Musica

Streammare musica da casa ovunque siate via ssh tunnel

A lavoro ho da poco migrato tutte le mie robe su un portatile nuovo. Mi sono accorto che l’80% dello spazio sul portatile era occupato da mp3 e musica varia, cosi’ ho deciso di non mettere mai piu’ musica nel suo hard disk, spreco di spazio inutile visto che viviamo nel mondo della connettivita’ ormai dappertutto.

Cosi’ mi sono detto, ho un bel mac mini a casa col wake-on-lan funzionante, zeppo di musica, questa ridondanza non ha senso, usiamo l’internet per streammare la musica dal computer di casa mentre sono a lavoro!

Mi sono documentato un po’ e ho visto che in Linux si puo’ installare un tool chiamato mt-daapd (http://www.fireflymediaserver.org), ora conosciuto come FireFly media server; questo tool implementa il protocollo DAAP (http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Audio_Access_Protocol), Digital Audio Access Protocol: e’ un protocollo proprietario usato da Apple nel suo iTunes per streammare audio/video in una rete locale. Questo vuol dire che i media player che parlano DAAP (iTunes ed Amarok per esempio) sono in grado di fare l’autodiscovery di host daap-enabled nella rete locale in cui vi trovate perche’ DAAP funziona in broadcast.

Per mettere su tutto questo ambaradam in Debian/Ubuntu basta installare il too:

$ sudo aptitude install mt-daapd libid3tag0 avahi-utils

Avahi-utils vi servira’ solo se volete ascoltare la musica fuori da casa, altrimenti mt-daapd e’ gia’ ok se il vostro intento e’ streammare musica da un altro host della vostra rete casalinga e niente piu’.

A questo punto configurate il daemon editando /etc/mt-daapd.conf. Io ho solo cambiato questa linea:

mp3_dir = /home/pallotron/Music/

Per puntare alla directory della mia home dove sta tutta la musica. Ma voi date un occhio al file per capire cosa altro potete cambiare a seconda delle vostre esigenze.

Avviate il daemon e fate in modo che parta al boot:

$ sudo  /etc/init.d/mt-daapd start $ sudo update-rc.d mt-daapd defaults

A questo punto il vostro server ascoltera’ sulla porta 3689:

root@pallomac:~# netstat -tunap | grep LISTEN | grep mt-daapd
tcp        0      0 0.0.0.0:3689            0.0.0.0:*               LISTEN      18584/mt-daapd

Questo tool ha una interfaccia web che potete usare per vari scopi: creare playlist, definire nuove directory dove trovare la musica, configurare il tool (password, etc). Basta puntare il proprio browser su http://localhost:6689/ o cambiare localhost con l’ip/hostname del vostro computer casalingo.

Ok, una volta che questo e’ fatto viene il bello, un requisito importante e’ che voi siate in grado di accedere al vostro host casalingo usando ssh, il vostro router casalingo deve essere configurato per redirigere la porta SSH (tcp/22) all’ip del vostro computer casalingo. Io a casa assegno due IP fissi ai mac address delle due interfaccie del computer (ethernet e wifi) tramite il DHCP server del router.

A questo punto dal vostro computer in ufficio o dovunque voi siate usate un bel ssh tunnel:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -L :6689:localhost:3689

O se preferite potete configurare ~/.ssh/config per aggiungere qualcosa tipo:

Host IP_CASA
   Username VOSTROUSER
   LocalForward *:3689  localhost:3689

A questo punto potete connettere il vostro player preferito a localhost:3689 et voila’, potete vedere tutta la musica sul vostro computer a casa e iniziare ad ascoltare 🙂

Ho verificato che banshee ancora non supporta DAAP, mentre rhythmbox supporat DAAP ma senza autodiscovery, cioe’ inserendo a mano la URL del server… mentre amarok e iTunes supportano l’autodisvovery.

L’autodiscovery funzionera’ automaticamente se vi trovate a casa ma se vi trovate fuori dovete utilizzare questo comando Avahi (http://en.wikipedia.org/wiki/Avahi_(software)):

$ avahi-publish-address -v -s "my daap share" _daap._tcp. 6689 &

Avahi e’ una cosa che devo ancora approfondire meglio, potete verificare che il vostro computer sta esportando correttamente lo share usando il comando:

$ avahi-browse _daap._tcp

Dovreste vedere il nome del vostro share apparire.

Se intendete esportare la musica ai vostri colleghi vi avviso che probabilmente questo e’ contro le regole aziendali. Quindi meglio non usare AVAHI 😛

Buon ascolto!

Edit

Ho trovato un po’ di info a queste URL:

http://wiki.fireflymediaserver.org/SSH_Tunnel

http://wiki.fireflymediaserver.org/RemoteAccess

Pare sia meglio usare una porta diversa da 3689 nel comando ssh, perche’ pare banshee provi a bindare la 3689, io ho scelto 6689… Di conseguenza cambiare anche il comando avahi per usare la porta 6689… e pare anche che dovete utilizzare l’IP del vostro laptop a lavoro e non localhost, cosi’ i comandi diventano:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -L *:6689:localhost:3689

oppure nel vostro ~/.ssh/config:

Host IP_CASA
   Username VOSTROUSER
   LocalForward *:6689  localhost:3689

E poi lanciare avahi cosi’:

$ avahi-publish-address -v -s "my daap share" _daap._tcp. 6689 &
Edit2
Potete aggiungere le opzioni -N e -f al comando ssh per evitare di mantenere una shell aperta tutto il tempo, ma poi vi dovete ricordare di killare il processo ssh connesso al vostro server casalingo:

$ ssh vostrouser@ip_pubblico_di_casa -N -g -L *:6689:localhost:3689

Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.

Fanno 10 anni dalla scoparsa di Fabrizio De Andre’, musicista e poeta Italiano. Uno dei migliori, io ascolto poca musica italiana normalmente, ma per De Andre’, Gaber, Guccini, Franco Battiato (Siciliano e di un paese vicino Catania…), Blu vertigo, e pochi altri…

«De André non é stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano»
(Nicola Piovani)

10 anni fa Fabrizio e’ riuscito finalmente ad «attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.»

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, “Se mi vuoi bene piangi ”
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo “Mi ricordo”:
per osservarvi affittare un chilo d’erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulita’:
perche’ gia’ dalla prima trincea
ero piu’ curioso di voi,
ero molto piu’ curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri “Come sta”
meravigliato da luoghi meno comuni e piu’ feroci,
tipo “Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potro’ occuparmi un’ora al mese di te”
“Lo sa che io ho perduto due figli”
“Signora lei e’ una donna piuttosto distratta.”
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissa’ quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo e’ bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse “perderemo”.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio e’ un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse: “arrivederci”.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere piu’ ubriaco di voi
di essere molto piu’ ubriaco di voi.

RadioHead @ Malahide

Durante i week end fortunatamente ho sempre qualcosa da fare 😀

Questa settimana si teneva il concerto dei RadioHead al Malahide Castle Park (scrollate un po’ in basso la mappa google per vedere il parco).


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Il parco di Malahide e’ davvero bello e spazioso. Secondo me ci saranno state circa 20.000 persone. Il concerto dei RadioHead e’ stato figo. Io ho avuto il biglietto all’ultimo minuto perche’ un mio collega non e’ potuto andare e me lo ha venduto. Ci ho anche risparmiato 10 eur.

Prime impressioni sul concerto:

  • Il gruppo spalla non mi e’ piaciuto molto, erano bravi si, ma il genere di musica alla Bjork non e’ il mio preferito. 😀
  • Sulle canzoni del nuovo album non mi posso pronunciare visto che le ho sentite per la prima volta dal vivo al concerto. Io ho bisogno di riascoltare una decina di volte un disco prima di trarne conclusioni. Comunque mi sono sembrate carine.
  • La perfomance nel suo complesso e’ stata accettabile. Ovviamente ho preferito i pezzi piu’ movimentati ed elettronici come “How to disappear completley” (la migliore perfomance del concerto non solo secondo me), Idioteque, Dollars and cents. Sinceramente avendo visto dei video da un live alla BBC ai tempi della presentazione di Kid A avevo delle aspettative un po’ maggiori per quanto riguarda l’arrangiamento di certi pezzi 😀
  • Nota dolente alcuni irish: alcuni praticamente ubriachi ancora prima che iniziasse il concerto, alcuni non si tenevano in piedi ed erano retti praticamente dalla calca, alcuni altri erano cosi’ persi che parlavano forte tra loro e non mi facevano godere i pezzi lenti in cui tutti stavano in silenzio tranne loro 😀
  • Altra nota i trasporti: i gate aprivano alle 4pm e siamo arrivati alla 15.30 con la DART. A Pearse Station c’erano cartelli che invitavano a comprare i biglietti di ritorno per evitare la fila a Malahide Station. Lo abbiamo fatto ma poi ci siamo accorti di aver fatto na cazzata. Gli ultimi treni della DART sono notoriamente alle 11.30. E non ci siamo arrivati. O meglio ci siamo arrivati ma io abbiamo pensato che tutta quella gente non sarebbe mai entrata in un unico treno. Cosi’ abbiamo preso un taxi in 4 (35 eur per arrivare a casa). Nel frattempo nei pressi di Clontarf/Marino abbiamo assistito ad una bella sassaiola tra knackers irlandesi (teenagers probabilmente) e gente straniera probabilmente…

Alcune foto le ha scattate la sorella della mia flatmate (io anche se avevo il tele non potevo perche’ c’era gente super watussa davanti a me e la pecca delle reflex e’ che devi guardare dentro l’obiettivo quidni la macchina deve stare ad altezza della tua testa).

Durante il concerto:

Picnic prima del concerto: