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	<title>Vita di un sys-admin &#187; news</title>
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	<description>Storie, esperienze e pensieri da Dublino.</description>
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		<title>Da punto-informatico.it: &#8220;Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pallotron</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rompo un po&#8217; di silenzio (si vede che per ora mi godo la vita qui a Dublino e non c&#8217;e&#8217; niente di particolare da raccontarvi) per condividere con voi questo articolo apparso oggi su punto-infomatico.it. L&#8217;ho letto, e lo sottoscrivo. E&#8217; l&#8217;intervista ad Alex, connazionale anche lui a Dublino e lavoratore del mercato IT locale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rompo un po&#8217; di silenzio (si vede che per ora mi godo la vita qui a Dublino e non c&#8217;e&#8217; niente di particolare da raccontarvi) per condividere con voi <a href="http://punto-informatico.it/2213291/PI/Interviste/Lavoro-IT--Sorry--in-Italia-non-torno/p.aspx">questo articolo</a> apparso oggi su <a href="http://www.punto-infomatico.it">punto-infomatico.it.</a> L&#8217;ho letto, e lo sottoscrivo. E&#8217; l&#8217;intervista ad Alex, connazionale anche lui a Dublino e lavoratore del mercato IT locale. Io lo conosco: questo perche&#8217; <strong>noi del ghetto ci conosciamo tutti(tm)</strong>,  buona lettura.</p>
<p><strong>Ah! Leggetevi i commenti sulle pagine di Punto Informatico&#8230; CHE SCHIFO CHE MI FANNO&#8230; QUESTA E&#8217; LA DIMOSTRAZIONE DELLA MERDA CHE SIAMO DIVENTATI IN ITALIA. SIAMO GENTE SENZA PALLE. TUTTI.</strong></p>
<blockquote><p>Roma &#8211; È davvero cosi verde l&#8217;erba del vicino?<br />
Davvero sono sufficienti le mie conoscenze informatiche ed il mio inglese &#8220;buono&#8221; per candidarmi per un lavoro che mi consenta di uscire dalla condizione di &#8220;Bamboccione&#8221; a cui questi 1000 euro al mese mi condannano?</p>
<p>Ho provato a chiederlo ad Alex che ha scelto d&#8217;avere un futuro al di fuori dell&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Domanda: Età e da quanti anni sei fuori dall&#8217;Italia?</strong><br />
Quasi 35, ed ormai è più di un anno che sono andato via</p>
<p><strong>Domanda: Dove sei stato e come hai maturato l&#8217;idea di andare via?</strong><br />
Per studio e per lavoro ho girato parecchi contesti IT internazionali, tra cui la Silicon Valley. Ovviamente non è la prima volta che mi sono trasferito all&#8217;estero per lavoro ed attualmente mi trovo a Dublino.<br />
Sono circa dodici anni che lavoro nel settore IT, certo la mia esperienza, la mia buona conoscenza dell&#8217;inglese e la mia precedente esperienza all&#8217;estero, mi hanno aiutato non poco nel trasferimento, anche se la parola giusta sarebbe &#8220;emigrazione&#8221;.<br />
La mia decisione come quella di molti è maturata, ahimè, sopratutto a causa della crisi del settore IT, per come è gestito, soprattutto dal punto di vista della fornitura di consulenza specialistica. Aziende che fanno solo da intermediari, senza nessuna professionalità. Basta vedere gli annunci su Moster, ad esempio, di esperti di &#8220;conoscenza di prodotti di network&#8221; Inter Process Comunication di Unix, per rendersi conto che non sanno di cosa parlano.</p>
<p><strong>Domanda: In Italia se hai più di 35 anni sei un vecchio e se sei senza una laurea ti è difficile inserirti in contesti competitivi: è lo stesso anche fuori?</strong><br />
Il discorso è un po&#8217; più complesso. È ovvio che in Italia, come ovunque, un titolo di laurea è importante, ma è ovviamente anche importantissima la capacità e l&#8217;esperienza.<br />
Ti faccio un esempio. Un mio collega trasferitosi qualche mese fa è un perito informatico con un&#8217;esperienza di parecchi anni. Arrivato qua non ha trovato nessun problema a trovare lavoro.<br />
Il problema è che in Italia, se noti, in tutte le inserzioni vi è scritto che è &#8220;preferibile la laurea in ingegneria&#8221; anche se il lavoro richiesto è quello di fare data entry o scansionare documenti.<br />
Bisognerebbe guardare assai in Italia, a quale figura si cerca, e scegliere quale tra i vari candidati &#8220;fitta&#8221; (scusa l&#8217;inglesismo) di più. Ma il problema è che tante, troppe volte, le inserzioni che vedi in giro per i portali del lavoro sono per la maggior parte fatte da aziende di 5 o 6 dipendenti che vendono consulenti ad altri e che troppe volte non sanno nemmeno loro cosa il cliente chiede e così, anche per scansionare documenti, cercano un ingegnere.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;età, io a 35 anni non ho avuto alcun problema ad inserirmi anche in contesti internazionali importanti.<br />
La differenza principale che ho riscontrato è che qui ti cercano per le qualifiche richieste, e per l&#8217;esperienza accumulata, ed il concetto di body-rental all&#8217;italiana qui è completamente inesistente.<br />
Il recruiter è recruiter e basta. Vive sul supporto nella ricerca del personale e non ha certo (come succede sempre in Italia) la commessa di terze parti.</p>
<p><strong>Domanda: Come ci si sente a lavorare senza l&#8217;articolo 18 (quello che obbliga il reintegro dei lavoratori)?</strong><br />
Bella domanda, io essendo stato consulente per parecchi anni, e avendo sulla testa il rischio del mancato rinnovo del contratto in Italia, la sentivo una spada di Damocle che pendeva ogni 3-6 mesi. Ora non avverto più questa sensazione, anzi ti dirò di più: lì dove il concetto all&#8217;italiana del licenziamento non esiste personalmente mi ci trovo assai meglio. Con il tipo di legge sul lavoro che vi è all&#8217;estero, non ne vedi di dipendenti (come vedevo nel nostro paese) che leggono il giornale, invece di lavorare.<br />
La meritocrazia, negli altri paesi, è sentita. In Italia, vale meno di zero. Il problema è tutto lì.</p>
<p><strong>Domanda: Lo stipendio che percepisci rispetto alla media dei lavori com&#8217;è e cosa ci puoi fare?</strong><br />
Generalmente lo stipendio rispetto agli altri lavori in Irlanda è superiore di 10k &#8211; 20k euro annui, e con le tasse molto più basse rispetto a quelle italiane si vive assai bene.<br />
Qui un informatico non lo vedresti mai a 24k euro lordi annui, anzi ho notato con piacere che il concetto di svendita al ribasso non esiste. Se vali è giusto che ti paghino per quello che vali.<br />
Andrebbe spiegato anche in Italia.</p>
<p><strong>Domanda: So che leggi P.I. e quindi conosci com&#8217;è la situazione delle Dilbert&#8217;s company italiane, qui invece come definiresti le company estere?</strong><br />
Beh si, PI lo leggo ormai da circa 10 anni.<br />
Dilbert come sai è un fumetto statunitense, quindi molte &#8221; interessanti deformazioni professionali&#8221; del nostro settore sono peculiari ovunque tu vada, va da sé che ovviamente ci sono parecchi distinguo.<br />
La qualità del lavoro nelle aziende all&#8217;estero è elevatissima.<br />
Sono riconosciute le capacità alle persone in modo diretto e anche in modo economico.<br />
All&#8217;estero l&#8217;organizzazione del lavoro e della struttura funziona come un orologio.<br />
Il concetto tutto italiano, &#8220;se un professionista è bravo se ne va a chi importa&#8221; è totalmente sconosciuto, se sei bravo, fanno di tutto per evitare che te ne vada.<br />
La qualità e il valore sono regole riconosciute e accettate, sopratutto nel settore IT americano, dove se vali riconoscono il valore e le capacità della persona.<br />
Insomma, tirando le somme il mio giudizio è assai positivo.</p>
<p><strong>Domanda: Quanto sono importanti le persone dove lavori tu?</strong><br />
Parecchio, sono importanti e fondamentali per il ruolo che svolgono all&#8217;interno della struttura aziendale e cooperano in modo strettissimo tra loro. Qui è impossibile vedere un Sales che dice qualcosa al cliente se prima non è stato confermato dai tecnici o dagli sviluppatori.<br />
È impossibile vedere un Project Manager che non sappia fare il suo lavoro, (come ogni tanto vedi in Italia) perché c&#8217;è qualcuno che lo ha messo lì.<br />
Insomma le persone sono importanti, e con loro si prendono assai seriamente i ruoli che ricoprono.</p>
<p><strong>Domanda: Come è avvertita l&#8217;innovazione da Voi?</strong><br />
Come fatto fondamentale ed economicamente importantissimo. Più una tecnologia è nuova ed è valida, e più all&#8217;estero si prende in considerazione velocemente. All&#8217;estero, ad esempio, ho visto aziende nascere dopo pochi mesi che era uscito un rfc su un nuovo tipo di protocollo. Una cosa simile in Italia sarebbe da fantascienza.</p>
<p><strong>Domanda: Pensi che vi sia un IT capace e competitivo in Italia?</strong><br />
Sì esiste, ma è soffocato. Diciamolo una volta per tutte: di tecnici in Italia, ci sono, e sono molto bravi, ma sono in mano ad un mercato italiano fatto di body-rental, di consulenze a mezzo servizio, e di contratti a progetto rinnovabili.<br />
Mi è capitato più di una volta di cercare di spiegare all&#8217;azienda che mi vendeva al cliente cosa facessi. Molte volte mi guardavano sgranando gli occhi e rispondendo: &#8220;Non ci ho capito un acca&#8221;<br />
Tira le conclusioni tu stesso.</p>
<p><strong>Domanda: Quando dici che sei italiano e provi a raccontare come si lavora in Italia cosa ne pensano i tuoi colleghi?</strong><br />
Se ci penso mi viene da ancora da ridere. Molte volte le aziende estere guardano increduli il tuo cv e ti chiedono (e non solo a me, è una domanda ricorrente a tutti i professionisti IT italiani trasferiti): &#8220;Perché ha cambiato cosi tante aziende in poco tempo? Ci sembra bravo, perché le aziende non hanno fatto in modo che rimanesse a lavorare dove era?&#8221;<br />
Vaglielo a spiegare che molti lavori in Italia sono a progetto con scadenza trimestrale-semestrale od annuale, per un&#8217;azienda dove sei consulente del consulente del consulente, e che quando chiudono la commessa ti salutano e ti mettono alla porta, fregandosene se sei Dennis Ritchie o l&#8217;ultimo arrivato.</p>
<p><strong>Domanda: In Italia vi è la fuga delle professionalità, cosa ti indurrebbe a tornare?</strong><br />
Se vedessi un mercato IT come lo è in Irlanda in Inghilterra o negli States, forse tornerei, ma in un paese ingessato economicamente e qualche volta mentalmente come il nostro, lo vedo più un bel sogno che una futura e concreta realtà.</p>
<p><strong>Domanda: Qualcosa di negativo però ci sarà anche all&#8217;estero. Cosa c&#8217;è che gradisci di meno?</strong><br />
Eh anche questa è una bella domanda. Credo non essere lingua madre, sia una cosa che dà fastidio. Parlare una lingua diversa non è sempre facile.<br />
Molte volte è difficile esprimere concetti complessi, o seguire una conversazione quando due persone di lingua madre si mettono a parlare molto velocemente, difficilmente li segui, e dà fastidio chiedere ogni volta di ripetere lentamente.<br />
Va detto anche che un inglese che parlasse italiano e dovesse seguire una nostra conversazione troverebbe gli stessi problemi.<br />
Parlare comunque una lingua che non è la tua, non e mai facile, per quanto tu la conosca bene.<br />
Per il resto, ci sono problemi di comunicazioni e incomprensioni un po&#8217; dovunque, indipendentemente se sei in Italia, negli States o in Australia.<br />
La differenza che esiste tra il mondo di lavoro nostro e quello estero è che i problemi dovuti da differenti punti di vista sono gestiti molto meglio.<br />
Insomma a fatica, ma di punti di vista negativi non li vedo proprio, anche volendo cercarli come invece accadono sullo Stivale.</p>
<p><strong>Domanda: Come si riesce a far carriera all&#8217;estero? Mi spiego. In Italia dopo un po&#8217; un tecnico o diventa manager o la sua carriera è bloccata. Qui come funziona?</strong><br />
No, qui il tecnico fa la carriera del tecnico.<br />
Prima si è tecnici, poi si diventa team leader poi technical manager di più gruppi e poi via via sempre più in alto e qualcuno può diventare anche CTO. Insomma il concetto di carriera bloccata non esiste, perché come ti dicevo prima, qui vali in base a ciò che sei, non a chi conosci.<br />
Certo ovviamente come in tutte le aziende, dipende da quali sbocchi ci sono e da quali sono le possibilità, cambia da azienda a azienda. Ma certo che qui su una cosa sono chiarissimi: ti dicono subito dove e quanto puoi salire. Più seri di cosi.</p>
<p><strong>Domanda: È vero che il lavoro è spesso gestito autonomamente? Il mito che si lavora per obiettivi ed il tempo lo gestisci tu è vero?</strong><br />
Si, tantissime volte ma è anche vero però che esistono delle milestones (le milestones, per le aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla loro prosperità, sono fondamentali), per questo in quel caso si lavora per l&#8217;obiettivo comune, e dipende sempre dal contesto, dall&#8217;azienda e nel settore in cui si opera.<br />
Comunque confermo che se non ci sono milestones od obiettivi prefissati, mi gestisco autonomamente.</p>
<p><strong>Il miglior riconoscimento per il tuo lavoro qual è stato?</strong><br />
Aver sentito per la prima volta alcune frasi come:<br />
&#8220;Bravo hai fatto un bel lavoro&#8221;,<br />
&#8220;Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?&#8221;<br />
&#8220;Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda&#8221;.<br />
Parole che in Italia non ho mai sentito. In Italia se il lavoro che fai è fatto bene, è una cosa normale, se è fatto male la colpa è la tua; se hai pensato ad una soluzione innovativa, ci aveva pensato qualcun&#8217;altro (che non è mai vero, ma cosi minimizzano il tuo lavoro e poi non la applicano) e soprattutto la colpa è sempre la tua. Qualsiasi cosa accada alla fine ti arriva in Carbon Copy una mail che dice che la colpa di tutto è del consulente. Nel &#8220;Bel Paese&#8221; i meriti agli altri e le rogne a te.</p>
<p><strong>Domanda: Consiglieresti ad altri di seguire la tua stessa strada?</strong><br />
Sì assolutamente, se si è sicuri di sé e si hanno le capacità e un&#8217;esperienza idonee.</p>
<p><strong><a href="mailto:cubasia1622@gmail.com" target="_blank">Giuseppe Cubasia</a></strong><br />
<a href="http://www.mioblog.net/cubasia/" target="_blank">Cubasia blog</a></p></blockquote>
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		<title>60.000 file!!!!! UUUUUUH! COMPLOTTO!!!</title>
		<link>http://blog.angelofailla.com/2009/11/25/60-000-file-uuuuuuh-complotto/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pallotron</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai i giornali non sanno piu&#8217; che inventarsi per fare lettori! «Brenda forse ucciso da un trans». Nel pc requisito oltre 60 mila file ROMA - Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nel computer di Brenda, la transessuale testimone nell&#8217;inchiesta sul caso Marazzo [...] I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai i giornali non sanno piu&#8217; che inventarsi per fare lettori!<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_25/brenda-file_b5ffd608-d9bb-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml">«Brenda forse ucciso da un trans». Nel pc requisito oltre 60 mila file</a></strong></p>
<blockquote><p><strong>ROMA </strong>- Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nel computer di Brenda, la transessuale testimone nell&#8217;inchiesta sul caso Marazzo [...]</p>
<p>I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell&#8217;hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il <strong>16 per cento del contenuto</strong></p></blockquote>
<p>SESSANTAMILA FILE!!! COMPLOTTO!!!!! MIO DIO CHE COSA SARANNO TUTTI QUEI FILE PIENI DI VIDEO PORNAZZI E COMPROMETTENTI?</p>
<p>16% file fin&#8217;ora recuperati, alle elementari mi hanno insegnato a fare le proporzioni:</p>
<pre>60000:16=x:100 ===> x = 60000 * 100 / 16 = 375000</pre>
<p>Ci saranno circa 375000 file in quel computer, se la cifra del 16% e&#8217; veritiera.</p>
<p>Un momento!!!! Vediamo quanti ne ho io:</p>
<pre>pallotron@terminus ~ $ sudo find / -type f | wc -l
find: `/proc/21632/task/21632/fd/5': No such file or directory
find: `/proc/21632/task/21632/fdinfo/5': No such file or directory
find: `/proc/21632/fd/5': No such file or directory
find: `/proc/21632/fdinfo/5': No such file or directory
find: `/home/pallotron/.gvfs': Permission denied
561597</pre>
<p><strong>561597 file!!!!! </strong>Ma fatemi il piacere! <img src='http://blog.angelofailla.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Capisco che vogliate vendere qualche copia in piu&#8217;&#8230;.</p>
<img src="http://blog.angelofailla.com/?ak_action=api_record_view&id=1606&type=feed" alt="" /><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fblog.angelofailla.com%2F2009%2F11%2F25%2F60-000-file-uuuuuuh-complotto%2F&amp;title=60.000%20file%21%21%21%21%21%20UUUUUUH%21%20COMPLOTTO%21%21%21" id="wpa2a_4"><img src="http://blog.angelofailla.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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