopra, mi ha lasciato di stucco. L’Irlanda ha conosciuto una massiva emigrazione solo 20-30 anni fa, e vedere quella voce fa impressione. Un segno dei tempi?

Altra cosa che ho notato nei miei anni qui e’ l’abitudine degli anglosassoni di usare il termine “being let go from your job”. Questo modo di dire viene usato incondizionamente sia che sia stata l’azienda a licenziare il dipendente, sia che accaduto l’opposto. Non so perche’ viene usato anche nel primo caso… e’ un mistero per me. Forse per non ledere l’orgoglio del malcapitato di turno di fronte ai suoi pari? no idea.

Ora vi saluto, e se non scrivo entro natale auguri di buon natale ai credenti e buone vacanze a tutti gli altri sporchi pagani come me. Se non avete vacanze, buon relax nel vostro ufficio vuoto :D

PS: le vacanze di massa sono per i looser! A volte non se ne puo’ fare a meno, ma generalmente preferisco non imbottigliarmi in file, o andare a farmi prosciugare il conto solo perche’ “e’ natale, capodanno, pasqua, whatever”.

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