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Trip a Palo Alto. Giorno 1

Newark International Airport, ore 13.

Ci sono stato un po’ prima di realizzare che il MBP aveva già deciso di adeguarsi con fuso e mi pareva strano che fossero ancora le 13 in Iranda.

Avevo acceso il mac con l’idea di cambiare fuso e mettere direttamente quello della costa occidentale quando mi rendo conto che mamma Apple ha deciso di fare per conto suo e cambiarmi il tutto automaticamente.
Tralaltro sarebbe interessante sapere come ha fatto. Sara’ stato quando ho usato il tethering dell’iphone per controllare un attimo la posta (e facebook :P) ?
Oppure NTP e’ aperto sul wifi dell’aeroporto anche senza pagare? Non lo so e non mi ci voglio mettere.

Qualcuno direbbe “fico che il mac faccia tutta sta roba da solo!”, a me invece danno fastidio le cose che prendono le decisioni per te automaticamente 😛

Comunque non divaghiamo. Sono partito oggi e mi sono gia’ “assuppato” 7 ore di volo da Dublino.

Ho fatto la pre clearance all’aeroporto di Dublino. Praticamente c’e’ un pezzo di ammerega ritagliato tale e quale e impiantato a Dublino, con tutti i pro e i contro che ne conseguono.

Nella lista dei punti a favore c’e’ senza dubbio il fatto che non fai tutta quella fila pazzesca che ti tocca fare quando arrivi negli States e che se ti vogliono impedire di entrare almeno te lo dicono quando sei ancora a casa 😛

Il punto a sfavore e’ che la stessa mentalita’ e trattamento che ti riservano negli States quando arrivi te lo trovi prima a Dublino. 😛
Uhm, stavo pensando che in effetti questo potrebbe *ancora* essere un pro, meglio prima che dopo 7 ore di morte volante.

Ad ogni modo, compilo il solito modulo inutile dove chiunque risponde NO a tutto e dove ti si chiede se hai la tessera del partito comunista (e anche se fosse?), se hai partecipato ad attività terroristiche ottomila anni fa’ etc.
In quel form c’e’ anche da mettere l’indirizzo della residenza che avrai nella tua permanenza negli States. Ora, questa cosa mi fa un po’ ridere per diversi motivi:

1) Se uno viene per turismo e se ne va in giro per il periodo massimo stabilito dal Visa Waiver Program mica può mettere tutti gli hotel?
2) Il campo e’ troppo piccolo e normalmente gli indirizzi non ci entrano

Io ho messo solo Westin Hotel, Palo Alto, CA e sono stato rimandato indietro da una tip di colore e scortesissima che:

1) non risponde al buongiorno
2) mi preened il passport e mi fa: “Is this your passport”? Mi veniva da rispondere: no e’ DI MIA SORELLA
3) Mi rimanda indietro dicendo che manca l’indirizzo completo dell’hotel…..

Ora, io sono andato altre volte e l’indirizzo completo non l’ho mai messo, suppongo che ci sia solo un Westin Hotel a Palo Alto, ma anche se fossero 5.. voglio dire… se mi cercano li provano tutti e 5 😀

Ad ogni modo, e’ stato un volo tranquillo, non era uno di quei super Boeing per i voli transoceanici ma un aereo un po’ più’ grande del normale, c’erano i monitor per vedere film, giocare ai videogiochi e ascoltare la musica.

Mi sono sorpreso quando ho trovato due titoli molti simpatici della videogaming company chiamata PopCap 🙂
Questa azienda ha la sede proprio al piano sopra quelli di Newbay, dove lavoravo prima e sono stati sempre invidiati dai Newbayer perch’ avevano l’ufficio piu’ cool, con i videogame, i tavoli da biliardo etc. Ho giocato a due giochi molto carini, che mi hanno preso per tutta la durata del viaggio tanto che non ho visto nessun film (anche se Pink Floyd – The dark sire of the moon a ripetizione per 5 volte me lo sono dovuto sentire :P).

Il primo gioco era un gioco arcade dove molto simile a tetri ma con un principio diverso.
L’area di gioco e’ quadrata, e parte piena in partenza, ci sono gemme e diamanti di diverso tipo e il gioco consiste nel formare file di 3 o più’ diamanti dello stesso tipo. Quando queste file vengono formati esse vengono distrutte e si libera spazio per altre gemme che calano dall’alto, e’ un bel passatempo che sviluppa la vista.
Alla fine della partita, in puro stile arcade, potevi inserire il tuo nome col tuo high-score e ho notato che altra gente giocava e alla fine del volo ho raggiunto il più alto highscore della giornata 😛

Il secondo gioco invece era un gioco dove dovevi trovare parole nascoste nel mezzo, un po’ simile a quello precedente tasselli con lettere cadevano dall’alto a caso e tu dovevi trovare le parole nascoste collegando le lettere fra loro, c’erano alcune varianti per rendere il gioco interessante, come caselle hot che se arrivavano al fondo dello schermo ti facevano fare game over.

Poi c’era il gioco dell’impiccato. Mi sono sorpreso di vedermi in grado di suggerire parole di una lingua che non e’ la mia madre lingua a gente madrelingua. ‘Ste due ammeregane sedute accanto a me rimanevano bloccate a lungo quando io vedevo almeno 3 parole nello schermo e non ho saputo evitare di farmi i fatti miei 😛
Ho ricevuto un po’ di complimenti per l’inglese anche se mi e’ sembrata pura cortesia di circostanza.

Fra un poco imbarco per San Francisco dove all’atterraggio mi tocchera’ decidere se prendere un taxi per Palo Alto spendendo ~80$ (ovviamente rimborsabili) oppure farmela col treno per un costo totale di meno di 20/30$. Si tratta di prendere la BART (l’equivalente della DART dublinese), e poi scendere a Millbrae e prendere il Caltrain (credo sia una delle compagnie di treni Californiani) fino a Palo Alto City. Mi sa che opto per il treno anche per avere qualche occasione fotografica in più.

Domani ho un giorno per recuperare un po’ di fuso prima di iniziare le mie due settimane di on-boarding a 1601 S California Ave 🙂
Ho due opzioni:

1) capatina a San Francisco DownTown col treno per fare qualche fotografia. C’e’ il Golden Bridge che si potrebbe fotografare, oppure prendere il ferri per Alcatraz a visitare l’ex carcere che ora e’ diventato un museo.

2) Visitare lo Standford Campus e passare la giornata a Palo Alto

Credo che opto per la seconda scelta, San Francisco Downtown aspettera’ il prossimo week end.

Speriamo non saranno settimane pesanti, ho già‘ tipo 27 meeting a cui sono stato invitato…
Il 20 c’e’ Barack Obama ospite in ufficio e mi sa che me lo vado a vedere anche visto che non e’ che abbia un granché da fare.

A presto.

Flusso di pensieri da Seattle

Ed eccomi qui che vi scrivo da Seattle. Fuori piove abbastanza, e il tempo mi ha costretto a rientrare dalla mia passeggiata anzitempo, cosicche’ vi faccio un, spero breve, resoconto degli ultimi giorni.

Il viaggio

Sono partito mercoledi 12 alle 5.00 dopo aver finito di chattare col mio collega messicano che mi informava gentilmente che l’east coast americana era sotto la bufera, e che a Seattle stava nevicando quel giorno (anche se pochi cm)!

Ho volato con Delta Airlines prima, e con Alaska Airlines dopo.

Alla fine non ci sono stati problemi e sono atterrato in una Atlanta coperta di neve. L’efficienza americana li si e’ fatta vedere, e nonostante che tutto fosse bianco e che gli spazi verdi tra la runaway e le parking way fossero piene di neve, gli spalaneve giravano costantemente tra le piste, anche mentre gli aerei atterravano o lasciavano le piste di atterraggio per andare nei parking spaces!

Sono arrivato mercoledi notte orario di Seattle dopo 19 ore di viaggio, 9 ore di volo per Atlanta, 5 ore di attesa ad Atlanta, ed un volo di 5h 20′ per Seattle. Una cosa che non consiglio a nessuno; se potete preferite sempre il volo diretto dall’Europa. Se non altro questa volta ho avuto modo di fare la pre-clearance a Dublino, cosicche’ quando sono arrivato in USA non ho dovuto fare la classica fila mostruosa.

Dicono che Atlanta sia il primo aeroporto del mondo in quanto a traffico, a me e’ parso sufficientemente organizzato ad essere onesto, anche se alcuni qui me lo descrivono come uno “shit hole” di aeroporto.

Do u fancy a pint?

Arrivato all’hotel (il Red Lion sulla 5th Avenue) alle 9pm, con una emicrania lancinante accompagnata dalla cervicale (grazie per avermi prenotato il posto in ultima fila nell’ultimo volo!) ci ho trovato dentro alcuni colleghi che mi stavano aspettando! 😀
Ovviamente una pinta coi colleghi non si rifiuta mai, e via tutti al pub sotto l’hotel, l’Elephant and Castle, sooooo british!
Il pub aveva pubblicita’ della Guinness, Smithwicks a gogo, c’era anche il contatore LCD del tempo mancante al prossimo St. Patrick’s Day 😀
Lo scopo era di far finta di niente ed andare a letto a mezzanotte, ma poi alle 22.30 proprio non ce l’ho fatta e mi sono dovuto coricare, per risvegliarmi alle 4, una costante che mi ha seguito per tutti i giorni a seguire, fino ad oggi, oggi ho dormito un po’ meglio dalle 22 alle 6.

Seattle’s Skyline

Se c’e’ una cosa che affascina di queste citta’ americane sono gli imponenti edifici e lo skyline che generano, soprattutto di notte sono spettacolari.

Ecco una foto scattata dalla finestra, 14imo piano, da un tipo su flickr, piu’ o meno dalla stessa posizione in cui sta la mia finestra, peccato non avere avuto la vista mare:

Una cosa curiosa sono glii ascensori, almeno quelli che ho preso io all’hotel e in ufficio.
Gli ascensori di questi skycraper vanno su’ come pazzi, velocissimi, e si fermano anche in un modo curioso, hai proprio quella sensazione che hai quando vai sulle montagne russe (anche se minimizzata), in cui ti senti le interiora salire verso la testa quando l’ascensore si ferma, curioso! 🙂

Ma perche’ sei andato?

Sono qui per fare quello che qualcuno chiama “brain dumping” ad uno o due colleghi visto che tra 6gg lascio l’azienda.

Ci sarebbe da discutere sulla utilita’ di spedirmi per soli 3gg lavorativi qui (il 18 rivolo indietro), invece del contrario, in cui avrebbero potuto evitare di perdere due dei miei giorni volando.
Ma vabe’. Alla fine mi sono fatto ‘sta gita. Non mi sta dispiacendo, in ufficio a Dub mi giravo i pollici da un po’.
Qualcuno magari dira’ che sono stato un po’ scemo ad accollarmi una cosa del genere, che tanto ero dimissionario e me ne sarei dovuto fregare, anche in vista del fatto che il 25 riparto per l’Australia per il viaggio di nozze, etc etc.
In realta’ mi faceva piacere rivedere alcune persone qui, dirgli ciao, e poi penso che uno debba dimostrarsi professionale sempre, se l’azienda ti vuole li’, tu magari vai, a meno di impedimenti particolari che proprio non ti possano consentire la cosa.

La collega di HR mi comunica, appena arrivato, che negli ultimi 5gg c’era gente che veniva da lei per assicurarsi che io fossi li quella settimana. Manco il messia!
Il risultato? Arrivo in ufficio e il mio boss mi aveva gia’ preparato un scheduling dei 3gg che piu’ che uno scheduling sembrava un tour de force!
Meeting ogni ora, 10ine di invitati, e io che pensavo forse una cosa informale con uno o due colleghi, non mi sono preparato niente su come gestire il tutto, vado a braccio, che sebbene mi va bene quando parlo informalmente con 1/2 persone, mi da particolarmente fastidio quando sono di fronte a 10 persone.

Poco fa pensavo che tutto il mondo e’ paese; quando si lascia una azienda, specie se ancora a livello startup o di media dimensione, c’e’ sempre quel rush finale, in cui la gente entra nel panico di chi non sa’ chi sara’ a occuparsi delle cose che lascierai una volta che non ci sarai piu’.
Non importa quanta documentazione tu abbia scritto nei tuoi 3 anni di permanenza per documentare il tutto a prova di cretino, non importa quanto dettagliato tua sia quando scrivi i commenti sul bugtracker, c’e’ sempre qualcuno che si lamenta che non sa niente di certe cose perche’:

  • dice di non aver ricevuto un formal training sulla cosa in questione
  • e’ gente pigra e che non legge

E’ ancora piu’ incredibile poi vedere che quando tu dai queste “training sessions”, alle suddette persone, queste:

  • non spuntano al meeting
  • quando spuntano sbadigliano, o giocano col cellulare, o si addormentano, oppure se ne vanno con la scusa che hanno ricevuto un paging.

Questa cosa mi ha fatto incazzare non poco, ma non l’ho dato a vedere, parlando francamente, sono cazzi loro!

Party aziendale stile anni ’30 del periodo proibizionista

Ieri sera sono stato ad un party aziendale, il mio ultimo, contrariamente all’ufficio di Dublino qui le mogli/mariti e le compagnie/i sono invitati.

Il party era a tema proibizionismo anni ’30. Tutti erano invitati a vestirsi accordingly, i camerieri erano vestiti seguendo la moda dell’epoca, per entrare dovevi conoscere la parola segreta, il locale era secondo lo stile dell’epoca, sembrava di stare in un film Al Capone, c’era un casino’ con blackjack, roulette e altri giochi di azzardo. Appena arrivavi ti davano 3 banconote false da 1000 dollari che potevi cambiare in chips per giocare. Alla fine della serata coi soldi che avevi guadagnato (o perso!), potevi partecipare ad un’asta in cui si vendevano kinetic, xbox, ipad etc etc etc.

Io mi sono presentato casual (odio quando la gente ti deve dire come vestirti e odio i party a tema), pero’ sono stato convinto a comprarmi un cappello, cosa che ho fatto per 45$, in un negozio fico a downtown che vendono cappelli DI TUTTI I TIPI e di tutte le epoche che si chiama Byrnie Utz Hats.

Quando mi hanno visto casual io ho glissato dicendo che la settimana scorsa ho avuto a “difficult job”, e che per questo motivo il vestito era stato mandato in tintoria per l’ancora piu’ difficile lavoro di togliere le macchie di sangue 😛

Ho giocato per un paio di ore a blackjack, e un po’ di roulette, mi sono sparato 5 pinte, ho mangiato quello che c’era e poi alle 22, distrutto, non ho saputo stare oltre e me ne sono andato prima che iniziasse l’asta, dopo aver vinto 2000 dollari, che ho lasciato in consegna al mio collega messicano, raccomandandogli, con accento da italo americano, di tenersi buon cura dei miei soldi, perche’ se no gli mandavo Tony LaMuerte 😛

Nella foto, alcuni colleghi simulano una vera e propria scena anni ’30:

In quest’altra foto, ecco come i miei colleghi pensavano che mi fossi presentato, chiamandomi Don Angelo:

Cosa fare a Seattle?

Io in 2 volte che ero venuto non sono mai andato a vedere nessuna attrazione nella city, vuoi perche’ stavo a Bellevue, vuoi perche’ non ho avuto tempo e ho preferito andare a fare altro durante il week end.
Ad ogni modo, non staro’ a consigliarvi niente, anche perche’ trovate tutte le info online. Io sono andato a vedere lo Space Needle (fica la vista, peccato che il cielo era grigio), ci sono andato con la monorail (una cosa inutile avere 1/2 miglio di monorotaia, a che serve?! 🙂 ), mentre che ero li sono andato a vedere il museo della musica, con reperti originali appartenuti a Jimi Hendrix e c’era anche esposizione di Battlestar Galactica, con i costumi originali, modellini originali a grandezza uomo dei Cylon, fico. Mi volevo fare una passeggiata verso West Seattle (per esempio Aliki beach) col bus ma ha iniziato a piovere e il tempo non permette, forse Domenica? 🙁
Penso che oggi o domani mi vo’ a vedere Tron Legacy in 3d al Pacific Place.
Per quanto riguarda il cibo ho solo una roba da consigliarvi fino ad adesso, a parte un ristorante di pesce sul waterfront in cui sono andato 2 anni fa e che ora non ricordo, e’ un ristorante brasiliano che si chiama Ipanema Brazilian grill. In pausa pranzo con e’ un “all you can eat” a 17$, vi sedete, antipasti al buffet, poi vi danno una bandierina per segnalare che volete ancora mangiare, e i camerieri arrivano con lunghi spiedoni con carne infilzata, e vi tagliano la carne davanti:

Altra foto presa da flickr, mi dispiace ma questa volta mi sono portato la vivitar con la pellicola 😛
A proposito poi quando torno vediamo cosa ci uscira’ da questi due rulli che mi sono portato! 😀

Abitudini alimentari quando sei sotto jetlag

Mi viene fame mentre dormo e invece non ho appetito di giorno 😀
Risultato? La mattina mi distruggo con la colazione in stile english: salsiccia, bacon, uova strapazzate, caffe’, pan carre’ (dopo tutto sono le 5 di pomeriggio dublinesi :P). A pranzo non mangio e poi mangiucchio qualcosa a cena, o viceversa.
Andare a pausa pranzo a Seattle in genere cosa meno che a Dub, per esempio un sandwich abbastanza corposo lo paghi attorno ai 3$, contri la media dei 4.5€ dublinesi. Se poi ci mettete che credo gli stipendi sono mediamente piu’ alti qui…

Altre Impressioni varie

La gente ti ferma molto di piu’ per strada che a Dublino, per chiederti fumo o soldi.
A volte la gente ti parla con una certa confidenza facendoti i complimenti per la macchina fotografica o il cappello 😛

Non ci sono praticamente macchine parcheggiate per i marciapiedi, almeno nella city, la citta’ e’ organizzatissima con parcheggi sotterranei o con la palazzoni anche abbastanza alti adibiti a parcheggi. I bus sono gratis nella zona centrale della citta’.

I taxi sono molto piu’ cheap o almeno allo stesso livello che a Dublino secondo me.
Casa mia -> Aeroporto Dublino ho pagato 25€ (per 13.4 km), mentre Tacoma international Airport -> 5th Avenue sono venuti 40$ (29€) (per 22km)

Contrariamente che a Dublino qui la gente sa che le pensiline all’ingresso dei palazzi sono molto comodi. 😀

Continua a non piacermi questa cosa che la citta’ e’ tagliata in maniera molto ortogonale, senza fantasia, non c’e’ quel tocco di caos che contraddistingue la modalita’ in cui molte citta’ europee si sono sviluppate.

I bagni qui sono costrituiti con una concezione completamente diversa, il sistema di flushing funziona in un altro modo rispetto che ad in Europa, non ve lo so spiegare, dovete VEDERE CON I VOSTRI OCCHI E PROVARE COI VOSTRI SEDERI.

Spesso i prezzi indicati nei menu’ o in giro sono esentasse, quindi fatevi i vostri conti.

E’ tutto amici. Alla prossima.

Weekend “sportivo” in quel di Seattle

Per continuare a vivere l’esperienza ammeregana ho accettato l’invito di alcuni colleghi ad andare a vedere la partita di baseball “Seattle Mariners vs Minnesota”.

Teatro del confronto il Safeco Field, enorme campo di baseball proprio accanto ad un altro enorme stadio di Football ammeregano e Calcio.
Ecco alcune foto per darvi un’idea:

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Ero curioso di vedere una partita dal vivo di questo sport tanto sconosciuto agli europei ed in particolare agli italiani. E poi un popolo lo si conosce anche da come va allo stadio a vedere uno dei suoi sport preferiti.

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Impressioni americane

Dato che questa e’ la seconda volta che sono qui, vi rifilo un po’ di impressioni buttate li alla rinfusa:

L’ammerega alla guida

– Se noleggi una macchina classe economy ti danno qualcosa di simile a questo. come e’ successo a me:

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– Se vieni dal barbaro mondo del cambio manuale ci metti 30 minuti per capire come cazzo funzionano queste macchine per imbecilli. Esempio:

Sbrigo la burocrazia da Hertz, vado chiavi in mano alla macchina (dovrei dire carroarmato). Entro, metto la chiave e giro per accendere il motore. Do un occhio al cambio, e’ in posizione P (parking). Vedo la R (retromarcia) e faccio per metterla. NIENTE. IMPAZZISCO. NON SI METTE IN RETROMARCIA. IL CAMBIO E’ BLOCCATO. IMPAZZISCO ANCORA. PASSA UN TIPO: LO FERMO E CHIEDO. PARE CHE PER METTERE ‘R’ DEVI TENERE IL PIEDE PREMUTO SUL FRENO. PERCHE’ TU SEI SCEMO. LA MACCHINA DI PRENDE PER SCEMO. METTO RETROMARCIA FINALMENTE. LA MACCHINA SPOSTA MA HA IL FRENO A MANO TIRATO. FACCIO PER TOGLIERE IL FRENO A MANO. NON C’E’. NON C’E’ LA LEVA. IMPAZZISCO ALTRI 5 MINUTI. RIPASSA IL TIPO. SCOPRO CHE IL FRENO A MANO SI AZIONA COL PIEDE SINISTRO PREMENDO UN PEDALE.  E SI TOGLIE CON LA MANO SINISTRA, TIRANDO UNA LEVA CHE ASSOMIGLIAVA ALLA LEVA PER APRIRE IL COFANO. METTO LA ‘D’ (DRIVE) E ME NE VADO RIDENDO COME UN CRETINO.

– Nello stato di Washington (ma credo in tutta l’ammerega) puoi girare a destra anche se il semaforo e’ rosso, a patto che la strada sia libera, e dando precedenza. Tu puntualmente vedi rosso e ti fermi in modo automatico, poi qualcuno ti maledice suonando e capisci che puoi andare.

– Corollario delle corsie: Qualsiasi strada in qualsiasi posto non ha meno di 4 corsie

– Puoi fare tutto dalla macchina, guardare un film dalla macchina, andare in banca e prelevare dalla macchina, prendere robe da mangiare al drive thru e mangiare in macchina, e’ tutto drive thru, e il tuo culo nel frattempo si allarga TANTO COSI’.

– Il cambio automatico pare essere fatto per consumare piu’ benzina possibile, il sistema decide di cambiare marcia quando il motore sta per esplodere ed hai quella strana sensazione che il motore stia sempre su di giri quando tu lo avresti fatto girare a regimi piu’ bassi. Ma tanto qui la benzina costa un cazzo e quindi chi se ne fotte. Ecco perche’ fanno le guerre 😛 Per mantenere questo prezzo basso 😛

– Per quanto grande possa essere il SUV che ti hanno dato al noleggio per i tuoi colleghi ammeregani e’ sempre una macchinina, potevano darti di piu’

– Tutti, ma dico tutti, usano il cambio automatico

– Riconosci gli europei al volante dal fatto che cercano sempre conforto nel cambio e passano da N a D mentre guidano. ahahaha. Come per consolarsi della mancanza di qualcosa.

– Senza macchina non vai da nessuna parte, andare in giro in bici e’ impossibile con tutti gli stradoni e i cavalcavia che ci sono. Girando per strada non trovi negozietti ma solo IMMENSI CENTRI COMMERCIALI CON IMMENSI PARCHEGGI. Non e’ posto da “ah mi sono dimenticato il pane ora esco a comprare”.

Unita’ di misura

– Nel 2009 ancora usano le mph (miglia per ora) e le yard, etc etc. BASTA AGGIORNATEVI.

– Gli ammeregani sembrano molto apprezzare il concetto di quarto. 25 centesimi non gli piaceva, devono dire un quarto di dollaro, 1/4 di miglio, etc etc. BASTA. CI AVETE ROTTO.

– Le pietre, le oncie, i galloni, e che siamo nel medioevo?!!??!!

– Quando senti dire che fuori ci sono 82 gradi fai un salto nella sedia ma poi scopri che intendono GRADI FARRENHEIT. Cosi ogni volta devo:

  • sottrarre 32 dalla temperatura in Fahrenheit
  • dividere per 9 ciò che ottengo
  • moltiplicare per 5 ciò che ottengo

Per loro non andava bene che l’acqua solidificasse a 0 gradi. Era troppo semplice!

Moneta ed economia

– Il dollaro e’ una moneta confusionaria: tutte banconote sono della stessa dimensione e dello stesso colore. La cifra corrispondente al valore della banconote non e’ in bella vista. Cosi’ io devo fare l’imbecille alla cassa per capire quali pezzi di carta devo dare.

– In ogni banconota potete leggere “In god we trust” (In dio crediamo). IO NON CI CREDO. PARLATE PER VOI.

– Non parlo delle monete, il quarto di dollaro, la DIMA. PRIMA DI CAPIRE QUANTO VALE CI SONO STATO 10 MINUTI grazie al distributore di becande. ma cazzo SCRIVETE 10 CENTS. NO 1 DIME!!!!!

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– La banconota da un dollaro ha il simbolo della piramide divisa in due. Simbolo della massoneria……….

– Qui non esistono le carte di debito a quanto pare. Esiste solo la carta di credito e tutti la usano per tutto.

– Alla radio senti pubblicizzare le carte di debito (debit card, cioe’ le bancomat/maestro/laser) come fosse la novita’ del secolo gridando a squarcia gola: COLLEGATE DIRETTAMENTE AL TUO CONTO CORRENTE E NON C’E’ ALCUNA SPESA PER TRANSAZIONE.

Non sanno cosa vuol dire il PIN della carta di credito, tutto funziona con la strisciata, il chip non se lo cacano.

Costume e societa’

– In televisione puoi vedere una bambina intervistata come niente fosse per raccontare il suo caso di strupro

– Tutto e’ spettacolarizzato manco fosse la finale della coppa del mondo, dalle previsioni del tempo alla pubblicita’ del prodotto per lavare i cessi

Cibo

American Small = European Big

E da li potete capire le proporzioni del resto 😛

Ovviamente per tutto questo ci sono delle eccezioni

Per ora e’ tutto. Saluti dal corrispondente in Seattle.

Tu vo fa’ l’ammaregano… meregano meregano!

Saluti dal timezone PDT (Pacific Daylight Time)!

Scrivo questo post principalmente per dire che sono vivo e vegeto e che non sono stato trasferito a Guantanamo.

Il volo

Detto questo, il viaggio e’ stato tranquillo. Dublin -> Heathrow -> Seattle. Per me che non sono mai uscito dall’Europa e’ stata una strana esperienza di viaggio. Partenza alle 11.20 da Dublin, al check-in Aerlingus la hostess mi informa che potro’ gentilmente ritirare il mio bagaglio direttamente a Seattle. Credo che sia la prassi per i voli intercontinentali.

Una oretta scarsa di volo ed arrivo a Heathrow. Scendo e mi accorgo che questo aeroporto e’ enorme. Mai vista una cosa del genere. Stando a wikipedia si tratta del 3 aeroporto piu’ trafficato del mondo.

Avevo circa 3 ore tra il volo per Seattle l’arrivo. Ma sono bastate a malapena. Ad un certo punto pensavo di perdere il volo 😀

Ho dovuto prendere un treno sotterraneo tratuito per passare dal terminal 1 al terminal 5. Al terminal 5 ho fatto un controllo del VISA, ho passato la security (pensavo peggio), ho preso un altro mini treno sotterraneo totalmente automatizzato (no guidatore), 15 minuti di camminata a piedi e sono arrivato al gate.

Tutto questo a volte ti fa capire quanto tu sia provincialotto… non che sia qualcosa di negativo per carita’, anzi! Penso che sia qualcosa di estremamente positivo, e che gente abituata a vivere in grandi metropoli a volte invidi la gente abituata a stare in posti meno caotici.

by the way, arrivato al gate mi rendo conto delle proporzioni dell’aereo. Boeing 747 (tralaltro Boeing pare sia nata a Seattle).  Mi rendo conto che per un aereo grande ci vuole un equipaggio grande (come la pubblicita’ del pennello). Vedo arrivare componenti dell’equipaggio, avro’ contato almeno 4 piloti e un numero spropositato di hostess/steward.

Imbarcato nell’aereo mi rendo ancora piu’ conto delle dimensioni; appena entrato vedo sedili ultracomodi tipo amaca, inizio a gioire, per poco, perche’ mi rendo conto che quella e’ la prima classe 😛

Il mio posto si trova nella fila di centro, fortunatamente lato corridoio, come piace a me. Non rischi di rimanere incastrato tra gente che dorme come sassi per tutta la durata del viaggio.

Il posto e’ tutto sommato confortevole, bevande e cibo sono gratis, due pasti, acqua e succhi, vino, birra serviti costantemente sempre a gratis. Cuffie, spazzolino, dentrificio e salviette usa e getta fornite. Incastonato nello schienale di fronte al tuo posto una minitv/comptuer da cui puoi vedere film, sentire cd audio, etc.

Mi sono sparato Yes Man e Gran Torino. Bei film, specie l’ultimo. Per il resto ho dormito, chiaccherato (poco) con una signora accanto. Molto utile la funzione Mappa da cui puoi tenere d’occhio la posizione GPS dell’aereo, l’orario previsto di arrivo, l’ora di arrivo nel fuso orario della destinazione, e l’ora corrente nel fuso orario dell’aeroporto di partenza. Cosi’, tanto per ricordarti che il jet lag ti uccidera’.

Un’ora prima dell’atterraggio compilo la green land card (del quale ho fatto la preregistraione online sul sito della homeland security agency, ormai questo step e’ obbligatorio), e la custom declaration form.

Al controllo passaporti/dogana, oltre ad una bella fotografia e le impronte di tutte le dita delle mani, mi fanno mille domande: perche’ sei venuto -> businnes travel, quanto tempo devi stare, dove risiedi, che lavoro fai, cosa fa la tua compagnia, di cosa ti devi occupare in particolare. ho detto training e quello mi fa: «Ah ma perche’ hanno mandato te dall’Europa per fare training ai tuoi colleghi americani, non potevano chiamare un americano?»

Ed io pensavo: ma farti i cazzi tuoi no?

Alla fine passo illeso, prendo le mie cose, non dichiaro alcun insetto, animale, pianta, cibo, carne. Prendo il taxi, talaltro una macchina ibrida, a Toyota Prius, e mi dirigo alla volta dell’Hotel in Bellevue.

Il tempo

Il tempo e’ na merda. Piove fortissimo. Cosa mai vista a Dublino so far. Quanto meno qui pero’ in estate la temperatura arriva a valori siciliani. Sui 30 gradi.

Infrastrutture e Trasporti.

Per il primo giorno posso dire di aver visto solamente autostrade a 5 corsie. Pare che non ci sia alternativa. La strada piu’ piccola, anche nelle citta’ piu’ piccola, ha due corsie. 😛

Una cosa fica e’ che nelle autostrade esiste una corsia speciale chiamata carpool, a cui possono accedere solo macchine con almeno 2 passeggeri, e gli autobus. Questo per incentivare quello che si chiama car sharing. Ovvero la pratica di organizzarsi in gruppi e spostarsi utilizzando la macchina di uno dei passeggeri, al fine di risparmiare soldi, emissioni di CO2 e ridurre il traffico.

Non ho avuto modo di provare mezzi pubblici fino ad ora. Fortunatamente due miei colleghi dublinesi che sono venuti con me hanno la macchina e non ho bisaogno di muovermi col mezzo.

Mi dicono cmq che al centro storico i mezzi publici sono gratis.

Sightseeing

Non ho avuto modo di vedere granche’ fino ad ora. Devo ancora andare al Wasabi Bistro’ consigliatomi dal Direttore. Sono stato nella downtown di Seattle per qualche ora. Visitando qualcosa del centro, una parte della zona costiera, passando per il mercato del pesce, che purtroppo alle 18 era gia’ chiuso. Era giorno feriale. Sarebbe stato fico cenare in una delle trattorie interne al mercato del pesce.

L’impressione che ho della citta’ cmq e’ buona, e’ pulita, molto, non si vedono macchine parcheggiate per strada perche’ e’ pieno di parcheggi sotterranei, o di palazzi che sembrano abitatitivi ma in realta’ sono parcheggi. 😛

Fa impressione vedere tutti quei palazzi di vetro che si alzano tra gli incroci delle strade.

Sono passato accanto allo Space Needle ma non ho avuto modo di entrarci perche’ ero in missione per andare a vedere il datacentre di Fisher Plaza che sta proprio li accanto.

Questo fine settimana stiamo organizzando 3 notti da passare nella zona di Vancouver, Canada, cosi’ posso avere un altro stamp nel passaporto 😛 Mi hanno detto che la zona attorno a Vancouver e’ fichissima.

Tutto la zona attorno a seattle e’ fica comunque. E’ pieno di alberi e foreste, contrariamente a Dublino, non c’e’ grigiore, tutto e’ verde. Ci sono pini etc. Washington e’ chiamato l’evergreen state.

Hotel

L’hotel e’ fico, ho una suite con letto matrimoniale, divano enorme, scrivania, cucina, mega schermo lcd, wifi gratis, frigo lavastoviglie e forno 😀 C’e’ la piscina e la palestra 😛

Aspetti negativi rilevati fin’ora.

Non so, vi diro’ quando tornero’. Di sicuro una cosa e’ che se non hai una macchina sei perso… spazi troppo grandi 😛

Cibo

Sono stato troppo preso dal nerdismo per poter andare a cenare come si deve, a pranzo burritos o pizza, a cena ho smangiucchiato qualcosa nella sala intrattenimento dell’hotel. Vi sapro’ dire dopo il week end.

Denaro

I dollari americani sono un casino! Sono tutti dello stesso colore e sono difficili da distinguere 😀 Le cose in generale costano pochissimo. Grazie anche al fatto che l’euro e’ forte ora. Quando prelevate dal bancomat esiste una commissione di 2 $. Conviene prelevare tanto per non farsi fottere i soldi. Non accettano le carte maestro ma solo le carte di credito.

Per ora e’ tutto. A presto.